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Istruzioni
previdenti
In arrivo il boom delle assicurazioni on line
L'uso della Rete rappresenta la più veloce diffusione
di tecnologia della storia. Proprio per questo le assicurazioni
si sono rivolte ad Internet per aumentare il proprio giro
d'affari e massimizzare l'accesso al mercato.
Secondo gli addetti ai lavori l'e-business è in grado
di premiare le assicurazioni, con un risparmio di circa
60mila dollari l'anno sulle spese dei call-center (centralini
telefonici) e con un incremento della sottoscrizione di
polizze sanitarie da 45 a 100 al giorno. Un successo garantito
dal fatto che gli utenti e, dunque, i possibili clienti
raddoppiano ogni 2-3 anni. Pensiamo infatti che la radio,
per giungere a 100 milioni di utenti, ha impiegato 60 anni;
per la tv sono stati necessari 30 anni, 15 per le trasmissioni
via cavo mentre solo 7 per Internet. Secondo le previsioni,
alla fine del 2001 saranno attivi 48 milioni di supporti
a Internet diversi dal personal computer: i telefonini.
E nel 2002, nel mondo, saranno 398 milioni gli utenti collegati
a Internet, contro gli attuali 196 milioni e i 142 milioni
dello scorso anno. Stiamo evidentemente facendo considerazioni
su scala planetaria, ma sappiamo che la maggiore diffusione
di utenti si registra negli Stati Uniti d'America, seguiti
dall'Europa occidentale e dai paesi asiatici con al primo
posto il Giappone.
Un
sistema interattivo per un cliente protagonista. Internet
rende più interattivo il sistema della vendita assicurativa.
Se prima avevamo a che fare con l'agente porta a porta,
adesso dobbiamo confrontarci con una serie di offerte strutturate
in un sito Internet. Le maggiori compagnie assicurative
nazionali e i più grandi Broker hanno creato siti
con offerte personalizzate per gli utenti. Prima di proseguire
nella vostra navigazione su questi siti, vi consigliamo
di leggere attentamente i prospetti informativi che anticipano
l'offerta dei prodotti on line veri e propri. Spesso ci
sono delle guide divise per tipologie assicurative. A volte
c'è la possibilità di crearsi autonomamente
un proprio piano previdenziale descrivendo dentro appositi
form le esigenze che vogliamo veder soddisfatte dalla assicurazione.
Si possono richiedere dei preventivi on line e la forma
di pagamento generalmente è tramite carta di credito.
L'assicurazione ha decorrenza quasi immediata. L'interattività
snellisce la burocrazia: niente più comunicazioni
scritte anche per un semplice cambio di indirizzo. E' possibile
aggiornare la propria polizza dal sito oltre a verificare
immediatamente le scadenze dei premi.
Alcune
raccomandazioni. L'ISVAP, Istituto per la Vigilanza
sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo, ha
redatto una serie di regole da seguire quando si stipula
una polizza in Rete. Eccone un piccolo promemoria:
1) Tenere presente che si può entrare in contatto
con persone non regolarmente abilitate. Allora sempre meglio
verificarne l'abilitazione presso lo stesso ISVAP.
2) Evitare di stipulare polizze con imprese estere non ammesse
all'esercizio dell'attività in Italia, dato che si
rischia di acquistare coperture non conformi alle leggi
italiane.
3) Controllare attentamente nel contratto la legge che regolamenta
le controversie.
4) Il contratto deve comunque essere sempre consegnato su
carta. Controllare sempre la data di decorrenza della copertura
assicurativa.
5) Per le RC Auto devono essere consegnati al contraente,
oltre al contratto, il contrassegno e il certificato assicurativo
in originale. 6) Quando si contatta il sito di un agente
o di un broker verificare sempre la sua iscrizione all'albo
agenti o broker.
E
sulla Rete crescono i siti di Broker. L'AIBA, Associazione
Italiana Broker di Assicurazioni e Riassicurazioni, ha reso
noti i risultati del suo recente rapporto sulle attività
dei "professionisti della polizza". "Il broker
del 2000", questo il titolo dell'indagine dell'AIBA
realizzata in collaborazione con l'Irsa (Istituto per la
Ricerca e lo Sviluppo delle Assicurazioni).
