Semplicemente
5/9/20101:04

GIOCHI & CONCORSITEST & SONDAGGI AGORÀ

Mens sana in corpore sano

Le assicurazioni contro gli infortuni
Le tipologie di polizze infortuni esistenti sul mercato italiano sono tali da soddisfare pressoché tutte le esigenze che si possono manifestare nella vita quotidiana.

Occorre, tuttavia, una breve ma attenta analisi del rischio affinché si determini il giusto abbinamento tra il rischio che si vuole assicurare e la forma di assicurazione.

La copertura delle 24 ore del giorno è sicuramente la forma di assicurazione più diffusa nelle polizze cosiddette "persone", che assicurano cioè la vita privata di tutti o alcuni dei componenti il nucleo familiare. Ad esse si contrappongono le cosiddette polizze "aziende" dove, in genere, è preminente per il datore di lavoro, l'interesse per la copertura dei rischi connessi all'esercizio dell'attività professionale svolta dai propri dipendenti.

La limitazione della copertura ai soli rischi professionali o extraprofessionali, consente ovviamente di ridurre il premio polizza poiché l'assicuratore non è obbligato per tutti gli infortuni subiti al di fuori dell'attività lavorativa. O, viceversa, per tutti gli infortuni subiti, durante l'attività professionale.

È opportuno, a questo punto, chiarire cosa si intende per attività professionale ed extraprofessionale, poiché può capitare che attività formalmente professionali non sono considerate tali, se svolte in un particolare contesto.

Facciamo un esempio: il signor Bianchi ha stipulato una polizza infortuni extraprofessionale dichiarando di essere impiegato. Nel tempo libero decide di sistemare il tetto della sua casa di campagna e, essendo particolarmente bravo in questa sua attività, si offre di fare lo stesso lavoro anche nella vicina casa dove abita suo figlio che, ben contento, accetta il favore fatto dal padre. Finito anche quest'ultimo lavoro il signor Bianchi decide di offrire la sua opera nei lavori di ristrutturazione intrapresi da un cugino, in cambio di un piccolo compenso in denaro

In questo esempio, l'eventuale infortunio avvenuto durante i lavori di ristrutturazione sarà considerato come extraprofessionale e quindi indennizzato, se subito nella ristrutturazione della propria casa e di quella del figlio, mentre lo stesso infortunio sarà considerato non indennizzabile perché subito durante l'esercizio di una attività professionale se avvenuto durante i lavori di ristrutturazione della casa del cugino.

L'elemento discriminante in questo caso è lo scopo di lucro che manca nei primi due casi mentre è presente nel terzo.

Insomma qualunque polizza si decida di stipulare l'unico consiglio che vi diamo è di leggere attentamente le istruzioni per l'uso.

Polizze individuali e polizze cumulative. Nella polizza individuale, Contraente e Assicurato devono, necessariamente essere una persona fisica.

Anche nel caso in cui il Contraente sia una ditta individuale e Assicurato il titolare della ditta, (ditta Bianchi Mario s.a.s. per conto di Bianchi Mario) non può parlarsi di polizza individuale poiché Assicurato e Contraente sono, giuridicamente, soggetti diversi.

Le polizze cumulative rispondono, invece all'esigenza di comprendere in un unico contratto uno o più assicurati appartenenti alla stessa famiglia, azienda, gruppo, associazione, categoria, ecc.
Giuridicamente la polizza cumulativa viene definita assicurazione per conto altrui ed è regolamentata dall'art.1891 del codice civile.

Salute e benessere. Le assicurazioni sanitarie, o assicurazioni malattia sono forme assicurative, finalizzate a far fronte alle situazioni di bisogno che insorgono nel caso in cui la persona assicurata venga colpita da una malattia, debba sottoporsi ad un intervento chirurgico o, in generale, necessiti di prestazioni sanitarie.

Tali bisogni possono derivare sia dalla necessità di sostenere spese mediche sia dalla impossibilità o dalla ridotta possibilità di percepire reddito.

Affianco alle tradizionali polizze che garantiscono il rimborso delle spese mediche, si stanno diffondendo anche forme assicurative che prevedono il pagamento diretto delle spese dell'assicuratore alla struttura sanitaria, sempre che questa sia convenzionata con l'impresa assicuratrice.
Assicurazioni per tutti i gusti
Sull'onda di assicuratori sempre più intraprendenti cresce la moda di assicurare i beni più impensabili. Di fronte a tanto ardire, perdono smalto ed originalità le assicurazioni di gambe, seni, capelli, glutei, visi, nasi, occhi, denti, verginità. Adesso è possibile assicurare tutto, gli assicuratori italiani imparano in fretta dai cugini americani ed inglesi, sarà la globalizzazione?

Sapevate che il Gran Premio di Formula 1 di Imola è stato assicurato contro il rischio di pioggia? E lo stesso per le rappresentazioni all'Arena di Verona. Il Comune di Rimini ha invece deciso di indire una gara d'appalto per una copertura assicurativa anti-scippo che metta al sicuro gli oltre 28 mila riminesi ultrasessantacinquenni.

