Semplicemente
4/2/201222:40

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Casa, dolce casa

Casa redditizia casa
Il mattone torna ad essere il mattone. Dopo alterne fortune e qualche anno di apnea, il mercato immobiliare dà concreti segnali di ripresa.

Insomma, più che alla Borsa gli italiani sembrano guardare con fiducia a un appartamento da acquistare e da far fruttare attraverso l'affitto.

Del resto è da tempo che i mercati azionari arrancano e dopo la tragedia delle Torri Gemelle non andrà certo meglio.

Secondo una recente indagine quasi il 15% degli acquisti di nuove costruzioni è stato effettuato per puro investimento: nella maggior parte dei casi si tratta di un bilocale, da mettere sul mercato delle locazioni in attesa che il figlio cresca, oppure da affittare a un parente.

Gli addetti ai lavori affermano che la combinazione migliore è scegliere le zone semicentrali o la periferia, rispetto al centro, e di puntare sui bilocali o mini-appartamenti anziché sui classici cento metri quadri, cercando di privilegiare edifici ben tenuti.

Più che sugli affitti alle famiglie, conviene mirare a quelli ai lavoratori. La crescente flessibilità e soprattutto la mobilità nel mercato del lavoro, infatti, obbliga sempre più gente a trasferirsi in altre città, saltuariamente o per lunghi periodi.

Attenti ai canoni in euro. Con l'inizio dell'era-euro è bene essere molto attenti in tema di affitti: è infatti possibile che alcuni proprietari decidano di arrotondare il canone di locazione per eccesso, anziché per difetto.

Secondo gli esperti potrebbero esserci aumenti medi intorno all'1% dovuti ai semplici arrotondamenti dopo il cambio.

Per esempio, un appartamento del centro di Roma affittato a 375.000 lire al metro quadrato all'anno (cioè un canone annuo di 37,5 milioni per 100 metri) molto facilmente sarà offerto a 200 euro al metro quadrato, invece che a 193,67 euro, che sarebbe l'esatto cambio.

Stia tranquillo invece chi ha un contratto già stipulato: in questo caso il canone dovrà essere convertito in euro senza arrotondamenti.

Perché molti non affittano? Paura di non poter più disporre del proprio immobile: è questa la principale ragione per cui i proprietari di appartamenti sfitti non si decidono ad affittarli.

Secondo una recente ricerca della Confedilizia è emerso che l'84% dei proprietari intervistati ha l'immobile locato; il 16% tiene, invece, l'immobile libero.

La prima giustificazione della mancata locazione è "Non ho la certezza della restituzione dell'alloggio al termine del contratto", data nel 68% dei casi. Al secondo posto un più diplomatico "Ho lavori in corso nell'immobile" (15%), mentre la difficoltà nel trovare un inquilino sicuramente solvibile figura al terzo posto con il 12%.
Acquistare casa è più facile
Spira vento favorevole per chi intende acquistare la prima casa. A dare una mano a chi cerca la prima abitazione è l'Agenzia delle entrate, che ha emanato una circolare ricca di novità. Anzitutto sappiate che, anche se la vostra futura casa non è ancora ultimata, potrete usufruire ugualmente delle agevolazioni fiscali.

In precedenza l'amministrazione finanziaria non lo consentiva perché l'incompiutezza dell'opera impediva di stabilire che la costruzione fosse "non di lusso" e rientrasse quindi nei benefici. La Corte di Cassazione le ha fatto cambiare idea: ora l'abitazione costruita parzialmente è compresa nelle agevolazioni e sarà compito dello Stato, a costruzione ultimata, verificare l'esistenza dei requisiti richiesti. Solo allora, in presenza di eventuali "dichiarazioni mendaci", i benefici potranno decadere.

Buone notizie anche per chi ha la necessità di comprare un garage, un box o una cantina: usufruirà della tassazione agevolata anche se l'acquisto avviene con un contratto separato. I vani accessori, però, devono essere adibiti all'utilità dell'abitazione, ovvero il loro uso deve essere strettamente connesso con quello della casa.

Sappiamo, inoltre, che l'alleggerimento fiscale è ovviamente subordinato ad alcune condizioni. Una delle più importanti è che l'acquirente non possieda una casa nel comune in cui vuole comprare il nuovo immobile. A questo riguardo l'amministrazione finanziaria ha precisato che se l'acquirente è già proprietario di locali classificati al catasto nella categoria A/10 (ufficio) ma adibiti ad abitazione, l'agevolazione può essere concessa ugualmente.

