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Due figli dei fiori a Woodstock. |
La
moda negli anni '60
Impossibile
resistere, in quegli anni, alla suggestione dei Beatles
o dei figli dei fiori. Nel vestire e nell'apparire in generale
si impongono regole destinate a durare ben oltre i '60 e
spesso a tornare in voga al giorno d'oggi. I pantaloni,
ad esempio. È boom per il modello a zampa d'elefante, con
la vita stretta e bassa: i colori sono molto stridenti,
come rosso-giallo, rosso-verde, giallo-blu, o bianchi. I
disegni preferiti sono strisce verticali o i pois che formano
disegni a fiori. Molto in uso diventano i jeans con borchie
davanti e pieghe di stoffa colorata dal ginocchio in giù.
Chi segue la moda femminista, invece, porta |
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vestiti
lunghi fino ai malleoli, arricciati o a pieghe. Le maniche
di abiti e bluse sono larghe al polso. Molto usate stoffe
indiane a piccole fantasie, disegni folk, zoccoli di legno
con tomaia chiusa davanti. Tra le scarpe più indossate
figurano da un lato i sandali, quasi sempre di cuoio o
di canapa, dall'altro gli stivali con la zeppa a tacco
alto. I figli dei fiori propongono un modello di innocenza
infantile e naturale che in alcuni casi propone la nudità
come ideale di benessere individuale e sociale. L'ideale
aspetto del corpo è quello di una magrezza al limite della
salute fisica. Il corpo innocente è un corpo senza eccessivi
segnali sessuali, un corpo unisex. Per gli hippy sono
obbligatori gli occhiali da sole con lenti rotonde e colori
forti: rosa o verde. Ma vengono anche portati occhiali
con bordi e stanghette molto larghi, spesso scuri. I giovani
vengono stregati da miti come James Dean e Marlon Brando
e portano alla ribalta i pantaloni di pelle (che possono
essere sostituiti da jeans blu scuro o neri con un alto
risvolto in basso), abbinati ad una t-shirt bianca e alla
giacca di pelle. Non si può dimenticare, infine, la moda
lanciata dai Beatles con la loro memorabile pettinatura
"alla francese".
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