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Credito,
ergo sum
Sempre pił credito per le famiglie
Se risparmiare significa privilegiare i consumi futuri rispetto
a quelli presenti, i consumatori italiani non sono molto
lungimiranti!
Secondo una recente ricerca di settore il volume dei prestiti
finalizzati all'acquisto di beni e servizi ha fatto segnare,
nell'anno 2000, un aumento del 22,3% per quanto riguarda
i finanziamenti erogati e del 29,2% se si prendono in considerazione
il numero di operazioni effettuate.
Nel corso del 2000, dunque, sono stati erogati 48.345 miliardi
di nuovi finanziamenti, pari a un totale di oltre 17 milioni
di operazioni. Nel complesso, quindi, i prestiti al consumo
sono risultati pari a un totale di 67.687 miliardi di lire
in termini di consistenze. Una sommetta piuttosto consistente
che le famiglie hanno deciso di sottrarre al loro risparmio.
Gran parte di questi finanziamenti è stata destinata,
come di consuetudine, all'acquisto di automobili. La prevalenza
del settore auto rappresenta un fenomeno tradizionale:
i finanziamenti finalizzati all'acquisto di automobili e
moto pesano infatti per il 51,9% del totale, con un totale
erogato di 25.069 miliardi di lire.
Di questi, ben 15mila miliardi si riferiscono all'acquisto
di auto nuove a tassi di mercato, mentre solo 2.542 miliardi
alle auto comprate grazie a finanziamenti ottenuti a tassi
promozionali.
Rispetto all'anno precedente nel 2000 c'è stato un
affievolimento del ritmo crescita ma nonostante ciò
il comparto auto continua a rappresentare la maggior parte
dei finanziamenti del settore.
Le altre categorie per le quali i consumatori italiani hanno
richiesto finanziamenti e che mostrano una discreta crescita
rispetto all'anno precedente sono ad esempio l'arredamento
e gli elettrodomestici.
Perché
non viene concesso il finanziamento? La capacità
di indagine di una banca, di una finanziaria, di una società
di credito al consumo, non ha limite.
La privacy ha ultimamente messo delle piccole barriere all'abuso
di notizie scovate dagli archivi positivi e negativi e da
banche terze.
Sappiate comunque che quando accendete un mutuo, o diventate
"cattivi pagatori" o peggio, protestati, gli archivi
vengono aggiornati l'informazione diventa così fruibile
a tutti gli operatori del credito.
Se avete quindi un mutuo, ad esempio ventennale, presso
una Banca, aprire un credito con una finanziaria, o un altro
mutuo, sarà molto più complesso, proprio perché
gli archivi avranno registrato il vostro mutuo.
Finanziamento
online. Anche nel settore del credito al consumo sta
prendendo piede l'abitudine di cercare finanziamenti online.
Le condizioni sono spesso vantaggiose e quindi allettanti.
Certamente i costi pubblicitari e di distribuzione per chi
offre finanziamenti online sono inferiori. A volte cercando
approfonditamente nelle pagine delle varie società
finanziarie presenti in rete, si scoprono occasioni davvero
vantaggiose per cambiare l'auto, per ristrutturare l'appartamento,
o per rinnovare il mobilio. In genere si tratta di uno 0.50%
in meno rispetto al tasso praticato in un punto vendita,
oppure, per esempio, un 1% in meno rispetto alla stessa
agenzia di città. Insomma piccoli ritocchi ai tassi.
Superfluo costatare come siamo soltanto agli albori, sia
per l'offerta che per la domanda, ma un'ipotesi di crescita
di questa forma di finanziamento non è del tutto
utopistica.
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Speciale Microcredito (a cura di e-consapevoli.net)
1) Come si sviluppano i progetti di microcredito
Gli approcci alle modalità di concessione dei prestiti
sono innanzitutto di due tipi: la metodologia di prestito
individuale o quella di gruppo.
