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La biblioteca dei libri erranti
Si
chiama bookcrossing, passalibro nella versione italiana,
la filosofia alla base di questa iniziativa è che i libri,
anziché ammuffire negli scaffali delle librerie, vanno "liberati"
affinché scoprano il mondo, affrontino le più varie peripezie,
finiscano nelle mani più disparate per poi riprendere il
viaggio alla conquista di nuovi lettori. L'idea è venuta
a Ron Allen Hornbake che ha creato un sito che consente
di seguire l'intero viaggio di ogni libro.
Vediamo come funziona.
Ogni libro che si legge per intero, che si lascia ad un
certo punto, che si ama o che si rifiuta, è un incontro.
Si tratta di socializzare questo incontro, mettere altre
persone a contatto dell'oggetto del nostro apprezzamento
e del nostro rifiuto. I libri debbono essere contrassegnati
da un'etichetta che si carica dal sito www.bookcrossing.com
(inaugurato nell'aprile del 2001), dove il lettore donatore
potrà anche controllare l'esito del viaggio del regalo
da lui fatto a ignoti. Il sito conta 36265 adepti e 83888
volumi sguinzagliati per il mondo. In testa alla classifica:
America, Canada, Australia e Italia, al quarto posto con
quasi novemila titoli "liberati".
Il successo che questa idea sta avendo nel nostro paese
è testimoniato dall'iniziativa di Radio3 che agli
inizi di settembre 2001, nel corso del Festival della Letteratura
di Mantova, ha lanciato
il primo bookcrossing radiofonico. Il meccanismo è
lo stesso, con l'unica differenza che il percorso dei libri
viene seguito via radio. Potrebbe sembrare strano che tali
iniziative abbiano così successo in un paese come
il nostro dove si legge notoriamente poco. Forse i pochi
appassionati di lettura sentono in maniera particolare il
desiderio di diffondere cultura e condividere con altri
questo piacere.
Tra
i posti di rilascio più gettonati le stazioni ferroviarie,
gli aeroporti, le aree di servizio,ed anche le panchine
dei parchi, sugli autobus
insomma dappertutto!
E' un modo di rendere giustizia e far vivere un libro che
molte volte rischia la morte civile in una qualche caotica
biblioteca privata.
In questo modo vi può tranquillamente capitare di
passeggiare per il parco, portando a spasso il cane, oppure
state recandovi in ufficio in metrò, e su una panchina
trovate un libro. Forse non si tratta di un libro dimenticato,
può essere un libro "liberato".
Guardatelo meglio: notate un'etichetta gialla con un codice:
ecco, quello è un libro "liberato" da qualcuno
che collegandosi al sito www.bookcrossing.com
(in inglese) ne ha registrato il titolo, scaricato l'etichetta,
attaccandola sul volume, lo ha poi abbandonato su una panchina,
oppure al bar. Il codice sull'etichetta permetterà
di rintracciare il libro e al contempo lo renderà
sempre riconoscibile. Il tutto per permettere alle idee
di circolare liberamente, veicolate dalla casualità,
unendo le genti con l'amore per la lettura e la cultura
in genere, che così diventa veramente un patrimonio
universale.
Amore per la lettura e il sogno di creare un'immensa biblioteca
errante, in cui un "nuovo umanesimo" si appoggia
alla - temuta - globalizzazione, sono le basi su cui si
fonda questo movimento creato da Ron Hornbaker, conosciuto
in rete con il nome di Reno.
Il
gioco è divertente e coinvolgente, a patto che si
riesca ad accettare l'idea di liberarsi dai propri libri.
Il bookcrossing, allo stesso modo di altre idee rivoluzionarie
della rete come Napster, si basa sulla volontà di
condividere risorse, ma con alcune differenze. Innanzitutto
qui il virtuale diviene reale, i libri liberati vengono
toccati, vissuti, "sentiti". In secondo luogo
il bookcrossing non va contro alcun copyright e anzi, come
spiega il suo fondatore, stimola la vendita dei libri. Da
una parte perché la percentuale di chi riesce ad
entrare in possesso di un libro "liberato" e quindi
ha la possibilità di leggerlo gratuitamente è
molto minore di quella di chi ne legge la recensione sul
sito e magari è spinto a comprarlo. E
poi perché spesso accade che gli amanti di un libro
ne acquistino più di una copia, per tenerne una per
sé e mettere in circolazione le altre.
Ci sono poi svariati locali che operano da posto di scambio,
mettendo a disposizione spazi per lasciare e prelevare libri
e sono riconoscibili dalla locandina Official Crossing Zone.
Letteralmente "Zone Ufficiali di Scambio", in
pratica sono dei locali che mettono a disposizione uno spazio
dove i bookcrosser (e i curiosi di passaggio) possono depositare
e prelevare i loro libri.
Solitamente la Crossing Zone è evidenziata da un
poster o locandina del BookCrossing,
Essendo una Crossing Zone è frequentata da bookcorsari
e quindi è un'ottima zona di rilascio con alte probabilità
che il libro venga preso da un altro bookcorsaro e prosegua
il suo cammino.
Tra le zone ufficiali di scambio ci sono un pub di Milano,
una birreria di Roma, una tisaneria di Torino, un pub di
livorno, una libreria a Milano, una panetteria di Caorso,
un'edicola di Catania, e molte altre. I dettagli li trovate
sul sito di un attivissimo bookcorsaro italiano: http://www.rinaldiweb.it/eurobc/it
11/07/2003

Amélie Nothomb, una scrittrice a parte
Figlia
di diplomatici, Amélie Nothomb, scrittrice belga di lingua
francese, è nata a Kobe, in Giappone, il 13 agosto 1967.
Ha trascorso i primi cinque anni della sua vita in Giappone,
successivamente ha vissuto in Cina, negli Stati Uniti, in
Birmania, nel Laos e in Bangladesh. In Belgio intraprende
gli studi di filologia romanza. Anche se oggi vive tra Parigi
e Bruxelles, il Giappone rimane comunque il suo paese di
riferimento.
Amélie Nothomb scrive da quando aveva diciassette
anni ed è molto prolifica. Lei stessa si definisce
una grafomane, una malata di scrittura.
Il debutto letterario risale al 1992 quando la casa editrice
Albin Michel pubblica Hygiène de l'assassin, che
diventa il caso letterario dell'anno: 350.000 copie vendute,
due riduzioni teatrali, un film. Il libro riceve il Prix
René-Fallet e il Prix Alain-Fournier. Da quel momento
Amélie Nothomb pubblica un romanzo all'anno, fedele
alla stessa casa editrice, Albin Michel, come in Italia
è fedele alla Voland. Ma è con Stupeur et
tremblements (1999) che la scrittrice conquista definitivamente
il suo pubblico. In Francia ne sono state vendute più
di 400.000 copie ed è stato premiato con il Grand
Prix du roman de l'Académie française.
E per sottolineare ulteriormente come Amélie sia
ormai un personaggio cult della letteratura francese possiamo
ricordare che oltralpe esiste addirittura una "setta"
di giovani lettori a lei devoti, i Nothombophiles.
Al coro di critici che la consacra come una delle più
promettenti romanziere di lingua francese, il controcanto
di altri la definisce "insopportabile, pretenziosa,
disgustosa...". "È strano - ribatte lei
-. Pensavo che il mio lavoro, come la maggior parte dei
libri, provocasse soltanto indifferenza".
