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Casa,
dolce casa
Casa redditizia casa
Il mattone torna ad essere il mattone. Dopo alterne fortune
e qualche anno di apnea, il mercato immobiliare dà
concreti segnali di ripresa.
Insomma, più che alla Borsa gli italiani sembrano guardare
con fiducia a un appartamento da acquistare e da far fruttare
attraverso l'affitto.
Del resto è da tempo che i mercati azionari arrancano
e dopo la tragedia delle Torri Gemelle non andrà certo
meglio.
Secondo una recente indagine quasi il 15% degli acquisti di
nuove costruzioni è stato effettuato per puro investimento:
nella maggior parte dei casi si tratta di un bilocale, da
mettere sul mercato delle locazioni in attesa che il figlio
cresca, oppure da affittare a un parente.
Gli addetti ai lavori affermano che la combinazione migliore
è scegliere le zone semicentrali o la periferia, rispetto
al centro, e di puntare sui bilocali o mini-appartamenti anziché
sui classici cento metri quadri, cercando di privilegiare
edifici ben tenuti.
Più che sugli affitti alle famiglie, conviene mirare
a quelli ai lavoratori. La crescente flessibilità e
soprattutto la mobilità nel mercato del lavoro, infatti,
obbliga sempre più gente a trasferirsi in altre città,
saltuariamente o per lunghi periodi.
Attenti ai canoni in euro. Con l'inizio dell'era-euro
è bene essere molto attenti in tema di affitti: è
infatti possibile che alcuni proprietari decidano di arrotondare
il canone di locazione per eccesso, anziché per difetto.
Secondo gli esperti potrebbero esserci aumenti medi intorno
all'1% dovuti ai semplici arrotondamenti dopo il cambio.
Per esempio, un appartamento del centro di Roma affittato
a 375.000 lire al metro quadrato all'anno (cioè un
canone annuo di 37,5 milioni per 100 metri) molto facilmente
sarà offerto a 200 euro al metro quadrato, invece che
a 193,67 euro, che sarebbe l'esatto cambio.
Stia tranquillo invece chi ha un contratto già stipulato:
in questo caso il canone dovrà essere convertito in
euro senza arrotondamenti.
Perché molti non affittano? Paura di non poter
più disporre del proprio immobile: è questa
la principale ragione per cui i proprietari di appartamenti
sfitti non si decidono ad affittarli.
Secondo una recente ricerca della Confedilizia è emerso
che l'84% dei proprietari intervistati ha l'immobile locato;
il 16% tiene, invece, l'immobile libero.
La prima giustificazione della mancata locazione è
"Non ho la certezza della restituzione dell'alloggio
al termine del contratto", data nel 68% dei casi. Al
secondo posto un più diplomatico "Ho lavori in
corso nell'immobile" (15%), mentre la difficoltà
nel trovare un inquilino sicuramente solvibile figura al terzo
posto con il 12%. |
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Acquistare casa è più facile
Spira vento favorevole per chi intende acquistare la prima
casa. A dare una mano a chi cerca la prima abitazione è
l'Agenzia delle entrate, che ha emanato una circolare ricca
di novità. Anzitutto sappiate che, anche se la vostra
futura casa non è ancora ultimata, potrete usufruire
ugualmente delle agevolazioni fiscali.
In precedenza l'amministrazione finanziaria non lo consentiva
perché l'incompiutezza dell'opera impediva di stabilire
che la costruzione fosse "non di lusso" e rientrasse
quindi nei benefici. La Corte di Cassazione le ha fatto cambiare
idea: ora l'abitazione costruita parzialmente è compresa
nelle agevolazioni e sarà compito dello Stato, a costruzione
ultimata, verificare l'esistenza dei requisiti richiesti.
Solo allora, in presenza di eventuali "dichiarazioni
mendaci", i benefici potranno decadere.
Buone notizie anche per chi ha la necessità di comprare
un garage, un box o una cantina: usufruirà della tassazione
agevolata anche se l'acquisto avviene con un contratto separato.
I vani accessori, però, devono essere adibiti all'utilità
dell'abitazione, ovvero il loro uso deve essere strettamente
connesso con quello della casa.
Sappiamo, inoltre, che l'alleggerimento fiscale è ovviamente
subordinato ad alcune condizioni. Una delle più importanti
è che l'acquirente non possieda una casa nel comune
in cui vuole comprare il nuovo immobile. A questo riguardo
l'amministrazione finanziaria ha precisato che se l'acquirente
è già proprietario di locali classificati al
catasto nella categoria A/10 (ufficio) ma adibiti ad abitazione,
l'agevolazione può essere concessa ugualmente.
