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Mens
sana in corpore sano
Le assicurazioni contro gli infortuni
Le tipologie di polizze infortuni esistenti sul mercato italiano
sono tali da soddisfare pressoché tutte le esigenze
che si possono manifestare nella vita quotidiana.
Occorre, tuttavia, una breve ma attenta analisi del rischio
affinché si determini il giusto abbinamento tra il
rischio che si vuole assicurare e la forma di assicurazione.
La copertura delle 24 ore del giorno è sicuramente
la forma di assicurazione più diffusa nelle polizze
cosiddette "persone", che assicurano cioè
la vita privata di tutti o alcuni dei componenti il nucleo
familiare. Ad esse si contrappongono le cosiddette polizze
"aziende" dove, in genere, è preminente per
il datore di lavoro, l'interesse per la copertura dei rischi
connessi all'esercizio dell'attività professionale
svolta dai propri dipendenti.
La limitazione della copertura ai soli rischi professionali
o extraprofessionali, consente ovviamente di ridurre il
premio polizza poiché l'assicuratore non è obbligato
per tutti gli infortuni subiti al di fuori dell'attività
lavorativa. O, viceversa, per tutti gli infortuni subiti,
durante l'attività professionale.
È opportuno, a questo punto, chiarire cosa si intende
per attività professionale ed extraprofessionale, poiché
può capitare che attività formalmente professionali
non sono considerate tali, se svolte in un particolare contesto.
Facciamo un esempio: il signor Bianchi ha stipulato una polizza
infortuni extraprofessionale dichiarando di essere impiegato.
Nel tempo libero decide di sistemare il tetto della sua casa
di campagna e, essendo particolarmente bravo in questa sua
attività, si offre di fare lo stesso lavoro anche nella
vicina casa dove abita suo figlio che, ben contento, accetta
il favore fatto dal padre. Finito anche quest'ultimo lavoro
il signor Bianchi decide di offrire la sua opera nei lavori
di ristrutturazione intrapresi da un cugino, in cambio di
un piccolo compenso in denaro
In questo esempio, l'eventuale infortunio avvenuto durante
i lavori di ristrutturazione sarà considerato come
extraprofessionale e quindi indennizzato, se subito nella
ristrutturazione della propria casa e di quella del figlio,
mentre lo stesso infortunio sarà considerato non indennizzabile
perché subito durante l'esercizio di una attività
professionale se avvenuto durante i lavori di ristrutturazione
della casa del cugino.
L'elemento discriminante in questo caso è lo scopo
di lucro che manca nei primi due casi mentre è presente
nel terzo.
Insomma qualunque polizza si decida di stipulare l'unico consiglio
che vi diamo è di leggere attentamente le istruzioni
per l'uso.
Polizze individuali e polizze cumulative. Nella polizza
individuale, Contraente e Assicurato devono, necessariamente
essere una persona fisica.
Anche nel caso in cui il Contraente sia una ditta individuale
e Assicurato il titolare della ditta, (ditta Bianchi Mario
s.a.s. per conto di Bianchi Mario) non può parlarsi
di polizza individuale poiché Assicurato e Contraente
sono, giuridicamente, soggetti diversi.
Le polizze cumulative rispondono, invece all'esigenza di comprendere
in un unico contratto uno o più assicurati appartenenti
alla stessa famiglia, azienda, gruppo, associazione, categoria,
ecc.
Giuridicamente la polizza cumulativa viene definita assicurazione
per conto altrui ed è regolamentata dall'art.1891 del
codice civile.
Salute e benessere. Le assicurazioni sanitarie, o
assicurazioni malattia sono forme assicurative, finalizzate
a far fronte alle situazioni di bisogno che insorgono nel
caso in cui la persona assicurata venga colpita da una malattia,
debba sottoporsi ad un intervento chirurgico o, in generale,
necessiti di prestazioni sanitarie.
Tali bisogni possono derivare sia dalla necessità di
sostenere spese mediche sia dalla impossibilità o dalla
ridotta possibilità di percepire reddito.
Affianco alle tradizionali polizze che garantiscono il rimborso
delle spese mediche, si stanno diffondendo anche forme assicurative
che prevedono il pagamento diretto delle spese dell'assicuratore
alla struttura sanitaria, sempre che questa sia convenzionata
con l'impresa assicuratrice. |
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Assicurazioni per tutti i gusti
Sull'onda di assicuratori sempre più intraprendenti
cresce la moda di assicurare i beni più impensabili.
Di fronte a tanto ardire, perdono smalto ed originalità
le assicurazioni di gambe, seni, capelli, glutei, visi, nasi,
occhi, denti, verginità. Adesso è possibile
assicurare tutto, gli assicuratori italiani imparano in fretta
dai cugini americani ed inglesi, sarà la globalizzazione?
Sapevate che il Gran Premio di Formula 1 di Imola è
stato assicurato contro il rischio di pioggia? E lo stesso
per le rappresentazioni all'Arena di Verona. Il Comune di
Rimini ha invece deciso di indire una gara d'appalto per una
copertura assicurativa anti-scippo che metta al sicuro gli
oltre 28 mila riminesi ultrasessantacinquenni.