Le novità per chi vive in coppia
. I coniugi in regime di separazione dei beni possono acquistare un immobile ciascuno con le agevolazioni "prima casa". Su questo punto l'amministrazione finanziaria ha precisato che se i coniugi vendono i loro immobili entro cinque anni e comprino insieme, per quote, entro un anno dalla vendita, un immobile da adibire ad abitazione principale, potranno beneficiare della tassazione agevolata. Un'altra novità riguarda i lavori di ampliamento della prima casa: ad essi si applica l'aliquota Iva ridotta del 4%, a patto che il committente non possieda un'altra abitazione nello stesso comune.

Alcune situazioni particolari. I contribuenti che acquisiscano entro un anno dalla vendita dell'immobile per il quale avevano usufruito delle agevolazioni "prima casa", un'altra abitazione "non di lusso", hanno diritto ad un credito d'imposta pari all'imposta di registro o all'Iva versata per la precedente compravendita. In ogni caso, il credito d'imposta non può eccedere quanto pagato a titolo di imposta di registro o di Iva per l'acquisto agevolato della nuova casa e abitazione non di lusso. Inoltre, se il titolare del credito d'imposta muore prima della sua utilizzazione, il bonus viene trasferito agli eredi, che potranno utilizzarlo, ad esempio, per pagare l'Irpef.
Far crescere il valore di un immobile
Il box macchina, il terrazzo, i trasporti, il verde che circonda la zona, gli impianti a norma, i piani alti: questi sono gli elementi che fanno crescere il valore della vostra abitazione.

Un appartamento che possiede tutte queste caratteristiche vale il 30% in più di un altro che invece non le ha. Se poi si tratta di un attico ristrutturato, fornito di un bell'atrio, si può arrivare a un 50% in più rispetto ai valori medi del mercato.

L'acquirente oggi è sempre più attento agli elementi reali come la distribuzione dei locali e la dimensione: non vuole sprecare spazi e pagare per intero parti poco utilizzabili. In questa ottimizzazione delle superfici, i corridoi lunghi e stretti sono considerati un handicap.

Richiesta quasi unanime per il secondo bagno dove nascondere la lavatrice e lo stendibiancheria: se non c'è, un appartamento grande può perdere anche il 10% del suo valore. Per non parlare della cucina abitabile, il vero valore aggiunto.

Il terrazzo o un grande balcone sono molto apprezzati al nord, dove mancano, mentre sono normali al Sud. In alcune zone dove è particolarmente arduo parcheggiare ci sono difficoltà a vendere appartamenti privi di posto auto.

Inoltre, c'è il fattore posizione. Ogni città ha zone che sono più attraenti di altre perché di moda o perché riqualificate di recente. In questo caso però, attenti a non acquistare a prezzo troppo alto: se la moda cambia potreste non ricavare gli stessi soldi. Anche perché quando una zona diventa troppo frequentata, soprattutto di sera, aumentano traffico, difficoltà di parcheggio e rumore.

Sempre ricercate poi le zone con verde pubblico utilizzabile per i giochi dei figli: la manutenzione del verde privato è molto costosa.

Infine, tirano molto anche le zone ben servite da negozi, supermarket e mezzi di trasporto e i quartieri dove ci si può muovere in sicurezza.

I fattori penalizzanti
. Quali sono le caratteristiche negative che penalizzano un immobile?
a) Esposizione su un solo lato
b) Piano terra/rialzato o piani alti senza ascensore
c) Affaccio su strada rumorosa
d) Cattiva distribuzione degli spazi (lunghi corridoi)
e) Mancanza di box, difficoltà di parcheggio
f) Un solo bagno se l'appartamento supera 85/90 mq
g) Se manca l'impianto di riscaldamento o è da sostituire
h) Se sono necessari interventi di manutenzione
i) Mancanza di verde pubblico o condominiale
j) Balconi stretti e lunghi, poco utilizzabili

Le provvigioni degli agenti. Occorre tutelare sempre di più i consumatori che si rivolgono agli agenti immobiliari. Questi ultimi infatti non possono limitarsi a trovare possibili acquirenti: prendono una provvigione da entrambe le parti in causa, e quindi dovrebbero fornire anche una serie di servizi a garanzia dell'operazione.