Le novità per chi vive in coppia. I coniugi in
regime di separazione dei beni possono acquistare un immobile
ciascuno con le agevolazioni "prima casa". Su questo
punto l'amministrazione finanziaria ha precisato che se i
coniugi vendono i loro immobili entro cinque anni e comprino
insieme, per quote, entro un anno dalla vendita, un immobile
da adibire ad abitazione principale, potranno beneficiare
della tassazione agevolata. Un'altra novità riguarda
i lavori di ampliamento della prima casa: ad essi si applica
l'aliquota Iva ridotta del 4%, a patto che il committente
non possieda un'altra abitazione nello stesso comune.
Alcune situazioni particolari. I contribuenti che
acquisiscano entro un anno dalla vendita dell'immobile per
il quale avevano usufruito delle agevolazioni "prima
casa", un'altra abitazione "non di lusso",
hanno diritto ad un credito d'imposta pari all'imposta di
registro o all'Iva versata per la precedente compravendita.
In ogni caso, il credito d'imposta non può eccedere
quanto pagato a titolo di imposta di registro o di Iva per
l'acquisto agevolato della nuova casa e abitazione non di
lusso. Inoltre, se il titolare del credito d'imposta muore
prima della sua utilizzazione, il bonus viene trasferito agli
eredi, che potranno utilizzarlo, ad esempio, per pagare l'Irpef. |
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Far crescere il valore di un immobile
Il box macchina, il terrazzo, i trasporti, il verde che circonda
la zona, gli impianti a norma, i piani alti: questi sono gli
elementi che fanno crescere il valore della vostra abitazione.
Un appartamento che possiede tutte queste caratteristiche
vale il 30% in più di un altro che invece non le ha.
Se poi si tratta di un attico ristrutturato, fornito di un
bell'atrio, si può arrivare a un 50% in più
rispetto ai valori medi del mercato.
L'acquirente oggi è sempre più attento agli
elementi reali come la distribuzione dei locali e la dimensione:
non vuole sprecare spazi e pagare per intero parti poco utilizzabili.
In questa ottimizzazione delle superfici, i corridoi lunghi
e stretti sono considerati un handicap.
Richiesta quasi unanime per il secondo bagno dove nascondere
la lavatrice e lo stendibiancheria: se non c'è, un
appartamento grande può perdere anche il 10% del suo
valore. Per non parlare della cucina abitabile, il vero valore
aggiunto.
Il terrazzo o un grande balcone sono molto apprezzati al nord,
dove mancano, mentre sono normali al Sud. In alcune zone dove
è particolarmente arduo parcheggiare ci sono difficoltà
a vendere appartamenti privi di posto auto.
Inoltre, c'è il fattore posizione. Ogni città
ha zone che sono più attraenti di altre perché
di moda o perché riqualificate di recente. In questo
caso però, attenti a non acquistare a prezzo troppo
alto: se la moda cambia potreste non ricavare gli stessi soldi.
Anche perché quando una zona diventa troppo frequentata,
soprattutto di sera, aumentano traffico, difficoltà
di parcheggio e rumore.
Sempre ricercate poi le zone con verde pubblico utilizzabile
per i giochi dei figli: la manutenzione del verde privato
è molto costosa.
Infine, tirano molto anche le zone ben servite da negozi,
supermarket e mezzi di trasporto e i quartieri dove ci si
può muovere in sicurezza.
I fattori penalizzanti. Quali sono le caratteristiche
negative che penalizzano un immobile?
a) Esposizione su un solo lato
b) Piano terra/rialzato o piani alti senza ascensore
c) Affaccio su strada rumorosa
d) Cattiva distribuzione degli spazi (lunghi corridoi)
e) Mancanza di box, difficoltà di parcheggio
f) Un solo bagno se l'appartamento supera 85/90 mq
g) Se manca l'impianto di riscaldamento o è da sostituire
h) Se sono necessari interventi di manutenzione
i) Mancanza di verde pubblico o condominiale
j) Balconi stretti e lunghi, poco utilizzabili
Le provvigioni degli agenti. Occorre tutelare sempre
di più i consumatori che si rivolgono agli agenti immobiliari.
Questi ultimi infatti non possono limitarsi a trovare possibili
acquirenti: prendono una provvigione da entrambe le parti
in causa, e quindi dovrebbero fornire anche una serie di servizi
a garanzia dell'operazione.
