Semplicemente
4/2/201222:13

GIOCHI & CONCORSITEST & SONDAGGI AGORÀ

… e di psicologia

Che investitori siete?
Cosa fate se i titoli in cui avete investito tutti i vostri risparmi cominciano improvvisamente a perdere valore?
Sapete che il timore di perdere denaro con un investimento sbagliato è tre volte più grande della gioia e della soddisfazione che deriva dal guadagnare denaro con un investimento azzeccato?

Questo spiega come mai piccole correzioni di mercato si sono spesso tradotte in ribassi molto consistenti. È il panico degli investitori che corrono a vendere senza ragionare sulle potenzialità del lungo periodo.

Ecco allora il provvidenziale intervento della teoria scientifica a dare fondamento a questo eccesso di irrazionalità. La finanza comportamentale studia il modo in cui sentimenti ed errori mentali possono portare a errori di valutazione di azioni e obbligazioni. Naturalmente l'analisi non si ferma qui ma arriva alla ben più utile formulazione di strategie di investimento che traggono profitto da questi comportamenti irrazionali.

Le strategie d'investimento che sfruttano le emozioni "della massa" non sono certo una novità, ma la finanza comportamentale promette di individuare gli errori mentali che vengono più comunemente commessi dagli investitori, si tratta delle "scorciatoie della mente" usate dal cervello umano per risolvere problemi complessi. Pensate ad esempio alle illusioni ottiche: invece di raccogliere e organizzare tutte le informazioni prima di dare una risposta accurata, il cervello spesso elabora una valutazione veloce che solitamente non è accurata.

Un esempio di scorciatoia mentale è il cosiddetto "comportamento tipizzato", utilizzato dal cervello per classificare rapidamente gli oggetti.
Il nostro cervello ipotizza che gli oggetti - le piante, le persone, le azioni, ecc. - che hanno caratteri simili abbiano una buona probabilità di essere identici anche quando in realtà sono abbastanza differenti. Mentre da un lato aiutano il cervello a organizzare e a elaborare una grande mole di dati velocemente, dall'altro sono una scorciatoia che può portare gli investitori a reagire in modo non corretto in relazione a nuove informazioni.

Le strategie elaborate dalla finanza comportamentale vanno oltre l'analisi dei fondamentali delle varie società e dei "sentiment" degli investitori, e tengono anche conto di come il cervello umano risolva i problemi e, in certi casi, sia più propenso a commettere un errore.

Analisti finanziari troppo sicuri di sé? Ci si aspetterebbe un comportamento più equilibrato da chi è abituato ad investire, e invece anche dei professionisti come gli analisti finanziari si abbandonano spesso ad un delirio di onnipotenza. E sbagliano. Si avventurano in continue movimentazioni del portafoglio, soprattutto gli analisti uomini, e ancora di più se single, e il risultato, più o meno matematico, è che i rendimenti scendono. Insomma il circolo vizioso è semplice: gli analisti finanziari sono troppo sicuri di sé, l'eccessiva sicurezza causa un'alta movimentazione del portafoglio, e un'alta movimentazione del portafoglio porta a rendimenti più bassi. Volate più in basso, ragazzi!

L'ancoraggio: miopia finanziaria. State comprando un'automobile, il venditore vi dirà un prezzo e poi lentamente vi farà offerte sempre migliori: voi avrete l'impressione, in ogni caso, di fare un buon affare perché sarete rimasti ancorati al primo prezzo che vi ha fatto il venditore.
Questo è l'ancoraggio, una pigrizia cerebrale che si lega ad un punto di riferimento iniziale e adatta lentamente la risposta corretta con approssimazioni successive ogni volta che riceve una nuova informazione.
Ed ecco i risvolti finanziari: se una società ottiene in modo improvviso ed imprevisto risultati molto buoni, il mercato finirà per sottostimare quel cambiamento.
Probabilmente il prezzo delle azioni non salirà nonostante la società stia facendo più soldi, perché gli investitori stimeranno quel risultato come temporaneo.
Rimarranno "ancorati" alle loro stime precedenti sulla redditività della società, in quanto hanno sottovalutato l'informazione nuova e positiva.

Le yuppie con i tacchi a spillo
Altro che uomini rampanti, il vero yuppie ha il tailleur e i tacchi a spillo. Lo dice uno studio di un professore dell'università della California, che ha analizzato i casi di 35.000 investitori nell'arco di sette anni.

Risultato: negli investimenti le donne hanno perfomance migliori degli uomini, mediamente l'1,4% in più su base annua. E le donne single raggiungono risultati migliori degli uomini single, con rendimenti netti annuali superiori del 2,3%.

La causa del gap sta anzitutto nel fatto che gli uomini movimentano più facilmente il loro portafoglio: la media è del 77%, contro il 53% delle "colleghe". Questa abitudine è penalizzante perché chi compra e vende molto frequentemente ha performance inferiori rispetto a chi movimenta poco il proprio portafoglio.

Indovinate perché i maschietti sono così smaniosi di movimentare i loro titoli? Perché hanno grande, forse troppa, fiducia nei propri mezzi, presumendo ad esempio di conoscere un'informazione riservata "che nessun altro ha" e che li porterà ad avere altissimi rendimenti.

Insomma, secondo questa indagine gli uomini si sentono più competenti rispetto alle donne in campo finanziario e in generale in tutti gli ambiti che riguardano la matematica e le scienze. Questa sensazione di superiorità li porta a credere di avere un sesto senso nella scelta delle azioni vincenti e di poter quindi gestire astutamente il mercato.

