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Benvenuti a Rodi
Confondetevi
con la folla allegra che inonda i vicoli, visitate le pittoresche
botteghe di arte popolare, assaggiate le squisitezze marine
in una piccola trattoria tradizionale...Girovagate per il
molo e per Mandraki, il vecchio porto, di fronte a voi i
tre mulini di pietra di epoca Bizantina e il Castello di
San Nicola con il faro e l'omonima chiesetta. E quando sopraggiungerà
dolce la notte, cercate momenti romantici sotto il cielo
stellato di qualche spiaggia oppure vivete i ritmi intensi
danzando fino al mattino!
Rodi
è la capitale delle dodici isole dell'Egeo sudorientale,
denominate Dodecaneso, è anche la più grande
di superficie e di popolazione, la sua forma romboidale
ha una lunghezza di 80 e una larghezza di 38 chilometri.
Una catena montuosa nel senso della lunghezza divide l'isola
in due; Rodi, ad eccezione di poche pianure e di alcune
vallate fertili e pittoriche vicino al litorale, è
una delle isole più montuose del mare Egeo. Le montagne
dell'isola non sono alte, ad eccezione del monte Attàviro
di 1.215 metri dal livello del mare. Il nome del monte,
di lingua preellenica, testimonia l'esistenza nelle isole
di leggende e culti antichissimi, come quelle di Giove Attaviro
e del leggendario re Altaimene.
Rodi città è praticamente divisa in due parti.
Quella moderna si estende dalla punta nord dell'isola verso
il sud, occupando in parte l'area del Monte Smith che domina
la città ed arriva fino ai quartieri più recenti
di Analipsi. La Città Medievale (o Città Vecchia)
si sviluppa attorno al porto ed è circondata dalle
vecchie ma ancora imponenti fortificazioni, dalla fossa
percorribile con il teatro all'aperto e da estesi giardini.
La
città medievale, proclamata nel 1988 monumento protetto
dall'UNESCO per il suo valore di patrimonio culturale mondiale,
si sviluppava attorno al porto più importante dell'isola,
allora chiamato 'Emporiò, protetta da bastioni forti
ed imponenti. Durante il dominio dei Cavalieri nella città
risiedevano Greci ed una la piccola comunità Ebrei
mentre i Cavalieri occupavano il Castello, centro amministrativo
e religioso dell'isola che conteneva edifici di funzioni
diverse come l'Armeria, l'Ospedale e, il più importante
di tutti, il palazzo del grande Maestro. Costruzioni importanti
del castello erano anche le residenze, che contenevano le
dimore e le sale di riunioni di Cavalieri della stessa nazionalità.
Il grande pregio della città di Rodi è quello
di essere circondata da spiagge bellissime, tutte facilmente
accessibili. Forse la più suggestiva è quella
chiamata Kato Petres, nella parte sud-ovest della città.
La più frequentata è sicuramente la spiaggia
dell'Acquario, mentre la spiaggia di Zèfiros, tutta
di finissima sabbia, è la meno conosciuta.
Le
principali località turistiche dell'isola si sviluppano
a ridosso della capitale, lungo la costa ad est e ad ovest
dell'isola. FALIRAKI, piccolo villaggio a circa 15 chilometri
da Rodi città, è considerato il maggiore e
più importante agglomerato turistico dell'isola.
Alberghi di varie categorie, attrezzature sportive, taverne,
locali, bar e ristoranti sono numerosi e accoglienti. Una
lunga spiaggia di sabbia fine ne fa una delle località
più ambite dell'isola. IXIA, altro agglomerato turistico
di rilevanza, sulla costa occidentale dell'isola. Assieme
alle località di IALYSSOS e TRIANTA, forma una vasta
area di svago e divertimento. Molto ben collegato con la
città di Rodi dal servizio di bus di linea. Altre
località minori, ma non meno belle, sono KALITHEA,
famosa un tempo per le sue terme e RENI KOSKINOU.
Ma Rodi è anche sede di grande tradizione culturale.
In estate vi si svolgono numerose manifestazioni culturali,
con musica, danza, teatro, canto e il divertimento acquista
un carattere diverso. Visitate il teatro di Tafro e ammirate
l'altro volto di Rodi, oppure immergetevi nella notte della
città medievale, con sensazioni difficili perfino
da raccontare.
E
se amate il folle divertimento alla greca delle persone
semplici, i piaceri gastronomici ed il buon vino, ad Agosto,
i paesi produttori di vino dell'isola vi attendono alla
Festa del Vino ai Rodini.
Secondo uno dei tanti miti su Rodi la nascita dell'isola
sarebbe stata frutto dell'amore di Apollo con la ninfa Rodi,
figlia di Poseidone, re del mare. Quando Apollo vide Rodi,
si innamorò della sua bellezza al punto di prenderla
in moglie. Da questa unione nacquero otto figli: sette maschi
e una femmina. Uno dei figli, Kèrcafo, ebbe a sua
volta tre figli: Kámiros, Iálissos e Lindos,
i quali costruirono le tre città più importanti
dell'isola.
Alcuni studiosi sostengono invece che il nome 'Rodi' non
deriva dalla bellissima ninfa, ma da un fiore. Anticamente
l'isola era coperta di rose ed era così bella che
poteva essere paragonata soltanto a questo fiore dell'amore.
I
Cavalieri di San Giovanni
Una breve introduzione alla storia dei Cavalieri di
San Giovanni, che forse vi saranno più familiari
come Cavalieri di Malta, per meglio capire le testimonianze
storiche che hanno lasciato nella Rodi Medievale.
Meglio
conosciuti come Cavalieri di Malta, in origine erano
dei nobili che arrivano in Palestina da tutta Europa
(principalmente da Francia, Italia, Spagna ed Inghilterra)
per assistere malati e deboli e per sorvegliare il
santo sepolcro. In seguito si costituiscono in ordine
religioso in qualità di servitori di Dio e
con regole severe, compresi i voti di castità,
obbedienza e povertà. Per farne parte è
necessario essere nobili da almeno cinque generazioni.
Dopo la prima crociata, per contrastare l'avanzata
degli infedeli, si trasformano in monaci combattenti.
Nel 1291, ormai in ritirata, lasciano la Palestina
e si stabiliscono a Cipro.
Da
Cipro nel 1306 si trasferiscono a Rodi, in parte favoriti
dal locale governatore, l'ammiraglio genovese Vignolo
de' Vignoli, e nel giro di soli tre anni prendono
il completo controllo dell'isola, controllo che manterranno
per duecento anni. Rodi diviene da questo momento
quasi un confine tra occidente ed oriente, tra civiltà
islamica e civiltà cristiana, l'ultimo avamposto
cristiano contro l'islam che inesorabile avanza. Nel
1480 arriva il primo attacco turco (Maometto II) che
viene tuttavia respinto. Nel 1522 l'attacco successivo,
molto più violento; questa volta si tratta
di duecentomila turchi guidati da Solimano il magnifico.
I Cavalieri, agli ordini del Gran Maestro Philippe
Vullions de L'Isle, sono solamente settemilacinquecento
ma per sei mesi resistono all'assedio dentro la loro
roccaforte; poi la definitiva capitolazione, probabilmente
dovuta anche ad un traditore che fornì preziose
informazioni al nemico. I pochi Cavalieri sopravvissuti
riparano a Creta per sette anni, e da qui a Malta
dove si stabiliranno a lungo (tanto da prenderne il
nome).
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30/07/2003

I castelli della Loira
Non
è solo la bellezza dei castelli ma anche la cornice paesaggistica
in cui sono inseriti questi meravigliosi castelli a rendere
il tutto davvero magnifico, la tranquillità che si assapora,
la mitezza del clima, gli incantevoli paesaggi naturali
e la cortesia degli abitanti. La valle della Loira è una
delle più stupefacenti di Francia, ricca di villaggi medievali,
castelli meravigliosi, vivaci città e giardini incantati.
Tanto sono incantevoli meraviglie della Valle della Loira
che dal 30 novembre 2000 rientrano a pieno titolo nel Patrimonio
Mondiale dell'Umanità, come stabilito dall'Unesco.
Tra
i castelli più conosciuti e visitati vanno ricordati
Chambord, Amboise, (dove visse e morì Leonardo da
Vinci), Chenonceau, Saint-Aubin, Azay-le-Rideau, Chamerolles,
Ussè, Chinon, Amboise, Beauregard oltre a piccole
città d'arte come la medievale Bourges, con la gotica
cattedrale di Saint-Etienne, Orleans, la rinascimentale
Blois e Tours, la città di Balzac. Nei castelli della
Loira le finestre sono molto grandi e numerose, le sale
ampie e lussuose, con camini e pannelli di legno alle pareti.
Le mura di cinta sono solo un ornamento, la torre è
spesso un gazebo, si tratta di castelli-residenza e non
di fortezze medioevali; la vita che si svolgeva era diversa
da quella condotta dagli abitanti dei castelli del medioevo.