Innanzitutto la provvigione riservata all'agente deve essere
pagata solo quando l'affare va a buon fine. Soprattutto per
chi vuole vendere la casa, è buona norma contrattare
la provvigione insieme al pacchetto di iniziative concordate
per pubblicizzare l'immobile sul mercato. Il tutto va riportato
nel contratto che affida l'incarico all'agente.
Anche sulle commissioni richieste a chi cerca una casa in
affitto c'è da segnalare qualche anomalia. Normalmente
la provvigione è di una mensilità (più
Iva), spesso è chiesto il 10% del canone annuo, soprattutto
quando l'appartamento è piccolo, ma in giro ci si sente
chiedere anche il 14-15%. È sempre il caso di diffidare
di chi vuole quattrini per fare visitare l'appartamento. |
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È tempo di comprare casa
Occhio ai mutui. Se ne avete bisogno, soprattutto per acquistare
casa, è il momento di decidersi a stipularne uno.
I tassi, infatti, stanno scendendo e dovrebbero continuare
a farlo nei prossimi mesi. Un variabile a 10 anni si colloca
tra il 5,6 e il 6%, il fisso arriva fino al 7%. Gli inviti
di alcuni esperti a comprare immobili in questo periodo
cominciano quindi ad essere suffragati dai fatti.
Insomma, se state meditando da tempo un investimento immobiliare
è il caso di approfittare del momento propizio. Sul
piatto, infatti, non c'è solo il calo dei tassi,
ma anche le agevolazioni contenute nella Finanziaria 2001.
Uno degli esempi più significativi è quello
dei genitori che vogliono comprare la casa al figlio. L'operazione
risulterà più conveniente con la nuova normativa,
secondo la quale si può usufruire della detrazione
- il 19% degli interessi pagati entro un tetto di sette
milioni - anche se l'immobile diventa l'abitazione principale
di un familiare. Buone notizie anche per le famiglie monoreddito:
la Finanziaria rende possibile la detrazione dell'intera
quota se il coniuge cointestatario del mutuo è fiscalmente
a carico.
Tornando ai mutui, non è improbabile che la congiuntura
favorevole possa far ripetere l'impennata registrata nei
primi mesi del 2000, quando questo tipo di prestiti crebbero
in valore del 29% rispetto all'anno precedente. L'aumento
fu più consistente nell'Italia centrale (44%), seguita
dal Nord-Est (31%), dal Nord-Ovest e dal Meridione (24%).
Solo Sicilia e Sardegna registrarono una flessione del 7,7%.
Le facilitazioni della Finanziaria. Vediamo più
da vicino le principali novità per la casa introdotte
dalla Finanziaria 2001. Anzitutto l'esenzione totale dell'abitazione
principale dall'Irpef, anche se il reddito della prima casa
contribuirà ancora alla formazione del reddito Irpef
complessivo. Inoltre, dal 1° gennaio scorso sono detraibili
gli interessi sui mutui stipulati per la prima casa un anno
prima o un anno dopo il rogito (l'arco di tempo precedente
era di sei mesi). Novità anche dal settore delle
locazioni: il bonus concesso agli affittuari a basso reddito
che hanno firmato un contratto a canone concordato è
stato aumentato con effetto dal 1° gennaio 2000. Infine
un piccolo "ritocco" all'Ici: la prima rata passerà
dal 45 al 50%, per cui acconto e saldo saranno uguali.
Ristrutturare? Conviene! Il 2001 sembra essere un
buon anno per chi vuole ristrutturare un immobile. Segnaliamo
prima di tutto la proroga della detrazione sull'Irpef per
le opere di manutenzione (36% di sconto) e della riduzione
dell'Iva (dal 20 al 10%) per lavori e materiali. Ma ci sono
altre novità. Se volete dotare di sistemi di sicurezza
la vostra abitazione o il condominio, beneficerete di un
bonus fiscale del 36%, come pure se intraprenderete lavori
per prevenire gli infortuni domestici (ad esempio, la messa
in regola degli impianti o lo spostamento di stufe e scaldabagni).
Il fisco, inoltre, allarga le agevolazioni per l'eliminazione
delle barriere architettoniche: rientrano nel bonus anche
la realizzazione di ascensori e montacarichi che favoriscano
la mobilità dei disabili all'interno e all'esterno
dell'abitazione.
