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Un'attività propedeutica per tutti gli sport
di Gian
Luca Donato
Ormai
la metodologia dell'allenamento ha raggiunto livelli di
alta specializzazione, e gli appassionati della corsa, soprattutto
quella agonistica, sono persone informatissime su tabelle,
accessori, esercizi tecnici ed aspetti medico scientifici.
L'aggiornamento è pressoché continuo, sia
sulle riviste specializzate che sui diversi siti Internet
che offrono una informazione diffuso e specializzata sulle
diverse tematiche.
Anche gli agonisti degli altri sport ormai sanno tutto sulla
corsa, per i benefici che questa attività propedeutica
può offrire loro come base sulla quale costruire
poi i diversi sviluppi tecnici della propria disciplina.
Per
chi comincia
Diverso il discorso che chi inizia a correre e non ha mai
praticato attività sportive, oppure chi ricomincia
a muoversi dopo alcuni anni di inattività. L'imperativo
per tutti è la pazienza nel creare una base iniziale
sulla quale costruire successivamente un allenamento equilibrato
e assolutamente benefico. Attenzione anche all'attrezzatura,
soprattutto le scarpe, perché i piedi
hanno naturalmente un'importanza primaria nel gesto tecnico,
ed un cattivo uso di una calzatura non adatta può
creare problemi anche seri.
La
prima uscita sarà sicuramente breve e le corse seguenti
non potranno aumentare a dismisura la distanza.
Correre
fa bene, ma la regola fondamentale è che
ognuno deve essere in grado di autoregolarsi sulla base
del proprio stato fisico.
Ecco perché per molti è importante cominciare
alternando farsi di corsa lenta con fasi di passo, per un
impegno complessivo che non superi i 20/25 minuti.
Due, tre minuti di corsa e altrettanti di buon passo, cercando
poi nelle uscite successive di aumentare leggermente la
fase di corsa, diminuendo invece quella di passo; fino a
riuscire a correre, sempre con ritmi blandi, tutti i 20/25
minuti.
La fase iniziale, quella dell'adattamento, deve essere fatta
con grande attenzione, senza mai esagerare. Equilibrio e
moderazione. Durante le prime uscite bisogna inoltre evitare
i percorsi troppo impegnativi o discontinui (niente salite
o discese e niente terreni cedevoli) e i fondi sconnessi;
sarà bene correte soltanto in orari lontani dai pasti.
Assolutamente inutili gli sprint per superare un amico o
per non trovare il semaforo rosso (ci si può tranquillamente
fermare); mentre va benissimo iniziare chiudere le prime
uscite con una bella camminata seguita da qualche esercizio
di stretching.
I
vari tipi di corsa
Quando finalmente si acquisterà un po' di esperienza
ed il nostro fisico sarà preparato per una corsa
più evoluta, si potrà correre utilizzando
altri mezzi di allenamento, ognuno dei quali viene identificato
da una fascia di velocità.
Il
LENTO, che come dice la parola viene fatto ad una velocità
molto blanda, ma è assai utile come componente di
riscaldamento pre-gara o pre-allenamento, oppure come defaticamento
al termine di gara o di allenamento; il lento favorisce,
abbinato ad una dieta opportuna, il dimagrimento, e serve
inoltre per scaricare le tensioni psichiche.
Il CORTO-VELOCE, che serve a migliorare l'utilizzo dell'ossigeno,
attraverso una corsa a ritmo uniforme con una velocità
vicina a quella della soglia anaerobica o a quella che si
tiene quando si corre per un'ora al massimo delle possibilità.
Il MEDIO, utile invece per migliorare l'utilizzazione sia
dell'ossigeno che degli acidi grassi, attraverso una corsa
continua a ritmo uniforme che si esegue su strada od in
ambiente naturale alla velocità compresa fra l'85%
e il 90% della soglia anaerobica.
Il LUNGO-LUNGHISSIMO, tipico allenamento per i maratoneti,
che va fatto percorrendo una distanza sempre superiore a
quella che solitamente facciamo, fondamentale per abituare
i muscoli a consumare grassi, ma anche per abituare l'organismo
ad eliminare sudore per periodi di tempo molto lunghi, per
provocare adattamenti di vario tipo alle articolazioni,
ai tendini a tutto l'apparato locomotore.
Il FARTLEK è invece un allenamento decisamente specialistico,
realizzato attraverso una corsa continua, nella quale lo
sforzo non si mantiene uniforme, ma presenta invece una
serie di variazioni più o meno frequenti, nelle salite
e discese; oppure soltanto variazioni di velocità
decise dall'atleta, indipendentemente dalle pendenze (es.
un allungo di 500 metri ogni 2 chilometri, passando da un'andatura
base di 5' per chilometro a una di 3'40'', provocando così
un rapido innalzamento della frequenza cardiaca e far si
che il cuore aumenti la sua capacità di pompare sangue
nell'unità di tempo).
La PROGRESSIONE, infine, che è una corsa continua
nel quale l'andatura non è uniforme, ma viene incrementata
soprattutto nel finale (es. un tratto iniziale all'andatura
lento, uno intermedio del medio e uno finale del corto veloce).
Una regola per tutti: equilibrio
Non bisogna mai esagerare con l'allenamento, a qualsiasi
livello. La corsa va sviluppata in un'armonia di sedute
anche diverse tra loro, intervallata da opportune giornate
di riposo. Ripetere sempre lo stesso tipo di allenamento,
non soltanto può diventare noioso, ma per certi versi
è anche controproducente quando si vogliano migliorare
le proprie prestazioni.
