Semplicemente
4/2/201222:40

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Credito, ergo sum

Sempre pił credito per le famiglie
Se risparmiare significa privilegiare i consumi futuri rispetto a quelli presenti, i consumatori italiani non sono molto lungimiranti!

Secondo una recente ricerca di settore il volume dei prestiti finalizzati all'acquisto di beni e servizi ha fatto segnare, nell'anno 2000, un aumento del 22,3% per quanto riguarda i finanziamenti erogati e del 29,2% se si prendono in considerazione il numero di operazioni effettuate.

Nel corso del 2000, dunque, sono stati erogati 48.345 miliardi di nuovi finanziamenti, pari a un totale di oltre 17 milioni di operazioni. Nel complesso, quindi, i prestiti al consumo sono risultati pari a un totale di 67.687 miliardi di lire in termini di consistenze. Una sommetta piuttosto consistente che le famiglie hanno deciso di sottrarre al loro risparmio.

Gran parte di questi finanziamenti è stata destinata, come di consuetudine, all'acquisto di automobili. La prevalenza del settore auto rappresenta un fenomeno tradizionale:
i finanziamenti finalizzati all'acquisto di automobili e moto pesano infatti per il 51,9% del totale, con un totale erogato di 25.069 miliardi di lire.
Di questi, ben 15mila miliardi si riferiscono all'acquisto di auto nuove a tassi di mercato, mentre solo 2.542 miliardi alle auto comprate grazie a finanziamenti ottenuti a tassi promozionali.
Rispetto all'anno precedente nel 2000 c'è stato un affievolimento del ritmo crescita ma nonostante ciò il comparto auto continua a rappresentare la maggior parte dei finanziamenti del settore.

Le altre categorie per le quali i consumatori italiani hanno richiesto finanziamenti e che mostrano una discreta crescita rispetto all'anno precedente sono ad esempio l'arredamento e gli elettrodomestici.

Perché non viene concesso il finanziamento? La capacità di indagine di una banca, di una finanziaria, di una società di credito al consumo, non ha limite.
La privacy ha ultimamente messo delle piccole barriere all'abuso di notizie scovate dagli archivi positivi e negativi e da banche terze.
Sappiate comunque che quando accendete un mutuo, o diventate "cattivi pagatori" o peggio, protestati, gli archivi vengono aggiornati l'informazione diventa così fruibile a tutti gli operatori del credito.

Se avete quindi un mutuo, ad esempio ventennale, presso una Banca, aprire un credito con una finanziaria, o un altro mutuo, sarà molto più complesso, proprio perché gli archivi avranno registrato il vostro mutuo.

Finanziamento online. Anche nel settore del credito al consumo sta prendendo piede l'abitudine di cercare finanziamenti online. Le condizioni sono spesso vantaggiose e quindi allettanti. Certamente i costi pubblicitari e di distribuzione per chi offre finanziamenti online sono inferiori. A volte cercando approfonditamente nelle pagine delle varie società finanziarie presenti in rete, si scoprono occasioni davvero vantaggiose per cambiare l'auto, per ristrutturare l'appartamento, o per rinnovare il mobilio. In genere si tratta di uno 0.50% in meno rispetto al tasso praticato in un punto vendita, oppure, per esempio, un 1% in meno rispetto alla stessa agenzia di città. Insomma piccoli ritocchi ai tassi.
Superfluo costatare come siamo soltanto agli albori, sia per l'offerta che per la domanda, ma un'ipotesi di crescita di questa forma di finanziamento non è del tutto utopistica.

Speciale Microcredito (a cura di e-consapevoli.net)

1) Come si sviluppano i progetti di microcredito

Gli approcci alle modalità di concessione dei prestiti sono innanzitutto di due tipi: la metodologia di prestito individuale o quella di gruppo.
Nel primo caso una serie di garanzie reali o personali sono valutate al momento del credito, insieme alla precedente storia creditizia e alla valutazione della possibilità di ripagamento. La relazione tra chi offre e chi domanda è di stretta conoscenza e di relazione continuativa. Si valutano in questo caso l'ammontare del credito ed il periodo di ripagamento in modo più attento alle esigenze dei beneficiari. A questi tipi di crediti si associano interventi di assistenza tecnica individuale e training continuativo.