Nel primo caso una serie di garanzie reali o personali sono
valutate al momento del credito, insieme alla precedente storia
creditizia e alla valutazione della possibilità di
ripagamento. La relazione tra chi offre e chi domanda è
di stretta conoscenza e di relazione continuativa. Si valutano
in questo caso l'ammontare del credito ed il periodo di ripagamento
in modo più attento alle esigenze dei beneficiari.
A questi tipi di crediti si associano interventi di assistenza
tecnica individuale e training continuativo.
Per ciò che riguarda i prestiti di gruppo, il credito
viene affidato ad un insieme di persone che fungono da "gruppo
solidale" nel caso qualcuno non ripaghi. In una simile
circostanza la gestione del programma deve prevedere un numero
di clienti più elevato ed un rapporto con ciascuno
di essi inevitabilmente più distante. Il primo livello
di distinzione nelle metodologie di prestito di gruppo è
basato sulle aspettative future di indipendenza dal programma
del gruppo che si è formato per ricevere il prestito
: si distinguono allora i Solidarity Groups dalle Community-Based
Organizations.
I primi non prevedono il distacco del gruppo dall'istituzione
di credito come obiettivo principale, mentre i secondi puntano
proprio all'interna capacità di gestione del gruppo,
che può arrivare ad essere una minibanca indipendente.
Tra questi ultimi sono di particolare rilievo gli esempi delle
Credit Unions e delle Village Banking. Le Credit Unions sono
cooperative di credito che dal momento in cui nascono sono
finanziariamente indipendenti dal programma che le ha promosse
e che soltanto le può affiancare con servizi di assistenza
tecnica. Questi tipi di realtà si sostengono con i
risparmi dei beneficiari dei programmi e con tassi di interesse
piuttosto alti, tali da garantire una rapida capitalizzazione
della principale fonte di finanziamenti, ossia i prestiti.
Le Village Banking sono gruppi di 20-50 persone che costituiscono
un istituzione prestataria che eroga crediti ai suoi stessi
membri. Queste banche villaggio si finanziano attraverso la
mobilitazione dei fondi dei membri e i prestiti da parte di
istituzioni esterne. L'obiettivo è quello di sostituire
con le risorse interne quelle che provengono dall'esterno,
in modo tale da non dover più dipendere da altre realtà
e raggiungere la piena sostenibilità economica. Per
ottenere questo è fondamentale il coinvolgimento dei
membri delle banche villaggio che intervengono con meccanismi
di risparmio a contribuire alla crescita del fondo interno.
La Fondazione Choros propone programmi di formazione e ricerca
applicata sui temi dello sviluppo sostenibile, della finanza
etica e dell'economia sociale ed etnica. Partecipa a progetti
europei, nazionali e locali ed offre consulenze di marketing
sociale ad associazioni di volontariato, organizzazioni non
governative e cooperative sociali e piani di raccolta fondi.
a cura di Fondazione
Choros
2) I beneficiari del microcredito
Dislocate tanto nelle aree urbane come in quelle rurali dei
paesi in via di sviluppo, queste attività sono di commercio,
servizi, produzione agricola, artigianale e su piccola scala.
In molti casi vengono coinvolti i familiari e pochi altri
dipendenti in piccole attività orientate al sostentamento
dell'economia familiare.
La tecnologia utilizzata è obsoleta e difficilmente
sono previsti investimenti per la scarsezza di risorse. Le
entrate sono per lo più rivolte al miglioramento delle
condizioni di vita della famiglia e solo nel caso di imprese
più avviate sono indirizzate al reinvestimento nell'attività
produttiva o nel miglioramento del luogo di lavoro. L'economia
di queste attività è strettamente legata all'economia
familiare dei proprietari: solo nelle situazioni più
consolidate e con maggior coinvolgimento di dipendenti si
separano gli aspetti economici dell'attività da quelli
della famiglia.