Esistono coperture assicurative specifiche per banche e gioiellieri,
i gioielli indossati da Claudia Shiffer durante le sfilate
sono sempre assicurati, come pure sono sempre assicurati i
trasferimenti dei biglietti miliardari dell'enalotto dalle
banche alle gestioni dello Stato.
Nuovi prodotti anche per proteggere ogni contratto sottoscritto
via internet. Tra i primi ad assicurarsi ci sono stati Fiscali,
Kataweb e Markonet.
Veniamo ora alle polizze "verdi", sono riservate
agli agriturismo per premunirsi nei confronti di danni causati
da eventi naturali, animali, persone, cose e anche dal personale
della stessa azienda o da altri ospiti. E chi più ne
ha più ne metta.
Se invece vi sta a cuore la famiglia più di ogni altra
cosa, non dovete far altro che sbizzarrirvi a scegliere tra
una infinita proposta di polizze che vi garantiscono contro
un numero pressoché illimitato di infortuni e danneggiamenti,
tra cui intossicazioni alimentari, crolli per neve, caduta
di veicolil spaziali, furti compiuti da collaboratori domestici,
lesioni e danneggiamenti da parte di cani, gatti, cavalli
e tutti gli animali domestici, nonché lesioni subite
da sanguinarie o distratte baby sitter e ragazze alla pari.
Sempre nel ramo casa è possibile assicurarsi contro
il deterioramento degli alimenti in frigorifero
vera
tragedia familiare.
Oltre a tutto questo se volete essere sempre aggiornati sul
valore della vostra polizza sappiate che ci sono servizi che
provvedono ad inviare giornalmente ai sottoscrittori delle
polizze l'aggiornamento dei valori delle polizze! Cosa si
può desiderare di più?
Perdere l'olfatto? Può valere milioni! Era uno
chef d'eccezione, preparava squisiti piatti per vip e personaggi
del jet set internazionale. Poi è stato investito da
un'auto, è entrato in coma ma alla fine si è
risvegliato. È lucidissimo ma non è più
lo stesso, ha perso il suo olfatto. Questo vuol dire che non
può più fare quel mestiere che per lui era una
vocazione, per due anni non è stato in grado di assaggiare
le sue portate, di distinguerne i sapori.
Tagliando corto su tutte le controversie assicurative, alla
fine il nostro povero cuoco è riuscito ad ottenere
un risarcimento di 600 milioni di lire. Il risarcimento è
per i danni biologici subiti e per le conseguenze di quei
danni, perché il cuoco non potrà più
essere quello di una volta, ma i 600 milioni comprendono anche
un risarcimento nei confronti dei figli del cuoco, costretti
a vivere con un genitore depresso.
Scuole ed alunni assicurati. Eccoci ora ad un nuovo
prodotto assicurativo specificamente rivolto alle Scuole.
La polizza risponde alle esigenze di difesa legale che derivano
dall'attuale legge e dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione.
L'insegnante è penalmente responsabile ogni volta che
l'incidente subito da uno degli alunni può essere attribuito
ad una mancata sorveglianza da parte sua. In particolare,
l'obbligo di vigilanza assume connotati preoccupanti per gli
insegnanti ed anche per gli eventuali altri accompagnatori
in riferimento alle gite scolastiche, oppure nell'ambito delle
attività sportive organizzate dalla scuola. Il nuovo
prodotto, indirizzato agli Istituti Scolastici di ogni ordine
o grado, tutela il Preside o il Direttore didattico, il personale
docente e non docente oltre che gli allievi e i genitori in
qualità di membri degli organi collegiali sia come
accompagnatori nei viaggi di istruzione, nelle uscite didattiche,
in relazione a tutte le attività scolastiche o parascolastiche,
sia in caso di apertura di procedimento penale a loro carico.
Viene garantita inoltre assistenza e difesa legale per recuperare
un danno subito o per resistere alle richieste di risarcimento
di danni avanzate da terzi. |
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C'era una casa molto carina…
Ustioni e cadute sono la prima causa di morte per i bambini.
Mentre le vittime preferite sono le anziane e le giovani donne
in carriera, poco pratiche dell'arte casalinga. L'incidente
domestico è soprattutto femminile 79% contro il 21%
degli uomini.
Il pericolo non sta nei grandi elettrodomestici ma nei piccoli,
che sono sottoposti a minori controlli durante la fabbricazione.
Gli errori più comuni sono commessi soprattutto nell'uso
di ferri da stiro, spazzolini elettrici, televisori, frullatori,
ventilatori , phon e forni a microonde.
Quali sono gli errori? Asciugarsi i capelli con i piedi bagnati,
tenere sul bordo del lavabo gli spazzolini elettrici, mettere
l'acqua nel ferro da stiro a vapore senza staccare la spina,
sovraccaricare di spine le prese di corrente, incassare il
televisore o il computer in libreria con il rischio che si
surriscaldi e mandi a fuoco il soggiorno.
Per non parlare delle fughe di gas. Una donna su quattro non
sa che cosa è una "valvola di sicurezza".
Lo stesso per i dispositivi anti-allagamento di lavatrici
e lavastoviglie e per le "porte fredde" dei forni
anti-calore. Tutte queste cose non sono ancora entrate nelle
case degli italiani.
Insomma la cultura della prevenzione è poco diffusa.