Esistono coperture assicurative specifiche per banche e gioiellieri, i gioielli indossati da Claudia Shiffer durante le sfilate sono sempre assicurati, come pure sono sempre assicurati i trasferimenti dei biglietti miliardari dell'enalotto dalle banche alle gestioni dello Stato.
Nuovi prodotti anche per proteggere ogni contratto sottoscritto via internet. Tra i primi ad assicurarsi ci sono stati Fiscali, Kataweb e Markonet.

Veniamo ora alle polizze "verdi", sono riservate agli agriturismo per premunirsi nei confronti di danni causati da eventi naturali, animali, persone, cose e anche dal personale della stessa azienda o da altri ospiti. E chi più ne ha più ne metta.

Se invece vi sta a cuore la famiglia più di ogni altra cosa, non dovete far altro che sbizzarrirvi a scegliere tra una infinita proposta di polizze che vi garantiscono contro un numero pressoché illimitato di infortuni e danneggiamenti, tra cui intossicazioni alimentari, crolli per neve, caduta di veicolil spaziali, furti compiuti da collaboratori domestici, lesioni e danneggiamenti da parte di cani, gatti, cavalli e tutti gli animali domestici, nonché lesioni subite da sanguinarie o distratte baby sitter e ragazze alla pari.
Sempre nel ramo casa è possibile assicurarsi contro il deterioramento degli alimenti in frigorifero… vera tragedia familiare.

Oltre a tutto questo se volete essere sempre aggiornati sul valore della vostra polizza sappiate che ci sono servizi che provvedono ad inviare giornalmente ai sottoscrittori delle polizze l'aggiornamento dei valori delle polizze! Cosa si può desiderare di più?

Perdere l'olfatto? Può valere milioni! Era uno chef d'eccezione, preparava squisiti piatti per vip e personaggi del jet set internazionale. Poi è stato investito da un'auto, è entrato in coma ma alla fine si è risvegliato. È lucidissimo ma non è più lo stesso, ha perso il suo olfatto. Questo vuol dire che non può più fare quel mestiere che per lui era una vocazione, per due anni non è stato in grado di assaggiare le sue portate, di distinguerne i sapori.
Tagliando corto su tutte le controversie assicurative, alla fine il nostro povero cuoco è riuscito ad ottenere un risarcimento di 600 milioni di lire. Il risarcimento è per i danni biologici subiti e per le conseguenze di quei danni, perché il cuoco non potrà più essere quello di una volta, ma i 600 milioni comprendono anche un risarcimento nei confronti dei figli del cuoco, costretti a vivere con un genitore depresso.

Scuole ed alunni assicurati. Eccoci ora ad un nuovo prodotto assicurativo specificamente rivolto alle Scuole. La polizza risponde alle esigenze di difesa legale che derivano dall'attuale legge e dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione.
L'insegnante è penalmente responsabile ogni volta che l'incidente subito da uno degli alunni può essere attribuito ad una mancata sorveglianza da parte sua. In particolare, l'obbligo di vigilanza assume connotati preoccupanti per gli insegnanti ed anche per gli eventuali altri accompagnatori in riferimento alle gite scolastiche, oppure nell'ambito delle attività sportive organizzate dalla scuola. Il nuovo prodotto, indirizzato agli Istituti Scolastici di ogni ordine o grado, tutela il Preside o il Direttore didattico, il personale docente e non docente oltre che gli allievi e i genitori in qualità di membri degli organi collegiali sia come accompagnatori nei viaggi di istruzione, nelle uscite didattiche, in relazione a tutte le attività scolastiche o parascolastiche, sia in caso di apertura di procedimento penale a loro carico. Viene garantita inoltre assistenza e difesa legale per recuperare un danno subito o per resistere alle richieste di risarcimento di danni avanzate da terzi.
C'era una casa molto carina…
Ustioni e cadute sono la prima causa di morte per i bambini. Mentre le vittime preferite sono le anziane e le giovani donne in carriera, poco pratiche dell'arte casalinga. L'incidente domestico è soprattutto femminile 79% contro il 21% degli uomini.

Il pericolo non sta nei grandi elettrodomestici ma nei piccoli, che sono sottoposti a minori controlli durante la fabbricazione. Gli errori più comuni sono commessi soprattutto nell'uso di ferri da stiro, spazzolini elettrici, televisori, frullatori, ventilatori , phon e forni a microonde.

Quali sono gli errori? Asciugarsi i capelli con i piedi bagnati, tenere sul bordo del lavabo gli spazzolini elettrici, mettere l'acqua nel ferro da stiro a vapore senza staccare la spina, sovraccaricare di spine le prese di corrente, incassare il televisore o il computer in libreria con il rischio che si surriscaldi e mandi a fuoco il soggiorno.

Per non parlare delle fughe di gas. Una donna su quattro non sa che cosa è una "valvola di sicurezza". Lo stesso per i dispositivi anti-allagamento di lavatrici e lavastoviglie e per le "porte fredde" dei forni anti-calore. Tutte queste cose non sono ancora entrate nelle case degli italiani.