Dal suo primo romanzo Amélie Nothomb ha imposto uno
stile: sguardo incisivo, spesso impietoso e crudele, umorismo
fulmineo. Il conflitto, l'amore, i poli estremi dell'estetica
(la bellezza abbacinante e la bruttezza irrimediabile),
la morte, la duplice valenza simbolica del cibo sono il
perno di storie originali che lasciano il lettore senza
respiro, in balia di una scrittura irriverente e ironica
allo stesso tempo. Con uno stile sempre limpido e controllato,
con umorismo allucinato che a tratti riecheggia il teatro
di Samuel Beckett, imprime la sua disamorata visione del
mondo in caratteri inquietanti e grotteschi, senza cadere
nella caricatura, e trasforma assimilate lezioni filosofiche
nella materia di agili dialoghi dall'incisività caustica.
Ogni
romanzo è una breve opera teatrale, un'arena in cui
si affrontano due, tre, quattro personaggi. Dispute, sarcasmi,
ironie, scambi, complotti, minacce, colpi di scena. La cosa
più strabiliante dell'universo nothombiano - che
riconcilia la critica, il grande pubblico e gli accademici
- è la genialità delle ambientazioni, la capacità
di Amélie di accaparrarsi il lettore, di indagare
l'insondato e trasformare un dato di fatto nel suo contrario.
La
Nothomb ha avuto la ventura di vivere una vita romanzesca
cui attinge per i suoi romanzi senza però mai indulgere
all'autobiografismo puro. I primissimi anni della sua vita
sono raccontati nella Metafisica dei tubi, una rivisitazione
del tutto personale di un periodo di vita che raramente
è stato raccontato in prima persona e in maniera
così dissacratoria. La bambina-Amélie si crede
Dio e si rifiuta di arrendersi alle banalità della
vita del neonato con una precocissima forma di ribellione
che troverà forme di espressione non autodistruttive
solo quando la nonna belga le farà conoscere il cioccolato.
La scrittrice è talmente lontana dai cliché
letterari da risultare sempre originale, nel bene e nel
male. La si ama per la sua ironia sublime e l'amore del
paradosso o la si odia perché la si giudica insopportabile
e un po' nevrotica. Il merito della sua narrativa è
quello di offrire sempre uno sguardo sulla realtà
unico, una prospettiva inedita che scaturisce da un angolo
visuale impervio dove nessun altro si è avventurato.
In Stupore e tremori, che è probabilmente il suo
capolavoro, la Nothomb nel suo inconfondibile stile al vetriolo
racconta il Giappone come nessuno lo ha mai raccontato.
Un Giappone che conosce da vicino e di cui mette in luce
le contraddizioni con un'analisi spietata, irriverente e
quanto mai divertente, resa particolarmente interessante
dal fatto che la scrittrice adora questo paese, pur detestandone
il rigido formalismo, il culto della gerarchia e la repressione
di qualsiasi espressione di originalità personale.
13/02/2003

Un
libro per natale
Ha
ancora un senso fare così tanti e soprattutto inutili regali
a Natale? Servono a qualcosa? C'è qualcuno che si ricorda
cosa ha ricevuto l'anno scorso? Ho i miei dubbi. Per questo
non possiamo che invitarvi a raccogliere tutti i soldi che
avreste destinato a regali e regalucci inutili e darli in
beneficenza. Poi comprate dei bei bigliettini natalizi e
ci scrivete con una bella penna dall'inchiostro dorato che
quest'anno avete preferito non buttare via i soldi ma destinarli
a cause ben più nobili di una brutta cravatta regalata controvoglia!
Nel caso non riusciate a mettere in pratica siffatta buona
azione dedicatevi allora ai libri e dimenticate sciarpe,
guanti, cravatte, creme, cornici, soprammobili e ninnoli
raccoglipolvere!
L'
avvocato. 1966-2002 dal potere alla crisi
Giuseppe Turani
Offrire di Gianni Agnelli, in pochissime parole, un ritratto
obiettivo e rispondente al vero è facile: si può
dire, semplicemente, che è uno degli uomini più
famosi, imitati e 'chiacchierati' in Italia e all'estero.
Ma conoscerlo a fondo, scoprire il segreto di un successo
che dura da mezzo secolo a dispetto delle correnti e delle
mode e le ragioni dell'indiscusso ruolo di 'manager per
eccellenza' è decisamente più complesso. Bisogna,
innanzitutto, 'leggere' l'avventura umana e personale dell'Avvocato
tra le righe degli ultimi quarant'anni di storia e, soprattutto,
attraverso le vicende della Fiat, l'azienda che ha rappresentato
il colosso industriale per antonomasia, il simbolo della
'civiltà dell'auto' che ha decretato la fine dell'Italia
contadina e ne ha sancito la consacrazione a paese industrializzato.
Nel corso di tutti questi anni così tormentati e
significativi, Gianni Agnelli ha consolidato la sua leadership
nell'ambito della famiglia e il proprio mito di grande capitalista
gestendo l'azienda nei momenti di massimo fulgore, nei difficili
tempi dell'autunno caldo fino alla riorganizzazione dell'impresa
e agli accordi con General Motors, che potrebbero portare
alla cessione dell'intero settore auto. L'Avvocato continua
a far parlare di sé, rimanendo più che mai
l'emblema del Capitalismo moderno.
Le
inchieste di Report. Le mani sulla salute
Alessandra Comazzi
Il programma "Report" di Milena Gabanelli, invece
di chiamare ospiti in studio, prende la videocamera e si
cimenta nel giornalismo di denuncia. Senza troupe, il giornalista
free-lance lavora da solo, direttamente sul campo. Se oggi
i dentisti non usano l'amalgama al mercurio, se sui farmaci
generici, sui vaccini, sui grassi nell'industria alimentare
sono state aperte inchieste ministeriali e giudiziarie,
lo dobbiamo anche al gruppo di giornalisti di "Report"
e al loro pubblico.
Un saggio documentatissimo che ci svelerà molte cose
che non avremmo voluto sapere, ma è anche uno stimolo
per riflettere a fondo sui meccanismi e sul ruolo dell'informazione
televisiva.
Osterie
d'italia
Sussidiario del mangiarbere all'italiana 2003
Un viaggio in Italia all'insegna dello Slow Food, un percorso
del gusto attraverso osterie vecchie e nuove, trattorie,
ristoranti, enoteche, ristori agrituristici. 1700 buoni
indirizzi per apprezzare il grande patrimonio della cucina
regionale, per riscoprire il piacere della convivialità
e la civiltà dell'accoglienza. Una guida diversa
da tutte le altre, un repertorio sorprendente di sapori
e di storie.
L'
orda. Quando gli albanesi eravamo noi
G. Antonio Stella
Nella ricostruzione di Gian Antonio Stella, ricca di fatti,
personaggi, aneddoti, documenti, storie ignote o sconvolgenti,
compare l'altra faccia della grande emigrazione italiana.
Quella che meglio dovremmo conoscere proprio per capire,
rispettare e amare ancora di più i nostri nonni,
padri, madri e sorelle che partirono. Quella che abbiamo
rimosso per ricordare solo gli "zii d'America"
arricchiti e vincenti. Una scelta fatta per raccontare a
noi stessi, in questi anni di confronto con le "orde"
di immigrati in Italia e di montante xenofobia, che quando
eravamo noi gli immigrati degli altri, eravamo "diversi".
Eravamo più amati. Eravamo "migliori".
Non è esattamente così.
Interismi.