Sono
stati molti i sovrani che nel corso dei secoli amarono questa
splendida valle al punto di stabilirvi la loro dimora, preferendola
anche a Parigi. Il primo a scoprirla e amarla fu Carlo VII:
erano gli inizi del Quattrocento, più precisamente
il 1414, anno in cui i Borgognoni misero a ferro e fuoco
Parigi ed un gruppo di fidati cavalieri, per salvare il
delfino di Francia, il futuro Re Carlo VII, lo scortarono
lungo la strada per Melun, sottraendolo così alle
insidie della reggia del Louvre. Diventato re, Carlo VII
trasferì la corte da Parigi a Bourges e poi a Chinon;
tra Chinon e Amboise trascorse tutta la sua vita. E come
lui tutti i suoi successori. Così la Loira, per
più di un secolo, ha visto l'insediarsi di re, nobili
ed alta borghesia che la elessero a loro residenza. Restaurarono
antichi manieri, costruirono sontuose dimore e castelli
principeschi, amarono le feste, i grandi balli e le battute
di caccia. Nel cuore della Francia innalzarono così
un mondo fatato, uno scrigno di pietra che fa ancora sognare:
per ogni pietra un fatto, per ogni scala una storia, per
ogni giardino l'ozio di un re, per ogni salone, il ricordo
di passi di danza sulle note lievi di liuti e ribeche. Ciascun
edificio ricorda infatti ancora oggi al visitatore, una
storia appassionante fatta di amori, intrighi di corte,
tradimenti. Dal tardo Medioevo in poi fui un fiorire continuo
di castelli che, stando alle leggende e alle storielle locali,
conservano tra le loro mura ancora storie appassionate fatte
di amori ed intrighi nella migliore tradizione del romanzo
di cappa e spada. Dietro ogni portone e dietro ogni vetrata
si intuiscono i ricordi di un passato imponente: a Blois
l'assassino del duca di Guisa,
a Chinon Giovanna d'Arco, ad Amboise la congiura protestante
e il soggiorno di Leonardo da Vinci, a Diffauges le vittime
di Barbablù, a Montsoureau le avventure create da
Dumas.
L'offerta turistica in questa zona è molto evoluta,
quindi avrete davvero l'imbarazzo della scelta: salire in
mongolfiera, sui palloni dipinti a fiori, volando tra i
castelli più noti, dondolando nel piccolo cesto di
vimini, portati dal vento su torri e giardini; camminare
in foreste, tra scoiattoli che non hanno paura; pedalare
o cavalcare nel verde lungo piste ciclabili e sentieri sicuri
e sempre segnalati. Potete infatti andarci in macchina,
potete noleggiare una "house boat", potete andare
a piedi, ma il mezzo migliore per trascorrere una vacanza
tra i castelli della Loira è la bicicletta.
I Castelli più visitati
Chenoceau
Chambord
Amboise
Blois
20/03/2003

Le
montagne olimpiche di Torino 2006
Nel
giugno 1999, Torino si è aggiudicata la candidatura per
i Giochi Olimpici Invernali del 2006 che si svolgeranno
quasi interamente sul territorio dell'Agenzia Turistica
Locale "Montagnedoc". Nove delle dieci città Olimpiche rientro
nel territorio dell'agenzia e stanno predisponendo una rinnovata
proposta turistica, che faccia riscoprie la storia e la
tradizione di questi luoghi, forse un po' dimenticati. Nove
siti olimpici, alcuni dei quali noti al grande pubblico
degli appassionati della montanga. Sestriere ospiterà infati
lo sci alpino, a Pragelato si svolgeranno le gare di sci
nordico e salto dal trampolino, a Pinerolo il curling; la
altre discipline tra Bardonecchia, Cesana Torinese e Sansicario,
Sauze d'Oulx, Claviere e Torre Pellice.
Lo
sport recupera la storia
Forse
i Giochi olimpici invernali di Torino 2006 saranno soltanto
il pretesto per rilanciare un territorio ricco come quello
delle Montagne_doc. Un gruppo dinamico e lungimirante di
operatori locali stanno infatti lavorando alacremente per
offrire una proposta articolata che caratterizzi il turismo
da questo parti non soltanto per un evento o per una località,
ma per un territorio.
Il senso di una proposta ricca di occasioni che consenta
al turista di muoversi informato sul territorio, per integrare
la tradizionale proposta di turismo di montagna, estivo
o invernale, con la gastronomia, la storia, il benessere,
la tradizione.
E proprio per i prossimi Giochi olimpici il gruppo di Montangedoc
sta individuando una serie di percorsi turistici che rilancino
il territorio anche in quei periodi apparentemente meno
favorevoli al turismo.
LUCI
D'ARTISTA

Dalla
sera del 7 dicembre e fino al termine delle feste
di fine anno, un abbraccio luminoso unisce Torino
alle sue montagne in un unico grande evento culturale
ed artistico. Luci d'Artista in questa nuova edizione
parte dalla capitale delle Alpi occidentali, inserita
nell'ambito delle manifestazioni di "Torino
contemporanea luce e arte" e sale lungo le
valli in un percorso fra le Montagne Olimpiche di
Torino 2006. Un evento reso possibile dal lavoro
congiunto di Atl2 Montagnedoc con i Comuni coinvolti,
il Comune di Torino, l'Aem e l'importante patrocinio
della Provincia di Torino.
Un percorso suggestivo che ha nella luce il suo
filo conduttore e che, partendo dalla grande città,
si volge ad ovest per dirigersi verso Pinerolo e
l'Alta Val Chisone da una parte e verso la Val di
Susa dall'altra, ovvero il territorio delle grandi
sedi di gara delle Olimpiadi invernali di Torino
2006: Bardonecchia con l'opera di Luigi Mainolfi,
Pinerolo con Francesco Tabusso, Oulx, Sauze d'Oulx,
Claviere, Cesana-Sansicario, Sestriere con Mario
Molinari, Pragelato con Luigi Nervo.
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Sestriere
Sestiere è senz'altro la località più
nota di Montagne_doc. Il "Colle degli Agnelli"
oggi è un luogo alla ricerca di una nuova identità
che lo leghi con più profondità al territorio
e alle sue radici. Da sempre nota per l'alto livello dell'offerta
sciistica e turistica (con gli innumerevoli eventi sportivi
e mondani organizzati), dove il confort dei grandi alberghi
di prestigio si fonde all'esclusività delle sue vetrine.
oggi a Sestriere il benessere totale degli ospiti è
la parola d'ordine. Non soltanto una grande varietà
di attività sportive (dal fitness alle escursioni
in motoslitta), ma tante proposte per la cura del corpo
(saune, bagno turco, idromassaggio, ecc.). E la sera cene
a lume di candela ad alta quota, l'esperienza indimenticabile
del golf sulla neve tante altre emozioni tutte da scoprire;
ma soprattutto un collegamento con il resto di Montagnedoc,
che offre al turista la possibilità di alternative
paesaggistiche, culturali, folkloristiche ed enogastronomiche.
Tra
gli eventi meno noti segnaliamo il "Babbo Natale in
slitta", trainata da un cavallo per le vie del centro
del paese e sulle piste da sci, per la distribuzione di
caramelle e dolciumi ai bambini. Un momento spettacolare
per le prossime vacanze di Natale.
Da non perdere infine la scultura "L'Albero della Vita"
è opera dell'artista Mario Ceroli, che l'ha offerta
in dono alla città del Sestriere. L'inaugurazione
dell'opera è avvenuta con la cerimonia di apertura
dei Campionati del Mondo di Sci nel febbraio del 1997.
"L'Albero della Vita" consiste in una scultura
alta 13.5 m. e composta da circa 2000 lastre triangolari
di vetro, di lato variabile da 3 m. alla base a 0.5 m in
sommità e leggermente ruotate una rispetto all'altra.
Si tratta di un'opera che alla sua imponenzae alla bellezza
e originalità delle soluzioni plastiche adottate
dall'Artista, unisce le suggestioni di luci e di colori
create di giorno dal sole e di notte da un impianto di illuminazione
appositamente progettato.
Sauze d'Oux
Al centro della Via Lattea, offre entusiasmanti discese
immersi in grandiosi scenari naturali, neve fresca e splendide
piste anche per i "surfer" più arditi che
affollano le piste di Sauze. Non mancano tuttavia l'eliski
e la motoslitta per gli acrobati delle nevi.
Non mancano poi le occasioni per i perfezionisti dello sci,
con ben tre scuole di livello internazionale che si ispirano
alle grandi imprese degli ex fuoriclasse Pierino Gros e
Giuliano Besson.
Sauze è senz'altro la località più
giovanile e più trendaiola, e spesso le piste si
animano con le invenzioni degli sciatori più estrosi,
che sfidano non di rado le fredde temperature invernali
armati di sole fiaccole, esibendo anche "look"
stravaganti all'insegna dello slogan "stupire a tutti
i costi".
Non impresionatevi, quindi, se vi capita di incontrare giovani
sciatrici in bikini, credondo di essere stati "tele-trasportati"
su una spiaggia esotica.
