Semplicemente
5/9/20101:40

GIOCHI & CONCORSITEST & SONDAGGI AGORÀ


Cos'è il pane e le rose

Le associazioni che proponiamo

DìGayProject
E' nata una nuova associazione per la difesa dei diritti civili degli omosessuali e, dunque, dei cittadini tutti.
Una nutritissima schiera di giornalisti, attivisti, saggisti (tra cui Massimo Consoli) rappresentanti del consiglio comunale di Roma, dell'Arci Lesbica, "Roma Capitale", messaggi e telefonate di un entusiasta Veltroni e del segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti, Dodi Conti, Lucrezia Lante della Rovere, Leo Gullotta hanno salutato questa mattina il concepimento della neonata "DìGayProject".Ma dov'è il motivo di tanto clamore?

Il DìGayProject si raccoglie attorno alla figura carismatica di Imma Battaglia. La carica quasi erotica della sua passione politica lascia trasparire una sensibilità nuova nell'ambito delle battaglie per i diritti civili. Si parla finalmente di costruire progetti ambiziosi, non di trascinare parole.

La cosa più urgente è scardinare le strutture rigide in cui lo scontro sociale è stato fino ad oggi irreggimentato. Imma sottolinea l'opportunità di emanciparsi dalla irrealistica prospettiva ideologica entro cui troppe associazioni italiane si ostinano ad operare. E facendo questo sa di lanciare un sasso nello stagno e sorride.

Quello della differenza sessuale è un tema che attiene alla cultura e che la cultura tenta di rimuovere. Questa rimozione procede attraverso la negazione dell'omosessuale come soggetto politico e si traduce nella negazione di servizi. Una strategia alternativa è la spettacolarizzazione di certi tratti per così dire "scabrosi" per legittimare una condanna pregiudiziale. Non c'è verso, l'unica via di uscita è nella negoziazione. Un processo che deve tener conto della trasversalità del fenomeno omosessuale, fenomeno che coinvolge elettori di destra e di sinistra, cattolici, marxisti-leninisti, uomini e donne, giovani ed anziani e soprattutto tutti coloro che omosessuali non sono.

Perché vedete, in politica è sempre successo questo: la battaglia di una minoranza prende il volo spontanea a partire da una effervescenza locale e per qualche sfuggente meccanica sociologica ripiove più tardi su tutta la società nel suo complesso sollecitando una ricomposizione dei conflitti. E questo è il più bel regalo che le minoranze discriminate abbiano mai tributato al consorzio civile: costanti opportunità di cambiamento.

Certo c'è chi parla di dna e di eredità cromosomica.
Mi è capitato spesso di notare tuttavia come la natura raccontata da teologi e biologi si svolga lungo un percorso semi-automatico in cui il più grosso divora il più piccolo. Esistono invece alcune eccezioni. Una di queste eccezioni è l'uomo, che pure debole ed indifeso, si è organizzato ed è riuscito non solo a sopravvivere procacciandosi il pane ma anche a sottomettere le altre specie e a guadagnarsi le rose.

Io non so dire se l'omosessualità rappresenti o meno un carattere naturale. Certamente però se si vuole fare politica bisogna ragionare in termini di scelte. D'altra parte la difficile conquista della propria sessualità, impresa in cui gli eterosessuali maschi possono dirsi avvantaggiati, oltre a presupporre in tutti i sensi una scelta ed una guerra di cui andare fieri, può rappresentare una incommensurabile fortuna nel caso in cui questa guerra la si vinca.

22 ottobre 2001



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