I
broker in Italia sono già a quota mille. Il loro
giro d'affari è stimato intorno ai 15 miliardi di
lire complessivi. Il successo della categoria è dovuto
la fatto che il mercato assicurativo sempre in crescita
ha bisogno di intermediari competenti e attenti alle esigenze
del cliente. Piccoli e medi broker operano nell'ambito della
loro regione. Solo il 27% lavora su tutto il territorio
nazionale. La loro specializzazione è quella dei
rischi industriali, ma sono fortemente presenti anche nel
ramo delle RC Auto e della responsabilità civile
generalizzata.
Assicurazioni
e Internet: matrimonio in banca? Internet ha avuto la
sua influenza positiva anche nella creazione di un legame
stretto all'interno del mondo finanziario: quello tra banche
e assicurazioni. Se le banche fanno da anni spietata concorrenza
alle compagnie all'interno dell'universo polizza, adesso
la strategia del contrattacco si chiama Assurbanking, cioè
le assicurazioni rispondono allargando gli orizzonti operativi,
e offrendo in prima battuta alla clientela acquisita e potenziale,
la possibilità di un conto corrente e di tutta una
serie di servizi (purché di effettiva qualità)
ad esso connessi.
Oggi
gli assicuratori hanno capito che la partita del risparmio
gestito va giocata su tutti i fronti. Il compito è
difficile perché presuppone la concorrenza con un
sistema, quello bancario, che se pur pieno di difetti per
l'utenza, è ormai radicato negli schemi mentali della
gente. E' ed è in questa lotta che Internet si rivela
uno strumento efficace per gli assicuratori. Internet e
Call center, utilizzati in maniera integrata, consentono
di entrare direttamente a casa o nell'ufficio del cliente
e di offrire una serie sinergica di servizi e prestazioni
assicurative e bancarie.
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Scadenze contrattuali segrete
Ad eccezione di situazioni eccezionali la compagnia di assicurazioni
non è tenuta ad avvisare la clientela delle scadenze
contrattuali delle polizze.
Ma quali sono questi casi particolari?
Per casi particolari si intende ad esempio quando la società
è vincolata da precise intese con istituti bancari,
finanziarie, ecc
vale a dire, se esiste un vincolo
ipotecario per un determinato bene garantito (incendio,
furto, fideiussione e così via). Ad eccezione di
questi casi, le imprese assicuratrici non sono tenute ad
inviarvi avvisi di scadenza.
Questo è quello che prevede la legge, ma la prassi
prevede invece che nella stragrande maggioranza dei casi
gli avvisi vengano comunque inoltrati. Questo, ovviamente,
non solo per fornire un servizio al cliente, ma anche per
non perdere il cosiddetto portafoglio-assicurati.
Poi naturalmente questi avvisi di scadenza diventano un
modo per inviare note informative su ogni tipo di nuovi
prodotti assicurativi.
Ma sapete cosa succede se non vi ricordate di rinnovare
la polizza entro 15 giorni dalla data di scadenza e procurate
un danno ad altri, o subite un furto in casa ed altri spiacevoli
inconvenienti? La vostra polizza sarà priva di valore,
che equivale a dire che è come se non foste assicurati.
Attenzione anche al giorno in cui rinnovate la polizza:
può accadere che la copertura riprenda vigore alle
24 del giorno in cui avete pagato il premio e non immediatamente.
Il contratto non ha sempre effetto immediato, ad esempio
a volte può acquistare validità solo quando
l'agenzia viene autorizzata dalla direzione ad inserire
nel computer i dati del rinnovo.
Si tratta comunque di casi sporadici, tanto è vero
che spesso sulla quietanza di rinnovo, oppure nei casi in
cui è necessario rifare la polizza, per elevare o
ridurre il valore del furto o dell'incendio, viene posto
in evidenza che la copertura entrerà in vigore dalle
ore 24 di quello stesso giorno.
Come evitare i rischi di "scoperture".