Per ciò che riguarda i prestiti di gruppo, il credito viene affidato ad un insieme di persone che fungono da "gruppo solidale" nel caso qualcuno non ripaghi. In una simile circostanza la gestione del programma deve prevedere un numero di clienti più elevato ed un rapporto con ciascuno di essi inevitabilmente più distante. Il primo livello di distinzione nelle metodologie di prestito di gruppo è basato sulle aspettative future di indipendenza dal programma del gruppo che si è formato per ricevere il prestito : si distinguono allora i Solidarity Groups dalle Community-Based Organizations.
I primi non prevedono il distacco del gruppo dall'istituzione di credito come obiettivo principale, mentre i secondi puntano proprio all'interna capacità di gestione del gruppo, che può arrivare ad essere una minibanca indipendente.
Tra questi ultimi sono di particolare rilievo gli esempi delle Credit Unions e delle Village Banking. Le Credit Unions sono cooperative di credito che dal momento in cui nascono sono finanziariamente indipendenti dal programma che le ha promosse e che soltanto le può affiancare con servizi di assistenza tecnica. Questi tipi di realtà si sostengono con i risparmi dei beneficiari dei programmi e con tassi di interesse piuttosto alti, tali da garantire una rapida capitalizzazione della principale fonte di finanziamenti, ossia i prestiti.
Le Village Banking sono gruppi di 20-50 persone che costituiscono un istituzione prestataria che eroga crediti ai suoi stessi membri. Queste banche villaggio si finanziano attraverso la mobilitazione dei fondi dei membri e i prestiti da parte di istituzioni esterne. L'obiettivo è quello di sostituire con le risorse interne quelle che provengono dall'esterno, in modo tale da non dover più dipendere da altre realtà e raggiungere la piena sostenibilità economica. Per ottenere questo è fondamentale il coinvolgimento dei membri delle banche villaggio che intervengono con meccanismi di risparmio a contribuire alla crescita del fondo interno.
La Fondazione Choros propone programmi di formazione e ricerca applicata sui temi dello sviluppo sostenibile, della finanza etica e dell'economia sociale ed etnica. Partecipa a progetti europei, nazionali e locali ed offre consulenze di marketing sociale ad associazioni di volontariato, organizzazioni non governative e cooperative sociali e piani di raccolta fondi.
a cura di Fondazione Choros

2) I beneficiari del microcredito

Dislocate tanto nelle aree urbane come in quelle rurali dei paesi in via di sviluppo, queste attività sono di commercio, servizi, produzione agricola, artigianale e su piccola scala. In molti casi vengono coinvolti i familiari e pochi altri dipendenti in piccole attività orientate al sostentamento dell'economia familiare.

La tecnologia utilizzata è obsoleta e difficilmente sono previsti investimenti per la scarsezza di risorse. Le entrate sono per lo più rivolte al miglioramento delle condizioni di vita della famiglia e solo nel caso di imprese più avviate sono indirizzate al reinvestimento nell'attività produttiva o nel miglioramento del luogo di lavoro. L'economia di queste attività è strettamente legata all'economia familiare dei proprietari: solo nelle situazioni più consolidate e con maggior coinvolgimento di dipendenti si separano gli aspetti economici dell'attività da quelli della famiglia.
Anche le strategie sono differenti a seconda della scala di attività: si va dall'obiettivo della diversificazione della produzione per incrementare il reddito familiare e per minimizzare il rischio, alla maggiore specializzazione in particolari attività, prima per aumentare le entrate della famiglia e poi per migliorare i profitti.
In luoghi dove la sicurezza del lavoro è spesso compromessa, i microimprenditori sono in molti casi non riconosciuti, anche legalmente, dal sistema economico e bancario. Sono però il fulcro dello sviluppo economico locale ed il potenziale meccanismo attraverso cui puntare per migliorare il benessere delle comunità di riferimento.
I beneficiari di diversi programmi di microcredito sono in molti casi donne: si cerca in questo modo di migliorare la loro condizione e coinvolgimento nelle attività economiche, e quindi il loro ruolo all'interno delle comunità, anche perché esse hanno dimostrato in diversi casi una migliore gestione dell'economia familiare e dell'educazione dei bambini. Si sono inoltre rivelate molto più affidabili degli uomini quanto a gestione dei crediti e ripagamento delle quote.
a cura di Fondazione Choros

3) Le esperienze di microcredito nel mondo

Le Nazioni Unite hanno approvato il 18 dicembre 1997 una risoluzione sull'importanza del microcredito come strumento per sradicare la povertà. La risoluzione è significativa in quanto per la prima volta e in modo esplicito riconosce che i programmi di microcredito si sono rivelati efficaci nel liberare migliaia di persone, soprattutto le donne, dallo sfruttamento e dalla povertà. Questi programmi hanno inoltre aumentato la partecipazione di chi ne ha beneficiato ai processi economici e politici e si sono rivelati determinanti nel processo globale di sviluppo umano e sociale.