La cucina è l'ambiente più pericoloso dove ci
si ustiona, ci si taglia. Nel bagno si scivola e si resta
folgorati dalla corrente e nel soggiorno e in camera da letto
si fanno cadute da ospedale. Ma di fronte a queste situazioni
gli italiani sembrano non reagire.
Solo quattro su dieci adottano dei dispositivi di sicurezza,
che la maggior parte delle volte si riducono al salvavita,
tra l'altro obbligatorio per legge. Su cento famiglie solo
9 hanno invece un rilevatore sonoro di gas, 7 la valvola di
sicurezza ai fornelli, 3 si preoccupano della manutenzione
periodica degli elettrodomestici.
Un pericolo in ogni stanza. La cucina è
il locale più pericoloso:un incidente su due avviene
in questo ambiente. Il 34% è provocato da ferite con
coltelli o bruciature da forni, fornelli e liquidi bollenti,
il 20% ad allagamenti causati da elettrodomestici, il 2% da
fughe di gas, altrettanti da indigestione di sostanze tossiche.
Il terrazzo e il giardino detengono la percentuale
di rischio più alta dopo la cucina: 8 incidenti su
dieci avvengono qui.
Al terzo posto troviamo il bagno. Gli incidenti più
comuni sono le cadute accidentali (il 27% del totale) e problemi
con l'impianto di elettricità (il 12%).
Se si posseggono scale interne la percentuale di cadute accidentali
aumenta.
Infine camera e soggiorno presentano la stessa
pericolosità e tipologia di incidente: prese di corrente
e cadute.
Quali rimedi contro gli incidenti? Per essere prudenti
in casa adesso c'è una guida, "La tua casa sicura",
edita con il patrocinio del Ministero dell'Industria per insegnare
l'abc dell'autodifesa casalinga (si può richiedere
per email all'indirizzo casasicura@whirlpool.com,
sponsor dell'iniziativa).
Si parte dai fornelli, che devono possedere la valvola di
sicurezza: se la fiamma si spegne, la fuoriuscita di gas viene
bloccata. La differenza di prezzo tra un piano cottura dotato
del dispositivo e uno senza si aggira intorno alle 100.000
lire. Per chi invece non si accontenta e vuole una cucina
d'elite citiamo il "pacchetto sicurezza" per i fornelli
con sistema di riaccensione automatica, spegnimento a tempo,
spia anti-scottature e pulsante sicurezza per i bambini. Tutto
questo costa purtroppo il 70% in più di un normale
piano cottura.
Per quanto riguarda il forno è utile avere la "porta
fredda", sistema di vetri isolanti capaci di mantenere
la porta del forno ad una temperatura inferiore ai 50 gradi
contro gli 85 gradi di una porta standard.
Per chi invece vuole uscire di casa, lasciando la lavatrice
accesa, sono finite le preoccupazioni:in caso di perdite,
sistemi anti-allagamento bloccano il funzionamento della macchina
e l'entrata dell'acqua, svuotando il cestello. Il costo è
di 120.000 lire in più rispetto ad una normale lavatrice.
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Assicurare cani e gatti
Per i nostri amici a quattro zampe vogliamo sempre il meglio!
Questo vuol dire che quando si ammalano siamo pronti a fare
di tutto pur di vederli tornare presto in forma. Insomma
per loro vogliamo alti standard di cura, perché li
consideriamo un po' come membri della famiglia a tutti gli
effetti.
La medicina veterinaria sta diventando sempre più
sofisticata e non è difficile eseguire interventi
anche molto complessi ed impensabili fino a qualche anno
fa anche sugli animali. Tecniche avanzate di cura, sostituzioni
di organi sono sempre più frequenti e naturalmente
sempre più costose. Per non rischiare di dilapidare
il patrimonio per salvare la vita a Fido (o forse Rex è
più di moda) la cosa migliore è senz'altro
un'assicurazione sulle spese veterinarie. Si tratta di assicurazioni
che hanno una struttura di copertura che riesce a fornire
un contributo rilevante alle spese da sostenere in caso
di malattia o infortunio degli animali domestici.
Probabilmente uno degli obiettivi delle compagnie che offrono
questo tipo di polizze è quello di promuovere la
proprietà responsabile degli animali domestici, con
l'idea che un importante contributo alle spese da affrontare
sia uno stimolo verso la cura e contro l'abbandono. O almeno
così noi speriamo.
In genere le polizze per cani e gatti non offrono soltanto
coperture per le spese veterinarie ma anche una serie completa
di altre utili coperture:
- il rimborso delle spese di pensione e custodia dell'animale
se qualcuno della famiglia viene ricoverato e non può
accudire l'animale.
- il rimborso delle spese sostenute per l'acquisto dell'animale
assicurato, nel caso di furto o smarrimento.
- il rimborso delle spese sostenute per inserzioni, annunci
e ricompense per ritrovare l'animale smarrito o rubato.
- il rimborso delle spese sostenute per l'annullamento di
viaggi se nei 7 giorni che precedono l'inizio del viaggio
si dovesse smarrire il fedele quadrupede oppure sia necessario
un intervento chirurgico salvavita per malattia o infortunio
subito dall'animale.