Insomma la cultura della prevenzione è poco diffusa.
La cucina è l'ambiente più pericoloso dove ci si ustiona, ci si taglia. Nel bagno si scivola e si resta folgorati dalla corrente e nel soggiorno e in camera da letto si fanno cadute da ospedale. Ma di fronte a queste situazioni gli italiani sembrano non reagire.

Solo quattro su dieci adottano dei dispositivi di sicurezza, che la maggior parte delle volte si riducono al salvavita, tra l'altro obbligatorio per legge. Su cento famiglie solo 9 hanno invece un rilevatore sonoro di gas, 7 la valvola di sicurezza ai fornelli, 3 si preoccupano della manutenzione periodica degli elettrodomestici.

Un pericolo in ogni stanza. La cucina è il locale più pericoloso:un incidente su due avviene in questo ambiente. Il 34% è provocato da ferite con coltelli o bruciature da forni, fornelli e liquidi bollenti, il 20% ad allagamenti causati da elettrodomestici, il 2% da fughe di gas, altrettanti da indigestione di sostanze tossiche.
Il terrazzo e il giardino detengono la percentuale di rischio più alta dopo la cucina: 8 incidenti su dieci avvengono qui.
Al terzo posto troviamo il bagno. Gli incidenti più comuni sono le cadute accidentali (il 27% del totale) e problemi con l'impianto di elettricità (il 12%).
Se si posseggono scale interne la percentuale di cadute accidentali aumenta.
Infine camera e soggiorno presentano la stessa pericolosità e tipologia di incidente: prese di corrente e cadute.

Quali rimedi contro gli incidenti? Per essere prudenti in casa adesso c'è una guida, "La tua casa sicura", edita con il patrocinio del Ministero dell'Industria per insegnare l'abc dell'autodifesa casalinga (si può richiedere per email all'indirizzo casasicura@whirlpool.com, sponsor dell'iniziativa).

Si parte dai fornelli, che devono possedere la valvola di sicurezza: se la fiamma si spegne, la fuoriuscita di gas viene bloccata. La differenza di prezzo tra un piano cottura dotato del dispositivo e uno senza si aggira intorno alle 100.000 lire. Per chi invece non si accontenta e vuole una cucina d'elite citiamo il "pacchetto sicurezza" per i fornelli con sistema di riaccensione automatica, spegnimento a tempo, spia anti-scottature e pulsante sicurezza per i bambini. Tutto questo costa purtroppo il 70% in più di un normale piano cottura.

Per quanto riguarda il forno è utile avere la "porta fredda", sistema di vetri isolanti capaci di mantenere la porta del forno ad una temperatura inferiore ai 50 gradi contro gli 85 gradi di una porta standard.
Per chi invece vuole uscire di casa, lasciando la lavatrice accesa, sono finite le preoccupazioni:in caso di perdite, sistemi anti-allagamento bloccano il funzionamento della macchina e l'entrata dell'acqua, svuotando il cestello. Il costo è di 120.000 lire in più rispetto ad una normale lavatrice.

Assicurare cani e gatti
Per i nostri amici a quattro zampe vogliamo sempre il meglio! Questo vuol dire che quando si ammalano siamo pronti a fare di tutto pur di vederli tornare presto in forma. Insomma per loro vogliamo alti standard di cura, perché li consideriamo un po' come membri della famiglia a tutti gli effetti.

La medicina veterinaria sta diventando sempre più sofisticata e non è difficile eseguire interventi anche molto complessi ed impensabili fino a qualche anno fa anche sugli animali. Tecniche avanzate di cura, sostituzioni di organi sono sempre più frequenti e naturalmente sempre più costose. Per non rischiare di dilapidare il patrimonio per salvare la vita a Fido (o forse Rex è più di moda) la cosa migliore è senz'altro un'assicurazione sulle spese veterinarie. Si tratta di assicurazioni che hanno una struttura di copertura che riesce a fornire un contributo rilevante alle spese da sostenere in caso di malattia o infortunio degli animali domestici.
Probabilmente uno degli obiettivi delle compagnie che offrono questo tipo di polizze è quello di promuovere la proprietà responsabile degli animali domestici, con l'idea che un importante contributo alle spese da affrontare sia uno stimolo verso la cura e contro l'abbandono. O almeno così noi speriamo.

In genere le polizze per cani e gatti non offrono soltanto coperture per le spese veterinarie ma anche una serie completa di altre utili coperture:

- il rimborso delle spese di pensione e custodia dell'animale se qualcuno della famiglia viene ricoverato e non può accudire l'animale.
- il rimborso delle spese sostenute per l'acquisto dell'animale assicurato, nel caso di furto o smarrimento.
- il rimborso delle spese sostenute per inserzioni, annunci e ricompense per ritrovare l'animale smarrito o rubato.
- il rimborso delle spese sostenute per l'annullamento di viaggi se nei 7 giorni che precedono l'inizio del viaggio si dovesse smarrire il fedele quadrupede oppure sia necessario un intervento chirurgico salvavita per malattia o infortunio subito dall'animale.