Il piacere di essere neroazzurri
Beppe Severgnini
"L'Inter - scrive Severgnini - è una forma di
allenamento alla vita. E' un esercizio di gestione dell'ansia,
e un corso di dolcissima malinconia. E' un preliminare lungo
anni. E' il gioco, da grandi, di quelli che da bambini tenevano
ai sudisti o agli indiani."
"Interismi" mescola entusiasmi recenti e inevitabili
memorie, opinioni fulminanti e citazioni classiche seguite
da discussioni omeriche (se l'Inter è Ettore e la
Juve è Achille, il Milan è Patroclo o Ulisse?).
Insieme ai giudizi sulle squadre rivali e ai ritratti dei
giocatori neroazzurri, ci sono le 'interviste impossibili'
a Peppino Prisco (che si è temporaneamente giocato
il paradiso coi commenti su Lazio-Inter). "Interismi"
dimostra come la passione sportiva non debba nutrirsi d'odio
e aggressività. Bastano l'affetto, l'entusiasmo e
quell'autoironia sentimentale diventata ormai il marchio
dell'Internazionale Football Club.
La
globalizzazione e i suoi oppositori
Joseph E. Stiglitz
Il vincitore del Premio Nobel per l'economia nel 2001, consigliere
di Bill Clinton durante il primo mandato, e vicepresidente
della Banca Mondiale dal 1997 al 2000 affronta il tema della
globalizzazione cercando di rispondere ad alcune domande:
cosa s'intende per globalizzazione? quali sono i presupposti,
quali gli effetti e quali i danni? chi sostiene la globalizzazione,
chi la governa e chi la contesta?
Un libro coraggioso che, raccontando le dirette esperienze
di un protagonista d'eccezione, apre al lettore nuovi orizzonti
della politica economica mondiale. Una denuncia che nasce
con lo scopo di suscitare un confronto anche aspro, dimostrando
come, per i paesi del Terzo mondo, le carte del gioco economico
siano sempre truccate a sfavore.
Ozio
creativo. Conversazione con Maria Serena Palieri
Domenico De Masi
Esiste un ozio dissipativo, alienante, che ci fa sentire
vuoti e inutili. Al contrario, esiste un ozio attivo, che
ci fa sentire liberi e che è necessario alla produzione
di idee, così come le idee sono necessarie allo sviluppo
della società. Oggi che la maggior parte della fatica
manuale è eseguita dalle macchine, ci è maggiormente
richiesto di essere fantasiosi e innovativi. Si marcia verso
un futuro in cui si lavorerà meno e meglio, in cui,
grazie alla tecnologia, potremo gestire nella maniera più
efficace lo spazio e il tempo. Questo libro, ripercorrendo
le grandi svolte epocali della nostra storia, dimostra che
questo futuro è già presente.
Capire
il potere
Noam Chomsky
Noam Chomsky è universalmente considerato uno dei
più importanti pensatori del nostro tempo. Negli
ultimi trent'anni le sue conferenze sul passato, sul presente
e sul futuro della politica di potere hanno interessato
un pubblico tra i più eterogenei. Per chi desidera
ascoltare questa voce, che sia nuovo al pensiero chomskiano
o che voglia conoscerlo nella sua interezza, "Capire
il potere" raccoglie per la prima volta i suoi interventi
fondamentali. Gli argomenti spaziano dalla politica estera
statunitense alla crisi del welfare state con l'amministrazione
Clinton. Tracciano una mappa illuminante delle connessioni
tra la spinta imperialista verso il resto del mondo e le
ripercussioni negative sulla società americana. Toccano
i temi dell'attivismo politico e del ruolo dei media. Si
tramutano in proposte d'intervento concreto per un rinnovamento
della società e per la soluzione di questioni internazionali
cruciali, come la crisi in Medio Oriente, il controllo delle
risorse energetiche in Afghanistan e nelle ex repubbliche
sovietiche, l'emergere di nuove potenze come la Cina e l'India.
Ciò che contraddistingue il pensiero di Chomsky è
la padronanza di un'immensa mole di informazioni e dati
e l'abilità nello smascherare in ogni contesto i
meccanismi e gli inganni delle istituzioni. Il suo metodo:
la rinuncia a qualsiasi tipo di astrazione per insegnare
a coltivare un proprio senso critico di fronte agli eventi
della Storia e al meccanismi del potere.
Storia
del conflitto arabo israeliano palestinese. Tra dialoghi
di pace e monologhi di guerra
Giovanni Codovini
Una chiara e obiettiva ricostruzione delle vicende storico-politiche,
sociali, economiche, religiose e culturali che hanno scosso
la Palestina dalla fine del XIX secolo ai nostri giorni.
Da una parte la tormentata nascita dello Stato di Israele,
preceduta dal diffondersi dell'ideale sionista e dai pionieristici
insediamenti dei coloni nella terra dei propri antenati;
dall'altra, l'affermarsi di un nazionalismo arabo e di una
coscienza politica palestinese, fino alla fondazione del
primo Stato palestinese e ai conflitti che ne sono seguiti.
Un ricco apparato documentario (per esempio: tutti i testi
dei trattati di pace, dei quali si è persa memoria),
schede e tabelle informative fanno di questo libro uno strumento
indispensabile per comprendere una delle aree più
'calde' del mondo e per avere sotto mano tutti gli elementi
per ricostruire le posizioni delle varie parti in causa.
Questa nuova edizione, dopo l'interesse suscitato dalla
precedente, è ampliata di due capitoli e aggiornata
fino agli avvenimenti più recenti.
Altri
Hotel. Il mondo visto da dentro 1997-2002
Adriano Sofri
"Mi restò un'impressione confortante di libertà
e di ricominciamento. Ci sono cartelli che avvertono - troppo
tardi, in genere: 'Strada senza uscita'. Al contrario, 'Tutte
le direzioni'. E' come essere portati dai sequestratori
nel luogo della liberazione, là fatti girare più
volte su se stessi con gli occhi bendati, e poi lasciati
soli. Si conta fino a novanta, si scioglie la benda, e ci
si guarda attorno. 'Toutes les directions'. Ci sono persone
che si sentirebbero disperse, in un così bel punto.
E mi ricordo anche la prima volta in cui lessi il cartello:
'Altri Hotel'. Era in un posto di vacanza. C'era una ressa
di cartelli con le frecce e le stelle: 'Hotel Bristol',
'Hotel Majestic', 'Hotel Miramonti', 'Hotel delle Palme',
'Grand Hotel', eccetera. E poi, in fondo: 'Altri Hotel'.
Era lì che andavo io".
Adriano Sofri raccoglie in questo volume scritti "di
varia umanità" pubblicati su giornali e quotidiani,
come "Panorama", "Il Foglio", "la
Repubblica", "Diario", "Noi-Donne".
Testi di varia natura, accomunati dal momento in cui sono
stati composti: dal 1997, l'anno in cui Sofri entrò
in prigione, al maggio 2002.
Il
banchiere dei poveri
Muhammad Yunus
Nel 1977 Muhammad Yunus ha fondato la Grameen Bank, un istituto
di credito indipendente che pratica il microcredito senza
garanzie. Da più di venti anni lavora ad ampliare
la Grameen che, oltre ad essere presente in 36000 villagi
del Bangladesh, è oggi diffusa in 57 paesi di ogni
parte del mondo. La banca presta denaro ai più poveri
tra i poveri, a coloro che non hanno nulla da offrire in
garanzia e quindi sono respinti dagli altri istituti di
credito. Grazie alla sua politica del microcredito a tassi
bonificati, centinaia di migliaia di persone si sono affrancate
dall'usura e hanno gradualmente allargato la loro base economica.