Una buona idea potrebbe essere quella di avvalersi dei pagamenti
tramite bonifici bancari, purtroppo però questa modalità
è possibile solo quando i premi sono fissi, cioè
non soggetti a variazioni di tariffe. Se invece si tratta
di tariffe indicizzate, oppure di costi legati ai bonus/malus
questo meccanismo non può attivarsi, a meno che l'assicurato
non si informi in anticipo sugli importi da versare.
Prudenza ed intelligenza. Prima di firmare il contratto,
leggere attentamente le condizioni di polizza, comprese
eventualmente quelle relative all'Incendio e Furto. Non
si dimentichi però che la legge fa obbligo alle compagnie
di separare il costo della RC che è obbligatoria
dalle altre polizze facoltative
Attenzione alle clausole di esclusione e rivalsa. Il contratto
di polizza potrebbe prevedere il diritto dell'assicurazione
a rivalersi sull'assicurato per ottenere la restituzione
di quanto pagato per danni a terzi, ad esempio, per guida
in stato di ebbrezza, ovvero sotto l'effetto di droghe,
oppure se la patente è scaduta, o se il veicolo è
da revisionare o addirittura, in certi casi, se il conducente
è persona diversa dal conducente assicurato.
Molte compagnie offrono polizze che, oltre al classico bonus-malus,
prevedono una franchigia: in caso di sinistro, cioè,
l'assicurazione pagherà per intero i danni, ma richiederà
il pagamento della franchigia. Questo tipo di polizza può
essere vantaggioso rispetto al bonus-malus tradizionale,
specialmente per i conducenti più accorti.
Richiesta di interruzione dei termini di prescrizione.
La raccomandata AR deve esplicitare la mia intenzione d'interrompere
la prescrizione e la mia volontà di essere risarcito.
Il modello da seguire sarà più o meno così:
Spettabile
..
Nome Compagnia di assicurazioni
Via, numero civico
Cap, città
Città, data
Oggetto:
Interruzione termini di prescrizione, Sinistro n
..del
/
/
Relativo a Polizza n
.
Spettabile
Nome Compagnia,
con la presente e con riferimento al sinistro indicato in
oggetto,Vi comunico la mia volontà di interrompere
i termini di prescrizione, previsti dall'art. 2952 del Codice
Civile, e l'intenzione di ottenere il risarcimento del danno
subito.
Distinti
saluti
..
Firma Contraente
Nome Cognome Contraente
.
Via, numero civico
Cap, città
Telefono
..
Un
caso di prescrizione. A marzo dello scorso anno, il
signor Rossi è stato coinvolto in un grave incidente
d'auto. La sua controparte è deceduta e lui ha riportato
serie lesioni fisiche, tanto che gli è stata riconosciuta
un'invalidità permanente del 10%.
Quando ha presentato la denuncia di incidente alla sua assicurazione,
ha segnalato di avere riportato serie lesioni fisiche. Questo
perché nella sua polizza auto era previsto un massimale
per gli infortuni riportati dal guidatore occasionale del
veicolo.
Nell'ottobre scorso, il signor Rossi ha chiesto all'assicurazione
di essere risarcito. Ma la risposta è stata:"Siamo
spiacenti, ma la pratica è caduta in prescrizione".
Dunque il signore in questione non ha ottenuto nessun risarcimento.
Questo perché non aveva inviato la raccomandata di
richiesta di sospensione dei termini di prescrizione.
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La ricongiunzione contributiva
Oggi è sempre più difficile avere un posto
fisso e un unico datore di lavoro e questo si ripercuote
anche sulla previdenza. Si rende cioè necessaria
l'unificazione dei contributi versati nei vari fondi previdenziali
per ottenere, alla fine dell'attività lavorativa,
un unico trattamento previdenziale.
Infatti, la ricongiunzione concorre al raggiungimento dell'anzianità
contributiva, e quindi è utile per quanti desiderino
andare in pensione prima del raggiungimento del limite di
età.
L'operazione non è semplice visto che è regolata
da diverse disposizioni che fanno riferimento a diversi
istituti e casse di previdenza.
In genere l'interessato deve presentare un'apposita istanza,
indicando i periodi di lavoro antecedente a quello attuale
e l'ente di previdenza presso cui sono stati accreditati
i relativi contributi.
La ricongiunzione può essere gratuita o a
titolo oneroso.