Ed in piena euforia giovanile, le notti di Sauze d'Oux sono
naturalmente frizzanti, da trascorrere in grande allegria
tra gli innumerevoli locali e discoteche che affollano quello
che potrebbe apparire di giorno un tranquillo paesotto montano.
La sera è un continuo di feste, animazioni e musica,
nella stazione sciistica più internazionale ed estroversa
della Valle.
Cesana e Sansicario
A Cesana esiste una perfetta integrazione tra ambiente naturale
e nuove strutture. Tradizionale borgo antico, Cesana sta
vivendo infatti negli ultimi anni un rapido e dinamico sviluppo
turistico, comunque nel rispetto della natura e della sua
storia.
Sansicario, dove si fondono al meglio sci, eleganza e comfort
di gran classe, si trova a soli 5 chilometri di distanza
da Cesana. E' una moderna stazione turustica costruita in
una posizione idilliaca, nel contesto dell'incantevole spettacolo
dei Monti della Luna.
Creata su misura per gli amanti dello sci, Sansicario è
oggi sinonimo di raffinatezza. I principali residence e
alberghi si raccolgono infatti intorno all'elegante via
pedonale, un susseguirsi di abbaglianti vetrine per uno
shopping all'insegna delle migliori firme; spesso sotto
la suggestiva contrapposizione naturale della luna che illumina
i monti.
In questo periodo a Cesana c'è la Mostra Artigianato
d'arte "I Presepi di Montagna" nella Sala Polivalente
in via Pinerolo (dal 21/12 al 6/01, aperta tutti i giorni
dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle ore 15.30 alle ore 19.00).
Oulx
Oulx è conosciuta soprattutto per le piste da fondo,
che la collegano con Bardonecchia attraverso un continuum
di panorami e suggestioni, anche di grande pregio ambientale.
Ma Oulx offre anche una interessante offerta turistica e
culturale, dal momento che già dai primi del '900
era una delle mete preferite dell'aristocrazia piemontese;
oggi, assieme a Sauze d'oulx sono destinazioni consolidate
del turismo invernale, particolarmente frequentate e amate
dal bacino anglosassone. D'estate sono interessanti alcune
gradevoli escursioni in contesti naturalistici di pregio
come il Parco Naturale Gran Bosco di Salbertrand e il monte
Fraiteve.
Bardonecchia
Un luogo da rinnovare, o meglio in fase avanzata di rinnovamento,
tra sport e "savoir vivre", come un'intensa giornata
di sci tra le storiche piste di Colomion o Melezet, oppure
la libertà del fuori pista tra le splendide nevi
del Monte Jafferau.
Bardonecchia oggi si segnala al turismo giovanile per la
sua originale offerta di discese da brivido in snowboard,
sulle piste conosciute come il paradiso dei "surfer".
Per tutti, una volta liberatisi degli scarponi, via verso
il tradizionale aperitivo in via Medail, magari assieme
ad una rilassante passeggiata tra le vetrine illuminate
delle strade dello shopping.
La sera è invece il regno dei buongusta; basta scegliere
tra uno dei rinomati ristoranti del paese per scoprire e
gustare i piatti tipici della tradizione, raffinate rielaborazioni
delle antiche ricette e cucina internazionale.
Spettacolo ed emozioni invece nel Palazzo delle Feste, con
eventi teatrali anche di richiamo internazionale, che si
alternano ai cartelloni di musica classica e ad esibizioni
degli interpreti più celebri della scena cabarettistica
nazionale.
Claviere
Per molti è una delle località più
suggestive dell'intero comprensorio, dove la modernità
è al servizio delle bellezze naturali.
Il noto impianto di risalita Gimon-Col Saurel è assolutamente
all'avanguardia e permette di godere di una vista a 360°
dell'imponente arco di vette che circonda il paese; posto
sul crocevia di una importante strada di collegamento internazionale,
il colle del Monginevro.
Per tutti gli amanti della montagna "vera" la
tranquillità e il silenzio del tradizionale borgo
alpino, il fascino di spettacolari piste di fondo, ma soprattutto
tanta neve fresca, ideale per gli amanti del fuoripista.
Val
di Susa
La Val di Susa, oltre ad offrire interessanti bellezze architettoniche
e paesaggistiche, è una valle ricca di minerali,
seppur meno famosa di altre località Piemontesi.
La grande varietà di minerali presenti, dipende dalle
differenti formazioni geologiche che caratterizzano la valle;
si và dagli affioramenti di carniole, dolomie e gessi
della zona ovest (alta valle) fino all'anfiteatro morenico
della zona di Rivoli e Avigliana (bassa valle), passando
per una vasta varietà di scenari geologici.
Molte sono state negli anni passate le attività di
ricerca ed estrazione di minerali nella valle.
19/12/2002

Week end a Budapest
Ha
la tipica malinconia dei paesi dell'Est che le conferisce
quell'aria un po' sonnacchiosa e quel fascino sottile non
sempre facile da comprendere. Il turista classico potrebbe
anche restare deluso, ma il vero viaggiatore non resterà
certamente indifferente ai tramonti ed alla tranquillità
di questa capitale romantica e semplice, lontana anni luce
dalle città italiane, e forse proprio per questo più attraente
e ricca di charme. Vale da solo un viaggio il panorama del
Lungodanubio, patrimonio mondiale dell'Unesco, chi l'ha
visto di sera, magnificamente illuminato, sa che è uno spettacolo
indimenticabile.
Budapest
è tagliata in due dal Danubio. Sulla sponda destra,
immersa in un dolce paesaggio collinare, si trovano Buda
e Óbuda (la vecchia Buda), in cui risiedono i nuclei
storici e la maggior parte dei segni del passato. Sulla
riva sinistra è situata Pest, la parte più
grande e pianeggiante, il cuore amministrativo della capitale.
Pest
è il cuore pulsante della vita quotidiana. E' il
centro della città con un'atmosfera che ci riporta
al primo Novecento. Soprattutto in Via Váci (prima
zona pedonale di Budapest) e in Piazza Vörösmarty,
dove si trovano i due caffè più rinomati e
frequentati della città: il Gerbeaud e l'Art cafè.
Il primo sfoggia l'arredamento originale del 1800, gli antichi
attrezzi dei pasticcieri e le forme dei dolci, usate nel
passato, mentre l'altro è un gran locale alla moda.
Sulla
stessa piazza, si trova anche il capolinea della vecchia
metropolitana. Nelle immediate vicinanze si può visitare
il Ridotto, costruzione in stile romantica per esposizioni
e concerti; la Basilica di Santo Stefano, dov'è possibile
ammirare opere di artisti ungheresi che rappresentano i
santi dell'Ungheria, i dottori della Chiesa del Medioevo,
gli apostoli e gli evangelisti. Nella cappella laterale
è esposta la mano imbalsamata di Santo Stefano, il
primo re dell'Ungheria. In Via Dohány troviamo la
Sinagoga più grande d'Europa nel cui cortile è
stato allestito il Museo Ebraico.
Sul versante settentrionale, in Kossuth tér, sorge
il palazzo del Parlamento, il più grandioso edificio
del Paese, sede dell'assemblea legislativa.
Imperdibile
poi una visita al Museo delle belle arti. Il Museo conserva
le opere d'arte straniere più preziose esistenti
in Ungheria. Al pianterreno si trovano le sculture greco-romane,
egizie e moderne. Al primo piano è situata la Pinacoteca
Vecchia. Vi si trovano quadri famosi di Raffaello, Giorgione,
Tiziano, Tintoretto, Correggio e Veronesi. E anche di Rembrandt,
Monet, Renoir, Gauguin, Cranach, Brueghel il Vecchio e il
Giovane. Vi si trovano poi, nella pinacoteca spagnola, opere
di El Greco, Goya, Ribera, Murillo e Velàzquez.
Le
acque del fiume che attraversa la città per 28 km
abbracciano alcune isole fra le quali l'Isola Margherita
(Margitsziget), la più famosa, conosciuta anche come
"lo scrigno della metropoli".
Uno dei punti più belli della città è
il Quartiere della Fortezza. Si trova sull'incantevole collina
della Fortezza (Várhegy), che si alza per circa 60
metri dal livello del Danubio e si estende in direzione
Nord-Sud per circa un chilometro e mezzo. Il Quartiere,
circondato da bastioni e mura di protezione, racchiude mirabili
segni del passato: è ritenuto "la vera anima
della città". Il fascino del borgo rimane intatto
tra le abitazioni civili e la parte meridionale occupata
dal Palazzo Reale (Királyi Palota) eretto nel 1200.
Per rendere più gradevole la visita è preferibile
salire con la funicolare che parte dai pressi del Ponte
delle Catene (Lánchíd).
Non
si può certo rinunciare ad una passeggiata in questo
quartiere, cominciando dalla Porta di Vienna (Bécsi
Kapu) - costruita nel 1936, dopo averne demolita un'altra
preesistente che risaliva al XVIII secolo - verso la piazza
della SS. Trinità (Szentháromság tér).