Lo spettro dei casi previsti è dunque abbastanza
ampio da garantire una credibile copertura, il tutto si
può avere versando dei premi totali che vanno dalle
155.000 per una polizza standard per un gatto alle 300.000
per una polizza di lusso per cani, insomma premi piuttosto
ragionevoli se paragonati all'infinito amore che gli animali
sanno dare!
Animal's security, per la sicurezza degli animali.
Tutto sommato si può definire un'associazione tra
amanti di cani. Tra persone che hanno dei cani e che sono
interessati alla loro sicurezza. Quale modo migliore se
non quello di associarsi e di fornire ai propri associati
una serie di servizi utili?
Gli associati ad Animal's Security godono infatti
di una serie di servizi ai quali possono accedere tramite
numero verde e di due coperture assicurative che tutelano
loro e i loro animali domestici. Il numero verde è
operativo 24 ore su 24 e nel caso di smarrimento viene attivata
la rete degli Animal's Security Points della zona che andranno
alla ricerca del cane smarrito e provvederanno riportarlo
a casa.
È
sempre attraverso il numero verde che si possono avere consulti
veterinari urgenti e indicazioni sul pronto soccorso veterinario
più vicino.
Infine gli associati godono di una polizza di responsabilità
civile per indennizzi richiesti in seguito a danni provocati
dall'animale ed è attiva anche in caso di smarrimento.
Come se non bastasse c'è anche un'altra polizza infortuni
che copre le spese veterinarie in caso di infortuni o malattia,
anche questa è valida in caso di smarrimento.
In Iran si assicurano i cammelli. È stata
la prima volta anche per l'Iran: assicurare 7000 cammelli
contro una serie di calamità che spaziano dai terremoti
ai fulmini agli attacchi di bestie feroci e serpenti. L'iniziativa
riguarda i cammelli che vivono nella provincia nord-orientale
del Khorassan. Per quanto riguarda il premio assicurativo,
varierà tra i 10.000 e i 15.000 rial (meno di 3.000-5.000
lire al cambio libero), a seconda dell'età del cammello,
e sarà pagato per metà dal governo. La casistica
degli incidenti coperti dall'assicurazione comprende terremoti,
fulmini, attacchi di bestie feroci, morsi di serpenti, inondazioni,
scosse elettriche e collisioni con veicoli.
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Belli, vip e assicurati
Ci sono leggende ben oltre il verosimile, come i duemila miliardi
che Jennifer Lopez riscuoterebbe se capitasse qualcosa al
suo sederino, ma la corsa vippesca alle assicurazioni stravaganti
è tutt'altro che un'invenzione.
Attrici, sportivi, cantanti, modelle, star di ogni rango e
colore danno sfogo ai loro insaziabili capricci facendo a
gara a chi s'inventa la polizza più originale. Magari
non servirà, ma intanto fa molto status symbol.
Richard Gere che assicura il suo prezioso torace per un miliardo
fa la figura del dilettante con Mick Jagger, i cui genitali
sono tutelati da un contratto di tre miliardi. "Miiii!",
direbbe Aldo a Giovanni e Giacomo. Ma soprattutto: cosa c'entrano
i genitali con i Rolling Stones? Ben poco, sicché la
cosa induce a riflettere su cosa sia realmente prioritario
per il buon Mick.
A sorpresa si piazza in alta classifica Jamie Lee Curtis (quella
del film "Un pesce di nome Wanda"), la cui decisione
di non avvalersi di controfigure sul set ha fatto schizzare
a sei miliardi il valore delle sue gambe (che in effetti sono
un po' meglio del resto). Niente male, soprattutto se si pensa
che per la stessa cifra Liz Taylor ha assicurato i suoi occhioni
viola, i quali, magari, senza le irrinunciabili tonnellate
di ombretto e mascara se la passerebbero un po' meglio.
Naomi Campbell ha preferito il full optional, mettendo glutei,
gambe e seno tutti insieme al riparo di cinque miliardi. Sembra
di sentirla: "Figuriamoci, se lo ha fatto Claudia Schiffer!".
Stesso pacchetto assicurativo per la nostra Ornella Muti,
che però si ferma a un miliardo. Curiosando tra le
polizze extra-strange scopriamo che l'ossessione di John Travolta
è di rimanere calvo: sennò perché uno
dovrebbe assicurarsi la chioma per due miliardi e mezzo?
E che dire di Ronaldo? La sua vacanza forzata l'avrà
forse passata a contare i 40 miliardi pattuiti con l'assicurazione
per salvaguardare le gambe più importanti del mondo.
Molto più dei 10 miliardi di Baggio e dei sei di Zidane,
che si è limitato ai soli piedi.
Anche la verginità entra nelle polizze. Le
"vippolizze", le polizze dei vip, non sono un fenomeno
dell'ultima generazione. Star preoccupatissime di mettere
al sicuro le parti più strategiche del proprio corpo
ce n'erano a bizzeffe anche qualche decennio fa.
Prendiamo Sophia Loren. Cento milioni di lire negli anni '50
vi sembrano pochi? È la cifra con cui la Ciociara aveva
assicurato il suo décolleté. Marilyn Monroe
ne aveva pretesi 150 nel caso si fosse fatta un graffio sulle
gambe, mentre un capriccio della voce di Maria Callas valeva
300 milioni.