Anche le strategie sono differenti a seconda della scala di
attività: si va dall'obiettivo della diversificazione
della produzione per incrementare il reddito familiare e per
minimizzare il rischio, alla maggiore specializzazione in
particolari attività, prima per aumentare le entrate
della famiglia e poi per migliorare i profitti.
In luoghi dove la sicurezza del lavoro è spesso compromessa,
i microimprenditori sono in molti casi non riconosciuti, anche
legalmente, dal sistema economico e bancario. Sono però
il fulcro dello sviluppo economico locale ed il potenziale
meccanismo attraverso cui puntare per migliorare il benessere
delle comunità di riferimento.
I beneficiari di diversi programmi di microcredito sono in
molti casi donne: si cerca in questo modo di migliorare la
loro condizione e coinvolgimento nelle attività economiche,
e quindi il loro ruolo all'interno delle comunità,
anche perché esse hanno dimostrato in diversi casi
una migliore gestione dell'economia familiare e dell'educazione
dei bambini. Si sono inoltre rivelate molto più affidabili
degli uomini quanto a gestione dei crediti e ripagamento delle
quote.
a cura di Fondazione
Choros
3) Le esperienze di microcredito nel mondo
Le Nazioni Unite hanno approvato il 18 dicembre 1997 una risoluzione
sull'importanza del microcredito come strumento per sradicare
la povertà. La risoluzione è significativa in
quanto per la prima volta e in modo esplicito riconosce che
i programmi di microcredito si sono rivelati efficaci nel
liberare migliaia di persone, soprattutto le donne, dallo
sfruttamento e dalla povertà. Questi programmi hanno
inoltre aumentato la partecipazione di chi ne ha beneficiato
ai processi economici e politici e si sono rivelati determinanti
nel processo globale di sviluppo umano e sociale.
La sempre maggiore attenzione al microcredito ha portato all'organizzazione
del primo World Microcredit Summit tenutosi a Washington nel
1997 con la partecipazione di rappresentanti di ONG, intermediari
finanziari e imprese impegnate nel sociale, gruppi di base
del Nord e del Sud del mondo, agenzie delle Nazioni Unite,
Governi nazionali, istituzioni internazionali.
In questa sede è stato ufficialmente lanciato l'obiettivo
di organizzare un "movimento" mondiale di operatori
per raggiungere 100 milioni di famiglie (in particolare le
donne), tra le più povere in assoluto, con credito
ed altri servizi finanziari e aziendali per l'auto-impiego
e l'auto-sviluppo. Oggi sono oltre 22 milioni i destinatari
nei Paesi in Via di Sviluppo, ma anche all'Est e nelle periferie
dei paesi ricchi, raggiunti da programmi di microcredito.
Nel mondo, sull'esempio di Grameen Bank, diverse Organizzazioni
non governative (ONG) internazionali hanno adottato nel corso
degli ultimi venti anni programmi di microcredito al fine
di integrare progetti di intervento a sostegno dell'economia
locale dei Paesi in via di Sviluppo. E' così che si
sono mosse Accion Internacional (Americans for Community Cooperation
in Other Nations), Care Internacional, FINCA International,
ACODEP (Asociacion de Consultores para el Desarrollo de la
Pequena y Microempresa).
Parallelamente si è diffuso in Europa un approccio
al microcredito sostanzialmente differente che ricalca quelli
che sono gli aspetti socio-economici più propriamente
caratteristici del vecchio continente. Sono sorte poi, tanto
in America Latina come Africa e Asia, Istituzioni di Microfinanza
specializzate nella gestione di progetti di microcredito:
Vita Microbank in Benin, Fundasol (Fundacion Uruguaya de Cooperacion
y Desarrollo Solidario) in Uruguay, Financiera Calpia in El
Salvador solo per citare alcuni esempi.