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Il mattone continua a volare in alto
Il mercato immobiliare sembra definitivamente uscito da
una delle sue più lunghe crisi. Cominciata nei primi
anni Novanta e terminata a cavallo tra il 1997 ed il 1998,
la crisi del mattone sembra oggi un lontano ricordo, oggi
le quotazioni del mercato immobiliare continuano a salire.
Gli ultimi dati disponibili si riferiscono al primo semestre
del 2000: si tratta di dati che confermano il bilancio positivo
delle ultime previsioni e confermano quindi il trend avviatosi
nel 1997.
Tra gli elementi che caratterizzano le ultime rilevazioni
spicca il dato dei prezzi: sono in aumento in tutti i comparti
(residenziale, commerciale ed industriale), si tratta di
aumenti anche consistenti, tra il 5 ed il 10%, a seconda
delle città e del tipo di immobile. A Firenze, nell'ultimo
anno, gli immobili sono aumentati in media del 14%, a Venezia
del 10%, a Milano del 9,2%, a Torino del 3,6%; si tratta
di aumenti medi che contengono valori con alte oscillazioni
anche all'interno delle stesse città tra zone molto
vicine. A Roma ad esempio gli incrementi vanno dal 3,6%
per la Collina Fleming, evidentemente passata di moda, all'11,4%
di Via Veneto. Insomma in poche parole la domanda continua
a crescere, l'offerta si contrae ed i prezzi medi crescono.
Un
altro dato importante riguarda la rapidità dei tempi
di vendita, soprattutto per gli immobili commercialmente
validi e più ricercati, cioè i trilocali con
metrature tra i 90 ed i 120 metri. Per questa tipologia
si può arrivare all'attesa record di 20 giorni tra
la messa in vendita e la firma del contratto d'acquisto,
con notevole riduzione rispetto al passato quando le trattative
si chiudevano in non meno di tre/sei mesi.
Ad
alimentare questa crescita sono soprattutto le famiglie
che restano protagoniste indiscusse del settore, ma a trainare
la ripresa è anche la finanza immobiliare: cioè
le società specializzate, italiane ed estere, ed
i fondi immobiliari che stanno realizzando ottime performance.
Le famiglie italiane continuano a credere nel mattone: la
propensione all'investimento immobiliare resta sempre elevata:
nell'anno appena terminato il 38,9% dei nuclei familiari
intendeva impiegare i propri risparmi principalmente in
immobili ed il 14% ( vale a dire tre milioni di famiglie)
si è dichiarato disponibile ad acquistare una casa.
Le ragioni di questo rinnovato ed ormai costante interesse
per l'acquisto di immobili risiedono in parte nel ridimensionamento
dei prezzi, dopo gli eccessi degli anni '80 si sono lentamente
ridimensionati per arrivare oggi a livelli ragionevoli.
Anche la riduzione dei tassi d'interesse e quindi dei mutui
è stata certamente uno dei maggiori incentivi all'acquisto
di un immobile. Gli italiani non si sono lasciati sfuggire
la possibilità di contrarre mutui a tassi vantaggiosi,
tanto vantaggiosi per cui in molti casi la rata equivale
all'affitto mensile; il tutto in aggiunta agli sgravi fiscali
sulla prima casa e all'abbattimento dell'Iva sui costi per
le ristrutturazioni.
Resta
da chiedersi cosa succederà in questo 2001 in cui
la curva dei tassi d'interesse ha smesso di scendere e sta
lentamente cominciando a salire, portando le rate dei mutui
a crescere più di quanto stiano crescendo gli affitti.
I
Fondi Immobiliari: investire in beni immobili senza comprare
una casa. Il peso del comparto immobiliare all'interno
della Borsa italiana sta crescendo, nei primi otto mesi
del 2000 l'indice delle azioni immobiliari è cresciuto
del 60%. Non vi sembra una buona idea investire nei fondi
immobiliari? Vi spieghiamo di cosa si tratta. Sono dei fondi
d'investimento che invece di puntare i risparmi raccolti
su azioni o obbligazioni li dirigono sugli immobili: case,
uffici, ma anche complessi turistici, centri commerciali,
spazi per l'industria e sale cinematografiche. Nel resto
d'Europa si tratta di una forma d'investimento che raccoglie
in media dal 5 al 10% del portafoglio finanziario delle
famiglie. I fondi immobiliari di diritto italiano sono fondi
chiusi, rappresentano infatti un investimento a lungo periodo
poiché una volta sottoscritto il patrimonio non è
possibile disinvestire le quote fino alla scadenza, in genere
10 0 15 anni. Disinvestire prima della scadenza è
comunque possibile ma assolutamente non conveniente a causa
della scarsa liquidità di questo mercato. Obiettivo
principale di questo tipo di investimento è il ricavo
di un reddito costante nel tempo anche con un piccolo investimento,
stessa logica quindi di un investimento diretto in un bene
immobile ma senza tutti i fastidi che può dare la
proprietà di una casa.