Il tasso di restituzione alla Grameen è di oltre
il 90 per cento.
Eco-economy.
Una nuova economia per la terra
Lester R. Brown
La domanda piu pressante, oggi, è se l'ambiente sia
parte dell'economia o se sia l'economia a essere parte dell'ambiente.
Lester R. Brown sostiene la seconda ipotesi e alla dimostrazione
della sua validità è dedicata gran parte del
libro. Il modello economico che si basa sui combustibili
fossili, sull'uso dell'automobile e sui prodotti usa e getta
non può funzionare per tutto il mondo e nemmeno,
a lungo andare, per i paesi industrializzati. Ma Brown è
ottimista e ci spiega come sia possibile ristrutturare l'economia
globale per renderla compatibile con gli ecosistemi della
terra, in modo che il progresso economico possa continuare.
10/12/2002

Non ti muovere
di
Giulia
Serra
Diretto,
immediato, in prima persona, reso con una scrittura essenziale
ma al contempo attenta al particolare, quasi al fotogramma,
e al contesto metropolitano in cui si cala il dramma della
quindicenne Angela che attraversa un incrocio senza dare
la precedenza. Ed è l'incidente, il grave trauma cranico,
la corsa all'ospedale dove la incontra il genitore chirurgo.
Il libro è un lungo monologo. Chi parla e costruisce,
con i suoi pensieri, il romanzo, è il padre, un "povero
padre sfondato dal dolore". "Non ti muovere"
sono le parole che questo padre dice alla figlia, sdraiata
sul lettino d'ospedale, la sta operando un suo amico. Sei
ore di intervento in cui lui si confessa, raccontandole
il suo passato.
Emerge tutto quello che era stato rimosso, soprattutto una
storia d'amore tra il brillante professionista e una donna
delle pulizie, volgare nel trucco e nella miseria dei vestiti,
che aveva segnato profondamente il medico.
"La amo, figlia mia, come non ho mai amato nessuno.
La amo come
un mendicante, come un lupo, come un ramo di ortica. La
amo come un taglio nel vetro. La amo perché non amo
che lei".
Il rapporto fra il medico e questa donna, Italia, si intreccia
fatalmente o conduce a quelli, parimenti irrisolti, fra
l'io narrante e le altre due donne della sua vita: la bella
moglie,"così desiderabile", e la figlia.
In particolare a quello con Angela, che il padre latitante
("parsimonioso nel dare, frettoloso nel ricevere")
è costretto a descrivere come segnato da una distanza
affettiva difficile per lui da attraversare e colmare.
La
difficoltà a gestire gli affetti sembra dunque costituire
il tema portante di Non ti muovere. Sarà forse perché
oggi molti sedicenti adulti, come afferma con amarezza il
dottore, "non hanno certezza di nulla, e non sanno
chi sono e che vogliono, e non sanno dove andranno".
Per bocca dei suoi personaggi la Mazzantini non pretende
dunque di insegnarci nulla intorno al perché e al
come di un amore: sulle sue ambivalenze, sulla sua grande
fragilità e bellezza. Si limita a raccontarci un
rutilante caleidoscopio di emozioni.
A
chi racconta questo padre? Più a se stesso che a
lei, il ricordo custodito gelosamente di una passione, ma
ogni confessione è dettata da un senso di colpa.
E' questa colpa che Timoteo vuole ammettere, offrire il
ricordo della morte di una persona amata per scongiurare
la morte di un'altra. Forse, se si separa da quel ricordo,
Angela si salverà. Una storia d'amore durata un anno,
finita quindici anni prima. Quindici come gli anni di Angela.
L'impotenza
davanti al destino, i sensi di colpa, anche un certo disgusto
di sé che l'uomo prova in quelle lunghe drammatiche
ore, gli consentono solo una preghiera: "non ti muovere",
scongiura guardando la porta della sala operatoria da cui
la sua bambina forse sta fuggendo per sempre.
Leggera
e puntuale, è così la scrittura della Mazzantini.
Il racconto corre veloce, condividiamo l'ansia del padre
fuori di quella sala operatoria, il suo tentativo di scavare
dentro di sé senza pietà con un bisturi che
non ha la forza di usare per operare sua figlia.
Margaret Mazzantini è riuscita a penetrare nei meandri
di una coscienza maschile, è stata in grado di capire
i meccanismi di violenza e di autocommiserazione che un
uomo può mettere in campo per difendersi da una verità
scomoda, ha saputo anche interpretare, con grande sensibilità,
la sconvolgente caduta di difese, l'uscita dall'ipocrisia,
la nuova consapevolezza che, da un trauma, un individuo
può conquistare. E, senza operare giudizi, se non
quelli che lo stesso protagonista dà di sé,
emerge una pietà infinita per tutti coloro che vivono
e amano, che si dibattono tra menzogna e verità,
che non possono sfuggire ai momenti cruciali, discriminanti,
della vita. Davanti a ogni perdita, davanti a ogni amore
che finisce, c'è la possibilità di rassegnarsi
e di continuare: questo non vale però, così
almeno ci fa capire la scrittrice, se in gioco è
la vita di un figlio.
08/10/2002

La
bellezza al Festival Filosofia
di
Giulia
Serra
Lezioni
di grandi maestri del pensiero contemporaneo - da Massimo
Cacciari a Umberto Galimberti, da James Hillman a Fernando
Savater, da Gianni Vattimo a Gillo Dorfles - ma anche "cene
filosofiche" ideate dall'Accademico dei Lincei Tullio Gregory.
Mostre di Nobuyoshi Araki, Giulio Paolini, Uliano Lucas
e Milo Manara, ma anche concerti, letture di haiku, esibizioni
di calligrafia giapponese, performance poetiche, spettacoli
per ragazzi, bancarelle di libri e una caccia al tesoro
on line. Sono solo alcuni dei cento appuntamenti - quasi
tutti gratuiti - del secondo Festival Filosofia di Modena,
Carpi e Sassuolo.
Come nella prima edizione - che lo scorso anno, sul tema
della felicità, ha registrato 25 mila presenze -
il cuore del Festival sarà costituito da lezioni
magistrali di grandi pensatori italiani e stranieri, conversazioni
tra filosofi e artisti, testimonianze, letture, dibattiti
tra filosofi, politici, imprenditori e pubblicitari.
Un
vasto programma di "contorno" coinvolgerà
la letteratura e il cinema, il teatro e la musica. La scelta
di fondo - spiegano gli organizzatori - è di non
considerare il tema come esclusivo appannaggio delle "belle
arti", ma di riflettere sul ruolo della bellezza nell'esperienza
contemporanea, nella definizione dell'identità, nella
costruzione dei rapporti sociali e nell'immaginario comune.
In
particolare, a Modena si parlerà del rapporto
tra la bellezza e la soggettività, l'identità,
la giustizia con Remo Bodei, Massimo Cacciari, Gillo Dorfles,
James Hillman e Fernando Savater.
A
Carpi il Festival approfondirà la relazione
tra bellezza e grazia, etica ed estetica, meraviglia e immaginazione,
natura e artificio con Marc Augé, Enzo Bianchi, Bruno
Forte, Sergio Givone, Francisco Jarauta e Mario Perniola
(non perdete i suoi Il sex appeal dell'inorganico, del 1994
e Disgusti. Le nuove tendenze estetiche, uscito invece nel
1998).
A
Sassuolo, infine, si rifletterà sul rapporto
tra bellezza e differenza e si parlerà di l'estetica
dei corpi e di estetica della globalizzazione con Zygmunt
Bauman, Umberto Galimberti, Giangiorgio Pasqualotto e Gianni
Vattimo.