La possibilità di ricongiunzione, per la quale non
è previsto alcun onere finanziario a carico del richiedente
riguarda:
1)
i dipendenti pubblici (statali, dipendenti degli enti locali),
che cessano dal servizio senza diritto alla pensione del
fondo di provenienza. In questo caso il trasferimento dei
vari spezzoni contributivi avviene presso il regime generale
Inps.
2)
i dirigenti di azienda industriale iscritti all'Inpdai.
Possono ricongiungere i contributi Inps all'Inpdai (dopo
un minimo di 5 anni di iscrizione a quest'ultimo ente).
Oppure trasferire quelli Inpdai all'Inps: in questo caso
si richiede la cessazione dell'attività con qualifica
di dirigente;
3)
artigiani, commercianti e coltivatori diretti. Non è
prevista nessuna condizione per la ricongiunzione presso
il regime generale Inps e conseguente cumulo con la contribuzione
da lavoro dipendente.
La
ricongiunzione onerosa riguarda invece i periodi provenienti
dalle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi. In tale
ultimo caso è necessario che il lavoratore possa
far valere almeno cinque anni (260 settimane) di contributi
versati nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti successivi
alla cessazione dell'attività come lavoratore autonomo.
Se
volete saperne di più consultate il Decreto legislativo
del 30 aprile 1997 n.184, "In materia di ricongiunzione,
di riscatto e di prosecuzione volontaria ai fini pensionistici",
pubblicato sul sito del Ministero della Giustizia (www.giustizia.it).
Si
può presentate solo un domanda? Nel momento in
cui si presenta una seconda domanda di ricongiunzione è
possibile riunire i periodi contributivi presso una gestione
diversa da quella richiesta la prima volta.
Ove non sussista il requisito dei dieci anni è possibile
presentare una seconda domanda contestualmente alla domanda
di pensione, purché diretta alla stessa gestione
nella quale è stata operata la precedente.
Quanto
costa?
Per calcolare il costo della ricongiunzione bisogna tenere
in considerazione alcuni elementi variabili quali:
data di presentazione della domanda;
età del richiedente, riferita alla data della
domanda;
anzianità contributiva totale (comprensiva
anche dei periodi ricongiunti) riferita alla data della
domanda;
sesso del richiedente.
La
ricongiunzione dei liberi professionisti. Possono chiedere
la ricongiunzione all'INPDAI i dirigenti iscritti all'Istituto
e i loro superstiti entro due anni dal decesso dell'interessato.
Il
dirigente interessato alla ricongiunzione della propria
posizione assicurativa deve inoltrare una domanda indirizzata
all'INPDAI- Direzione Centrale della Previdenza - Ufficio
I, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
È
opportuno che tale lettera indichi come oggetto "domanda
di ricongiunzione ex -legge 45/1990".
Nel
testo della lettera il dirigente deve evidenziare oltre
il proprio cognome, nome, luogo, data di nascita, numero
di conto personale all'INPDAI:
-
tutti i periodi di contribuzione da ricongiungere ivi compresi
i periodi figurativi e da riscatto;
-
gli enti, casse o fondi per i liberi professionisti, con
la loro esatta denominazione, presso i quali esistono in
suo favore periodi da ricongiungere;
-
la presumibile data in cui intende presentare la domanda
di pensione.
In
calce alla lettera è opportuno che il dirigente indichi
cognome, nome, indirizzo e il numero del telefono dove può
essere contattato per eventuali chiarimenti.
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La tua polizza ti conviene? Scoprilo qui!
Scegliere la compagnia giusta per assicurarsi è più
che mai "strategico" per il portafoglio, visti
anche i recenti aumenti. Che ne dite, quindi, di qualche
suggerimento per tenere sotto controllo il comportamento
della vostra compagnia per capire se vi conviene cambiare?
1) Se il vostro premio è aumentato più dell'inflazione
programmata (1,7% per l'anno in corso), oppure la compagnia
non vi ha comunicato con una lettera personalizzata l'aumento
(anche piccolo), avete il diritto di disdettare fino all'ultimo
giorno di validità della polizza, senza preavviso,
via fax, con raccomandata a/r o di persona in agenzia.