Molto significative sono le performance di istituzioni di
microfinanza di taglio medio e piccolo: il boliviano BancoSol,
(Banco Solidario) principale banca dei poveri della rete di
Accion , che raggiunge quasi 80.000 clienti di cui il 65%
donne, con un portafoglio a rischio pari al 2% dei 63 milioni
di dollari di crediti aperti; la keniota K-Rep (Kenya Rural
Enterprise Program), la maggiore istituzione di credito ai
poveri del continente africano, con oltre 7.000 destinatari
(58% donne) e un portafoglio di 4,1 milioni di dollari; l'indiana
Sewa Bank, la "cassa di risparmio" (8.000 clienti)
della Self-Employed Women's Association, associazione di donne
di città e campagna che lavorano nel settore informale
e che commerciano anche nei canali del fair trade.
In Europa e in Italia gli esempi di microcredito si rifanno
alle esperienze di finanza etica. Negli anni '70 in Italia
si costituiscono le MAG (Mutue Auto Gestione), mutue autogestione
che raccolgono il risparmio dai soci per utilizzarlo a favore
di progetti dell'economia sociale e della cooperazione internazionale.
Numerose ONG italiane hanno poi adottato lo strumento del
microcredito nei loro programmi di sviluppo, ritenendolo un
importante mezzo per la ridefinizione delle politiche di sviluppo
economico.
A Padova un solido sistema composto da tre istituzioni ha
dato vita ad un importante centro di intervento nel campo
del microcredito e della finanza etica: Banca Popolare Etica
eroga i finanziamenti, Consorzio Etimos cura la parte di assistenza
tecnica e i processi di capitalizzazione delle cosiddette
Greenfield (le future Microfinance Institutions) Fondazione
Choros quella di ricerca applicata, formazione e raccolta
fondi.
In Europa altri esempi vengono dalla nascita delle Banche
Etiche come Triodos, ABS, Gls Gemeinschaftsbank.
Altre Banche alternative Citizen Bank (Giappone), Eko-Osuuspankki
(Finlandia), South Shore Bank (USA, Oikos (Danimarca), Merkur
(Danimarca), Banque Populaire du Haut-Rhin (Francia) sono
membri di INAISE (International Network Association of Investors
in Social Economy), rete internazionale degli attori che a
vario titolo contribuiscono alla crescita dell'economia sociale.
a cura di Fondazione
Choros
4) Il microcredito, questo sconosciuto
Nei Paesi in via di sviluppo milioni di famiglie vivono con
il reddito delle loro piccole attività rurali ed urbane
alimentando l'economia informale locale. La difficoltà
di accedere al prestito bancario per l'inadeguatezza o assenza
di garanzie reali non consente a queste microimprese di svilupparsi
o di liberarsi dai forti vincoli dell'usura.
I programmi di microcredito si rivolgono proprio alla risoluzione
di queste difficoltà, pianificando l'erogazione di
piccoli prestiti a microimprenditori o gruppi di questi che
hanno forte necessità di risorse finanziarie per avviare
progetti di auto-impiego. La generazione di reddito che ne
deriva viene finalizzato al miglioramento delle condizioni
di vita delle loro famiglie con un vantaggio diffuso per tutta
la comunità locale.
In molti casi i programmi di microcredito prevedono una combinazione
di servizi accanto all'emissione del prestito finanziario,
come la formazione tecnica e gestionale, la creazione di reti
commerciali, le condizioni per la raccolta di risparmio al
fine di rendere autosostenibile il programma.