Qui siamo al centro del quartiere, con il monumento barocco
dedicato alla Santissima Trinità, il palazzo del
vecchio municipio e la famosa Chiesa Mattia. Questa chiesa
è uno degli edifici più emblematici della
Capitale, su cui ogni epoca ha lasciato impronta. La sua
definitiva forma in stile neogotico risale alla ricostruzione
avvenuta nel secolo scorso.
Lungo il percorso troviamo le principali vie: Úri
utca, Országház utca, Fortuna utca, Táncsics
Mihály utca.
Sulla Úri utca si può far visita alla chiesa
di Maria Maddalena (Mária Magdolna templom), di cui
è rimasta soltanto la torre campanaria, con una fila
di 24 campane, che ormai funge da belvedere. Si tratta della
costruzione più antica del quartiere e risale al
XIII secolo. In questa via si trovano inoltre molte abitazioni
che dispongono di singolari nicchie - decorate con archi
di pietra romanici, gotici e rinascimentali - dotate di
sedile, che servivano probabilmente per far accomodare il
seguito degli ospiti e l'entrata nel sistema di grotte,
che consiste in una rete di gallerie creata, a scopo di
difesa, per congiungere le cantine delle case di Buda. Il
sistema di gallerie sottostante al quartiere può
essere visitato anche dalla Grotta del Castello.
Nell'Országház
utca è allocata la sede del vecchio Parlamento, dove
la Dieta si riuniva tra il XVIII e il XIX secolo. Oggi è
sede di iniziative culturali e di studio. In Fortuna utca
ha sede il Museo ungherese dell'industria alberghiera dove,
tra i tanti oggetti risalenti alcuni all'epoca romana, può
essere ammirato l'arredamento originale di una csárda
ungherese e di una pasticceria dell'Ottocento. La Táncsics
Mihály utca percorre l'area di un vecchio ghetto
ebraico, di cui sono stati trovati alcuni reperti ora esposti
nel Museo degli Ebrei. Nella parte occidentale della collina,
dalla Tóth Árpád sétány,
vi è il romantico passeggio del bastione (Bástya-sétány),
con incantevole panorama; mentre a Nord, si trova il Museo
di storia militare (Hadtörténeti Múzeum).
A
sud dell'antica fortezza, sul Danubio, s'innalza il monte
Gherardo (Gellért-hegy), sulla cui sommità
è situata la statua del santo. Il monte prende nome
dal vescovo Gherardo, d'origine italiana, che nel 1046 fu
gettato dalla rupe nel fiume, dai pagani in rivolta contro
il cristianesimo.
Continuando a scendere troviamo la Krisztina körút
che, con Attila út, racchiude il parco del Vérmezõ,
oltre il quale ci sono la stazione Sud (Déli pályaudvar),
da dove partono i treni per il Balaton e per altre località,
e il capolinea della metropolitana.
29/10/2002

Le
isole Egadi
di Giulia
Serra
Tre
isole, tre paradisi differenti. Ognuna delle Isole Egadi
ha un suo fascino, una sua magia che la rende così preziosa
e diversa dalle altre. La maggiore delle isole è Favignana,
la sua forma ricorda una farfalla con le ali spiegate e
la sua coinvolgente tonnara, ormai una rarità anche per
la Sicilia. Poi c'è Levanzo, la più piccola delle tre isole
principali dell' arcipelago delle Egadi. E' anche l'isola
con il minor numero di abitanti ed è forse questa la sua
ricchezza maggiore: le sue risorse ambientali sono rimaste
intatte, incontaminate, perfettamente ammirabili. Infine
Marettimo, l'isola più distante dalla Sicilia , il suo carattere
più marcato è la scarsa antropizzazione del territorio,
ciò è sicuramente dovuto al fatto, che l'isola si presenta
come un'imponente montagna dai fianchi scoscesi che sorge
dal mare.
La
natura delle Isole Egadi risulta molto speciale perché
è incontaminata e selvaggia, caratteristiche ormai
introvabili quasi ovunque nel Mediterraneo.
Le Egadi fanno parte di un arcipelago ancora tutto da scoprire
dove il clima mite, sia in estate che in inverno, invita
ad una visita in qualsiasi periodo dell'anno.
La Riserva Marina delle Egadi è la più estesa
d'Italia ed i suoi fondali, le sue trasparenze e le magiche
grotte ne fanno un gioiello unico. L'ambiente terrestre
delle Egadi è uno dei più ricchi in specie
animali e botaniche, la flora e la fauna subacquee si preservano
rendendo tutta l'area incontaminata. La vegetazione è
assai rigogliosa, ci sono oltre 500 varietà di piante
e la fauna risulta essere ancora selvaggia. Un sogno dunque
per tutti i naturalisti, gli appassionati di immersioni,
trekking e bird watching. Le splendide Egadi sono citate
da Omero tra le avventure del mitico Ulisse e si narra che
Enea qui approdò dopo la morte del padre Anchise.
Nelle profondità di queste acque si nascondono relitti
di scafi punici, di triremi romane e di galeoni spagnoli.
Ogni anno viene celebrato l'antico rito della pesca del
tonno: la mattanza. Eredi di questa antica arte, appresa
dagli Arabi, i tonnaroti ripetono da secoli i medesimi gesti:
pregano e intonano cantilene durante l'estenuante lavoro,
e a sera usano intrattenere i visitatori con canti e storie,
invitando alla degustazione del pesce cucinato secondo le
ricette tradizionali.
Favignana
è dunque la maggiore delle Isole Egadi, posizionata
a circa 9 miglia da Trapani, deve il suo nome al vento Favonio.
La sua forma ricorda una farfalla con le ali spiegate, costituite
dalle due pianure, una detta il Bosco distesa verso ovest
e l'altra detta la Piana distesa ad est verso la Sicilia.Al
centro il corpo massiccio costituito dalla montagna che
culmina con la vetta S. Caterina (302 mt) su cui si trova
l'omonimo castello.
Da sempre al centro del mar Mediterraneo è stata
un punto strategico per tutti i popoli che si sono affacciati
su questo mare e che per il suo predominio si sono scontrati
in epiche battaglie. La più nota di queste resta
quella che nel 241 a.C. contrappose i Fenici ai Romani,
si svolse nel mare davanti l'isola e fu decisiva per la
sorte della prima guerra punica, il mito racconta che lo
specchio d'acqua in cui essa si svolse, divenne rosso per
il sangue versato dai combattenti e fu da allora che venne
dato il nome di Cala Rossa alla baia davanti alla quale
si combattè.
Oggi l'isola con le sue spiaggette, i suoi scogli, le sue
bellissime cale e il suo mare incontaminato è un'ambita
meta turistica, capace di coniugare il nuovo con l'antico,
mettendo insieme le numerose attività turistiche
con le tradizioni di un paese che da sempre ha vissuto di
mare, ed in particolare delle attività legate alla
pesca del tonno, infatti ogni anno nel periodo Aprile-Luglio
si rinnova la tradizione della Tonnara e della Mattanza.
Levanzo è la più piccola delle tre
isole principali dell' arcipelago delle Egadi.
E'
anche l'isola con il minor numero di abitanti questo ha
contribuito a preservarne le risorse ambientali. Notevolissima
è infatti la presenza di specie vegetali, osservabili
per tutti coloro che vogliono praticare il trekking sull'isola,
attività alla quale l'isola sembra essere naturalmente
votata.
Sicuramente da visitare la Grotta del Genovese dove si trovano
le tracce dei primi insediamenti umani nelle isole Egadi,
infatti all'interno di essa vi numerosi graffiti databili
tra il 9000 e il 10.000a.C. che raffigurano la vita quotidiana
di una comunità dedita alla caccia e già allora
alla pesca del tonno. Naturalmente non meno belle e interessanti
sono le numerose cale che si trovano lungo il periplo dell'isola
(cala Dogana, cala Minnola, cala Tramontana) e i suoi ricchi
fondali.
Infine
Marettimo, a 38 chilometri ad ovest di Trapani emerge
da splendide acque cristalline: l'isola più montuosa
e verdeggiante dell'arcipelago delle Egadi, popolata da
rupi alte fino a 700 metri (come monte Falcone) e abbondante
di sorgenti di acqua freschissima.
Sulla Punta Troìa è visibile una fortezza
borbonica, un tempo adibita a prigione; appena sopra il
paese si scorgono le tracce del passaggio romano nell'isola
e anche una piccola chiesa di epoca normanna.
Ricca di suggestive grotte raggiungibili in barca - splendide
quelle del Cammello, del Presepe e della Bombarda - Marettimo
accoglie anche diverse specie endemiche, animali e vegetali.
La
visita all'isola è oggi agevolata dalla presenza
di sentieri pedonali che consentono di apprezzarne appieno
il fascino; proseguendo lungo uno di questi si raggiunge
la fonte Pegna, dove sopravvive una piccola pineta. Nella
zona nord-occidentale dell'isola è visibile una macchia
a leccio, lentisco ed erica.