Innanzitutto la provvigione riservata all'agente deve essere pagata solo quando l'affare va a buon fine. Soprattutto per chi vuole vendere la casa, è buona norma contrattare la provvigione insieme al pacchetto di iniziative concordate per pubblicizzare l'immobile sul mercato. Il tutto va riportato nel contratto che affida l'incarico all'agente.

Anche sulle commissioni richieste a chi cerca una casa in affitto c'è da segnalare qualche anomalia. Normalmente la provvigione è di una mensilità (più Iva), spesso è chiesto il 10% del canone annuo, soprattutto quando l'appartamento è piccolo, ma in giro ci si sente chiedere anche il 14-15%. È sempre il caso di diffidare di chi vuole quattrini per fare visitare l'appartamento.

È tempo di comprare casa
Occhio ai mutui. Se ne avete bisogno, soprattutto per acquistare casa, è il momento di decidersi a stipularne uno. I tassi, infatti, stanno scendendo e dovrebbero continuare a farlo nei prossimi mesi. Un variabile a 10 anni si colloca tra il 5,6 e il 6%, il fisso arriva fino al 7%. Gli inviti di alcuni esperti a comprare immobili in questo periodo cominciano quindi ad essere suffragati dai fatti.

Insomma, se state meditando da tempo un investimento immobiliare è il caso di approfittare del momento propizio. Sul piatto, infatti, non c'è solo il calo dei tassi, ma anche le agevolazioni contenute nella Finanziaria 2001. Uno degli esempi più significativi è quello dei genitori che vogliono comprare la casa al figlio. L'operazione risulterà più conveniente con la nuova normativa, secondo la quale si può usufruire della detrazione - il 19% degli interessi pagati entro un tetto di sette milioni - anche se l'immobile diventa l'abitazione principale di un familiare. Buone notizie anche per le famiglie monoreddito: la Finanziaria rende possibile la detrazione dell'intera quota se il coniuge cointestatario del mutuo è fiscalmente a carico.

Tornando ai mutui, non è improbabile che la congiuntura favorevole possa far ripetere l'impennata registrata nei primi mesi del 2000, quando questo tipo di prestiti crebbero in valore del 29% rispetto all'anno precedente. L'aumento fu più consistente nell'Italia centrale (44%), seguita dal Nord-Est (31%), dal Nord-Ovest e dal Meridione (24%). Solo Sicilia e Sardegna registrarono una flessione del 7,7%.

Le facilitazioni della Finanziaria. Vediamo più da vicino le principali novità per la casa introdotte dalla Finanziaria 2001. Anzitutto l'esenzione totale dell'abitazione principale dall'Irpef, anche se il reddito della prima casa contribuirà ancora alla formazione del reddito Irpef complessivo. Inoltre, dal 1° gennaio scorso sono detraibili gli interessi sui mutui stipulati per la prima casa un anno prima o un anno dopo il rogito (l'arco di tempo precedente era di sei mesi). Novità anche dal settore delle locazioni: il bonus concesso agli affittuari a basso reddito che hanno firmato un contratto a canone concordato è stato aumentato con effetto dal 1° gennaio 2000. Infine un piccolo "ritocco" all'Ici: la prima rata passerà dal 45 al 50%, per cui acconto e saldo saranno uguali.

Ristrutturare? Conviene! Il 2001 sembra essere un buon anno per chi vuole ristrutturare un immobile. Segnaliamo prima di tutto la proroga della detrazione sull'Irpef per le opere di manutenzione (36% di sconto) e della riduzione dell'Iva (dal 20 al 10%) per lavori e materiali. Ma ci sono altre novità. Se volete dotare di sistemi di sicurezza la vostra abitazione o il condominio, beneficerete di un bonus fiscale del 36%, come pure se intraprenderete lavori per prevenire gli infortuni domestici (ad esempio, la messa in regola degli impianti o lo spostamento di stufe e scaldabagni). Il fisco, inoltre, allarga le agevolazioni per l'eliminazione delle barriere architettoniche: rientrano nel bonus anche la realizzazione di ascensori e montacarichi che favoriscano la mobilità dei disabili all'interno e all'esterno dell'abitazione.