Il
programma completo e dettagliato, ancora in via di definizione,
lo trovate sul sito: www.festivalfilosofia.it
E
veniamo ora agli "eventi collaterali".
Tutte
le donne del mondo
Fotografie di Nobuyoshi Araki
Racconta il Giappone e le sue contraddizioni con un linguaggio
diretto e privo di retorica. E con le sue immagini provocanti
e cariche di erotismo interpreta in modo originale e inconfondibile
il tema della bellezza.
E' Nobuyoshi Araki, 62 anni, una laurea in Ingegneria e
un master in Fotografia, 200 esposizioni personali in musei
e gallerie di tutto il mondo. Al suo lavoro è dedicata
la mostra "Tutte le donne del mondo. The world of Nobuyoshi
Araki". Le immagini sono circa 2300, di cui duemila
polaroid che compongono un puzzle di figure e ambienti -
quasi una cronaca quotidiana della vita nella metropoli
di Tokyo - serie inedite come gli aggiornamenti relativi
a "Tokyo Diary", la serie completa delle "Yugawara
stories" e 35 ritratti scelti tra quelli realizzati
dal maestro giapponese negli ultimi anni.
La curiosità verso il mondo si manifesta in Araki
specialmente nell'incessante e insaziabile desiderio di
scoprire le donne, delle quali egli pensa tuttavia di non
conoscere molto: "dirò una cosa che potrà
sembrare estrema, assurda: io non so nulla circa la natura
delle donne. Tutte sono diverse, ognuna ha il suo fascino
e per questo io le fotografo". Così nascono
gli eleganti ritratti di nobildonne della borghesia di Tokyo,
ma anche le fotografie interpretate da ragazze e donne -
che spontaneamente si propongono per venir fotografate -
cui Araki non chiede semplicemente di posare, quanto di
partecipare alla creazione di quell'atmosfera particolare
capace di restituire attraverso le immagini dei loro corpi
nudi l'idea del desiderio, della sensualità pura,
dell'erotismo estremo che nulla ha di volgare né
tanto meno può essere inteso come frutto di un semplice
divertissement voyeuristico.
La
cucina filosofica di Tullio Gregory
Otto diversi menù sul tema della bellezza, ideati
dal filosofo Tullio Gregory, saranno proposti dai ristoranti
di Modena, Carpi e Sassuolo in occasione della seconda edizione
di Festival Filosofia.
Professore di Storia della Filosofia alla "Sapienza"
di Roma, Accademico dei Lincei, fondatore e direttore del
Centro di Studi del Cnr sul Lessico intellettuale europeo,
direttore del Lessico dell'Istituto dell'Enciclopedia italiana
e noto gourmet, Gregory ha ideato menù per cene filosofiche
all'insegna della tradizione a partire dai prodotti tipici
modenesi e della cucina emiliano-romagnola. Si spazia dall'"Interiorità
della bellezza", che propone quadretti con fegatini,
tagliatelle con rigaglie di pollo, fegato con la
rete o al limone, rognoncini trifolati e trippa al pomodoro,
all'"Omaggio a Venere callipigia" con tanto di
ombelico di Venere in brodo e cosciotto di lattonzolo al
forno Il viaggio gastronomico-filosofico prosegue con "La
bellezza dell'orto" (dall'erbazzone agli gnocchi di
patate al pomodoro, dai maltagliati con fagioli al tortino
di melanzane o di zucchine), con i trionfi di frittura di
"Bellezza dorata", con "Bello e buono per
gli dei", inaugurato da lardo, ciccioli frolli e tocchetti
di mortadella, e con "Volatili bellezze", che
prevede maccheroni al pettine in sugo di anatra, riso con
piccione e faraona arrosto. Per concludere con "La
bellezza del pieno" (tacchino e cappone ripieni, cannelloni,
tortelli verdi e di zucca, polpettone in crosta) e con "Povero
ma bello" (pesciolini marinati, crostini di acciughe
e ricotta, anguilla marinata, spaghetti al tonno e allo
sgombro, stoccafisso in umido, frittelle di baccalà).
Studioso del pensiero filosofico, scientifico e teologico
europeo dal medioevo al XVII secolo, Tullio Gregory ha contribuito
a fare luce sul contesto e il valore culturale della tradizione
gastronomica italiana.
Caccia
al tesoro online
E' gratuita, dedicata al tema della bellezza e rivolta agli
under 35 la caccia al tesoro in rete che si svolgerà
venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 settembre dalle
21 alle 23.
L'iniziativa si intitola "bellionline2002"
e mette in palio per i primi tre classificati un viaggio
premio per due persone in una grande capitale.
Si può partecipare al gioco online da qualunque posto
con un personal computer collegato alla rete oppure prenotando,
almeno una settimana prima della gara, una postazione al
Palazzo dei Musei di Modena, al Circolo culturale Fahreneit
451 di Sassuolo, allo Spazio giovani Mac'è! Di Carpi,
allo Spazio giovani di Soliera e a Villa Barbolini di Campogalliano,
che in occasione del Festival filosofia saranno aperti da
venerdì a domenica dalle 21 alle 23. I giocatori
dovranno rispondere ad una serie di domande cercando le
risposte in internet e ogni risposta esatta consentirà
di accedere alla domanda successiva. Vince chi risponde
al maggior numero di domande nel minor tempo possibile.
È inoltre previsto un meccanismo di aiuti e suggerimenti
che permette anche ai meno esperti di avanzare nel gioco.
12/09/2002

Libri per viaggiare
di
Giulia
Serra
Ogni
guida turistica è fatta su misura per un tipo di viaggiatore.
Prima di scegliere la guida che fa per voi è indispensabile
capire a quale categoria di viaggiatori appartenete. Fai
da te? Viaggi organizzati? Viaggi on the road? Viaggi culturali?
Viaggi orientati ai divertimenti? Viaggi avventurosi? Insomma
prima di scegliere la guida bisogna scegliere il viaggio,
non solo la destinazione!
Ecco le caratteristiche delle guide più famose e
diffuse, leggete e poi scegliete la vostra!
Guide
De Agostini Baedeker
Tradotte dal tedesco e pubblicate in Italia dalla De Agostini
sono guide con una lunga storia alle spalle. Corredate da
una carta stradale e arricchite di mappe e foto a colori,
sono di facile consultazione perché le località
sono raccolte in ordine alfabetico e i luoghi più
interessanti evidenziati con asterischi. Divise in sezioni
dai diversi colori, descrivono gli aspetti principali di
interesse storico, architettonico e culturale del paese,
fornendo anche una selezione di indirizzi e dedicando un
capitolo alle informazioni pratiche.
Guide
Edt Lonely Planet
Tradotte ed adattate dalla EDT dall'australiana Lonely Planet,
la bibbia del viaggiatore indipendente. Dettagliatissime,
esaustive, ricche di cartine e mappe, aggiornate dagli autori
grazie anche al contributo dei viaggiatori stessi. Comprendono
un'ampia sezione informativa sul paese, una sezione linguistica
e una sulla salute e la sicurezza in viaggio. Sono indicati
itinerari e cose da non perdere. Rispetto alla versione
in inglese aggiungono informazioni utili al viaggiatore
italiano e spesso suddividono i paesi che nell'originale
sono in un unico volume, probabilmente considerando che
il nostro stile di viaggio privilegia itinerari più
circoscritti rispetto ai globetrotters australiani.