L'idea del microcredito si diffonde grazie al lavoro di Grameen
Bank, la "banca villaggio" fondata nel 1976 da Muhammad
Yunus in Bangladesh: una banca rurale che concede prestiti
e supporto organizzativo ai più poveri, riuniti in
gruppi di beneficiari, (Solidarity Groups), altrimenti esclusi
dal sistema di credito tradizionale. Grameen Bank è
oggi la quinta banca del Bangladesh, con una raccolta di circa
2.000 miliardi di lire di cui 1.500 impiegati in prestiti
a favore dei quasi 2 milioni di membri nullatenenti (quasi
tutti donne) dislocati in 34.000 villaggi. Il successo di
questa esperienza è dimostrato da un tasso di insolvenza
del solo 3%.
a cura di Fondazione Choros |
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I segreti delle carte di credito
La prima distinzione da fare riguarda i tipi di carta di credito
più diffusi, che sono tre: quelle rilasciate dalle
banche (per esempio Visa, MasterCard, Discover Card), quelle
Travel and Entertainment (American Express, Diners Club) e
quelle, per così dire, "aziendali", valide
cioè solo per una determinata catena di negozi.
Molti utilizzano anche la cosiddetta carta fedeltà.
Generalmente si tratta di una Visa o una MasterCard, che in
aggiunta al simbolo della banca riporta quello di un'altra
organizzazione. I possessori di queste cards ottengono una
serie di sconti e benefit, per esempio nell'acquisto di biglietti
per il teatro o per i viaggi aerei.
Vi siete poi mai chiesti cosa significano le cifre di cui
si compone il vostro numero di carta?
Dunque: la prima identifica il tipo di card. American Express
e Diners hanno il 3, Visa il 4, MasterCard il 5, Discover
Card il 6. L'organizzazione delle restanti cifre non è
uguale per tutte le carte di credito. Ad esempio le American
Express iniziano con il numero 37, Carte Blanche e Diners
con il 38. Vediamo più in dettaglio.
American Express. La terza e quarta cifra indicano il
tipo e la valuta, quelle dalla quinta all'undicesima il codice
del cliente, quelle dalla dodicesima alla quattordicesima
rappresentano una ulteriore identificazione del cliente, l'ultima
è di controllo.
Visa. Le cifre dalla seconda alla sesta rappresentano
il numero della banca, dalla settima alla dodicesima o dalla
settima alla quindicesima c'è il codice del cliente
e la tredicesima o la sedicesima sono di controllo.
MasterCard. Il numero della banca è contenuto
nella seconda e terza cifra, oppure dalla seconda alla quarta,
oppure dalla seconda alla sesta. Le cifre dopo il numero della
banca fino alla quindicesima sono il codice del cliente, la
sedicesima è di controllo.
In principio fu la Diners. L'uso delle prime carte
di credito risale agli anni '20 del Novecento e fu introdotto
da alcune catene alberghiere e compagnie petrolifere statunitensi.
Dopo la seconda guerra mondiale il loro utilizzo crebbe notevolmente.
Fu nel 1950 che Diners Club introdusse la prima carta di credito
universale, valida cioè per acquistare un largo ventaglio
di beni e servizi. Nel 1958 fu la volta di un altro nome importante:
American Express.
Più tardi nacquero le carte di credito bancarie. Una
delle prime a muoversi fu la Bank of America in California,
che nel 1959 lanciò la BankAmericard. Nel 1966 il servizio
fu esteso in altri stati col nome di Visa.
Acquisti on line: c'è da fidarsi. Usare la
carta di credito per acquisti su Internet è più
sicuro di quanto si creda. Non solo perché ormai i
software preposti alle operazioni on line sono sufficientemente
evoluti, ma anche perché i rischi effettivi sono minori
rispetto a quelli degli acquisti tradizionali. Si tratta più
di una questione psicologica.
Cosa dovremmo dire, allora, quando al ristorante il cameriere
porta via il piattino con il conto (e la nostra carta) e torna
dopo qualche minuto? Nessuno può garantirci che il
numero non sia stato copiato.
Inoltre: avete mai fatto benzina pagando con la carta? Beh,
generalmente sulla ricevuta appare in chiaro e per esteso
il numero della carta. La matrice di quella ricevuta dove
va a finire?
Infine: pagando tramite POS, come pensate viaggino i dati
della transazione? Tramite modem! Esattamente come su Internet.