Lo spettro dei casi previsti è dunque abbastanza ampio da garantire una credibile copertura, il tutto si può avere versando dei premi totali che vanno dalle 155.000 per una polizza standard per un gatto alle 300.000 per una polizza di lusso per cani, insomma premi piuttosto ragionevoli se paragonati all'infinito amore che gli animali sanno dare!

Animal's security, per la sicurezza degli animali. Tutto sommato si può definire un'associazione tra amanti di cani. Tra persone che hanno dei cani e che sono interessati alla loro sicurezza. Quale modo migliore se non quello di associarsi e di fornire ai propri associati una serie di servizi utili?
Gli associati ad Animal's Security godono infatti di una serie di servizi ai quali possono accedere tramite numero verde e di due coperture assicurative che tutelano loro e i loro animali domestici. Il numero verde è operativo 24 ore su 24 e nel caso di smarrimento viene attivata la rete degli Animal's Security Points della zona che andranno alla ricerca del cane smarrito e provvederanno riportarlo a casa.

È sempre attraverso il numero verde che si possono avere consulti veterinari urgenti e indicazioni sul pronto soccorso veterinario più vicino.
Infine gli associati godono di una polizza di responsabilità civile per indennizzi richiesti in seguito a danni provocati dall'animale ed è attiva anche in caso di smarrimento.
Come se non bastasse c'è anche un'altra polizza infortuni che copre le spese veterinarie in caso di infortuni o malattia, anche questa è valida in caso di smarrimento.

In Iran si assicurano i cammelli. È stata la prima volta anche per l'Iran: assicurare 7000 cammelli contro una serie di calamità che spaziano dai terremoti ai fulmini agli attacchi di bestie feroci e serpenti. L'iniziativa riguarda i cammelli che vivono nella provincia nord-orientale del Khorassan. Per quanto riguarda il premio assicurativo, varierà tra i 10.000 e i 15.000 rial (meno di 3.000-5.000 lire al cambio libero), a seconda dell'età del cammello, e sarà pagato per metà dal governo. La casistica degli incidenti coperti dall'assicurazione comprende terremoti, fulmini, attacchi di bestie feroci, morsi di serpenti, inondazioni, scosse elettriche e collisioni con veicoli.

Belli, vip e assicurati
Ci sono leggende ben oltre il verosimile, come i duemila miliardi che Jennifer Lopez riscuoterebbe se capitasse qualcosa al suo sederino, ma la corsa vippesca alle assicurazioni stravaganti è tutt'altro che un'invenzione.

Attrici, sportivi, cantanti, modelle, star di ogni rango e colore danno sfogo ai loro insaziabili capricci facendo a gara a chi s'inventa la polizza più originale. Magari non servirà, ma intanto fa molto status symbol.

Richard Gere che assicura il suo prezioso torace per un miliardo fa la figura del dilettante con Mick Jagger, i cui genitali sono tutelati da un contratto di tre miliardi. "Miiii!", direbbe Aldo a Giovanni e Giacomo. Ma soprattutto: cosa c'entrano i genitali con i Rolling Stones? Ben poco, sicché la cosa induce a riflettere su cosa sia realmente prioritario per il buon Mick.

A sorpresa si piazza in alta classifica Jamie Lee Curtis (quella del film "Un pesce di nome Wanda"), la cui decisione di non avvalersi di controfigure sul set ha fatto schizzare a sei miliardi il valore delle sue gambe (che in effetti sono un po' meglio del resto). Niente male, soprattutto se si pensa che per la stessa cifra Liz Taylor ha assicurato i suoi occhioni viola, i quali, magari, senza le irrinunciabili tonnellate di ombretto e mascara se la passerebbero un po' meglio.

Naomi Campbell ha preferito il full optional, mettendo glutei, gambe e seno tutti insieme al riparo di cinque miliardi. Sembra di sentirla: "Figuriamoci, se lo ha fatto Claudia Schiffer!". Stesso pacchetto assicurativo per la nostra Ornella Muti, che però si ferma a un miliardo. Curiosando tra le polizze extra-strange scopriamo che l'ossessione di John Travolta è di rimanere calvo: sennò perché uno dovrebbe assicurarsi la chioma per due miliardi e mezzo?

E che dire di Ronaldo? La sua vacanza forzata l'avrà forse passata a contare i 40 miliardi pattuiti con l'assicurazione per salvaguardare le gambe più importanti del mondo. Molto più dei 10 miliardi di Baggio e dei sei di Zidane, che si è limitato ai soli piedi.

Anche la verginità entra nelle polizze. Le "vippolizze", le polizze dei vip, non sono un fenomeno dell'ultima generazione. Star preoccupatissime di mettere al sicuro le parti più strategiche del proprio corpo ce n'erano a bizzeffe anche qualche decennio fa.

Prendiamo Sophia Loren. Cento milioni di lire negli anni '50 vi sembrano pochi? È la cifra con cui la Ciociara aveva assicurato il suo décolleté. Marilyn Monroe ne aveva pretesi 150 nel caso si fosse fatta un graffio sulle gambe, mentre un capriccio della voce di Maria Callas valeva 300 milioni.