Tipiche di Marettimo sono anche numerose specie vegetali
appartenenti alla macchia mediterranea.
03/09/2002

Tutte le regole degli Ecoviaggiatori
di Giulia
Serra
Proviamo
a pensare al turismo da un insolito punto di vista. Pensiamo
all'impatto ambientale, culturale, sociale ed economico
di un fenomeno vasto e complesso come il turismo. Le persone
che viaggiano in un anno sono all'incirca 5 miliardi, come
se una volta all'anno l'intera umanità si spostasse dal
suo luogo di residenza. Davvero possiamo pensare che questo
immenso movimento di persone non lasci tracce sul pianeta?
Pensate
all'Everest, ogni anno centinaia di gruppi di europei si
recano qui per vivere una grande avventura a contatto con
la natura. Il risultato? Migliaia di lattine di coca-cola,
bottiglie e sacchetti di plastica ed altre amenità
"occidentali" dimorano ora lungo i vari percorsi.
E chi verrà dopo cosa troverà? E i nepalesi
stessi? Potranno godere dello stesso ambiente incontaminato
in cui hanno vissuto per anni?
Ecco, il concetto di "sostenibilità" è
proprio questo: pensare agli altri, a quelli che verranno
dopo, fare in modo che tutto resti, nei limiti del possibile,
così com'è.
Da
molto tempo ormai il turismo di massa ha eletto a meta di
particolare interesse il sud del mondo, il sud povero, e
vi si è gettato a capofitto con il suo violento approccio
"usa e getta": curioso, invadente, superficiale,
ed anche un po' sfruttatore. . Anche le possibilità
di incontro e di scambio tra turisti e popolazioni locali
sono, nella maggior parte dei casi, fittizie o limitate
ad esperienze frettolose ed artefatte, quando non irrispettose
delle realtà ospitanti. Il turista occidentale viaggia
come se fosse allo zoo: osserva anche la povertà
e la miseria che incontra come se riguardassero un mondo
completamente estraneo. E così povertà e miseria
diventano attrattive da fotografare, senza alcun rispetto.
La vacanza del turista occidentale medio è davvero
singolare. Mi spiego. Se faccio ore e ore di volo per raggiungere
una meta lontana, perché poi devo essere segregato
in ambienti artificiali, super organizzati, del tutto isolati
dal contesto reale in cui vive la maggior parte della popolazione
locale? Se vado in Messico da viaggiatore e non da turista
voglio dormire dove dormono i messicani, voglio mangiare
quello che mangiano loro, voglio parlare con loro, prendere
l'autobus con loro. Che senso ha mangiare una pizza o un
risotto alla milanese in Polinesia?
Tra l'altro si dice anche che il turismo possa rappresentare
un importante meccanismo di sviluppo economico (ma per chi?)
e di scambio culturale. Ora, è chiaro che un approccio
come quello fin qui descritto finisce per essere un ulteriore
meccanismo di espropriazione delle risorse naturali, con
un impatto spesso devastante sull'ambiente, e di sfruttamento
delle condizioni sociali ed economiche dei paesi ospitanti
(manodopera, vitto e alloggio a basso prezzo, per non parlare
del turismo sessuale ecc.....).
Se
si parla di "industria del turismo" è proprio
perché questa costruisce le sue cattedrali, come
i grandi alberghi su spiagge meravigliose che deturpano
in modo definitivo il paesaggio, l'ambiente svendendo il
miraggio di condizioni di vita migliori. E come le grandi
industrie, inquina. Inquina gli stessi mari che vende su
decine di riviste e opuscoli patinati. Qual è la
sostenibilità in un tale modo di fare? Se le generazioni
future non potranno godere delle stesse risorse vuol dire
che c'è qualcosa che non va, qualcosa che non sta
funzionando.
Ecco quindi come mai, in questi ultimi anni, accanto al
turismo tradizionale si è sviluppato un approccio
diverso al turismo, il "turismo responsabile".
Esiste un modo di viaggiare la cui prima caratteristica
è la consapevolezza: di sé e delle proprie
azioni, anche quando sono mediate dal comprare (un biglietto,
un regalo, una stanza per dormire); della realtà
dei paesi di destinazione (sociale, culturale, economica,
ambientale); della possibilità di una scelta meditata
e quindi diversa. Questo è Turismo Responsabile:
un viaggiare etico e consapevole che va incontro ai paesi
di destinazione, alla gente, alla natura con rispetto e
disponibilità. Un viaggiare che sceglie di non avallare
distruzione e sfruttamento, ma si fa portatore di principi
universali: equità, sostenibilità e tolleranza.
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Le
regole del turista responsabile
1. Chiediti perché viaggi: è importante
saperlo.
2. Informati sulla storia e sulla cultura del Paese
di destinazione.
3. Fatti spiegare dal tuo agente di viaggio qual è
la sua etica.
4. Chiedi quale percentuale del biglietto va alle
comunità ospitanti.
5. Metti in valigia lo spirito di adattamento.
6. Lascia a casa le certezze.
7. Rispetta le persone, l'ambiente e il patrimonio
storico culturale.
8. Non chiedere privilegi o pratiche che causino impatto
negativo.
9. Se possibile, arrangiati con la lingua locale senza
imporre la tua.
10. Non ostentare ricchezza stridente rispetto al
tenore di vita locale.
11. Prima di effettuare scatti o riprese video chiedi
il permesso.
12. Non assumere comportamenti offensivi per usi e
costumi locali.
13. Non cercare l'esotico, cerca l'autentico.
14. Non accontentarti delle diapositive: pensa ai
rapporti umani.
15. Coltiva le relazioni una volta rientrato.
16. Mantieni le promesse fatte in viaggio.
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05/06/2002

Pianeta Cinque Terre
di Giulia
Serra
Andiamo
alla scoperta di un paesaggio sospeso tra terra e mare in
cui, "se cade un limone, finisce in mare", per dirla con
le acute parole di Stendhal, un paesaggio che sembra una
scultura tracciata in verticale. Irraggiungibili per secoli,
se non per via marina o attraverso faticosi sentieri, adatti
più alle capre che all'uomo, le Cinque terre sono ancora
oggi un luogo non facilmente abbordabile, quasi a voler
rispecchiare e sottolineare il carattere aspro e un po'
rustico del popolo ligure. Gente testarda, quadrata, profondamente
accattata alla proprio terra e sempre sincera e leale, di
gran cuore.
Scoprire
le Cinque terre, non accontentandosi di andare poco oltre
le varie stazioni ferroviarie o d'inondare le piazzette
antistanti gli imbarcaderi, richiede un certo sacrificio,
impegno
camminate e sudore. Bisogna "guadagnarsele"
queste terre per poi poterne godere appieno!
Monterosso
È la più occidentale delle Cinque Terre, l'agglomerato
più grande, ed anche il più facile da raggiungere.
Tra le perle delle Cinque Terre è forse la meno genuina,
quella che più ha perso i suoi caratteri originali.
Diventa addirittura impresentabile, ai limiti dell'invivibile,
durante le domeniche primaverili ed estive quando viene
soffocata da orde di turisti giornalieri.
Monterosso è infatti l'unico paese a poter vantare
un'ampia spiaggia di sabbia.
Allontanarsi da tanta folla non è certo difficile,
lasciatevi alle spalle i negozietti di ricordini e presunti
prodotti tipici e provate a salire per qualche stradina:
sarete invasi dal profumo dei limoni, dai colori dei fichi
d'india e potrete ammirare dalla montagna tutta la maestosità
del mare! Un panorama indimenticabile.
Monterosso
si estende lungo due insenature: il variopinto centro storico
medioevale sulla destra (guardando dal mare) e la più
moderna e balneare Fegina.
L'antico nucleo originario di Monterosso si trova sulla
collina di San Cristoforo, che separa in due, come dicevamo,
l'attuale paese; con l'aumento della popolazione, nei secoli
XII e XIII, i nuclei familiari cominciarono a scendere a
valle insediandosi lungo le sponde del torrente Branco (ora
coperto); questa parte del borgo, definita abitualmente
Monterosso Vecchio, è quella rimasta maggiormente
intatta.
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La
Via dell'Amore
La magia delle Cinque Terre risiede forse anche in
un antico e panoramico sentiero che collega Riomaggiore
a Manarola. È uno sentieri più celebri
d'Italia, certamente il preferito dagli innamorati,
avidi di luna e mare.
La Via dell'Amore si raggiunge con facilità
dal piazzale della stazione di Riomaggiore dove una
scalinata consente di passare sopra la ferrovia e
di raggiungere lo storico sentiero.
Circa 9 km a picco sul mare, un tragitto praticamente
tutto in piano in cui il cammino è costantemente
allietato da panorami mozzafiato e dove ogni tanto
si incontrano panchine in pietra scavate anch'esse,
come il sentiero, nelle scogliere.