C'è poi una semi-leggenda: pare che un'attrice italiana
stipulò una polizza a dir poco singolare per la propria
scollatura. Ogni anno veniva misurata la distanza tra l'ombelico
e i seni. Se questi ultimi "scendevano" oltre un
certo limite, avvicinandosi troppo all'originario imbocco
del cordone ombelicale, scattava il risarcimento miliardario.
Ora attenzione. Vi ricordate della ostentata pervicacia con
cui la bellissima Brooke Shields difendeva la propria illibatezza?
Sembra che all'epoca abbia stipulato una polizza di un miliardo
per la perdita della verginità? L'avrà mai riscossa?
Seni scoppiati e guerre assicurative. "Mi è
scoppiato un seno viaggiando in aereo!". Così
urlava a mari e monti, qualche anno fa, la bella Carmen Di
Pietro, portando a galla tutto d'un botto (è il caso
di dirlo) la variopinta galassia delle polizze vip. È
facilmente intuibile, infatti, che una parte del corpo rifatta
artificialmente (come era il caso della Di Pietro) abbia particolari
tutele assicurative. Per cui fu facile allora immaginare divertenti
battibecchi su chi avesse colpa: la bella soubrette, spintasi
troppo ad alta quota col suo carico di silicone, o il chirurgo,
non particolarmente accorto nel gonfiarle i pettorali. Sta
di fatto che l'episodio risultò particolarmente esilarante
anche per il racconto che ne forniva la protagonista, che
esclamava "stavo leggendo ed ho sentito un gran botto,
credevo fosse successo qualcosa al motore o, che so, si fosse
rotta un'ala dell'aereo. Invece no, era il mio seno che era
scoppiato, ma non l'avevo capito". Un'esplosione di modestia!
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Il dentista chi lo paga?
Il caso che vogliamo analizzare è quello di chi perde
uno o più denti, a causa di un infortunio personale,
cioè che non coinvolge terzi. Se si possiede la polizza
contro gli infortuni questo tipo di danno non rientra, salvo
casi particolari, nelle ipotesi di indennizzo.
Questo perché, si sostiene, non comporta una riduzione
delle capacità lavorative. Le cose cambiano un po'
quando invece la perdita dei denti è dovuta alla responsabilità
civile di un terzo (per esempio in seguito ad un incidente
stradale che coinvolge altre vetture).
Come vengono quantificati questi danni?
Le valutazioni dipendono anche dall'area geografica dove si
discute il risarcimento. Il prezzo di rimborso per la perdita
di un canino può variare da Napoli a Torino.
A queste valutazioni, vanno aggiunte quelle relative alle
spese che l'infortunato ha sostenuto: protesi varie, onorari
del medico, spese per medicinali, ecc. Cure che, nella maggior
parte dei casi, si dimostrano essere assai superiori a quelle
dell'indennizzo determinato appunto dalla perdita del dente.
Un altro elemento che, di solito, viene tenuto in conto, è
l'età dell'infortunato. Se è una ragazza di
15 anni ad aver perso uno o più denti si dovrà,
nel conteggio, tenere conto della durata media che avrà
la protesi applicata: se questa è prevista per 10 anni,
si dovrà moltiplicare la cifra tanto da raggiungere
la durata della vita media di una donna. Per questo esempio
bisognerebbe moltiplicare per sette volte, con l'aggiunta
dei vari indici inflazionistici e del costo della vita.
Questo iter è più che regolare in determinati
Paesi, mentre in Italia, pur essendo un meccanismo giuridicamente
valido, viene raramente recepito.
Le spese per le protesi. La polizza può provvedere
tetti di copertura: da uno a 10 milioni e ciò, in molti
casi, non comporta l'applicazione di tariffe particolari.
In genere, però, il rimborso non scatta per le spese,
per la riparazione o sostituzione di protesi applicate prima
dell'infortunio. In sostanza, l'assicurato con la polizza
infortuni, che riporta la rottura di un "ponte dentale",
non riceverà una lira di indennizzo.
Le polizze sanitarie. Quali sono le clausole precise
che regolano il rimborso delle spese dentistiche nelle polizze
di assicurazioni sanitarie?
Il capitale garantito, per esempio, può essere fissato
in 3 milioni per anno assicurativo e non per evento, e per
l'intero gruppo familiare, con una franchigia di 200mila per
cura.
In pratica, dunque, le compagnie italiane sono molto restie
nel prestare erogazioni per coprire le spese del dentista,
a differenza di quanto succede in altri Paesi della Ue dove
queste cure vengono normalmente rimborsate. |
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Le polizze malattia 1
La polizza malattia è un tipo di copertura assicurativa
molto diffusa all'estero. Ma ultimamente anche in Italia comincia
a riscuotere un certo interesse.
Coprire i costi dell'assistenza sanitaria che non sono più
a carico del Servizio sanitario nazionale sta infatti diventando
una necessità finanziaria delle famiglie italiane,
considerato anche che l'alternativa privata presenta costi
molti elevati.
Ecco alcuni elementi da tener ben presenti per stipulare un
buon contratto:
1) La polizza malattia non serve per assicurare malattie
che già si hanno, ma solo per far fronte a futuri eventuali
problemi di salute.