C'è poi una semi-leggenda: pare che un'attrice italiana stipulò una polizza a dir poco singolare per la propria scollatura. Ogni anno veniva misurata la distanza tra l'ombelico e i seni. Se questi ultimi "scendevano" oltre un certo limite, avvicinandosi troppo all'originario imbocco del cordone ombelicale, scattava il risarcimento miliardario.

Ora attenzione. Vi ricordate della ostentata pervicacia con cui la bellissima Brooke Shields difendeva la propria illibatezza? Sembra che all'epoca abbia stipulato una polizza di un miliardo per la perdita della verginità? L'avrà mai riscossa?

Seni scoppiati e guerre assicurative. "Mi è scoppiato un seno viaggiando in aereo!". Così urlava a mari e monti, qualche anno fa, la bella Carmen Di Pietro, portando a galla tutto d'un botto (è il caso di dirlo) la variopinta galassia delle polizze vip. È facilmente intuibile, infatti, che una parte del corpo rifatta artificialmente (come era il caso della Di Pietro) abbia particolari tutele assicurative. Per cui fu facile allora immaginare divertenti battibecchi su chi avesse colpa: la bella soubrette, spintasi troppo ad alta quota col suo carico di silicone, o il chirurgo, non particolarmente accorto nel gonfiarle i pettorali. Sta di fatto che l'episodio risultò particolarmente esilarante anche per il racconto che ne forniva la protagonista, che esclamava "stavo leggendo ed ho sentito un gran botto, credevo fosse successo qualcosa al motore o, che so, si fosse rotta un'ala dell'aereo. Invece no, era il mio seno che era scoppiato, ma non l'avevo capito". Un'esplosione di modestia!
Il dentista chi lo paga?
Il caso che vogliamo analizzare è quello di chi perde uno o più denti, a causa di un infortunio personale, cioè che non coinvolge terzi. Se si possiede la polizza contro gli infortuni questo tipo di danno non rientra, salvo casi particolari, nelle ipotesi di indennizzo.

Questo perché, si sostiene, non comporta una riduzione delle capacità lavorative. Le cose cambiano un po' quando invece la perdita dei denti è dovuta alla responsabilità civile di un terzo (per esempio in seguito ad un incidente stradale che coinvolge altre vetture).

Come vengono quantificati questi danni?
Le valutazioni dipendono anche dall'area geografica dove si discute il risarcimento. Il prezzo di rimborso per la perdita di un canino può variare da Napoli a Torino.

A queste valutazioni, vanno aggiunte quelle relative alle spese che l'infortunato ha sostenuto: protesi varie, onorari del medico, spese per medicinali, ecc. Cure che, nella maggior parte dei casi, si dimostrano essere assai superiori a quelle dell'indennizzo determinato appunto dalla perdita del dente.

Un altro elemento che, di solito, viene tenuto in conto, è l'età dell'infortunato. Se è una ragazza di 15 anni ad aver perso uno o più denti si dovrà, nel conteggio, tenere conto della durata media che avrà la protesi applicata: se questa è prevista per 10 anni, si dovrà moltiplicare la cifra tanto da raggiungere la durata della vita media di una donna. Per questo esempio bisognerebbe moltiplicare per sette volte, con l'aggiunta dei vari indici inflazionistici e del costo della vita.

Questo iter è più che regolare in determinati Paesi, mentre in Italia, pur essendo un meccanismo giuridicamente valido, viene raramente recepito.

Le spese per le protesi. La polizza può provvedere tetti di copertura: da uno a 10 milioni e ciò, in molti casi, non comporta l'applicazione di tariffe particolari.
In genere, però, il rimborso non scatta per le spese, per la riparazione o sostituzione di protesi applicate prima dell'infortunio. In sostanza, l'assicurato con la polizza infortuni, che riporta la rottura di un "ponte dentale", non riceverà una lira di indennizzo.

Le polizze sanitarie. Quali sono le clausole precise che regolano il rimborso delle spese dentistiche nelle polizze di assicurazioni sanitarie?

Il capitale garantito, per esempio, può essere fissato in 3 milioni per anno assicurativo e non per evento, e per l'intero gruppo familiare, con una franchigia di 200mila per cura.

In pratica, dunque, le compagnie italiane sono molto restie nel prestare erogazioni per coprire le spese del dentista, a differenza di quanto succede in altri Paesi della Ue dove queste cure vengono normalmente rimborsate.
Le polizze malattia 1
La polizza malattia è un tipo di copertura assicurativa molto diffusa all'estero. Ma ultimamente anche in Italia comincia a riscuotere un certo interesse.
Coprire i costi dell'assistenza sanitaria che non sono più a carico del Servizio sanitario nazionale sta infatti diventando una necessità finanziaria delle famiglie italiane, considerato anche che l'alternativa privata presenta costi molti elevati.
Ecco alcuni elementi da tener ben presenti per stipulare un buon contratto:

1) La polizza malattia non serve per assicurare malattie che già si hanno, ma solo per far fronte a futuri eventuali problemi di salute.