Il mattone continua a volare in alto
Il mercato immobiliare sembra definitivamente uscito da una delle sue più lunghe crisi. Cominciata nei primi anni Novanta e terminata a cavallo tra il 1997 ed il 1998, la crisi del mattone sembra oggi un lontano ricordo, oggi le quotazioni del mercato immobiliare continuano a salire. Gli ultimi dati disponibili si riferiscono al primo semestre del 2000: si tratta di dati che confermano il bilancio positivo delle ultime previsioni e confermano quindi il trend avviatosi nel 1997.
Tra gli elementi che caratterizzano le ultime rilevazioni spicca il dato dei prezzi: sono in aumento in tutti i comparti (residenziale, commerciale ed industriale), si tratta di aumenti anche consistenti, tra il 5 ed il 10%, a seconda delle città e del tipo di immobile. A Firenze, nell'ultimo anno, gli immobili sono aumentati in media del 14%, a Venezia del 10%, a Milano del 9,2%, a Torino del 3,6%; si tratta di aumenti medi che contengono valori con alte oscillazioni anche all'interno delle stesse città tra zone molto vicine. A Roma ad esempio gli incrementi vanno dal 3,6% per la Collina Fleming, evidentemente passata di moda, all'11,4% di Via Veneto. Insomma in poche parole la domanda continua a crescere, l'offerta si contrae ed i prezzi medi crescono.

Un altro dato importante riguarda la rapidità dei tempi di vendita, soprattutto per gli immobili commercialmente validi e più ricercati, cioè i trilocali con metrature tra i 90 ed i 120 metri. Per questa tipologia si può arrivare all'attesa record di 20 giorni tra la messa in vendita e la firma del contratto d'acquisto, con notevole riduzione rispetto al passato quando le trattative si chiudevano in non meno di tre/sei mesi.

Ad alimentare questa crescita sono soprattutto le famiglie che restano protagoniste indiscusse del settore, ma a trainare la ripresa è anche la finanza immobiliare: cioè le società specializzate, italiane ed estere, ed i fondi immobiliari che stanno realizzando ottime performance. Le famiglie italiane continuano a credere nel mattone: la propensione all'investimento immobiliare resta sempre elevata: nell'anno appena terminato il 38,9% dei nuclei familiari intendeva impiegare i propri risparmi principalmente in immobili ed il 14% ( vale a dire tre milioni di famiglie) si è dichiarato disponibile ad acquistare una casa. Le ragioni di questo rinnovato ed ormai costante interesse per l'acquisto di immobili risiedono in parte nel ridimensionamento dei prezzi, dopo gli eccessi degli anni '80 si sono lentamente ridimensionati per arrivare oggi a livelli ragionevoli. Anche la riduzione dei tassi d'interesse e quindi dei mutui è stata certamente uno dei maggiori incentivi all'acquisto di un immobile. Gli italiani non si sono lasciati sfuggire la possibilità di contrarre mutui a tassi vantaggiosi, tanto vantaggiosi per cui in molti casi la rata equivale all'affitto mensile; il tutto in aggiunta agli sgravi fiscali sulla prima casa e all'abbattimento dell'Iva sui costi per le ristrutturazioni.

Resta da chiedersi cosa succederà in questo 2001 in cui la curva dei tassi d'interesse ha smesso di scendere e sta lentamente cominciando a salire, portando le rate dei mutui a crescere più di quanto stiano crescendo gli affitti.

I Fondi Immobiliari: investire in beni immobili senza comprare una casa. Il peso del comparto immobiliare all'interno della Borsa italiana sta crescendo, nei primi otto mesi del 2000 l'indice delle azioni immobiliari è cresciuto del 60%. Non vi sembra una buona idea investire nei fondi immobiliari? Vi spieghiamo di cosa si tratta. Sono dei fondi d'investimento che invece di puntare i risparmi raccolti su azioni o obbligazioni li dirigono sugli immobili: case, uffici, ma anche complessi turistici, centri commerciali, spazi per l'industria e sale cinematografiche. Nel resto d'Europa si tratta di una forma d'investimento che raccoglie in media dal 5 al 10% del portafoglio finanziario delle famiglie. I fondi immobiliari di diritto italiano sono fondi chiusi, rappresentano infatti un investimento a lungo periodo poiché una volta sottoscritto il patrimonio non è possibile disinvestire le quote fino alla scadenza, in genere 10 0 15 anni. Disinvestire prima della scadenza è comunque possibile ma assolutamente non conveniente a causa della scarsa liquidità di questo mercato. Obiettivo principale di questo tipo di investimento è il ricavo di un reddito costante nel tempo anche con un piccolo investimento, stessa logica quindi di un investimento diretto in un bene immobile ma senza tutti i fastidi che può dare la proprietà di una casa.