L'origine
di questo sentiero è però meno romantica
e più pratica, risale ai tempi della costruzione
della ferrovia Genova - La Spezia. Agli inizi del
'900 durante i lavori di ammodernamento si rese necessaria
la realizzazione di una galleria tra Riomaggiore e
Manarola. Era necessario l'uso delle mine e dunque
di una polveriera lontana dai centri abitati, si costruirono
così due sentieri a picco sul mare che raggiungessero
un luogo sicuro, uno partiva da Riomaggiore e l'altro
da Manarola. Alla fine dei lavori rimasero i due sentieri
e gli abitanti dei due borghi decisero che valeva
la pena conservare una via di collegamento così
veloce e si incaricarono così dell'ampliamento
e del collegamento dei due sentieri.
A tempi assai più recenti risale la scoperta
turistica di questo sentiero, affascinante per la
sua vicinanza con il mare, e da qui il nuovo e suggestivo
nome di Via dell'Amore.
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Vernazza
Se ne avete la possibilità cercate di arrivare a
Vernazza via mare, è certamente il modo migliore
per ammirare quello che è il borgo più spettacolare
delle Cinque terre!
Vernazza saprà accogliervi e meravigliarvi: affascinanti
ed incantevoli le sue antiche dimore multicolori che sembrano
tuffarsi nell'acqua verdolina del porto.
Un porto antichissimo ed anche il più importante
delle queste Cinque Terre, Plinio il Giovane racconta come
qui si imbarcassero otri ed anfore di vino dirette alla
Roma imperiale.
Questo è infatti l'unico porto naturale delle Cinque
Terre.
Il
borgo di Vernazza si sviluppa lungo il torrente Vernazzola,
anche questo ormai coperto, per risalire sulle pendici di
uno sperone roccioso che nasconde l'abitato a chi proviene
dal mare. Ripidi e strettissimi percorsi scendono verso
la strada principale che sfocia in una piazzetta situata
in faccia al porticciolo.
Il panorama giunge al culmine quando ci si affaccia dall'antichissima
Torre Doria, dall'alto della quale un tempo si scrutava
il mare con l'apprensione di scorgere il profilo di una
nave saracena.
Corniglia
Eccoci a Coniglia! Il borgo di Corniglia si differenzia
notevolmente dagli altri delle Cinque Terre per la sua posizione
elevata rispetto al mare. Sorge infatti arroccato su un
promontorio, un terrazzo marino, eppure roccioso, alto un
centinaio di metri, che precipita ripidissimo ed inaccessibile
verso il mare.
Per raggiungerlo bisogna salire la 'Lardarina', una lunga
scalinata di mattoni: 33 rampe con 377 gradini
una
vera fatica!
Qui le case non sono alte e strette come quelle come quelle
degli altri borghi delle Cinque terre, costretti a innalzarsi
per difendersi meglio dalle invasioni straniere.
Il panorama che si gode dalla piazzetta, appena dietro largo
Taragio e il settecentesco oratorio dei Disciplinanti di
Santa Caterina non può che essere definito, senza
alcuna traccia di retorica, mozzafiato.
Manarola
Altro
borgo, altra perla, siamo a Manarola, il luogo in cui le
case sembrano abbracciate alla roccia, come per una folle
paura di finire in mare.
Manarola si trova infatti arroccata su uno scosceso promontorio
di roccia scura, con il suo piccolo porto racchiuso tra
due speroni rocciosi; è un borgo di antica origine
fondato dagli abitanti dell'insediamento, forse romano,
di Volastra.
A
Manarola non si può perdere il presepe creato da
Mario Andreoli tra i vigneti terrazzati della collina delle
Tre Croci: durante l'inverno oltre trecento personaggi della
natività a grandezza naturale illuminano la collina.
Riomaggiore
Giungiamo infine a Riomaggiore il primo paese che si incontra
partendo da la Spezia.
Riomaggiore è una gola colorata a pastello che scivola
verso il mare: due file parallele di case alte e strette,
addossate e con le spalle alle rocce. Il paesaggio è
quindi tipicamente verticale; scale e scalinate sono le
strade. La via principale è un canale coperto, sotto
scorre il torrente Rivus Maior che ha dato il nome al paese.
Viste dal mare tutte queste case a ridosso della roccia
sembrano addirittura una sopra l'altra, un' unica torre
dai mille colori.
Siamo nel borgo più antico delle Cinque Terre, sembra
sia stato fondato nell'VIII secolo da profughi greci, in
fuga dalle persecuzioni degli iconoclasti, decisamente un
bel posto dove rifugiarsi!
Cosa
mangiare e dove
Naturalmente per entrare del tutto nell'atmosfera delle
Cinque Terre è necessario concedersi almeno un
pasto a base di piatti tipici, fuggite i locali per
turisti e provate uno dei ristoranti che vi consigliamo!
A
Riomaggiore c'è il ristorante Ripa del sole,
una vera terrazza su Riomaggiore e sulle architetture
delle terrazze vitate. Troverete piatti tipici della
tradizione locale e creativi accostamenti. Ecco quindi
che accanto ai crostini di baccalà marinato
compaiono le acciughe salate in bellavista e le frittelle
di bianchetti, secondo la tradizione della cucina
ligure costiera.
E poi classici calamari accompagnati dal farro e gli
imperdibili ravioli di pesce con le erbe aromatiche,
come il timo e la cornabugia. Avanti quindi con la
frittura di pesce ed i muscoli ripieni. Il tutto innaffiato
da vini della zona. Prezzo intorno ai 28€
A
Corniglia affidatevi con fiducia alla Cantina de
Manaman, potete cominciare con il tris di acciughe
di Monterosso: sotto sale con aglio e prezzemolo,
marinate e marinate "alla Manaman", ossia
con cipolla fresca. Per i primi piatti potete scegliere
tra terra e mare, noi vi consigliamo i testaroli al
sugo di funghi e gli ottimi pansoti con la salsa di
noci.
Si prosegue con il pesce di giornata alla griglia
oppure fritto, in alternativa provate il buon coniglio
alla ligure con erbe aromatiche e olive locali.
Per chiudere in bellezza concedetevi il lusso di una
panna cotta con il miele di Corniglia o con la crema
di fichi. Il conto è intorno ai 30€, esclusi
i vini.
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11/04/2002

Alta Badia: paradiso tra i monti
di Maria
Letizia Serra
L'incantevole
valle ladina, compresa tra il gruppo del Cir, il picco del
Sassonger, il gruppo del Sella e il gruppo di Fanes-Conturines,
offre una serie infinita di occasioni di scoperta turistico-culturale.
Sport e benessere sono l'accoppiata vincente dell'offerta
alberghiera della valle.
Il
paesaggio incantato
Chi non conosce le Dolomiti di persona, ne avrà sentito
parlare troppe volte per non avere la voglia di assaggiarle.
Un sistema montuoso di gruppi isolati e valli incantate,
che rende lo spettacolo di questi luoghi unico ed ogni volta
diverso. L'Alta Badia circondata dai Monti Pallidi è
un angolo suggestivo dominato dal monumentale massiccio
del Sella, le cui pareti si innalzano al di sopra dei grandi
ghiaioni e delle ultime distese di prati; interrotte queste
da ripiani di forma conica, prima di svettare nelle guglie
più alte. La ricchezza morfologica rende questi luoghi
affascinanti e mutevoli nel loro prospettarsi all'esploratore.
Il nostro consiglio è di visitare queste valli in
mountainbike.
Storia e tradizione
Chi fossero i primi abitanti della valle non è ancora
del tutto chiarito, anche se l'ipotesi più probabile
è che si trattasse di una popolazione celtica. Con
l'annessione delle regioni alpine all'Impero Romano la popolazione
assimilò il latino "volgare" dei conquistatori
romani, foggiando una lingua romanza parallela all'italiano,
al francese ed allo spagnolo; nacque il Ladino. Al giorno
d'oggi si parla il Ladino nel Canton dei Grigioni (CH),
nelle Dolomiti, nel Comelico e nel Friuli. I ladini si distinguono
non soltanto per la loro parlata, ma soprattutto per un'antica
ed orgogliosa cultura agricolo-artigianale. Essi sono portati
per tradizione al rispetto ed alla conservazione dell'ambiente,
adottando tra l'altro un'architettura
specifica in armonia con il paesaggio, e sono abili nel
creare prodotti artigianali unici nel loro genere.
CONSORZIO
TURISTICO ALTA BADIA
I-39033 Corvara - Str. Col Alt, 36 - Tel. 0471/836176
Fax 0471/836540
ASSOCIAZIONI TURISTICHE ALTA BADIA
Corvara:
Tel. 0471/836176;
Fax 0471/836540.
Badia:
Tel. 0471/847037; Fax 0471/847277; I-39030
La Val:
Tel. 0471/843072 Fax 0471/843277
http://www.altabadia.org
|
L'offerta
ricettiva
L'Alta Badia annovera oltre 14.400 posti letto, dislocati
in hotels, alberghi, pensioni, residences, case private,
appartamenti, campeggi. L'elenco degli esercizi ricettivi
è disponibile online all'indirizzo www.altabadia.org.