2) Non mentite quando compilate il questionario con il vostro curriculum sanitario che precede la firma del contratto: il rischio è di non essere pagati.

3)
Fate attenzione alla clausola di recesso e cioè alla facoltà della compagnia di disdettare la polizza dopo un sinistro. Molte polizze non ce l'hanno più, ma è comunque vietata nei contratti con durata quinquennale.

4) Il limite di età assicurabile è normalmente di 70 o 75 anni. Ma se il contratto è ancora in corso al raggiungimento di quell'età, la garanzia non deve cessare.

5) Controllate in particolare: il cosiddetto periodo di carenza (il periodo di tempo, dopo la firma, in cui la garanzia non è operante), le franchigie o gli scoperti, le patologie escluse, i massimali di garanzia, il rimborso di spese non legate al ricovero.

Possibilità di scelta. Ogni anno gli italiani spendono oltre 2.600.000 lire a testa per la salute: in realtà, la metà di questo importo è praticamente a carico dello Stato. Ancora per poco, però.
Se per molto tempo è stato infatti possibile usufruire di ospedali, medico di base, buona parte di farmaci e visite specialistiche senza spendere praticamente nulla, lo Stato - pressato dalla necessità di contenere la spesa pubblica - sta riducendo in modo graduale, ma progressivo, la sua funzione di erogatore di servizi e di assistenza, specie in campo sanitario, per indirizzare i suoi interventi solo a fasce ristrette di popolazione realmente "bisognose".

L'assicurazione privata avrà quindi la funzione sempre più importante di integrare quella privata.

Se, ad esempio, la tutela pubblica di cui godo mi offre delle prestazioni di assistenza medica o di ricovero ospedaliero, che ritengo soddisfacenti, ma una mia malattia, dato il tipo di lavoro svolto comporta una perdita di reddito potrò optare esclusivamente per l'indennità di ricovero e di convalescenza. Se invece la mia posizione di lavoratore dipendente mi garantisce un introito costante, anche in caso di malattia prolungata, potrò pensare a fornirmi di una garanzia che migliori, integrandole, le prestazioni mutualistiche. Così la mia situazione familiare, professionale ed economica mi indicherà se è necessaria o no una garanzia per l'invalidità permanente.

I limiti dell'assicurazione privata. La tutela privata, a differenza di quella pubblica, impone ragionevoli esclusioni nel tipo di malattie previste.
Innanzittutto dalla copertura assicurativa privata sono escluse tutte le malattie congenite e quelle che derivano da atti volontari (le intossicazioni da alcool, da droghe, da psicofarmaci ad esempio). Mentre per le malattie croniche e per quelle recidivanti (cioè le malattie con manifestazioni acute che tendono a ripetersi nel tempo), la copertura viene mantenuta soltanto per la prima manifestazione: quando si presuppone, cioè, che chi ha stipulato il contratto non ne sospettasse l'esistenza.

Un altro limite. Per contenere i costi di una polizza di assicurazione, vengono escluse dalla copertura generalmente quelle forme di malattia che hanno una larga diffusione (le carie dentarie) o presuppongono una lunga durata (le malattie mentali). Possono esserci tuttavia casi in cui viene compreso anche questo tipo di prestazioni: si tratta di particolari convenzioni con enti o società.

Un 'ultima osservazione. In molti contratti d'assicurazione viene esclusa anche la copertura di tutte le spese domiciliari, di quelle spese cioè che riguardano malattie frequenti (come la banale influenza), le quali non richiedono cure particolarmente costose: coprire questi rischi significherebbe alzare eccessivamente il costo delle polizze. In questo caso, autoassicurarsi, e cioè pagare all'occorrenza di tasca propria, costituisce la forma migliore di cautela.
Le polizze malattia 2
Vi è mai capitato di prenotare una visita specialistica o un ricovero in ospedale e di subire le lentezze del Sistema Sanitario Nazionale?

Il problema non è quello della qualità della cura, che è ormai accettabile su tutto il territorio nazionale, ma quello della qualità del servizio prestato a tutti i livelli. Cioè la possibilità di avere in tempi brevi il meglio di una struttura ospedaliera che si distingua non solo per l'efficienza, ma anche per la buona accoglienza.

Le polizze malattia nascono proprio per far fronte a queste esigenze. Per garantire a chi le stipula un servizio sempre al meglio sia nel pubblico che nel privato, tempi rapidi nelle visite e un comfort ambientale più che accettabile.
All'interno delle strutture pubbliche, queste polizze garantiscono il pagamento di quei servizi che sono previsti per gli "ospiti paganti".

La formula più diffusa è quella che prevede il rimborso delle spese dovute a ricovero, con o senza intervento chirurgico per malattia, infortunio o parto.
Con questa formula si può scegliere tra una garanzia completa (le spese sostenute sono interamente rimborsate) e la garanzia integrativa (il rimborso dell'assicurazione serve a completare quanto erogato dal Servizio Sanitario Nazionale rimborsando eventuali servizi aggiuntivi).