Guide
Routard
Lo spirito indipendente, dinamico e anticonvenzionale che
le ha ispirate è divenuto uno stile di viaggio: le
Routard sono concepite per il turista che ama costruirsi
il percorso in autonomia e che mostra sensibilità
verso valori quali l'ecologia e l'autenticità culturali
dei Paesi visitati.
Scritte in uno stile sobrio e colloquiale, queste guide
consentono di affrontare qualsiasi itinerario di viaggio:
da Parigi a Cuba, dalla Turchia ai territori "da esplorare"
nell'Africa occidentale.
Mercati e musei, feste tradizionali e ristoranti: tutte
le possibilità di divertimento, incontro e cultura
sono esaminate dagli autori: una miniera di informazioni
per il turista fai da te, con consigli tutti testati personalmente
dagli inviati e uno stile di racconto tipo diario di viaggio.
Guide Adventure Traveller (Touring Club)
Tradotte dall'originale dell'Automobile Association, pubblicate
da Il Viaggiatore e distribuite dal Touring Club Italiano,
sono guide avventurose dedicate a coloro che vogliono fare
della vacanza un'esperienza a contatto della natura, praticando
sport, usando mezzi di trasporto inconsueti e provando anche
emozioni no-limits. In ogni volume ci sono 25 itinerari
di viaggio assai diversi tra loro. Le guide si avvalgono
di carte dettagliate, di un ampio reportage fotografico
e, nelle "pagine blu" finali, di mille informazioni
pratiche.
Fuorithema
Rough Guides
Distribuite dal Touring Club, sono le traduzioni di molti
titoli delle Rough Guides, con l'aggiunta di altri non presenti
nella collana originale, scritti da autori italiani seguendo
il medesimo schema, ma con maggior attenzione al pubblico
italiano, anche se con una cartografia non sempre all'altezza
della collana. Sono guide rivolte ai viaggiatori indipendenti,
non solo giovani, non solo con pochi soldi. Con un valido
approfondimento culturale, sono da leggere e da consultare
e danno una buona idea dei luoghi più interessanti
da visitare, organizzati per aree e itinerari.
Michelin
La Guida Verde
Famosa collana di guide tradotte dal francese, ma ancora
con pochi i titoli di destinazioni extraeuropee. Riporta
i luoghi d'interesse in ordine alfabetico, evidenziandone
l'importanza (anche visivamente su di una mappa) e indicando
le possibili escursioni da effettuare a partire dalle località
più note. Un capitolo introduttivo è dedicato
ai consigli pratici. Le nuove edizioni hanno un'introduzione
più ricca su cultura, storia e civiltà ed
una selezione di alberghi, ristoranti e attrezzature per
il tempo libero.
Sole
24 Ore Insight Guides
Le Insight Guides, pubblicate dal Sole 24 ore, rappresentano
un viaggio nel cuore di un popolo: utili informazioni di
ordine pratico, un panorama straordinariamente ampio sulla
storia, la cultura e la società dei Paesi trattati
e un meraviglioso corredo fotografico. Le vacanze, da semplici
visite turistiche, si trasformano così in vere e
proprie "esperienze". Gli scrittori e i fotografi
cui è affidata la realizzazione delle guide sono
rigorosamente locali, garantendo così qualità
e originalità di informazioni e immagini. L'edizione
italiana, nel conservare le caratteristiche originali, è
stata attentamente arricchita con informazioni utili al
viaggiatore di casa nostra. Ogni guida diventa così
un ideale compagno prima di affrontare il viaggio, per scegliere
e sognare le mete da raggiungere, durante il soggiorno,
come guida pratica e culturale, e dopo la vacanza, per conservare
uno straordinario album fotografico e un'approfondita descrizione
del Paese che si è visitato.
Polaris
Ha due collane di guide, con pochi, selezionati titoli,
una veste grafica curatissima e scrittori professionisti:
davvero da collezionare.
Appunti di viaggio: guide 'vissute', con descrizioni relative
alla storia, cultura e tradizioni del Paese e proposte di
percorsi sia classici che fuori dalle rotte del turismo
convenzionale.
Percorsi: approfondimenti storici o etnologici, corredati
da possibili itinerari di viaggio.
Touring Club Italiano Guide Verdi
Sono le classiche guide Touring, che immediatamente identificano
il turista italiano all'estero. Articolate per itinerari,
affrontano gli aspetti più significativi del paese,
focalizzando gli aspetti artistico-culturali, coniugando
chiarezza ed essenzialità. Sono corredate da mappe
e cartine e in appendice da una selezione dei migliori alberghi
e ristoranti.
04/07/2002

È tempo di libri!
di
Giulia
Serra
Sarà
anche quest'anno una festa di libri e lettori, un grande
spazio reale e virtuale in cui il libro, in ogni sua forma,
sarà il protagonista. Un'ennesima rivincita dei vecchi libri
di carta che periodicamente vengono dati per spacciati,
sorpassati dalla tecnologia, e che invece trovano qui il
loro spazio per dimostrare che nessun allarmismo è dotato
di fondamento. Il libro si è ripreso dunque il suo ruolo
di strumento indispensabile di informazione, approfondimento,
riflessione, facendo segnare in questi mesi un notevole
incremento di copie vendute (sino al 10-15%), che non si
vedeva da anni.
Come sempre il cartellone degli eventi che accompagnano
la fiera è fitto di incontri e dibattiti con grandi
personalità internazionali ed italiane, a partire
dagli scrittori dei Paesi ospiti d'onore, la Catalogna e
la Svizzera, e da due star come il politologo americano
Samuel Huntington e il fisico-divulgatore inglese John D.
Barrow.
Non
mancheranno neanche i momenti di spettacolo: il recital
del grande Moni Ovaia, la serata dedicata ad Herman Hesse,
lo show di Arturo Brachetti all'insegna del libro e del
Piemonte, la partita di calcio tra l'Osvaldo Soriano football
club (alias la nazionale scrittori) capeggiata dal mastino
Baricco (!) e la Nazionale Editori e Librai, coordinati
da Giuseppe Laterza e Rocco Pinto. Ma soprattutto ci sarà
il grande concerto di chiusura offerto dalla Generalitat
de catalunya, la sera del 20 maggio nella chiesa di San
Filippo, con il prestigioso ensemble di Jordi Savall che
eseguirà musiche barocche e rinascimentali. Per il
programma completo clicca
qui
Ogni
anno la Fiera si da un tema, quasi fosse un filo conduttore,
un argomento importante da approfondire, attorno al quale
porsi domande e cercare risposte. Quest'anno sarà
il tempo il protagonista, il tempo delle scienze,
della storia, delle religioni, degli uomini. In realtà
"degli uomini" nella versione definitiva è
scomparso per presunti motivi discriminatori sui quali,
da donna, preferisco sorvolare.
|
OSVALDO
SORIANO FOOTBALL CLUB
Dream team di scrittori
Non
solo libri alla Fiera del libro. Per sabato mattina
è previsto un evento davvero particolare e
assolutamente da non perdere! L'Osvaldo Soriano Footballclub,
dream team di scrittori, in cui spicca il mastino
Baricco, sfiderà la nazionale editori e librai,
coordinati da Giuseppe Laterza e Rocco Pinto.
Paolo Verri, ex direttore della Fiera del Libro, Paola
Cimatti e Silvia Brecciaroli sono i fondatori di quest'idea
che ha come obiettivo quello di avvicinare sempre
più persone alla lettura, ai libri e alla letteratura
attraverso il linguaggio più comune: lo sport,
ed in particolare il calcio.
