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e di psicologia
Che investitori siete?
Cosa fate se i titoli in cui avete investito tutti i vostri
risparmi cominciano improvvisamente a perdere valore?
Sapete che il timore di perdere denaro con un investimento
sbagliato è tre volte più grande della gioia
e della soddisfazione che deriva dal guadagnare denaro con
un investimento azzeccato?
Questo spiega come mai piccole correzioni di mercato si
sono spesso tradotte in ribassi molto consistenti. È
il panico degli investitori che corrono a vendere senza
ragionare sulle potenzialità del lungo periodo.
Ecco allora il provvidenziale intervento della teoria scientifica
a dare fondamento a questo eccesso di irrazionalità.
La finanza comportamentale studia il modo in cui sentimenti
ed errori mentali possono portare a errori di valutazione
di azioni e obbligazioni. Naturalmente l'analisi non si
ferma qui ma arriva alla ben più utile formulazione
di strategie di investimento che traggono profitto da questi
comportamenti irrazionali.
Le strategie d'investimento che sfruttano le emozioni "della
massa" non sono certo una novità, ma la finanza
comportamentale promette di individuare gli errori mentali
che vengono più comunemente commessi dagli investitori,
si tratta delle "scorciatoie della mente" usate
dal cervello umano per risolvere problemi complessi. Pensate
ad esempio alle illusioni ottiche: invece di raccogliere
e organizzare tutte le informazioni prima di dare una risposta
accurata, il cervello spesso elabora una valutazione veloce
che solitamente non è accurata.
Un
esempio di scorciatoia mentale è il cosiddetto "comportamento
tipizzato", utilizzato dal cervello per classificare
rapidamente gli oggetti.
Il nostro cervello ipotizza che gli oggetti - le piante,
le persone, le azioni, ecc. - che hanno caratteri simili
abbiano una buona probabilità di essere identici
anche quando in realtà sono abbastanza differenti.
Mentre da un lato aiutano il cervello a organizzare e a
elaborare una grande mole di dati velocemente, dall'altro
sono una scorciatoia che può portare gli investitori
a reagire in modo non corretto in relazione a nuove informazioni.
Le strategie elaborate dalla finanza comportamentale vanno
oltre l'analisi dei fondamentali delle varie società
e dei "sentiment" degli investitori, e tengono
anche conto di come il cervello umano risolva i problemi
e, in certi casi, sia più propenso a commettere un
errore.
Analisti finanziari troppo sicuri di sé?
Ci si aspetterebbe un comportamento più equilibrato
da chi è abituato ad investire, e invece anche dei
professionisti come gli analisti finanziari si abbandonano
spesso ad un delirio di onnipotenza. E sbagliano. Si avventurano
in continue movimentazioni del portafoglio, soprattutto
gli analisti uomini, e ancora di più se single, e
il risultato, più o meno matematico, è che
i rendimenti scendono. Insomma il circolo vizioso è
semplice: gli analisti finanziari sono troppo sicuri di
sé, l'eccessiva sicurezza causa un'alta movimentazione
del portafoglio, e un'alta movimentazione del portafoglio
porta a rendimenti più bassi. Volate più in
basso, ragazzi!
L'ancoraggio: miopia finanziaria. State comprando
un'automobile, il venditore vi dirà un prezzo e poi
lentamente vi farà offerte sempre migliori: voi avrete
l'impressione, in ogni caso, di fare un buon affare perché
sarete rimasti ancorati al primo prezzo che vi ha fatto
il venditore.
Questo è l'ancoraggio, una pigrizia cerebrale che
si lega ad un punto di riferimento iniziale e adatta lentamente
la risposta corretta con approssimazioni successive ogni
volta che riceve una nuova informazione.
Ed ecco i risvolti finanziari: se una società ottiene
in modo improvviso ed imprevisto risultati molto buoni,
il mercato finirà per sottostimare quel cambiamento.
Probabilmente il prezzo delle azioni non salirà nonostante
la società stia facendo più soldi, perché
gli investitori stimeranno quel risultato come temporaneo.
Rimarranno "ancorati" alle loro stime precedenti
sulla redditività della società, in quanto
hanno sottovalutato l'informazione nuova e positiva.
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Le yuppie con i tacchi a spillo
Altro che uomini rampanti, il vero yuppie ha il tailleur e
i tacchi a spillo. Lo dice uno studio di un professore dell'università
della California, che ha analizzato i casi di 35.000 investitori
nell'arco di sette anni.
Risultato: negli investimenti le donne hanno perfomance migliori
degli uomini, mediamente l'1,4% in più su base annua.
E le donne single raggiungono risultati migliori degli uomini
single, con rendimenti netti annuali superiori del 2,3%.
La causa del gap sta anzitutto nel fatto che gli uomini movimentano
più facilmente il loro portafoglio: la media è
del 77%, contro il 53% delle "colleghe". Questa
abitudine è penalizzante perché chi compra e
vende molto frequentemente ha performance inferiori rispetto
a chi movimenta poco il proprio portafoglio.
Indovinate perché i maschietti sono così smaniosi
di movimentare i loro titoli? Perché hanno grande,
forse troppa, fiducia nei propri mezzi, presumendo ad esempio
di conoscere un'informazione riservata "che nessun altro
ha" e che li porterà ad avere altissimi rendimenti.
Insomma, secondo questa indagine gli uomini si sentono più
competenti rispetto alle donne in campo finanziario e in generale
in tutti gli ambiti che riguardano la matematica e le scienze.
Questa sensazione di superiorità li porta a credere
di avere un sesto senso nella scelta delle azioni vincenti
e di poter quindi gestire astutamente il mercato.