La
parola d'ordine è diversificare. Se volete migliorare
il vostro personale sui 10 km o scendere sotto le 3 ore
nella maratona, se siete semplicemente stufi di ripetere
il solito "monotono" programma d'allenamento,
per evitare qualche crisi motivazionale, vi converrà
variare. Anche coloro che corrono un paio di volte alla
settimana possono diversificare il proprio allenamento,
attraverso un po' di corsa lente e un po' di allunghi (da
effettuare sempre in scioltezza).
Un atleta che durante l'anno si allena sempre nello stesso
modo farà pochi progressi: è scientificamente
dimostrato.
Variare e diversificare significa anche dare equilibrio
al proprio allenamento e, in generale, una buona preparazione
è caratterizzata da giornate di massimo carico, e
giornate di scarico attivo (riduzione dei carichi e delle
quantità, anche se non necessariamente della qualità)
o passivo (riposi).
I tempi di recupero devono variare in funzione del tipo
di allenamento sostenuto e della condizione fisica generale
e del momento. Nei cicli di allenamento è fondamentale
variare le fasi di carico e scarico: lo schema a cui si
rifanno i podisti è quello del 3+1, con tre settimane
di lavoro intenso e una di recupero. Se invece non si è
particolarmente allenati si può tranquillamente ridurre
il rapporto a 2+1 e, in alcuni casi, anche a 1+1.
21/02/2002
Le attività presciistiche
di Gian
Luca Donato
Bastano
anche due sedute settimanali, purché fatte con un
certo metodi. Anche chi non ha ambizioni agonistiche, comunque,
non deve trascurare la preparazione presciistica, perché
questa consentirà poi un più comodo approccio
alla neve, prevenendo quegli stupidi incidenti causati da
una scarsa attitudine alle attività motorie. Una
buona struttura specializzata (palestra, piscina
..),
oppure un personal trainer per seguire una scheda
di lavoro personalizzata adatta al proprio livello;
un buon osservato che sappia introdurre l'appassionato all'esecuzione
migliore dei diversi esercizi, correggendo eventuali errori
di postura che potrebbero rendere inefficace l'allenamento.
Qualche indicazione. Innanzitutto un po' di stretching (non
più di 5 minuti all'inizio e 15-20minuti alla fine
dell'allenamento), per scaldare i muscoli e prevenire eventuali
strappi o stiramenti. Gli esercizi base ormai li conoscono
ormai tutti, e alcune palestre propongono intere lezioni
che insegnano le diverse posizioni.
Poi, comincia la seduta vera e propria. Nei primi giorni
è più utile un lavoro di tipo aerobico, assai
indicato per migliorare la resistenza allo sforzo. In palestra
si può correre sul tapis roulant, oppure pedalare,
salendo sul cicloergometro, spesso fornito di programmi
specifici per la resistenza. Se le giornate fuori non sono
ancora troppo fredde, si può correre o pedalare all'aperto
(per la corsa meglio scegliere un terreno sterrato. Non
lesinate sulla scelta dei materiali, in particolare le scarpe,
fondamentali per prevenire fastidiosi problemi tendinei
o muscolari
Inizio graduale, magari su percorso pianeggiante, aumentando
di giorno in giorno i minuti di allenamento, inserendo magari
qualche dolce pendenza. Gli amanti della bicicletta possono
pedalare per 15-20 minuti su superficie pianeggiante, a
velocità costante o, meglio ancora, servirsi di una
mountain bike, decisamente più "nature".
Ottimo anche il, che consente di sviluppare tutti i muscoli
del corpo, favorendo la circolazione e l'ossigenazione del
sangue, e migliorando la resistenza respiratoria senza creare
problemi alle articolazioni. L'acqua, tra l'altro, ha un
potere rilassante e, sé è quella di mare o
meglio termale, è benefica anche per la pelle.
Dopo questa prima fase di lavoro, nei giorni successivi,
in avvicinamento alla settimana bianca, l'allenamento può
essere finalizzato, lavorando anche sulla velocità
e sulla forza.
In palestra le macchine più moderne o i tradizionali
pesi aiutano a rafforzare i muscoli della parte inferiore
e superiore.
Fondamentale, per la presciistica, l'esecuzione di balzi
e scatti, che migliorano la velocità di spostamento
e l'elasticità nei movimenti; ma attenzione alla
corretta esecuzione dell'esercizio, con un carico moderato
di peso.
Per la parte superiore è invece importante farsi
consigliare in base alla propria struttura fisica, stimolando
i muscoli pettorali, e quelli dorsali, determinanti per
gli spostamenti veloci (per esempio, le curve strette o
i recuperi) senza il rischio di strappi.
Tutti gli esercizi vanno effettuati con la massima attenzione,
per non procurare problemi alla schiena; in questo senso
la tecnica è fondamentale, e quindi l'assistenza
di un operatore specializzato, soprattutto le prime volte.
Una corretta postura di una colonna vertebrale "allenata"
migliora spesso il piacere dello sci e delle sue evoluzioni.
Da non dimenticare infine gli addominali; sdraiati o supini,
si può fare una serie di variazioni che tendono a
sollecitare diverse parti dei muscoli addominali sia a corpo
libero o con il pesi.
Con poche e attente sedute di allenamento, opportunamente
seguite da un operatore specializzato vi mettono in condizione
di rimettervi gli sci ai piedi, senza rischiare ad ogni
curva l'osso del collo. Poi, naturalmente, servirà
un'attrezzatura giusta e, soprattutto, un adeguato approccio
alla neve, per passare davvero una piacevole settimana
o weekend tra le montagne.
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