La
formazione della squadra è composta da: Fernando
Acitelli, Alessandro Baricco, Marco Bosonetto, Enzo
Fileno Carabba, Andrea Cotti, Carlo D'Amicis, Alessandro
Fabbri, Gian Luca Favetto, Carlo Feltrinelli, Jadelin
Gangbo, Davide Longo, Carlo Lucarelli, Michele Mari,
Alessandro Perissinotto, Davide Pinardi, Enrico Remmert,
Beppe Severgnini, Giampaolo Simi, Paolo Verri e Dario
Voltolini.
Non è davvero un Dream team?
Vi consiglio anche di fare un giro nel loro sito perché
è semplice, divertente e ricco di spunti!
http://www.osvaldosoriano-footballclub.com
"La vera salvezza è nell'audacia intellettuale,
nella pazzia creatrice. Nell'utopia, che mantiene
viva la speranza di essere migliori, un giorno."
Osvaldo Soriano
Nazionale scrittori vs. nazionale editori e librai
Parco Ruffini, sabato 18 maggio, ore 10.30
|
Mai
come in questi ultimi anni l'umanità è stata
costretta a interrogarsi sui mutamenti che ha subito il
concetto di Tempo, sulle fortissime accelerazioni che le
nuove tecnologie hanno impresso alla vita contemporanea,
in cui l'imperativo della rapidità, e la spietata
equazione Tempo-Denaro hanno prodotto realtà globali
sempre più complesse, e sempre più difficilmente
governabili.
"Nella
vita pratica il tempo è una ricchezza di cui siamo
avari; in letteratura, il tempo è una ricchezza di
cui disporre con agio e distacco: non si tratta di arrivare
prima a un traguardo stabilito; al contrario, l'economia
di tempo è una buona cosa perché più
tempo risparmiamo, più tempo potremo perdere."
Italo Calvino, Lezioni Americane
A
questo tema, imprescindibile problema della riflessione
filosofica e scientifica, la fiera ha dedicato anche una
speciale biblioteca: la Biblioteca del Tempo. Prima
biblioteca italiana dedicata al tema del tempo. In essa
sono stati raccolti e catalogati i libri in commercio in
Italia ordinati in quattro sezioni: narrativa, illustrati,
saggistica ed una sezione speciale dedicata ai ragazzi.
Inoltre tutti gli espositori presenti alla fiera avranno
a disposizione un pannello sotto il quale raccogliere una
scelta di libri inerenti al tema.
Una
delle più importanti iniziative legate al tema del
tempo è la Banca del tempo ritrovato.
L'iniziativa è rivolta a scrittori, poeti, giornalisti,
letterati, attori, sportivi e semplici cittadini che, uniti
dalla passione per la lettura, vogliano donare un po' del
loro tempo ritrovato per leggere ad alta voce negli ospedali,
nelle carceri, nelle fabbriche, nelle scuole e in ogni altro
posto in cui ogni attimo è un bene prezioso. Soprattutto
se viene regalato.
I
donatori-lettori offriranno il loro tempo alle istituzioni,
associazioni o aziende che desiderano realizzare al loro
interno incontri di lettura. Le adesioni saranno raccolte
sia in Fiera, dove sarà allestito un apposito sportello
della Banca del tempo per leggere. L'atto di versamento
del tempo per leggere verrà ripreso da un celebre
fotografo e i ritratti dei donatori di tempo saranno esposti
in una galleria in progress negli spazi della Fiera.
Ecco un primo elenco dei testimonial che hanno già
aderito: Alessandro Cecchi Paone, Serse Cosmi, gli olimpionici
Massimiliano Rosolino e Roberta Brunet. Gli attori Neri
Marcorè, Claudia Koll, Paolo Calissano, Gabriele
Cirilli, Alessandro Preziosi e Sara Ricci. Paola Barale,
Enrica Bonaccorti, Rosita Celentano e Peppi Franzelin.Icantanti
Gigi Comedda dei Tazenda e Mino Reitano ed il mago Tony
Binarelli. Volti noti dello spettacolo che hanno scelto
di mettere a disposizione un po' del loro tempo per regalarlo
a chi è meno fortunato, donando un'ora o più
per leggere ad alta voce e portare un sorriso.
Torino,
Lingotto Fiere
16/20 maggio 2002
www.fieralibro.it
|
Hemann
Hesse e l'energia dei libri
"Ospite
d'eccezione" sarà Hermann Hesse, protagonista
della "Serata Hesse" programmata al Lingotto
per la giornata inaugurale di giovedì 16 maggio.
Con Anna Mila ci saranno il germanista Marino Freschi,
Regina Bucher direttrice della Fondazione Hesse e
Alberto Sinigaglia. La pianista Caroline Doerge eseguirà
musiche care ad Hesse: Bach, chopin e Listz.
In
un suo saggio del 1911, Hermann Hesse scrive che leggere
per "diventare istruiti" per passare il
tempo è fare un uso improprio del libro: "i
libri hanno valore solo se guidano alla vita, se sanno
servirla e giovarle, ed è sprecata ogni ora
di lettura dalla quale non scaturisca per il lettore
una scintilla d'energia, un senso di ringiovanimento,
un alito di nuova freschezza. Ed è proprio
questo il dono che Hesse ha fatto ai suoi lettori:
ha scritto libri per la vita e non per la letteratura.
Generazione dopo generazione, sono sempre i giovani
i suoi più grandi fans, perché ritrovano
in lui i loro stessi smarrimenti sublimati in una
ricerca che guarda ad Oriente; e forse anche perché
nessuno come lui, poeta dell'attesa, ha saputo rendere
la misteriosa, profonda unione che c'è tra
uomo e natura. Siddharta è un long-seller venduto
ormai a milioni di copie che però continua
ad incantare sempre nuovi lettori.
|
15/05/2002

Libri frizzanti e banane mature
di
Federico
Pinci
Mahoko
Yoshimoto, in arte Banana Yoshimoto , è una delle più celebri
star letterarie del sol levante. Qualcuno storcerà il naso
ma i numeri sono numeri e non si discutono. Si è fatta conoscere
da noi con "Kitchen" che ha riscosso subito molti favori,
anche in virtù di una riuscita trasposizione cinematografica.
Disagio giovanile, sogno, visioni, lesbismo, manga, morte,
amicizia, solitudine, passioni e speranza, questi i temi
ricorrenti. Banana è particolarmente amata dalle donne non
più giovanissime e dai cultori della New Age. Scopriamo
perché…
Banana?
Scrittori preferiti
Animali preferiti
Il consenso in Italia
Premi
Cinema
Film e libri
Disagio
giovanile
Gioventù nipponica
La "svolta New Age"
Il Tamagotchi
Linguistica
Il padre
Ispirazione
Musica preferita
L'editore italiano
Banana?
Una scelta pare dettata da una insana passione per i rossi
fiori di banano di cui possiede un imponente esemplare in
casa a Tokyo. Si tratta di un nome che si pronuncia nel
medesimo modo in quasi tutte le lingue e si ricorda senza
sforzo.
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Scrittori
preferiti
Isaac B. Singer, Truman Capote. Tra i giapponesi adora Murakami
Ryu conosciuto in Italia per "Blu quasi trasparente". Tra
i suoi libri preferiti "Cime tempestose" della Brontë.
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Animali
preferiti
Banana possiede due cani ed una tartaruga.
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Il
consenso in Italia
"Forse devo tutto ad una buona traduzione" così dichiara
umilmente Banana (e così sospettano i suoi numerosi detrattori).