Entrambe le garanzie coprono le spese per gli accertamenti diagnostici, le visite specialistiche, ecc, che siano state sostenute dall'assicurato nei 90 giorni precedenti e successivi al ricovero. Questo tipo di copertura può essere esteso al rimborso delle spese per accertamenti diagnostici e per le visite specialistiche anche indipendentemente dal ricovero.

Esistono poi altre formule di assicurazione. Fra queste citiamo quelle più innovative che prevedono una sorta di carta di credito sanitaria. Come funzionano?
L'impresa di assicurazione organizza una rete di cliniche e medici specialistici convenzionati con l'impresa stessa. L'accordo prevede che, se un assicurato si rivolge a una di queste cliniche o a uno di questi specialisti, non dovrà neppure anticipare il prezzo della prestazione: sarà la stessa compagnia a farsi carico della prestazione con la clinica convenzionata.

L'assicurazione malattia a vita intera Qual è il meccanismo che regola questo tipo di assicurazioni?
Si basa sul rapporto tra l'età dell'assicurato e la frequenza della malattia. Il principio è che chi è più giovane ovviamente pagherà meno assicurazione.
Con un contratto di questo tipo (a premio sostanzialmente costante) l'assicurato comincia a pagare un premio che è superiore a quello che avrebbe pagato in considerazione dell'età: la differenza, accantonata dalla compagnia nelle cosiddette "riserve di senescenza", servirà alla compagnia per garantire un premio stabile anche dopo, quando con l'età il premio da pagare sarebbe stato molto più alto, fino ad arrivare a livelli quasi insostenibili.

Prima di firmare, occhio alle clausole! Innanzitutto sarebbe meglio scegliere prodotti assicurativi che non prevedono la clausola di rescissione del contratto in caso di sinistro. Infatti se la possibilità di rescissione in questo caso è prevista solo per la compagnia, questa è una clausola abusiva secondo la normativa italiana ed estera. Non dovrebbe essere più presente nei contratti offerti oggi in Italia. Inoltre anche se la stessa possibilità di rescissione è lasciata alla compagnia e all'assicurato, questa clausola risulta comunque molto svantaggiosa.

I periodi di mora sono invece quei periodi in cui, per determinate malattie, l'assicurazione non è valida.

Invece bisogna compilare attentamente il "questionario anamnestico": si tratta di alcune domande sulla nostra salute che serviranno alla compagnia per capire di quali malattie abbiamo sofferto. Dimenticarsi di una malattia importante è causa sufficiente perché l'assicurazione non rimborsi cure mediche o operazioni.

Mi raccomando quindi di richiedere sempre la nota informativa che accompagna la polizza, dove tutte queste clausole devono essere specificate.
…invecchiare tranquilli
Come garantirsi una vecchiaia più tutelata e vivibile? Il settore assicurativo sta fornendo risposte sempre più mirate e idonee al costante allungamento della vita media che, per i nati nel 2000, sarà di 86 anni per le donne e 81 per gli uomini. Tra le proposte più interessanti ci sono le long term care (Ltc), ovvero assicurazioni che tutelano dal rischio di perdita dell'autosufficienza dovuto a malattie o all'invecchiamento.

Le long term care, letteralmente "assistenza di lunga durata", vanno quindi al di là della previdenza integrativa, garantendo protezione a prescindere dall'età e dalla causa di eventuali incidenti. Il problema è legato al costo sicuramente impegnativo di questi contratti, soprattutto per le donne (più longeve e più penalizzate). Il governo però ha deciso di incentivarne la diffusione attraverso una serie di agevolazioni fiscali.

Ad esempio, dallo scorso gennaio sui premi di queste polizze non è più applicato il prelievo del 2,5% e vengono inoltre mantenuti tutti i benefici previsti per le polizze vita. Dunque i premi versati saranno detraibili dall'Irpef nella misura del 19% su una cifra massima di 2 milioni e mezzo annui. Da evidenziare anche che le rendite erogate periodicamente non verranno assoggettate a tassazione.

Facciamo quindi due conti e ipotizziamo il caso di un quarantenne senza particolari patologie. Per ottenere un milione di rendita al mese, dovrà pagare poco più di 300.000 lire all'anno, che diventano il doppio se si tratta di una donna. Vedremo se i recenti benefici fiscali riusciranno a far decollare questa forma assicurativa che in alcuni paesi, tra cui la Germania, è obbligatoria per i lavoratori dipendenti.

Una polizza per benestanti. La long term care è una polizza che ha preso piede da poco in Italia. Le imprese di assicurazione hanno deciso di adottarla con l'intento di consentire alla fascia più benestante e consapevole della popolazione di acquisire una copertura integrativa contro i rischi di non autosufficienza in età anziana. È considerato stato di non autosufficienza l'impossibilità per una persona di compiere da sola alcuni dei più elementari atti della vita quotidiana: alzarsi dal letto, vestirsi, lavarsi, mangiare e così via. Con la rendita versata dalla compagnia, l'assicurato potrà pagare l'assistenza di cui necessita. L'ammontare della rendita è proporzionato ai premi versati dall'assicurato e non ha alcuna correlazione con l'eventuale grado d'invalidità. Fonti Istat indicano che in Italia circa il 40% delle persone con più di 80 anni non è autosufficiente. Tale percentuale scende a circa l'8% per le persone di età compresa tra i 65 e i 69 anni.