Perché allora avere diffidenza verso i pagamenti on
line? |
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Conto corrente: siate pił furbi delle banche
Tenere sotto controllo il conto corrente, badando agli eventuali
"errori" delle banche, non è certamente
operazione facile. Sono milioni le persone alle prese con
voci misteriose sull'estratto conto, cavilli invisibili
e sgradite sorprese legate alla tenuta di un conto. Non
guasterà, quindi, rinfrescarsi la memoria su alcune
accortezze.
Per cominciare, tutte le spese, le commissioni, i tassi
minimi o massimi devono essere esposti in fogli sintetici
nei locali aperti al pubblico e riportati dettagliatamente
in fogli analitici, consultabili dagli utenti. Il primo
trucco per risparmiare sui costi di gestione è chiedere
se si rientra in una categoria convenzionata (ordini professionali,
imprese, dipendenti pubblici, ecc.): questo vi assicurerà
vantaggi quali tassi d'interesse agevolati e fidi bancari
maggiorati. Si ritiene che ben l'80% dei correntisti potrebbe
beneficiare di convenzioni, ma non lo sa, né la banca
si premura di informarlo. Inoltre, se i tassi di interesse
cambiano, il cliente deve essere informato per iscritto,
a meno che la variazione non riguardi tutti gli utenti della
banca (in tal caso basta l'annuncio sulla Gazzetta Ufficiale).
Massima attenzione, poi, alla estinzione del conto: è
questo il momento in cui si scoprono oneri aggiuntivi e
fastidiose "penalità". Quindi, soprattutto
per questa operazione, è bene chiedere da subito
informazioni precise allo sportello. Ulteriore precauzione:
la chiusura definitiva di un conto corrente può richiedere
anche un mese dalla data del nostro ordine. È quindi
conveniente non dare ordini di chiusura troppo a ridosso
della fine dell'anno. Se al 31 dicembre, malgrado sia già
in estinzione, il conto risulta ancora aperto, si pagheranno
le spese annuali di amministrazione e - qualche giorno dopo
- all'atto della chiusura vera e propria, quelle di estinzione.
Meglio perciò non dare l'ordine di chiusura dopo
la metà di novembre.
Il conto ci costa 53.000 lire al mese. 53.000 lire al
mese. È quanto paga mensilmente un cittadino italiano
per tenere aperto un conto corrente bancario. Lo dice una
ricerca dell'Adusbef, secondo cui nel 2001, ipotizzando
11 operazioni al mese, pagheremo in media 642.000 lire di
spese legate alla tenuta del conto. Rispetto all'anno scorso
l'aumento è di oltre il 3%. Il costo mensile sale
a 53.000 lire, ben 20.000 in più rispetto al gennaio
2000. La lievitazione è dovuta soprattutto al costo
medio per operazione (arrivato a 3.100 lire), alle spese
di chiusura, a quelle per l'invio dell'estratto conto, e
all'obolo di 3.500 lire per prelievi bancomat da altre banche.
Il saldo? Guardalo su Internet. La comodità di
una banca 24 ore su 24 a casa propria: questo è l'home
banking, ovvero la possibilità di controllare e gestire
alcune operazioni bancarie dal computer di casa. La comodità
del servizio e il bombardamento pubblicitario degli istituti
di credito stanno convincendo i clienti a "manovrare"
il conto corrente via Web: si possono conoscere saldi e
movimenti, seguire la valorizzazione dei depositi, dare
ordini per bonifici, assegni, giroconti e deleghe; e ancora:
avere l'elenco dei pagamenti in scadenza, cambiare denaro
in valuta straniera, pagare bollette e così via.
Una vera pacchia per chi ha un minimo di dimestichezza col
Pc. Ma attenzione: in molti casi ai vantaggi della visibilità
del conto on line si affianca la perdita della consulenza
offerta allo sportello. L'home banking è quindi consigliato
per chi preferisce servizi standardizzati e non per coloro
che vogliono un conto su misura.
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