La sempre maggiore attenzione al microcredito ha portato all'organizzazione del primo World Microcredit Summit tenutosi a Washington nel 1997 con la partecipazione di rappresentanti di ONG, intermediari finanziari e imprese impegnate nel sociale, gruppi di base del Nord e del Sud del mondo, agenzie delle Nazioni Unite, Governi nazionali, istituzioni internazionali.
In questa sede è stato ufficialmente lanciato l'obiettivo di organizzare un "movimento" mondiale di operatori per raggiungere 100 milioni di famiglie (in particolare le donne), tra le più povere in assoluto, con credito ed altri servizi finanziari e aziendali per l'auto-impiego e l'auto-sviluppo. Oggi sono oltre 22 milioni i destinatari nei Paesi in Via di Sviluppo, ma anche all'Est e nelle periferie dei paesi ricchi, raggiunti da programmi di microcredito.
Nel mondo, sull'esempio di Grameen Bank, diverse Organizzazioni non governative (ONG) internazionali hanno adottato nel corso degli ultimi venti anni programmi di microcredito al fine di integrare progetti di intervento a sostegno dell'economia locale dei Paesi in via di Sviluppo. E' così che si sono mosse Accion Internacional (Americans for Community Cooperation in Other Nations), Care Internacional, FINCA International, ACODEP (Asociacion de Consultores para el Desarrollo de la Pequena y Microempresa).
Parallelamente si è diffuso in Europa un approccio al microcredito sostanzialmente differente che ricalca quelli che sono gli aspetti socio-economici più propriamente caratteristici del vecchio continente. Sono sorte poi, tanto in America Latina come Africa e Asia, Istituzioni di Microfinanza specializzate nella gestione di progetti di microcredito: Vita Microbank in Benin, Fundasol (Fundacion Uruguaya de Cooperacion y Desarrollo Solidario) in Uruguay, Financiera Calpia in El Salvador solo per citare alcuni esempi.
Molto significative sono le performance di istituzioni di microfinanza di taglio medio e piccolo: il boliviano BancoSol, (Banco Solidario) principale banca dei poveri della rete di Accion , che raggiunge quasi 80.000 clienti di cui il 65% donne, con un portafoglio a rischio pari al 2% dei 63 milioni di dollari di crediti aperti; la keniota K-Rep (Kenya Rural Enterprise Program), la maggiore istituzione di credito ai poveri del continente africano, con oltre 7.000 destinatari (58% donne) e un portafoglio di 4,1 milioni di dollari; l'indiana Sewa Bank, la "cassa di risparmio" (8.000 clienti) della Self-Employed Women's Association, associazione di donne di città e campagna che lavorano nel settore informale e che commerciano anche nei canali del fair trade.
In Europa e in Italia gli esempi di microcredito si rifanno alle esperienze di finanza etica. Negli anni '70 in Italia si costituiscono le MAG (Mutue Auto Gestione), mutue autogestione che raccolgono il risparmio dai soci per utilizzarlo a favore di progetti dell'economia sociale e della cooperazione internazionale.
Numerose ONG italiane hanno poi adottato lo strumento del microcredito nei loro programmi di sviluppo, ritenendolo un importante mezzo per la ridefinizione delle politiche di sviluppo economico.
A Padova un solido sistema composto da tre istituzioni ha dato vita ad un importante centro di intervento nel campo del microcredito e della finanza etica: Banca Popolare Etica eroga i finanziamenti, Consorzio Etimos cura la parte di assistenza tecnica e i processi di capitalizzazione delle cosiddette Greenfield (le future Microfinance Institutions) Fondazione Choros quella di ricerca applicata, formazione e raccolta fondi.
In Europa altri esempi vengono dalla nascita delle Banche Etiche come Triodos, ABS, Gls Gemeinschaftsbank.
Altre Banche alternative Citizen Bank (Giappone), Eko-Osuuspankki (Finlandia), South Shore Bank (USA, Oikos (Danimarca), Merkur (Danimarca), Banque Populaire du Haut-Rhin (Francia) sono membri di INAISE (International Network Association of Investors in Social Economy), rete internazionale degli attori che a vario titolo contribuiscono alla crescita dell'economia sociale.
a cura di Fondazione Choros

4) Il microcredito, questo sconosciuto

Nei Paesi in via di sviluppo milioni di famiglie vivono con il reddito delle loro piccole attività rurali ed urbane alimentando l'economia informale locale. La difficoltà di accedere al prestito bancario per l'inadeguatezza o assenza di garanzie reali non consente a queste microimprese di svilupparsi o di liberarsi dai forti vincoli dell'usura.