2) Non mentite quando compilate il questionario con
il vostro curriculum sanitario che precede la firma del contratto:
il rischio è di non essere pagati.
3) Fate attenzione alla clausola di recesso e cioè
alla facoltà della compagnia di disdettare la polizza
dopo un sinistro. Molte polizze non ce l'hanno più,
ma è comunque vietata nei contratti con durata quinquennale.
4) Il limite di età assicurabile è normalmente
di 70 o 75 anni. Ma se il contratto è ancora in corso
al raggiungimento di quell'età, la garanzia non deve
cessare.
5) Controllate in particolare: il cosiddetto periodo
di carenza (il periodo di tempo, dopo la firma, in cui la
garanzia non è operante), le franchigie o gli scoperti,
le patologie escluse, i massimali di garanzia, il rimborso
di spese non legate al ricovero.
Possibilità di scelta. Ogni anno gli italiani
spendono oltre 2.600.000 lire a testa per la salute: in realtà,
la metà di questo importo è praticamente a carico
dello Stato. Ancora per poco, però.
Se per molto tempo è stato infatti possibile usufruire
di ospedali, medico di base, buona parte di farmaci e visite
specialistiche senza spendere praticamente nulla, lo Stato
- pressato dalla necessità di contenere la spesa pubblica
- sta riducendo in modo graduale, ma progressivo, la sua funzione
di erogatore di servizi e di assistenza, specie in campo sanitario,
per indirizzare i suoi interventi solo a fasce ristrette di
popolazione realmente "bisognose".
L'assicurazione privata avrà quindi la funzione sempre
più importante di integrare quella privata.
Se, ad esempio, la tutela pubblica di cui godo mi offre delle
prestazioni di assistenza medica o di ricovero ospedaliero,
che ritengo soddisfacenti, ma una mia malattia, dato il tipo
di lavoro svolto comporta una perdita di reddito potrò
optare esclusivamente per l'indennità di ricovero e
di convalescenza. Se invece la mia posizione di lavoratore
dipendente mi garantisce un introito costante, anche in caso
di malattia prolungata, potrò pensare a fornirmi di
una garanzia che migliori, integrandole, le prestazioni mutualistiche.
Così la mia situazione familiare, professionale ed
economica mi indicherà se è necessaria o no
una garanzia per l'invalidità permanente.
I limiti dell'assicurazione privata. La tutela privata,
a differenza di quella pubblica, impone ragionevoli esclusioni
nel tipo di malattie previste.
Innanzittutto dalla copertura assicurativa privata sono escluse
tutte le malattie congenite e quelle che derivano da atti
volontari (le intossicazioni da alcool, da droghe, da psicofarmaci
ad esempio). Mentre per le malattie croniche e per quelle
recidivanti (cioè le malattie con manifestazioni acute
che tendono a ripetersi nel tempo), la copertura viene mantenuta
soltanto per la prima manifestazione: quando si presuppone,
cioè, che chi ha stipulato il contratto non ne sospettasse
l'esistenza.
Un altro limite. Per contenere i costi di una polizza di assicurazione,
vengono escluse dalla copertura generalmente quelle forme
di malattia che hanno una larga diffusione (le carie dentarie)
o presuppongono una lunga durata (le malattie mentali). Possono
esserci tuttavia casi in cui viene compreso anche questo tipo
di prestazioni: si tratta di particolari convenzioni con enti
o società.
Un 'ultima osservazione. In molti contratti d'assicurazione
viene esclusa anche la copertura di tutte le spese domiciliari,
di quelle spese cioè che riguardano malattie frequenti
(come la banale influenza), le quali non richiedono cure particolarmente
costose: coprire questi rischi significherebbe alzare eccessivamente
il costo delle polizze. In questo caso, autoassicurarsi, e
cioè pagare all'occorrenza di tasca propria, costituisce
la forma migliore di cautela. |
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Le polizze malattia 2
Vi è mai capitato di prenotare una visita specialistica
o un ricovero in ospedale e di subire le lentezze del Sistema
Sanitario Nazionale?
Il problema non è quello della qualità della
cura, che è ormai accettabile su tutto il territorio
nazionale, ma quello della qualità del servizio prestato
a tutti i livelli. Cioè la possibilità di avere
in tempi brevi il meglio di una struttura ospedaliera che
si distingua non solo per l'efficienza, ma anche per la buona
accoglienza.
Le polizze malattia nascono proprio per far fronte a queste
esigenze. Per garantire a chi le stipula un servizio sempre
al meglio sia nel pubblico che nel privato, tempi rapidi nelle
visite e un comfort ambientale più che accettabile.
All'interno delle strutture pubbliche, queste polizze garantiscono
il pagamento di quei servizi che sono previsti per gli "ospiti
paganti".
La formula più diffusa è quella che prevede
il rimborso delle spese dovute a ricovero, con o senza intervento
chirurgico per malattia, infortunio o parto.
Con questa formula si può scegliere tra una garanzia
completa (le spese sostenute sono interamente rimborsate)
e la garanzia integrativa (il rimborso dell'assicurazione
serve a completare quanto erogato dal Servizio Sanitario Nazionale
rimborsando eventuali servizi aggiuntivi).