Un'altra differenza è che gli uomini tendono ad essere dei "trader", mentre le donne tendono ad investire. Questo significa che i primi sono interessati a fare grandi guadagni in poco tempo, facendosi influenzare molto dalle notizie in circolazione, buone o cattive che siano, mentre le donne sono interessate a migliorare le prestazioni del loro portafoglio e soprattutto ad apprendere.

Gli errori da evitare. Il primo errore è legato all'eccessiva sicurezza nei propri mezzi e consiste nel "dimenticarsi" di fare le ricerche necessarie sulla società sulla quale si vuole investire. È vero che siamo nell'era di Internet e le informazioni sono a disposizione di tutti, gratuitamente e in tempo reale.

Tuttavia non sempre le informazioni on line sono affidabili, anzi talvolta, come nel caso dei forum e dei newsgroup, ci troviamo di fronte a investitori che postano informazioni per vedere salire o scendere il prezzo di un titolo del "loro" portafoglio.

Le basi dell'investimento sono l'analisi del rischio e del rendimento delle azioni. Eppure, spesso il fattore rischio viene ignorato dagli investitori, che devono poi correre ai ripari, commettendo un altro errore, legato al tempismo: è dimostrato infatti che spesso gli investitori vendono le azioni vincenti troppo presto e tengono quelle perdenti troppo a lungo in portafoglio.

La trappola del rimpianto. La "paura del rimpianto" è un punto debole molto delicato e piuttosto diffuso tra gli investitori. Si tratta della tendenza a sentirsi afflitti una volta fatto un errore, in maniera esagerata rispetto alla reale consistenza dell'errore.

Il danno è spesso consistente, poiché il rimpianto potenziale che deriva da un errore ha un'influenza sul nostro processo decisionale del tutto sproporzionata rispetto al danno reale che potremmo subire se l'errore si verificasse veramente.

Questa fobia del rimpianto porta spesso a posticipare le decisioni, penalizzazione fatale in un settore in cui il tempismo è basilare. Alcuni studi hanno dimostrato che molte persone rinviano una decisione sostenendo che stanno aspettando informazioni più dettagliate, anche quando le nuove informazioni non influiranno in modo apprezzabile.
Sembra lo zoo, invece è la Borsa
Ma siamo in Borsa o allo zoo? Entriamo e invece degli investitori troviamo i coccodrilli, al posto degli speculatori vediamo elefanti e delfini. E più in là, dove ci saremmo aspettati di scorgere qualche azionista, ecco sbucare tori e orsi.

Benvenuti al Piazza Affari Safari, un mini viaggio attraverso le stranezze terminologiche con cui il mondo borsistico si esprime. No, non sono quelle antipatiche espressioni tecniche in inglese, bensì nomi italianissimi di animali.

Senza saperlo, voi potreste essere dei veri orsi. Se preferite investire in Borsa scommettendo sulla discesa delle quotazioni, allora in gergo siete, appunto, degli orsi.

I rialzisti, quelli che comprano titoli in salita in quanto convinti che continueranno a crescere, sono tori. E gli elefanti? Un elefante è un grosso investitore istituzionale, ad esempio una compagnia di assicurazione, che manovra enormi pacchetti azionari. Ora: cosa c'entrano le bestie con il mercato borsistico?

L'orso è associato al ribasso, a una fase calante dei mercati, perché quando la curva dei grafici scende di solito è morbida e ricorda la schiena di un orso (che fantasia, però!).

Quando invece il mercato cresce in modo scattante e nervoso ecco che sulla lavagna avremo delle impennate che richiamano le corna di un toro.

Non vi augureremmo mai di diventare maiali. Vorrebbe dire che siete risparmiatori con poche informazioni e scarsa preparazione: l'ideale per perdere soldi.

Meglio comportarsi da delfini, comprando e vendendo azioni con la stessa loro agilità, per ricavarne rapidi profitti. Se poi avete l'indole dei "cattivi" allora potete aspirare al rango di coccodrilli, cioè i professionisti della speculazione, che gestiscono i titoli in modo a dir poco spregiudicato, seppur con grande profitto.

Dai modi di dire alle statue. Non solo parole. Il mondo borsistico internazionale ha tradotto in materia tangibile i modi di dire curiosi utilizzati nel gergo degli investitori.

Così a New York, nella piazza di Wall Street, ci si imbatte nella scultura di un toro scalpitante e a Francoforte, nel cuore finanziario dell'Unione europea, un orso e un toro si fronteggiano minacciosi a ricordare quanto grandi siano il rischio e la posta in gioco.

I proverbi di Wall Street (21 agosto 2001)

"The Trend is Your Friend"
(segui il trend che è tuo amico, il più noto)

"The Trend is Your Friend Until It Begins to End"
(il trend è tuo amico fino a quando non stia per cambiare)

"Sell in May and Go Away"
(vendi in maggio le azioni, come dire che stagionalmente il periodo peggiore comincia in maggio)

"Never Try to Catch A Falling Knife"
(non tentare di afferrare un coltello che cade, come dire: non comprare titoli che stanno crollando, aspetta che smettano di crollare)

"Be Fearful When Others Are Greedy and Be Greedy When Others Are Fearful" (Warren Buffett)

Ovvero vendi quando senti che gli altri sono avidi e compra quando senti che gli altri hanno paura.

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