A questo indirizzo è possibile trovare informazioni
sulle disponibilità di camere /appartamenti nel periodo
desiderato. Sono inoltre a disposizione i collaboratori
delle associazioni turistiche, che possono informare sulle
disponibilità degli esercizi.
In considerazione dell'ottimo livello dell'offerta alberghiera
della valle, per coloro che amano un turismo, diciamo di
"comodo", segnaliamo: Hotel Cappella &
Residence, Colfosco (tel. 0471/836183); Hotel La
Perla - Romantic Hotel, Corvara (tel. 0471/836132);
Hotel Armentarola, San Cassiano (tel. 0471/849522);
Hotel Rosa Alpina, San Cassiano (tel. 0471/849500);
Sporthotel Teresa, Pedraces (tel. 0471/839725); Hotel
Ladinia, La Villa (tel. 0471/847044).
Il Benessere
In Alta Badia ultimamente è tempo di benessere. I
migliori alberghi offrono alla loro clientela pacchetti
vacanze che permettono non solo di godere delle bellezze
del paesaggio, ma di rilassarsi in tranquillità prestando
cure e coccole al corpo. L'Hotel Rosa Alpina di San Cassiano
ha fatto della sua Beauty Spa uno dei punti di forza dell'offerta
ricettiva. E leggendo in cosa consiste il trattamento
è davvero da non perdere
L'attività sportiva
Lo sport in Alta Badia è di casa in tutte e quattro
le stagioni dell'anno.
Per
quanto riguarda il ciclismo la Val Badia consente
una sua visita su due ruote comoda, piacevole, ed alla portata
di tutti. Un corsello di strada sterrata ben battuta,
collega infatti tutte le principali località della
valle. Partendo da Corvara è infatti possibile visitare
pressoché tutta la valle percorrendo circa una trentina
di chilometri con un dislivello complessivo di poco meno
di cinquecento metri. Sterrati comodi, alternati da qualche
breve passaggio sull'asfalto della statale. L'estate è
il periodo migliore per l'ottimo bikers, di qualunque livello.
L'Alta Badia offre da giugno a settembre inoltrato una varietà
di condizioni climatiche, sostanzialmente ideali per la
pratica delle attività ciclistiche.
Per
quanto riguarda lo sci, la gamma è completa:
sci da discesa, sci da fondo, telemark, scialpinismo, carving,
sci fuoripista, snowboard, slittino su pista naturale, escursioni
con racchette da neve.
Ci
sono poi i cosiddetti sport all'aria aperta: pattinaggio,
curling, equitazione, passeggiate, jogging, voli in deltaplano
e parapendio con possibilità di voli in tandem, arrampicata
su palestra di roccia artificiale. E gli sport da praticare
al coperto: tennis, squash, piscina, equitazione, palestra,
arrampicata su parete artificiale, bowling, biliardo. Mentre
per i più tranquilli: gite a cavallo con slitta.
LO
SCI
55
impianti:
2 funivie, 4 cabinovie, 26 seggiovie, 23 sciovie,
1 ascensore inclinato
Numero
piste:
91:3 difficili, 26 media difficoltà, 62 facili
Totale
km piste:
130 km: 54 % facili, 40,5 % medi, 5,5 % difficili
Pista
più lunga:
Vallon-Corvara 4,15 km
Innevamento
artificiale
55 km
Capacità impianti:
72.000 persone/h
Piste
di fondo:
40 Km
|
La
gastronomia
L'Alta Badia, conosciuta per le innumerevoli piste da sci
e per le attrezzature sportive all'avanguardia, da qualche
anno può vantare, grazie alla passione degli chef
e all'ambizione di alcuni giovani ristoratori, un panorama
gastronomico di altissimo livello, con alcuni ambienti blasonati
dalle autorevoli guide gastronomiche quali "guida rossa
Michelin", "Gambero Rosso", "Guida dell'Espresso",
"Veronelli", ecc.
È
S.Cassiano a detenere il primato assoluto: il piccolo paese
nel comune di Badia con poco più di 700 abitanti
propone due ristoranti con stella Michelin. Trattasi del
"St. Hubertus" c/o il Relais & Chateaux Hotel
Rosa Alpina - Tel. 0471/849500, regno incontrastato di Norbert
Niederkofler (stella Michelin per il terzo anno consecutivo),
lo chef che sta scalando le vette anche nelle altre guide.
Poco distante si trova il ristorante di Stefan Wieser "La
Siriola" (trad. l'usignolo) - Tel. 0471/849445, dove
opera Corrado Fasolato. Infine il ristorante "La Stua
de Michil" dell'Hotel La Perla a Corvara, un autentica
stube tirolese del '700, che conta ben 89 punti nella guida
del Gambero Rosso. Un team affiatato già da anni,
che propone una cucina innovativa e creativa, ottenendo
la stella sulla guida 2002.
Non
c'è che l'imbarazzo della scelta. La cucina di queste
parti è di ottimo livello. Dalle caratteristiche
"stube", alle immancabili pizzerie (apprezzabile
la cottura a legna del piatto più popolare assieme
alla pasta), ai locali più pregiati e rinomati. Tra
questi, segnaliamo anche il ristorante Armentarola (località
Armentarola). Ai piedi del passo di Valparola c'è
la Capanna Alpina, caratteristica baita con interessanti
offerte culinarie della montagna.
11/03/2002

In aereo a poco prezzo
di Maria
Letizia Serra
Viaggiare
in aereo oggi non è più un lusso: si possono trovare occasioni
incredibili. Basta solo stare attenti alle offerte e conoscere
alcuni trucchi per godere di tutte le facilitazioni che
le compagnie mettono a disposizione del passeggero. Parola
di una viaggiatrice accanita!
È
vero, io adoro viaggiare e cerco di farlo il più
spesso possibile. Ma non sono ricca, per cui l'esperienza
mi ha insegnato ad approfittare di ogni occasione per risparmiare.
|
Voli
charter
Si risparmia fino al 20-40% rispetto alle tariffe
più basse dei voli di linea. L'inconveniente
è che questi voli sono spesso stagionali e
raggiungono solo le località più gettonate.
Low
cost carrier
Si tratta di aerolinee che, pur essendo sicure come
tutte le altre e disponendo di personale qualificato,
non offrono alcun servizio aggiuntivo a bordo (bevande,
pasti, ecc.). Ad esempio citiamo in Europa la VIRGIN
EXPRESS e la RYANAIR.
Corrieri
aerei
Grandi corrieri espressi come Federal Express, UPS,
DHL, ecc. si servono spesso di corrieri ai quali cedono
biglietti scontati fino all'85% in cambio della possibilità
di utilizzare la franchigia bagaglio concessa al viaggiatore.
A volte occorre pagare una quota associativa annuale.
Occorre comunque aver compiuto i 18 anni (a volte
21).
|
Innanzitutto
dovete sapere che i parametri fondamentali che determinano
il costo di un biglietto sono questi:
Compagnia aerea
Periodo dell'anno
Numero di scali intermedi
Esistono
poi tutta una serie di voli, da me chiamati voli discount
(nel riquadro), che non sono quelli di linea e che
seguono logiche diverse nella determinazione del prezzo.
Qui
di seguito cercherò di darvi alcune dritte su alcune
situazioni che è bene conoscere prima acquistare
un biglietto o che si possono presentare durante un viaggio.
Compagnia
o agenzia?
Gli uffici delle compagnie aeree non possono vendere direttamente
biglietti a tariffe non pubblicate, per cui non ci saranno
sorprese o ricarichi sul biglietto come invece succede quando
si pagano le tasse d'agenzia. Tuttavia le agenzie hanno
rapporti preferenziali con le compagnie e potrebbero assumersi
l'onere di farvi sconti che le compagnie non vi farebbero,
magari all'interno di un pacchetto di viaggio. Per cui se
avete tempo da perdere (e per un viaggio è sempre
tempo perduto bene!) confrontate i prezzi prima di acquistare.
LAST
MINUTE
Istruzioni per l'uso
Un'offerta
last minute si presenta quando i pacchetti turistici
o i biglietti singoli rimangono invenduti oppure
perché qualcuno rinuncia. Si risparmia fino
al 60% del biglietto.
Un
last minute deve essere prenotabile 10-15 giorni
prima della data di partenza: diffidate di operatori
che spacciano per last minute offerte valide per
uno o anche più mesi. Nella stragrande maggioranza
dei casi vengono semplicemente pubblicizzate le
tariffe migliori dei tour operator, occasioni di
cui si può approfittare in qualunque momento
ed in qualsiasi agenzia.
Visti
i tempi piuttosto ristretti, bisogna fare molta
attenzione alle formalità burocratiche e
alle precauzioni sanitarie da adottare prima di
partire.
Tramite
un motore di ricerca è possibile trovare
numerose agenzie italiane presenti in rete che si
occupano di offerte last minute. In alcuni di questi
siti, registrandosi gratuitamente è possibile
ricevere gli aggiornamenti direttamente in e-mail
sulle offerte disponibili. Eccone alcuni:
www.lastminute.com
www.lastminutetour.com
www.travelonline.com
www.travelprice.com
|
Elasticità
o tranquillità?