2) In tutti gli altri casi la disdetta va data con 30 giorni
di preavviso e solo per fax o raccomandata.
3) Tutte le polizze senza "tacito rinnovo" si
intendono sciolte alla scadenza annuale, senza necessità
di comunicazione. È il caso, ad esempio, delle polizze
telefoniche.
4) Tutte le volte che cambiate assicurazione la compagnia
di provenienza ha il preciso dovere di fornirvi l'attestato
di rischio, documento che certifica la classe di merito
cui appartenete, indispensabile per stipulare una nuova
polizza senza ripartire dalla classe più bassa. Le
compagnie che contravvengono all'obbligo vanno denunciate
all'Isvap, cioè l'Istituto di vigilanza.
5) In tutti i casi in cui disdettate, oppure la polizza
non prevede il "tacito rinnovo", non esistono
i 15 giorni di tolleranza successivi alla scadenza, quindi
non siete coperti e non potete circolare.
6) Se passano più di sei mesi dal momento in cui
scade, o disdettate la vostra assicurazione al momento in
cui ne stipulate un'altra, perdete la classe di merito di
appartenenza e la vostra "storia" personale viene
annullata: vi tocca, insomma, ripartire dalle tariffe più
alte.
Volete risparmiare? Andate su Internet. Sempre più
gente ha capito che per risparmiare sulle assicurazioni
è meglio stipulare polizze direttamente su Internet.
Le polizze on line sono molto convenienti per tutti tranne
che per i guidatori appartenenti alle cosiddette "categorie
a rischio": giovani sino a 25 anni, residenti in zone
a elevata incidentalità, eccetera.
Prima di stipulare un contratto con un'impresa presente
in Rete è bene leggere attentamente le informazioni
pubblicate sul sito e, in caso di dubbio sulla compagnia
o sulla correttezza delle offerte, interpellare l'Isvap,
telefonando al numero 06421331 o consultando il sito www.isvap.it.
Gli stessi accorgimenti devono essere adottati nel caso
vengano proposte polizze telefoniche a prezzi troppo al
di sotto della norma.
oppure assicuratevi al telefono! I contratti
di assicurazione possono essere stipulati con una compagnia
mediante accordo telefonico, senza altri intermediari. In
questo modo è possibile ottenere notevoli risparmi
sul premio, sia per i minori costi distributivi sia per
il maggior impiego di parametri di personalizzazione, che
dissuadono gli automobilisti più indisciplinati dal
sottoscrivere una polizza del genere.
L'automobilista contatta direttamente l'impresa e si fa
compilare un preventivo. In caso d'intesa, può pagare
il premio in un'unica soluzione mediante carta di credito,
conto corrente postale, bonifico bancario o assegno. Accertato
il pagamento, la compagnia invia un fax che abilita alla
circolazione e sostituisce momentaneamente il contrassegno
di assicurazione. Quest'ultimo arriva per posta, insieme
al contratto e a tutta la documentazione relativa.
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Dopo un furto reagite così
Nessuno se lo augura, ma subire un furto in casa non è
purtroppo improbabile. Quando si rientra in appartamento e
si scopre che vi sono passati i ladri è bene compiere
subito una serie di operazioni utili a evitare ulteriori inconvenienti
e, nei casi più fortunati, a recuperare il bottino.
Qualcuna di esse potrà apparire scontata, ma con la
concitazione del momento e con l'inevitabile shock non è
affatto automatico ricordarsi di tutto.
Anzitutto trovate la lucidità per fare subito un accurato
inventario di ciò che manca, specificando il valore
di ogni oggetto. La prima perlustrazione è quella più
importante, quindi è auspicabile che non sfugga niente,
anche se in un secondo momento è possibile aggiungere
altre voci alla lista dopo aver presentato un supplemento
di denuncia alle autorità.
Il secondo passo è la denuncia a Polizia o Carabinieri,
una cui copia dovrà essere poi allegata alla denuncia
che si presenterà all'assicurazione nei giorni immediatamente
successivi al furto. Necessaria anche la documentazione relativa
ai beni rubati: vanno bene foto, fatture di acquisto, dichiarazioni
testimoniali o altri giustificativi. Ricordarsi, inoltre,
di non cancellare le tracce del passaggio dei furfanti.