Un'altra differenza è che gli uomini tendono ad essere
dei "trader", mentre le donne tendono ad investire.
Questo significa che i primi sono interessati a fare grandi
guadagni in poco tempo, facendosi influenzare molto dalle
notizie in circolazione, buone o cattive che siano, mentre
le donne sono interessate a migliorare le prestazioni del
loro portafoglio e soprattutto ad apprendere.
Gli errori da evitare. Il primo errore è legato
all'eccessiva sicurezza nei propri mezzi e consiste nel "dimenticarsi"
di fare le ricerche necessarie sulla società sulla
quale si vuole investire. È vero che siamo nell'era
di Internet e le informazioni sono a disposizione di tutti,
gratuitamente e in tempo reale.
Tuttavia non sempre le informazioni on line sono affidabili,
anzi talvolta, come nel caso dei forum e dei newsgroup, ci
troviamo di fronte a investitori che postano informazioni
per vedere salire o scendere il prezzo di un titolo del "loro"
portafoglio.
Le basi dell'investimento sono l'analisi del rischio e del
rendimento delle azioni. Eppure, spesso il fattore rischio
viene ignorato dagli investitori, che devono poi correre ai
ripari, commettendo un altro errore, legato al tempismo: è
dimostrato infatti che spesso gli investitori vendono le azioni
vincenti troppo presto e tengono quelle perdenti troppo a
lungo in portafoglio.
La trappola del rimpianto. La "paura del rimpianto"
è un punto debole molto delicato e piuttosto diffuso
tra gli investitori. Si tratta della tendenza a sentirsi afflitti
una volta fatto un errore, in maniera esagerata rispetto alla
reale consistenza dell'errore.
Il danno è spesso consistente, poiché il rimpianto
potenziale che deriva da un errore ha un'influenza sul nostro
processo decisionale del tutto sproporzionata rispetto al
danno reale che potremmo subire se l'errore si verificasse
veramente.
Questa fobia del rimpianto porta spesso a posticipare le decisioni,
penalizzazione fatale in un settore in cui il tempismo è
basilare. Alcuni studi hanno dimostrato che molte persone
rinviano una decisione sostenendo che stanno aspettando informazioni
più dettagliate, anche quando le nuove informazioni
non influiranno in modo apprezzabile. |
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Sembra lo zoo, invece è la Borsa
Ma siamo in Borsa o allo zoo? Entriamo e invece degli investitori
troviamo i coccodrilli, al posto degli speculatori vediamo
elefanti e delfini. E più in là, dove ci saremmo
aspettati di scorgere qualche azionista, ecco sbucare tori
e orsi.
Benvenuti al Piazza Affari Safari, un mini viaggio attraverso
le stranezze terminologiche con cui il mondo borsistico si
esprime. No, non sono quelle antipatiche espressioni tecniche
in inglese, bensì nomi italianissimi di animali.
Senza saperlo, voi potreste essere dei veri orsi. Se preferite
investire in Borsa scommettendo sulla discesa delle quotazioni,
allora in gergo siete, appunto, degli orsi.
I rialzisti, quelli che comprano titoli in salita in quanto
convinti che continueranno a crescere, sono tori. E gli elefanti?
Un elefante è un grosso investitore istituzionale,
ad esempio una compagnia di assicurazione, che manovra enormi
pacchetti azionari. Ora: cosa c'entrano le bestie con il mercato
borsistico?
L'orso è associato al ribasso, a una fase calante dei
mercati, perché quando la curva dei grafici scende
di solito è morbida e ricorda la schiena di un orso
(che fantasia, però!).
Quando invece il mercato cresce in modo scattante e nervoso
ecco che sulla lavagna avremo delle impennate che richiamano
le corna di un toro.
Non vi augureremmo mai di diventare maiali. Vorrebbe dire
che siete risparmiatori con poche informazioni e scarsa preparazione:
l'ideale per perdere soldi.
Meglio comportarsi da delfini, comprando e vendendo azioni
con la stessa loro agilità, per ricavarne rapidi profitti.
Se poi avete l'indole dei "cattivi" allora potete
aspirare al rango di coccodrilli, cioè i professionisti
della speculazione, che gestiscono i titoli in modo a dir
poco spregiudicato, seppur con grande profitto.
Dai modi di dire alle statue. Non solo parole. Il
mondo borsistico internazionale ha tradotto in materia tangibile
i modi di dire curiosi utilizzati nel gergo degli investitori.
Così a New York, nella piazza di Wall Street, ci si
imbatte nella scultura di un toro scalpitante e a Francoforte,
nel cuore finanziario dell'Unione europea, un orso e un toro
si fronteggiano minacciosi a ricordare quanto grandi siano
il rischio e la posta in gioco.
I proverbi di Wall Street (21 agosto 2001)
"The Trend is Your Friend"
(segui il trend che è tuo amico, il più noto)
"The Trend is Your Friend Until It Begins to End"
(il trend è tuo amico fino a quando non stia per cambiare)
"Sell in May and Go Away"
(vendi in maggio le azioni, come dire che stagionalmente il
periodo peggiore comincia in maggio)
"Never Try to Catch A Falling Knife"
(non tentare di afferrare un coltello che cade, come dire:
non comprare titoli che stanno crollando, aspetta che smettano
di crollare)
"Be Fearful When Others Are Greedy and Be Greedy When
Others Are Fearful" (Warren Buffett)
Ovvero vendi quando senti che gli altri sono avidi e compra
quando senti che gli altri hanno paura. |
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