Entrambe le garanzie coprono le spese per gli accertamenti
diagnostici, le visite specialistiche, ecc, che siano state
sostenute dall'assicurato nei 90 giorni precedenti e successivi
al ricovero. Questo tipo di copertura può essere esteso
al rimborso delle spese per accertamenti diagnostici e per
le visite specialistiche anche indipendentemente dal ricovero.
Esistono poi altre formule di assicurazione. Fra queste citiamo
quelle più innovative che prevedono una sorta di carta
di credito sanitaria. Come funzionano?
L'impresa di assicurazione organizza una rete di cliniche
e medici specialistici convenzionati con l'impresa stessa.
L'accordo prevede che, se un assicurato si rivolge a una di
queste cliniche o a uno di questi specialisti, non dovrà
neppure anticipare il prezzo della prestazione: sarà
la stessa compagnia a farsi carico della prestazione con la
clinica convenzionata.
L'assicurazione malattia a vita intera Qual è
il meccanismo che regola questo tipo di assicurazioni?
Si basa sul rapporto tra l'età dell'assicurato e la
frequenza della malattia. Il principio è che chi è
più giovane ovviamente pagherà meno assicurazione.
Con un contratto di questo tipo (a premio sostanzialmente
costante) l'assicurato comincia a pagare un premio che è
superiore a quello che avrebbe pagato in considerazione dell'età:
la differenza, accantonata dalla compagnia nelle cosiddette
"riserve di senescenza", servirà alla compagnia
per garantire un premio stabile anche dopo, quando con l'età
il premio da pagare sarebbe stato molto più alto, fino
ad arrivare a livelli quasi insostenibili.
Prima di firmare, occhio alle clausole! Innanzitutto
sarebbe meglio scegliere prodotti assicurativi che non prevedono
la clausola di rescissione del contratto in caso di sinistro.
Infatti se la possibilità di rescissione in questo
caso è prevista solo per la compagnia, questa è
una clausola abusiva secondo la normativa italiana ed estera.
Non dovrebbe essere più presente nei contratti offerti
oggi in Italia. Inoltre anche se la stessa possibilità
di rescissione è lasciata alla compagnia e all'assicurato,
questa clausola risulta comunque molto svantaggiosa.
I periodi di mora sono invece quei periodi in cui, per determinate
malattie, l'assicurazione non è valida.
Invece bisogna compilare attentamente il "questionario
anamnestico": si tratta di alcune domande sulla nostra
salute che serviranno alla compagnia per capire di quali malattie
abbiamo sofferto. Dimenticarsi di una malattia importante
è causa sufficiente perché l'assicurazione non
rimborsi cure mediche o operazioni.
Mi raccomando quindi di richiedere sempre la nota informativa
che accompagna la polizza, dove tutte queste clausole devono
essere specificate.
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…invecchiare tranquilli
Come garantirsi una vecchiaia più tutelata e vivibile?
Il settore assicurativo sta fornendo risposte sempre più
mirate e idonee al costante allungamento della vita media
che, per i nati nel 2000, sarà di 86 anni per le donne
e 81 per gli uomini. Tra le proposte più interessanti
ci sono le long term care (Ltc), ovvero assicurazioni che
tutelano dal rischio di perdita dell'autosufficienza dovuto
a malattie o all'invecchiamento.
Le long term care, letteralmente "assistenza
di lunga durata", vanno quindi al di là della
previdenza integrativa, garantendo protezione a prescindere
dall'età e dalla causa di eventuali incidenti. Il problema
è legato al costo sicuramente impegnativo di questi
contratti, soprattutto per le donne (più longeve e
più penalizzate). Il governo però ha deciso
di incentivarne la diffusione attraverso una serie di agevolazioni
fiscali.
Ad esempio, dallo scorso gennaio sui premi di queste polizze
non è più applicato il prelievo del 2,5% e vengono
inoltre mantenuti tutti i benefici previsti per le polizze
vita. Dunque i premi versati saranno detraibili dall'Irpef
nella misura del 19% su una cifra massima di 2 milioni e mezzo
annui. Da evidenziare anche che le rendite erogate periodicamente
non verranno assoggettate a tassazione.
Facciamo quindi due conti e ipotizziamo il caso di un quarantenne
senza particolari patologie. Per ottenere un milione di rendita
al mese, dovrà pagare poco più di 300.000 lire
all'anno, che diventano il doppio se si tratta di una donna.
Vedremo se i recenti benefici fiscali riusciranno a far decollare
questa forma assicurativa che in alcuni paesi, tra cui la
Germania, è obbligatoria per i lavoratori dipendenti.
Una polizza per benestanti. La long term care è
una polizza che ha preso piede da poco in Italia. Le imprese
di assicurazione hanno deciso di adottarla con l'intento di
consentire alla fascia più benestante e consapevole
della popolazione di acquisire una copertura integrativa contro
i rischi di non autosufficienza in età anziana. È
considerato stato di non autosufficienza l'impossibilità
per una persona di compiere da sola alcuni dei più
elementari atti della vita quotidiana: alzarsi dal letto,
vestirsi, lavarsi, mangiare e così via. Con la rendita
versata dalla compagnia, l'assicurato potrà pagare
l'assistenza di cui necessita. L'ammontare della rendita è
proporzionato ai premi versati dall'assicurato e non ha alcuna
correlazione con l'eventuale grado d'invalidità. Fonti
Istat indicano che in Italia circa il 40% delle persone con
più di 80 anni non è autosufficiente. Tale percentuale
scende a circa l'8% per le persone di età compresa
tra i 65 e i 69 anni.