La denuncia alla compagnia assicuratrice va presentata direttamente
in sede o inviata per raccomandata. Oltre ai dati dell'assicurato,
bisogna inserire una serie di dettagli sulla dinamica del
furto, descrivendo se possibile il percorso dei malviventi,
gli ostacoli che hanno dovuto superare e gli attrezzi utilizzati.
Tutte operazioni, queste, che vi auguriamo di non dover mai
compiere. Ma sapere cosa fare è sempre bene!
E se sparisce l'auto? Dopo un furto d'auto la denuncia
non è solo un obbligo di legge per l'assicurato: essa
serve anche a scaricare completamente la responsabilità
sull'uso che dell'auto può essere fatto da quel momento
in poi. Se, ad esempio, con la nostra vettura rubata vengono
provocati danni, una tempestiva denuncia ci mette almeno al
riparo dai guai più grossi e da eventuali conseguenze
penali. Dopo aver segnalato il furto alle autorità
si può informare anche la compagnia di assicurazione,
specificando gli estremi dell'auto rubata e quelli della polizza.
Una curiosità per finire: se non lasciate nella vettura
il libretto di circolazione il ladro potrà usufruirne
limitatamente. Per lui magari non sarà un deterrente,
ma almeno gli renderete la vita più difficile!
In caso di scippo o rapina. L'unica forma preventiva,
in caso di scippo o rapina, è quella di non opporre
resistenza: lo consigliano sia le forze dell'ordine che le
compagnie assicurative. Quindi sangue freddo: se vi strappano
via qualcosa mentre camminate dovete essere bravi a controllarvi,
pensando che un po' di soldi e qualche documento o una collana
non valgono il rischio di danni alla persona. A fatto avvenuto
bisogna seguire la stessa procedura valida per il furto: denuncia
a Polizia o Carabinieri, quindi denuncia alla compagnia. |
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Guida alla riforma previdenziale del 2001
Sono le nuove regole dell'ormai famoso decreto legislativo
numero 47 che riforma la disciplina fiscale della previdenza
complementare in Italia. Ecco i principali capisaldi della
riforma previdenziale:
a)
L'abolizione dell'imposta del 2,5% sui premi assicurativi.
In questo modo le polizze vita avranno maggiore spinta,
soprattutto i contratti che prevedono il versamento di un
premio unico sostanzioso.
b)
La possibilità di scontare dalla dichiarazione dei
redditi i premi pagati. Chi investirà in previdenza
potrà portare in deduzione dall'imponibile Irpef
le somme versate fino al 12% del reddito con un massimo
di 10 milioni. Attenzione: perché questo giro di
vita riguarda solo i nuovi contratti 2001 e per i fondi
pensione anche i vecchi iscritti.
c)
Cambia il regime tributario sulla gestione dei fondi: pagheranno
un'imposta sostitutiva dell'11% (rispetto al 12,5 che si
applica a prodotti finanziari come i fondi comuni) sul risultato
netto maturato ogni anno.
Cosa c'e da sapere sulle nuove polizze vita? Per
quanto riguarda la tipologia, i contratti di vita si dividono
in tre filoni: le polizze di rischio (morte, invalidità,
non autosufficienza); le polizze pensionistiche o Fip (agevolate
come i fondi pensione) e le polizze finanziarie che perdono
il beneficio fiscale. Tutte e tre le tipologie beneficiano
comunque dell'abolizione della tassa sui premi versati.
Polizze vita equiparate ai fondi pensione. Stessi vincoli
di lunga durata, stessi vantaggi fiscali, stesse limitazioni
in fatto di prestazioni finali. Anche l'obiettivo è
identico: il piano individuale di previdenza è lo
strumento che serve a costituire una pensione aggiuntiva
a quella obbligatoria. Per raggiungerlo occorre che al termine
del percorso il capitale maturato si trasformi in rendita.
La vita fiscale di un Fip si divide in tre tempi. Il primo
è il versamento dei contributi (con la facoltà
di dedurre dalla denuncia dei redditi fino a 10 milioni
spesi per costituzione del PIP). Il secondo tempo è
quello dell'accumulo: la tassa annuale su rendimenti maturati
dalla gestione è dell'11% contro l'aliquota del 12,5%
che riguarda le rendite finanziarie. Il terzo tempo infine
è quello delle prestazioni finali: pagamento della
pensione ed eventuale ritiro di una parte del capitale.