I programmi di microcredito si rivolgono proprio alla risoluzione di queste difficoltà, pianificando l'erogazione di piccoli prestiti a microimprenditori o gruppi di questi che hanno forte necessità di risorse finanziarie per avviare progetti di auto-impiego. La generazione di reddito che ne deriva viene finalizzato al miglioramento delle condizioni di vita delle loro famiglie con un vantaggio diffuso per tutta la comunità locale.
In molti casi i programmi di microcredito prevedono una combinazione di servizi accanto all'emissione del prestito finanziario, come la formazione tecnica e gestionale, la creazione di reti commerciali, le condizioni per la raccolta di risparmio al fine di rendere autosostenibile il programma.
L'idea del microcredito si diffonde grazie al lavoro di Grameen Bank, la "banca villaggio" fondata nel 1976 da Muhammad Yunus in Bangladesh: una banca rurale che concede prestiti e supporto organizzativo ai più poveri, riuniti in gruppi di beneficiari, (Solidarity Groups), altrimenti esclusi dal sistema di credito tradizionale. Grameen Bank è oggi la quinta banca del Bangladesh, con una raccolta di circa 2.000 miliardi di lire di cui 1.500 impiegati in prestiti a favore dei quasi 2 milioni di membri nullatenenti (quasi tutti donne) dislocati in 34.000 villaggi. Il successo di questa esperienza è dimostrato da un tasso di insolvenza del solo 3%.
a cura di Fondazione Choros
I segreti delle carte di credito
La prima distinzione da fare riguarda i tipi di carta di credito più diffusi, che sono tre: quelle rilasciate dalle banche (per esempio Visa, MasterCard, Discover Card), quelle Travel and Entertainment (American Express, Diners Club) e quelle, per così dire, "aziendali", valide cioè solo per una determinata catena di negozi.

Molti utilizzano anche la cosiddetta carta fedeltà. Generalmente si tratta di una Visa o una MasterCard, che in aggiunta al simbolo della banca riporta quello di un'altra organizzazione. I possessori di queste cards ottengono una serie di sconti e benefit, per esempio nell'acquisto di biglietti per il teatro o per i viaggi aerei.

Vi siete poi mai chiesti cosa significano le cifre di cui si compone il vostro numero di carta?

Dunque: la prima identifica il tipo di card. American Express e Diners hanno il 3, Visa il 4, MasterCard il 5, Discover Card il 6. L'organizzazione delle restanti cifre non è uguale per tutte le carte di credito. Ad esempio le American Express iniziano con il numero 37, Carte Blanche e Diners con il 38. Vediamo più in dettaglio.

American Express
. La terza e quarta cifra indicano il tipo e la valuta, quelle dalla quinta all'undicesima il codice del cliente, quelle dalla dodicesima alla quattordicesima rappresentano una ulteriore identificazione del cliente, l'ultima è di controllo.

Visa. Le cifre dalla seconda alla sesta rappresentano il numero della banca, dalla settima alla dodicesima o dalla settima alla quindicesima c'è il codice del cliente e la tredicesima o la sedicesima sono di controllo.

MasterCard. Il numero della banca è contenuto nella seconda e terza cifra, oppure dalla seconda alla quarta, oppure dalla seconda alla sesta. Le cifre dopo il numero della banca fino alla quindicesima sono il codice del cliente, la sedicesima è di controllo.

In principio fu la Diners. L'uso delle prime carte di credito risale agli anni '20 del Novecento e fu introdotto da alcune catene alberghiere e compagnie petrolifere statunitensi. Dopo la seconda guerra mondiale il loro utilizzo crebbe notevolmente.

Fu nel 1950 che Diners Club introdusse la prima carta di credito universale, valida cioè per acquistare un largo ventaglio di beni e servizi. Nel 1958 fu la volta di un altro nome importante: American Express.

Più tardi nacquero le carte di credito bancarie. Una delle prime a muoversi fu la Bank of America in California, che nel 1959 lanciò la BankAmericard. Nel 1966 il servizio fu esteso in altri stati col nome di Visa.