Polizze che scendono, polizze che salgono. L'allungamento della vita media sta avendo conseguenze benefiche nel settore assicurativo per quanto riguarda le polizze caso morte. L'aumento della speranza di vita ha prodotto condizioni contrattuali più vantaggiose, ovvero premi meno onerosi. Alcune compagnie applicano prezzi scontati ai non fumatori, che risparmiano circa il 10% dato che hanno ulteriori possibilità di sopravvivenza alla scadenza del contratto. Al contrario, il fatto che uomini e donne vivano più a lungo ha fatto lievitare i prezzi delle polizze vita di rendita. Le imprese assicurative hanno adeguato alle nuove tabelle demografiche le tariffe delle polizze che garantiscono un vitalizio: gli aumenti sono compresi tra il 15 e il 30%.
Rifatevi il sorriso!
Proprio come un vestito. Il sorriso si può cambiare, provare, indossare, comprare. Insomma, se lo spettacolo dei vostri denti non vi piace potete seriamente pensare di aggiustarlo.

Prima di spiegarvi esattamente di cosa si tratta vi consigliamo di informarvi bene sulle coperture assicurative di un simile "servizio". Quindi se contattate uno specialista, prima ancora di entrare nei dettagli chiarite con lui o con altri consulenti tutte le possibili forme di tutela e di eventuali risarcimenti, perché in ballo ci sono i vostri denti o più esattamente il loro smalto.

Appunto, lo smalto. Il cambio di sorriso è tutto lì e funziona in questo modo: il dentista prende l'impronta della bocca con un materiale deformabile e, aiutato dall'odontotecnico, lavora quasi da artigiano sulla forma acquisita, ricavandone sottili "mascherine" di resina bianca.

Queste ultime vengono applicate ai denti per dare una sorta di "anteprima" dell'effetto finale. In sostanza, la copertura artificiale viene provvisoriamente "indossata" sui denti e può essere comodamente provata dal cliente, che per alcuni giorni ha tutto il tempo di mirarsi e rimirarsi allo specchio per capire quanto gli piaccia il nuovo sorriso.

Una volta che si è convinto, può tornare dal medico per l'intervento definitivo: dai denti veri viene asportato uno strato di smalto, sostituito con la copertura fabbricata dal dentista. Fatto: il vostro sorriso a quel punto dovrebbe essere come quello di Julia Roberts o di Brad Pitt. Sappiate, però, che il costo è di un milione e mezzo a dente.

Denti rovinati da incuria e paura. Essere previ-denti non significa solo preoccuparsi di lustrare gli incisivi per farli brillare, ma vuol dire curare la bocca costantemente, da soli o con l'aiuto degli specialisti. Sembra invece che in Italia, come in molti altri paesi, i denti siano visti quasi come elementi estranei al corpo, bisognosi di ben poche accortezze.

Una statistica dello scorso anno rivela che solo il 6% degli italiani ha una dentatura sana, mentre il 50% dei giovani sottoposti a controllo medico per la visita di leva presenta una bocca con gravi problemi a carico della dentatura.

Carie e piorrea potrebbero essere evitate nel 90% dei casi: la bocca si riduce in pessime condizioni per trascuratezza, per pigrizia e soprattutto per paura del dentista.
All'estero le cose non sono molto diverse: negli Stati Uniti i costi per i trattamenti odontoiatrici derivanti da malattie del cavo orale ammontano a quattro miliardi di dollari all'anno, con una perdita annuale di novanta milioni di ore lavorative.

Un bel sorriso nasce da ciò che mangiamo. A un bel sorriso si perdona tutto. È un'arma infallibile: conquista simpatie, ispira fiducia e seduce. Ma per poter sorridere apertamente è necessario sentirsi bene con se stessi e avere una dentatura sana.

Curare l'alimentazione è fondamentale perché con una dieta adeguata non solo si possono ridurre le cause di carie, ma è possibile dare un apporto di vitamine e minerali che rinforzano i tessuti duri del dente e conferiscono elasticità a quelli molli come le gengive e le mucose.

Ma quali sono i cibi giusti? Quelli ricchi di vitamine A, C, D ed E, oltre che di calcio, fosforo e fluoro. Gli alimenti ideali sono la frutta e la verdura fresca di stagione. Sono indicati anche i cibi duri, come le mele o le carote, perché stimolano la masticazione. E naturalmente vanno banditi gli zuccheri, in particolare il saccarosio, principale responsabile dello sviluppo della placca batterica. A questo proposito, più che la quantità di zucchero ingerita, conta il periodo di contatto tra questo e i denti. Ecco perché le bevande dolci, che rimangono poco in bocca, risultano meno dannose dei cibi come biscotti al cioccolato, frutta candita e pasticcini.
 

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