Parliamo di polizze finanziarie. Le polizze finanziarie
ultimamente avevano avuto un gran successo grazie ai rendimenti
più elevati rispetto alle polizze tradizionali. Su
queste polizze non ci saranno più sgravi ma nemmeno
tasse da pagare. Le imposte si applicheranno alla fine del
contratto. Nella categoria delle polizze finanziarie rientrano
i prodotti in cui predomina la componente di investimento
come:
a)
le unit linked, in cui i premi versati vengono impiegati
per sottoscrivere quote di fondi comuni o di Sicav (Società
di Investimento a capitale variabile);
b)
le index linked, in cui la prestazione finale è agganciata
all'andamento di uno o più indici di Borsa o di un
paniere di titoli;
c)
gli strumenti a capitalizzazione, cioè quei contratti
che non offrono alcuna copertura assicurativa ma solo un
rendimento minimo garantito.
Spariscono
le pensioni di anzianità. Le pensioni nei diversi
sistemi:
1) Pensione di vecchiaia
Sistema retributivo: si ottiene al raggiungimento di un
determinato requisito d'età (65 anni per gli uomini
e 60 per le donne) in concomitanza di un numero minimo di
anni di contribuzione (20 anni). Sistema contributivo: si
ottiene al raggiungimento di un determinato requisito d'età
(57 anni per tutti) e in presenza di almeno 5 anni dei contribuzione
effettiva. Si prescinde dal requisito dell'età se
si possono far valere almeno 40 anni di contribuzione effettiva.
2) Pensione d'anzianità
Sistema retributivo: si ottiene al raggiungimento di un
determinato requisito d'età e in presenza di almeno
35 anni di contribuzione effettiva. Si prescinde dal requisito
dell'età se si possono far valere, nel 2000, almeno
37 anni di contribuzione effettiva. Sistema contributivo:
non è previsto un trattamento di pensione diverso
da quello di vecchiaia.
Obbligo
di trasparenza nelle operazioni. L'introduzione della
riforma fiscale sulla previdenza complementare ha comportato
un'accentuazione delle operazioni di trasformazione dei
contratti di assicurazione sulla vita. Bisogna dunque stare
attenti a tutelare i diritti degli assicurati. L'ISVAP ha
quindi emanato la circolare 421/D che introduce l'obbligo
della presentazione di un documento informativo per rendere
trasparente l'intervenuta modifica contrattuale. Il documento
deve contenere le seguenti informazioni:
- le variazioni dei termini contrattuali;
- i criteri di impiego e di gestione delle disponibilità
maturate;
- gli eventuali effetti negativi sulla prestazione derivanti
dall'adozione di differenti basi demografiche;
- l'indicazione di eventuali periodi di carenza della copertura
caso morte;
- gli effetti dell'operazione sull'esercizio del diritto
di riscatto;
- il trattamento tributario dei premi e delle prestazioni;
- la facoltà di avvalersi del diritto di recesso;
- l'eventuale costo amministrativo dell'operazione.
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Deduzione fiscale di chi non lavora
La riforma scattata nel 2001 ha migliorato sensibilmente il
regime fiscale della previdenza integrativa. Le riforme hanno
inciso su tutti i tre momenti che caratterizzano la vita dei
Fondi pensione: il versamento dei contributi; la tassazione
dei rendimenti; la tassazione delle prestazioni.
Per quanto riguarda i contributi, le somme versate
alle polizze pensionistiche e ai Fondi pensione sono deducibili
per tutti gli iscritti fino al 12% del reddito complessivo,
con un tetto massimo di 10 milioni all'anno.
Nel caso dei lavoratori dipendenti, rientrano nel plafond
anche i contributi versati dal datore di lavoro: inoltre,
per sfruttare il beneficio fiscale è necessario che
sia destinata al Fondo pensione una quota dell'accantonamento
annuale al Tfr pari ad almeno il 50% dei contributi versati.
