Semplicemente
5/9/20100:20

GIOCHI & CONCORSITEST & SONDAGGI AGORÀ


Gino Bartali.
Lo sport negli anni '40
Durante gli anni della guerra e nel primo dopoguerra lo sport ritornò ai tempi pionieristici, affidato in gran parte all'entusiasmo e alla passione, ma anche ai sacrifici dei suoi atleti. Comincia proprio nel 1942 la favola gloriosa e affascinante di Fausto Coppi: il 7 novembre di quell'anno, infatti, sulla pista del Vigorelli, velodromo milanese, batteva il record dell'ora portandolo a km. 45,871. E' solo l'avvio di una carriera che lo porterà a essere per tutti il Campionissimo.

Dopo il referendum del 2 giugno 1946, il 15 giugno riprende il Giro d'Italia, una fiaccola ideale di pace accesa per riunire tutti gli italiani, di ogni città, paese e contrada. Sono indimenticabili i duelli Coppi-Bartali: il Belpaese spaccatosi per il referendum monarchia-repubblica, pro e contro, vivrà per anni diviso in due grandi fazioni: bartaliani e coppiani.
E che dire del calcio? L' amichevole dell'11 novembre 1945 con la Svizzera (4-4) segnò la ripresa dell'attività degli azzurri, come sottolineò in un articolo Leone Boccali, uno dei padri del giornalismo sportivo, fondatore e direttore de Il Calcio Illustrato, quindi dell'Almanacco annuale del calcio, passato in seguito alle Edizioni Panini che ne cura tuttora la pubblicazione.

Dopo quell'incontro in terra elvetica, l'Italia aprì le frontiere e nel campionato italiano arrivarono gli assi stranieri.

Nel 1949 Gianni Agnelli, allora presidente della Juventus, soffiò al Torino il danese John Hansen, al Milan arrivarono Gren, Nordahl e Liedholm, soprannominati il trio "Gre-No-Li".

A scaldare il cuore sportivo degli italiani non mancarono i motori: nel 1947 riprese la Mille Miglia ancora con il leggendario Tazio Nuvolari e altri piloti che scatenarono il tifo sulle strade d'Italia.

Con il ritorno delle Olimpiadi (Londra 1948), l'Italia scopri un beniamino. Adolfo Consolini (1917-1969), originario di Costermano nel Veronese, che si laureò campione olimpico nel lancio del disco, una specialità nella quale stabilì più volte il primato mondiale lanciando l'attrezzo a 55,33 metri. Consolini, olimpionico, primatista mondiale, un personaggio semplice, assurto agli onori della cronaca, si mantenne sempre qual era prima della celebrità. Consolini si accontentava di raccontare delle sue imprese ai suoi compaesani, ma con l'aria di uno che voleva indicare una strada ai giovani, senza peraltro la pretesa di salire in cattedra.
A quelle Olimpiadi del '48 non parteciparono Germania e Giappone, le due nazioni sconfitte nella seconda guerra mondiale: troppo recenti le ferite aperte dal conflitto provocato dal nazismo e dall'imperialismo nipponico. Ma Londra 1948 passò alla storia anche perché per la prima volta furono due donne le più applaudite: la olandese Fanny Blankers-Koen, mamma di tre bambini, vinse quattro medaglie d'oro (100, 200, staffetta 4x100 e 80 ostacoli) e la francese Micheline Ostermeyer, pianista e concertista, che, con la musica in testa, conquistò due ori nel disco e nel peso. Sempre alle Olimpiadi nacque la leggenda del Settebello d'oro, ovvero della nazionale italiana di pallanuoto che vinse la medaglia d'oro. In quell'occasione venne coniato dai giornalisti dell'epoca quel soprannome che è ancora usato.

 


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