
Malcolm McDowell, protagonista di Arancia
Meccanica |
Il
cinema negli anni '70
Tra
Edwige Fenech e Michelangelo Antonioni.
Commedia sexy o pellicole d'autore? Per molti italiani il
cinema, negli anni '70, stava tutto in questo dilemma: appassionarsi
alle gambe di Edwige Fenech o lasciarsi ipnotizzare dai
rarefatti film di Antonioni. |
| Quello
che passa sotto il suggestivo nome di "commedia pecoreccia"
è un fenomeno impossibile da trascurare nel saliscendi
del cinema italiano dal dopoguerra ad oggi. Si tratta di
un vero e proprio genere, forte di uno stuolo di bravi caratteristi
(tra cui Lino Banfi, Gianfranco D'Angelo, Alvaro Vitali),
attori di razza in trasferta, come Renzo Montagnani, e di
donne bellissime - Laura Antonelli, Edwige Fenech, Barbara
Bouchet, Gloria Guida - capaci d'incarnare desideri nascosti
e voglie represse nell'immaginario dell'italiano medio.
Non
vogliamo qui rimpiangere "Giovannona coscialunga",
ma solo sottolineare che queste commediole pseudoerotiche,
discutibili quanto si vuole, furono comunque capaci di
riempire le sale e far lavorare le maestranze. Chi andava
al cinema solo per svagarsi voleva appunto questo: farsi
due grasse risate e vedersi qualche bella donna.
I
palati fini, invece, erano tutti casa e Antonioni o casa
e Kubrick, tanto per fare due nomi. Antonioni sforna alcuni
film che, se da un lato sono un disastro finanziario,
dall'altro entrano nella storia del cinema. Come "Zabriskie
Point", del 1970, che contiene due sequenze passate
alla storia: la coppia che fa l'amore nel deserto con
la musica di Jerry Garcia, chitarrista dei Grateful Dead,
e l'esplosione finale, girata al rallentatore con diciassette
macchine, sulla musica dei Pink Floyd.
Di
Kubrick non si può tacere "Arancia Meccanica"
(1971). Costato pochissimo, girato con una piccola troupe
con tantissimo impiego di macchina a mano, tutta l'opera
è un prontuario di tecnica e trucchi cinematografici
e Kubrick, insoddisfatto di alcune cose, stampò
personalmente con cura maniacale le prime quindici copie.
Scandalizzò le platee a tal punto da avere grossi
problemi nella distribuzione francese e soprattutto inglese.
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