Per i "nuovi iscritti" ai Fondi - cioè i
lavoratori assunti dopo il 28 aprile 1993 - il Tfr deve invece
essere utilizzato per intero.
Gli stessi benefici fiscali si applicano anche a chi non lavora:
così se la persona iscritta non ha redditi propri,
la deduzione del 12% spetta al familiare al quale risulta
a carico. In questo caso non esiste il vincolo di destinazione
del Tfr (se si tratta di un dipendente) ma resta il limite
della cifra assoluta di 10 milioni.
Se invece la persona che non lavora ha entrate proprie (per
esempio, da fabbricati), può dedurre i versamenti fino
a esaurimento del proprio reddito, mentre per la parte residua
lo sgravio spetta al familiare al quale è a carico.
Per quanto riguarda invece i rendimenti, la gestione del Fondo
pensione è soggetta a un'imposta dell'11% (invece che
del 12,5 applicata agli altri prodotti finanziari, come i
fondi comuni d'investimento) sul risultato netto maturato
ogni anno.
La riforma modifica anche il trattamento delle prestazioni
che si possono ottenere dal fondo, con un regime che tende
a favorire la rendita vitalizia a scapito del capitale in
un'unica soluzione. In particolare per le rendite è
imponibile solo la parte al netto dei contributi già
tassati: si paga il 12,5% sulla rivalutazione annuale e l'aliquota
progressiva Irpef sulla parte restante. Se invece si chiede
un capitale in un'unica soluzione (questa scelta è
in genere possibile sino al 50% dell'importo maturato), si
applica la tassazione separata sull'intero importo, salvo
un conguaglio in base all'aliquota Irpef dei cinque anni precedenti.
Se però il capitale non è superiore a un terzo,
la base imponibile è costituita solo dai redditi che
in precedenza non sono stati tassati: anche in questo caso
si applica il successivo conguaglio.
Chi controlla i Fondi pensione? La Covip approva gli
statuti dei Fondi, svolge l'istruttoria per il rilascio dell'autorizzazione
alla costituzione e all'esercizio dell'attività, approva
le convenzioni con i gestori, controlla la gestione tecnica,
patrimoniale e contabile dei fondi.
La Covip, inoltre, vigila anche sui quasi 800 "vecchi"
fondi, preesistenti alla riforma del 1995.
La gestione delle risorse finanziarie dei Fondi è affidata
a specifici soggetti che devono soddisfare determinati requisiti
patrimoniali. Per istituti di credito, Sim, e Sgr questi requisiti
vengono stabiliti dalla Banca d' Italia; mentre per le compagnie
di assicurazione, la competenza è dell'Isvap.
Il glossario dei Fondi pensione
Pensione di anzianità
È legata non all'età anagrafica ma a un certo
numero di anni di contributi versati da parte del lavoratore.
Pensione di vecchiaia
È il trattamento che viene corrisposto al raggiungimento
di una certa età anagrafica da parte dell'iscritto
al Fondo.
Capitalizzazione (o Accumulazione)
Sistema di accantonamento dei contributi in base al quale
la pensione futura dipende dagli importi effettivamente versati
dall'iscritto al Fondo.
Ripartizione
Sistema previdenziale in cui i contributi versati dai lavoratori
in attività finanziano le pensioni di chi ha già
smesso di lavorare: si contrappone a quello a capitalizzazione.
Contribuzione definita
Meccanismo di funzionamento dei Fondi pensione per i lavoratori
dipendenti: l'importo dei contributi è fisso e la prestazione
finale varia in rapporto all'andamento della gestione.
Fondo pensione aperto
È promosso direttamente dai gestori autorizzati (compagnie
di assicurazione, banche, Sim, Società di gestione
del risparmio): si rivolge in particolare a lavoratori autonomi
e liberi professionisti e, più in generale, a tutti
i lavoratori per i quali non esistono e non operano i fondi
chiusi o ad ambito definito.
Fondo pensione chiuso
Si rivolge ad ambiti definiti di lavoratori, come i dipendenti
di una azienda o gli appartenenti a una categoria professionale.
Prestazione definita
È il Fondo pensione in cui l'ammontare dei contributi
dipende dalla prestazione che si vuole ottenere alla scadenza.
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