Acquisti on line: c'è da fidarsi. Usare la carta di credito per acquisti su Internet è più sicuro di quanto si creda. Non solo perché ormai i software preposti alle operazioni on line sono sufficientemente evoluti, ma anche perché i rischi effettivi sono minori rispetto a quelli degli acquisti tradizionali. Si tratta più di una questione psicologica.

Cosa dovremmo dire, allora, quando al ristorante il cameriere porta via il piattino con il conto (e la nostra carta) e torna dopo qualche minuto? Nessuno può garantirci che il numero non sia stato copiato.

Inoltre: avete mai fatto benzina pagando con la carta? Beh, generalmente sulla ricevuta appare in chiaro e per esteso il numero della carta. La matrice di quella ricevuta dove va a finire?

Infine: pagando tramite POS, come pensate viaggino i dati della transazione? Tramite modem! Esattamente come su Internet. Perché allora avere diffidenza verso i pagamenti on line?

Conto corrente: siate pił furbi delle banche
Tenere sotto controllo il conto corrente, badando agli eventuali "errori" delle banche, non è certamente operazione facile. Sono milioni le persone alle prese con voci misteriose sull'estratto conto, cavilli invisibili e sgradite sorprese legate alla tenuta di un conto. Non guasterà, quindi, rinfrescarsi la memoria su alcune accortezze.
Per cominciare, tutte le spese, le commissioni, i tassi minimi o massimi devono essere esposti in fogli sintetici nei locali aperti al pubblico e riportati dettagliatamente in fogli analitici, consultabili dagli utenti. Il primo trucco per risparmiare sui costi di gestione è chiedere se si rientra in una categoria convenzionata (ordini professionali, imprese, dipendenti pubblici, ecc.): questo vi assicurerà vantaggi quali tassi d'interesse agevolati e fidi bancari maggiorati. Si ritiene che ben l'80% dei correntisti potrebbe beneficiare di convenzioni, ma non lo sa, né la banca si premura di informarlo. Inoltre, se i tassi di interesse cambiano, il cliente deve essere informato per iscritto, a meno che la variazione non riguardi tutti gli utenti della banca (in tal caso basta l'annuncio sulla Gazzetta Ufficiale).
Massima attenzione, poi, alla estinzione del conto: è questo il momento in cui si scoprono oneri aggiuntivi e fastidiose "penalità". Quindi, soprattutto per questa operazione, è bene chiedere da subito informazioni precise allo sportello. Ulteriore precauzione: la chiusura definitiva di un conto corrente può richiedere anche un mese dalla data del nostro ordine. È quindi conveniente non dare ordini di chiusura troppo a ridosso della fine dell'anno. Se al 31 dicembre, malgrado sia già in estinzione, il conto risulta ancora aperto, si pagheranno le spese annuali di amministrazione e - qualche giorno dopo - all'atto della chiusura vera e propria, quelle di estinzione. Meglio perciò non dare l'ordine di chiusura dopo la metà di novembre.

Il conto ci costa 53.000 lire al mese
. 53.000 lire al mese. È quanto paga mensilmente un cittadino italiano per tenere aperto un conto corrente bancario. Lo dice una ricerca dell'Adusbef, secondo cui nel 2001, ipotizzando 11 operazioni al mese, pagheremo in media 642.000 lire di spese legate alla tenuta del conto. Rispetto all'anno scorso l'aumento è di oltre il 3%. Il costo mensile sale a 53.000 lire, ben 20.000 in più rispetto al gennaio 2000. La lievitazione è dovuta soprattutto al costo medio per operazione (arrivato a 3.100 lire), alle spese di chiusura, a quelle per l'invio dell'estratto conto, e all'obolo di 3.500 lire per prelievi bancomat da altre banche.

Il saldo? Guardalo su Internet
. La comodità di una banca 24 ore su 24 a casa propria: questo è l'home banking, ovvero la possibilità di controllare e gestire alcune operazioni bancarie dal computer di casa. La comodità del servizio e il bombardamento pubblicitario degli istituti di credito stanno convincendo i clienti a "manovrare" il conto corrente via Web: si possono conoscere saldi e movimenti, seguire la valorizzazione dei depositi, dare ordini per bonifici, assegni, giroconti e deleghe; e ancora: avere l'elenco dei pagamenti in scadenza, cambiare denaro in valuta straniera, pagare bollette e così via. Una vera pacchia per chi ha un minimo di dimestichezza col Pc. Ma attenzione: in molti casi ai vantaggi della visibilità del conto on line si affianca la perdita della consulenza offerta allo sportello. L'home banking è quindi consigliato per chi preferisce servizi standardizzati e non per coloro che vogliono un conto su misura.


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