Polizze che scendono, polizze che salgono. L'allungamento
della vita media sta avendo conseguenze benefiche nel settore
assicurativo per quanto riguarda le polizze caso morte. L'aumento
della speranza di vita ha prodotto condizioni contrattuali
più vantaggiose, ovvero premi meno onerosi. Alcune
compagnie applicano prezzi scontati ai non fumatori, che risparmiano
circa il 10% dato che hanno ulteriori possibilità di
sopravvivenza alla scadenza del contratto. Al contrario, il
fatto che uomini e donne vivano più a lungo ha fatto
lievitare i prezzi delle polizze vita di rendita. Le imprese
assicurative hanno adeguato alle nuove tabelle demografiche
le tariffe delle polizze che garantiscono un vitalizio: gli
aumenti sono compresi tra il 15 e il 30%. |
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Rifatevi il sorriso!
Proprio come un vestito. Il sorriso si può cambiare,
provare, indossare, comprare. Insomma, se lo spettacolo dei
vostri denti non vi piace potete seriamente pensare di aggiustarlo.
Prima di spiegarvi esattamente di cosa si tratta vi consigliamo
di informarvi bene sulle coperture assicurative di un simile
"servizio". Quindi se contattate uno specialista,
prima ancora di entrare nei dettagli chiarite con lui o con
altri consulenti tutte le possibili forme di tutela e di eventuali
risarcimenti, perché in ballo ci sono i vostri denti
o più esattamente il loro smalto.
Appunto, lo smalto. Il cambio di sorriso è tutto lì
e funziona in questo modo: il dentista prende l'impronta della
bocca con un materiale deformabile e, aiutato dall'odontotecnico,
lavora quasi da artigiano sulla forma acquisita, ricavandone
sottili "mascherine" di resina bianca.
Queste ultime vengono applicate ai denti per dare una sorta
di "anteprima" dell'effetto finale. In sostanza,
la copertura artificiale viene provvisoriamente "indossata"
sui denti e può essere comodamente provata dal cliente,
che per alcuni giorni ha tutto il tempo di mirarsi e rimirarsi
allo specchio per capire quanto gli piaccia il nuovo sorriso.
Una volta che si è convinto, può tornare dal
medico per l'intervento definitivo: dai denti veri viene asportato
uno strato di smalto, sostituito con la copertura fabbricata
dal dentista. Fatto: il vostro sorriso a quel punto dovrebbe
essere come quello di Julia Roberts o di Brad Pitt. Sappiate,
però, che il costo è di un milione e mezzo a
dente.
Denti rovinati da incuria e paura. Essere previ-denti
non significa solo preoccuparsi di lustrare gli incisivi per
farli brillare, ma vuol dire curare la bocca costantemente,
da soli o con l'aiuto degli specialisti. Sembra invece che
in Italia, come in molti altri paesi, i denti siano visti
quasi come elementi estranei al corpo, bisognosi di ben poche
accortezze.
Una statistica dello scorso anno rivela che solo il 6% degli
italiani ha una dentatura sana, mentre il 50% dei giovani
sottoposti a controllo medico per la visita di leva presenta
una bocca con gravi problemi a carico della dentatura.
Carie e piorrea potrebbero essere evitate nel 90% dei casi:
la bocca si riduce in pessime condizioni per trascuratezza,
per pigrizia e soprattutto per paura del dentista.
All'estero le cose non sono molto diverse: negli Stati Uniti
i costi per i trattamenti odontoiatrici derivanti da malattie
del cavo orale ammontano a quattro miliardi di dollari all'anno,
con una perdita annuale di novanta milioni di ore lavorative.
Un bel sorriso nasce da ciò che mangiamo. A
un bel sorriso si perdona tutto. È un'arma infallibile:
conquista simpatie, ispira fiducia e seduce. Ma per poter
sorridere apertamente è necessario sentirsi bene con
se stessi e avere una dentatura sana.
Curare l'alimentazione è fondamentale perché
con una dieta adeguata non solo si possono ridurre le cause
di carie, ma è possibile dare un apporto di vitamine
e minerali che rinforzano i tessuti duri del dente e conferiscono
elasticità a quelli molli come le gengive e le mucose.
Ma quali sono i cibi giusti? Quelli ricchi di vitamine A,
C, D ed E, oltre che di calcio, fosforo e fluoro. Gli alimenti
ideali sono la frutta e la verdura fresca di stagione. Sono
indicati anche i cibi duri, come le mele o le carote, perché
stimolano la masticazione. E naturalmente vanno banditi gli
zuccheri, in particolare il saccarosio, principale responsabile
dello sviluppo della placca batterica. A questo proposito,
più che la quantità di zucchero ingerita, conta
il periodo di contatto tra questo e i denti. Ecco perché
le bevande dolci, che rimangono poco in bocca, risultano meno
dannose dei cibi come biscotti al cioccolato, frutta candita
e pasticcini. |
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