La
New Economy influisce sul mercato immobiliare? Probabilmente
in Europa gli effetti si sentiranno soltanto tra qualche
mese, per ora sono scarsamente percepibili anche in Inghilterra
e in Scandinavia dove la concentrazione di connessioni è
più alta. Negli Stati Uniti invece l'influenza delle
net company è già massiccia: c'è una
forte richiesta di immobili nelle zone più servite
da fibre ottiche e ben posizionate in termini di collegamenti
logistici. Le imprese della New Economy prediligono i complessi
industriali dimessi, da ristrutturare, piuttosto che nuovi
uffici ultramoderni nel cuore delle città. Il requisito
indispensabile sono i servizi tecnologici in rete (collegamenti
ad Internet con la presenza di provider qualificati, alta
disponibilità di energia, cablaggi,
) Sembra
quindi che le città della New Economy saranno quelle
che sapranno adeguarsi alle nuove richieste, rendendosi
eccellenti ed appetibili, anche economicamente, per le nuove
Net Comany.
Che
case comprano gli italiani? Per fuggire al bombardamento
di onde elettromagnetiche sprigionate dai cellulari dei
colleghi e alla tempesta di smog che assalta quotidianamente
i nostri polmoni la cosa migliore è comprarsi una
casa fuori città. Lì potremo trascorrere i
nostri giorni felici al riparo dal caos urbano riconciliandoci
con la natura e ritrovando i nostri affetti più cari.
Questa regola psicologica ha condizionato l'andamento del
mercato immobiliare fino a poco tempo fa. Attualmente però
sono sempre più numerosi gli italiani che preferiscono
suddividere il proprio periodo di ferie consentendosi brevi
viaggi in località sempre differenti, tendenza questa
inconciliabile con la gestione di una seconda residenza
che costringe invece a pellegrinaggi regolari nello stesso
luogo. Inoltre la progressiva e costante preferenza accordata
dagli italiani alle escursioni all'estero a partire dalla
fine degli anni ottanta ha costituito un ulteriore disincentivo
all'investimento in beni immobili in terra italica, siano
questi dislocati al mare oppure in montagna. Questo modificarsi
degli stili di vita, sommato al fastidio delle forti pressioni
fiscali, ha condotto ad una inesorabile distillazione del
bacino di utenza che ora sceglie per lo più di investire
in piccoli appartamenti vicini ai grandi centri abitativi
o lavorativi, spinto evidentemente da considerazioni di
carattere pratico piuttosto che dalla passione per un panorama
paradisiaco. Proprio in relazione alla nuova spinta verso
le mete d'Oltralpe la Liguria ha raggiunto il primo posto
nella classifica delle regioni più richieste dal
mercato immobiliare italiano. A questo tipo di investimenti
si affiancano quelli di alto livello indirizzati all'acquisto
di residenze prestigiose (in Toscana ad esempio) oppure
site in località di prestigio (come Capri o la costiera
Amalfitana), investimenti questi che rappresentano in ogni
caso una porzione minoritaria rispetto all'insieme. Tenetevi
dunque stretto quel piccolo appartamentino vicino Roma dato
che tra qualche anno potrete ricavarci un bel gruzzoletto.
Atti
immobiliari via Internet. Sulla Gazzetta Ufficiale del
30.10.2000 n. 254 potrete trovare pubblicato il regolamento
sulle procedure telematiche per gli adempimenti tributari
sugli atti immobiliari. E' infatti possibile trasmettere
in via telematica un apposito modello unificato per effettuare
la registrazione, la trascrizione, l'annotazione e l'iscrizione
nei registri immobiliari degli atti le cui copie siano state
predisposte con strumenti informatici e con l'utilizzo della
firma digitale. Se le copie non sono state siglate con la
firma digitale, il modello unificato sarà inviato
all'Amministrazione finanziaria da un pubblico ufficiale.
In caso di compravendita di immobili, la voltura catastale
sarà eseguita automaticamente dopo la presentazione
del modello unico informatico. Il primo e più importante
vantaggio degli acquisti on line è la diminuzione
delle spese.
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