Il risparmio si ottiene giocando sulla validità del
biglietto emesso e sulla comodità del viaggio. Faccio
subito un esempio per chiarirci. Se ho un biglietto a tariffa
piena per il giorno X e capita che proprio quel giorno non
posso partire, la cosa non ha conseguenze negative sul mio
portafoglio: posso tranquillamente spostare la data senza
pagare penali. Ma se invece giocando sul risparmio ho preso
una tariffa scontata, allora l'annullamento della partenza
mi comporterà penali che variano da compagnia a compagnia.
Insomma il principio è molto semplice: se volete
risparmiare dovrete rinunciare alle tranquillità
e assumervi una buona dose di rischio.
Last
minute o largo anticipo?
Occorre prenotare i biglietti con largo anticipo rispetto
alla data di partenza in quanto i posti offerti ai prezzi
più bassi sono pochi e si esauriscono subito. Però
se rimangono posti liberi all'ultimo minuto è più
probabile che riuscirete ad ottenere una tariffa superscontata.
Dovrete valutare prima se è il caso di rischiare.
Invece, se trovate il tutto esaurito, vi conviene richiamare
più volte, in quanto è frequente che vi siano
delle persone che rinunciano.
Volo
diretto o scalo intermedio?
Beh
in termini di risparmio la seconda scelta conviene.
Infatti, se l'aereo, prima di arrivare alla destinazione
finale, effettua uno scalo intermedio nel quale alcuni dei
passeggeri scendono, la compagnia offre di occupare i posti
rimasti vacanti a tariffe molto basse.
Il
trucco dell'overbooking
Un altro modo di risparmiare è quello di sfruttare
l'overbooking: l'abitudine delle compagnie aeree di accettare
prenotazioni superiori all'effettiva disponibilità
di posti basata sulla probabilità statistica che
un certo numero di passeggeri non si presenti. In realtà
accade frequentemente che nei periodi più "caldi",
alcuni passeggeri che hanno regolarmente prenotato debbano
rimanere a terra. In questi casi le regole applicate dagli
aeroporti dell'Unione Europea prevedono che chi rimane a
terra abbia diritto ad un rimborso che può andare
dai 154,94 € (300.000 lire) per i voli fino a 3500
Km ai 309,87 € (600.000 lire) per distanze superiori.
I risarcimenti si riducono del 50 % se la compagnia è
in grado di farvi partire entro 2 o 4 ore. Qualora non riusciate
ad imbarcarvi per mancanza di posti la compagnia provvederà
a sue spese al vitto ed all'alloggio. Ma la vera fortuna
dell'overbooking (sempre per chi può permettersi
il ritardo) è che a volte le compagnie cercano volontari
disposti a rinunciare al volo in cambio dei suddetti indennizzi.
Può capitare in questo caso che veniate corrotti
con un biglietto gratuito di andata e ritorno per una località
di vostra scelta.
Biglietti
gratuiti
Se volate spesso con la stessa compagnia è possibile
ottenere biglietti gratuiti accumulando punti-miglia. L'esempio
forse più conosciuto è costituito dal club
Millemiglia dell'Alitalia, ma ormai quasi tutte le compagnie
hanno un programma di fidelizzazione per i cosiddetti frequents
flyers.
18/02/2002

Lo shopping si fa in fabbrica
di Enzo
Laudando
Se
vi dicessimo di passare una giornata di relax in un distretto
industriale ci consigliereste immediatamente un buon analista.
Ma se in questo distretto fosse possibile comprare vestiti,
maglieria pregiata e accessori a prezzi eccezionali e poi,
con pochi minuti di auto, godersi il genio artistico di
Donatello, Filippo Lippi, Paolo Uccello e addentrarsi in
una delle più famose ville medicee, la proposta inizierebbe
ad apparire allettante.
DOVE
FARE ACQUISTI
1. Enrico Pecci
Tessuti pettinati e cardati uomo/donna. Via di Pantano
16/E - Capalle.Tel. 055/89890. Dal martedì al
giovedì: ore 15-18. Sabato: 9-13.
2. Maglieria Artigiana
Maglieria pregiata uomo/donna, in 100% cashmere con
modellature classiche e di moda. Via del Mandorlo 19/21
- Prato. Tel. 0574/550384. Dal lunedì al venerdì:
ore 9.30-13, 15-19. Sabato mattina solo su appuntamento.
3. Gruppo Osvaldo Bruni
Maglieria classica e a fantasia, felpe,polo, t-shirt
sia in tinta unita che a fantasia per uomo e donna.
Via Galcianese 67/69 - Prato. Tel. 0574/607591. Lunedì:
ore 16-20. Dal martedì al venerdì: 9-13,
15.30-19.30. Sabato: 10-13.
4. Maglificio Denny
Vasto assortimento maglieria invernale e primaverile
uomo, donna e bambino in cashmere, lana, misti lana,
cotone, viscosa. Via Zarini 261 - Prato (uscita Prato
est). Tel. 0574/592191. Dal lunedì al venerdì:
9-13, 15-19.30. Sabato con appuntamento: 9.30-13.
5. Creazioni Smak
Abbigliamento donna in Jersey e confezioni. Piazza del
Mercato Nuovo 4 - Prato. Tel. 0574/604333. Dal lunedì
al venerdì: 9-12.30, 14.30-19. Sabato solo su
appuntamento.
6. M-Wear - Milior
Abbigliamento donna ed accessori. Via Pistoiese 755/D
- Prato. Tel. 0574/663974. Martedì e mercoledì:
15.30- 20. Giovedì e venerdì: 12-20. Sabato:
10-13, 16-20.
7. Maglificio Pratesi
Maglieria uomo/donna. Via Baccheretana 483 - Seano (PO).
Tel. 055/8705467. Dal lunedì al venerdì:
9-13, 15/19. Sabato: 10-12.30. |
L'obiettivo
su cui puntare è Prato, pochi chilometri a nord di
Firenze,
dove una fortunata coincidenza vi permetterà di dedicarvi
non solo ai tesori artistici e alle suggestioni della campagna
toscana, ma soprattutto ad uno shopping scatenato, fatto
direttamente nelle fabbriche e perciò economico:
l'ideale per rimpolpare il guardaroba invernale.
La
coincidenza è che, in questo lembo di terra già
di per sé zeppo di ricchezze, sorge il più
importante bacino tessile d'Europa, forte di oltre ottomila
aziende.
Alcune
di queste offrono un itinerario di "shopping in fabbrica",
vendendo i prodotti tessili locali a prezzi vantaggiosi
nei loro spacci aziendali. Dalla maglieria invernale all'abbigliamento
per bambini, dalle felpe ai capi in cashmere: un tour nelle
aziende che circondano Prato vi farà probabilmente
tornare con il bagagliaio pieno. La full immersion nel tessile
può proseguire poi con una visita al Museo
del tessuto (link a pop up 1).
Per
chi, oltre al portapacchi, vuol riempirsi l'animo di tesori
artistici e architettonici,ecco
i nostri consigli.
PRATO
CITTÀ
Cattedrale di S. Stefano
È un interessante esempio di architettura romanico-gotica.
Dalla facciata
(sul portale in rilievo di Andrea della Robbia) risalta
il pulpito di Donatello e Michelozzo. All'interno ci
sono gli affreschi di Paolo Uccello, Filippo Lippi e
Agnolo Gaddi.
Museo dell'Opera del Duomo
Occupa una parte del palazzo vescovile e conserva opere
pittoriche del XII-XIX secolo. Ad esso sono collegati
un bel chiostro romanico e le "volte", antiche
sepolture sotto le cappelle del Duomo. Telefono:
0574/29339.
Centro per l'arte contemporanea
Fondato nel 1988, è attivo a livello internazionale
con un'ampia programmazione di mostre temporanee e con
un Centro di informazione e documentazione arti visive.
Possiede inoltre una collezione permanente che viene
esposta a rotazione. Telefoni: 0574/531832, 0574/531825 |
I
DINTORNI
Villa medicea (Poggio a Caiano)
Era il 1485 quando a Poggio a Caiano, poco più
a sud di Prato, iniziava la costruzione dell'elegantissima
villa
medicea "Ambra", voluta da Lorenzo
il Magnifico e progettata da Giuliano da Sangallo. Prototipo
della villa rinascimentale, si apre su un ampio parco
con annesse una limonaia neoclassica e delle scuderie.
Offre un'ampia vista sulla pianura circostante mentre
una ripida scarpata la separa dal fiume Ombrone. Occorre
circa un'ora di tempo per cogliere gli aspetti essenziali
dell'opera. La visita si divide in due momenti: l'esplorazione
del parco e degli interni. L'orario di apertura
da novembre a febbraio è 8.15-15.30. Telefono:
055/ 877012. |
LINKS
UTILI
Gli
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