La New Economy influisce sul mercato immobiliare? Probabilmente in Europa gli effetti si sentiranno soltanto tra qualche mese, per ora sono scarsamente percepibili anche in Inghilterra e in Scandinavia dove la concentrazione di connessioni è più alta. Negli Stati Uniti invece l'influenza delle net company è già massiccia: c'è una forte richiesta di immobili nelle zone più servite da fibre ottiche e ben posizionate in termini di collegamenti logistici. Le imprese della New Economy prediligono i complessi industriali dimessi, da ristrutturare, piuttosto che nuovi uffici ultramoderni nel cuore delle città. Il requisito indispensabile sono i servizi tecnologici in rete (collegamenti ad Internet con la presenza di provider qualificati, alta disponibilità di energia, cablaggi,…) Sembra quindi che le città della New Economy saranno quelle che sapranno adeguarsi alle nuove richieste, rendendosi eccellenti ed appetibili, anche economicamente, per le nuove Net Comany.

Che case comprano gli italiani? Per fuggire al bombardamento di onde elettromagnetiche sprigionate dai cellulari dei colleghi e alla tempesta di smog che assalta quotidianamente i nostri polmoni la cosa migliore è comprarsi una casa fuori città. Lì potremo trascorrere i nostri giorni felici al riparo dal caos urbano riconciliandoci con la natura e ritrovando i nostri affetti più cari. Questa regola psicologica ha condizionato l'andamento del mercato immobiliare fino a poco tempo fa. Attualmente però sono sempre più numerosi gli italiani che preferiscono suddividere il proprio periodo di ferie consentendosi brevi viaggi in località sempre differenti, tendenza questa inconciliabile con la gestione di una seconda residenza che costringe invece a pellegrinaggi regolari nello stesso luogo. Inoltre la progressiva e costante preferenza accordata dagli italiani alle escursioni all'estero a partire dalla fine degli anni ottanta ha costituito un ulteriore disincentivo all'investimento in beni immobili in terra italica, siano questi dislocati al mare oppure in montagna. Questo modificarsi degli stili di vita, sommato al fastidio delle forti pressioni fiscali, ha condotto ad una inesorabile distillazione del bacino di utenza che ora sceglie per lo più di investire in piccoli appartamenti vicini ai grandi centri abitativi o lavorativi, spinto evidentemente da considerazioni di carattere pratico piuttosto che dalla passione per un panorama paradisiaco. Proprio in relazione alla nuova spinta verso le mete d'Oltralpe la Liguria ha raggiunto il primo posto nella classifica delle regioni più richieste dal mercato immobiliare italiano. A questo tipo di investimenti si affiancano quelli di alto livello indirizzati all'acquisto di residenze prestigiose (in Toscana ad esempio) oppure site in località di prestigio (come Capri o la costiera Amalfitana), investimenti questi che rappresentano in ogni caso una porzione minoritaria rispetto all'insieme. Tenetevi dunque stretto quel piccolo appartamentino vicino Roma dato che tra qualche anno potrete ricavarci un bel gruzzoletto.

Atti immobiliari via Internet. Sulla Gazzetta Ufficiale del 30.10.2000 n. 254 potrete trovare pubblicato il regolamento sulle procedure telematiche per gli adempimenti tributari sugli atti immobiliari. E' infatti possibile trasmettere in via telematica un apposito modello unificato per effettuare la registrazione, la trascrizione, l'annotazione e l'iscrizione nei registri immobiliari degli atti le cui copie siano state predisposte con strumenti informatici e con l'utilizzo della firma digitale. Se le copie non sono state siglate con la firma digitale, il modello unificato sarà inviato all'Amministrazione finanziaria da un pubblico ufficiale. In caso di compravendita di immobili, la voltura catastale sarà eseguita automaticamente dopo la presentazione del modello unico informatico. Il primo e più importante vantaggio degli acquisti on line è la diminuzione delle spese.


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