Giorgio Amitrano, suo traduttore inseparabile, l'accompagna
nei tour italiani e nel corso delle frequenti visite di
piacere.
L'Italia è appunto per Banana un paese speciale: "Un paese
in cui riesco ad essere me stessa e a diventare una persona
dalle mille facce. Paese che accoglie tutto, che aiuta la
bellezza degli esseri umani a fiorire…"
Insomma riguardo a noi italiani Banana è (oltremodo) ottimista.
Vediamo di non deluderla!
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Premi
Sino ad oggi la Yoshimoto si è aggiudicata una nutrita serie
di riconoscimenti:
Premio Kaien 1987 per scrittori esordienti per Kitchen
Premio Izumi Kyoka 1998
Premio del Ministro della pubblica istruzione per scrittori
esordienti per Kitchen e Utakata/Sankuchuari
Premio Yamamoto Shugoro 1989 per Tsugumi
Premio Scanno 1993 per N. P.
Premio Murasaki Shikibu 1995 per Amrita
Premio Fendissime Under 35 per Lucertola, 1996
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Cinema
A proposito di Nanni Moretti Banana ha scritto un saggio.
Le piace soprattutto perché in equilibrio tra serio
e faceto.
Un giudizio ingenuo direi
Saggi a parte, non aspettiamoci troppo dal fiuto cinematografico
della Yoshimoto. Il suo regista preferito è Dario
Argento, e questo la dice lunga sulla sua attendibilità
di critica.
Pare sia per via delle ossessioni che la coglievano da piccola.
Era convinta di essere anormale. Il che, dal punto di vista
di una giapponese, costituisce un difetto insopportabile!
Quando vide le immagini dei film di Argento si sentì
sollevata. "Sono numerosi coloro che, come me, dopo
aver visto i suoi film hanno addirittura rinunciato all'idea
di suicidarsi." Uhm
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Film
e libri
Tre ad oggi le trasposizioni cinematografiche delle opere
di Yoshimoto: Kitchen, Tsugumi, Wo ai chu fang.
Quest'ultimo titolo risale al '96 ed è tratto, come
il primo, da "Kitchen" ("Wo ai chu fang"
significa appunto "Amo la cucina").
"Rispetto ai libri, i film sono una cosa completamente
diversa. Possono avere uno o due punti di contatto con i
miei romanzi, non di più. Nel migliore dei casi ho
la sensazione che io e il regista abbiamo una sensibilità
comune riguardo a qualcosa. Nella prima versione di "Kitchen"
sentivo molto vicini a me i paesaggi, in "Tsugumi"
l'atmosfera, e della seconda versione di "Kitchen"
mi era piaciuta molto la sceneggiatura. In ognuno di questi
film ho trovato un punto di contatto, ma per il resto erano
opere di altri, che con me, con i miei libri non c'entravano
assolutamente niente."
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Il
disagio giovanile
Tra i temi ricorrenti nei romanzi (Amrita, letteralmente
"Acqua di Dio") ma anche nei racconti (H/H, "Hard
Boiled" e "Hard Luck"), la morte ed il disagio
giovanile hanno sempre abitato l'immaginario della scrittrice
nipponica. Questo nonostante il fatto che Banana non sia
più una bambina (è nata a Tokyo nel '64).
Ma la giovinezza, si sa, è un luogo interiore!
Per disagio giovanile la Yoshimoto intende il sentimento
di vertigine che a suo insindacabile giudizio i ragazzi
di oggi provano una volta divenuti adulti e disperati, incerti
del proprio futuro e profondamente soli. "Chi è
giovane vive la solitudine come uno scacco e ne ha terrore."
Per questo scrive libri, per ridar loro fiducia. O per lo
meno così asserisce.
Personalmente nutro qualche dubbio sulle virtù taumaturgiche
dei libri di Banana e sulla sincerità di simili dichiarazioni
di intento.
"L'adolescenza" continua "non è un
pericolo crudele di per sé. I giovani però
hanno un'energia tanto forte che qualunque cosa facciano
diventa estrema e drammatica."
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La
gioventù nipponica
Il Giappone è molto cambiato rispetto al passato.
I giovani hanno nuovi valori, sono più istintivi.
"Le richieste delle giovani generazioni giapponesi
sono molto più severe di quelle dei loro coetanei
occidentali."
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La
"svolta new age"
Sempre a partire da questo sentimento di insicurezza diffusa
la Yoshimoto approda all'intuizione di un'aldilà
che, nel suo caso, non la conduce a Dio ma al "soprannaturale".
Alla new age Banana ci arriva attraverso un percorso laico
ed esistenzialista. "Per gli uomini d'oggi" dichiara
"il soprannaturale è indispensabile."
Ciò che davvero le interessa è la capacità
della gente di credere in cose invisibili. Proprio il tentativo
di illuminare questa porzione nascosta del reale, non una
semplice moda, informa la stesura del best seller "Amrita".
Molti lettori hanno interpretato questo interesse per la
metafisica come un tributo alle antiche tradizioni giapponesi
discostandosi un po' troppo, mi pare, dalle intenzioni della
scrittrice.
Torna su
Il
Tamagotchi
Anche Banana ne ha posseduto uno. Ha sofferto molto quando
è morto ed è scoppiata a piangere.
Nonostante il trauma è convinta che un simile gioco
non sia dannoso. Lo scandalo nei confronti del Tamagotchi
è solo frutto di una efficace operazione commerciale.
"In questo gioco c'è forse qualcosa di più
di uno svago virtuale, qualcosa che coinvolge i sentimenti."
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Linguistica
Banana adora i termini inglesi ma si sforza di scrivere
nel più bel giapponese possibile. Un discorso a parte
lo meritano le numerosissime citazioni. Mentre in occidente
preferiamo virgolettarle per riferire la distanza critica
che ci separa dall'opera citata, nella scrittura di Banana
i riferimenti alla musica pop, alla letteratura, ai personaggi
pubblici, si perdono nel tessuto narrativo in modo assolutamente
organico, ne divengono parte integrante. Non sono "furti"
ma veri e propri "omaggi" abilmente recuperati
alla creatività.
Torna su
Il
padre
Ryumei Yoshimoto, è un eminente critico letterario
e poeta
A dire il vero l'esordio di Banana è stato simile
a molti altri. Ha inviato un racconto ad un concorso e lo
ha fatto di nascosto dal padre.
Certo le è capitato di disporre di maggiori stimoli
crescendo in una famiglia di letterati. Il padre le sarà
stato senza dubbio di grande aiuto in un secondo momento.
Torna su
Ispirazione
Ha sempre considerato i manga una forma di letteratura e
ne è appassionatissima. Non è un caso che
la sorella sia una affermata disegnatrice di fumetti, si
tratterà di una predisposizione di famiglia. Invece
tra gli scrittori occidentali preferisce Lawrence.
Torna su
Musica
preferita
Nirvana, PreFab Sprout, Mike Oldfield.
Torna su
L'editore
italiano
Tutti i libri di Banana sono editi in Italia da Feltrinelli
(per lo più Universale Economica). Fu proprio Feltrinelli
a presentare la prima traduzione mondiale di Kitchen nel
lontano 1991. Questo si che è fiuto per gli affari!
Torna su
14/03/2002

Di che libro sei?
di
Giulia
Serra
Che
rapporto hanno gli italiani con i libri? Leggono poco? Leggono
troppo? Leggono male? Acquistano i libri ma poi non li leggono?
E soprattutto, qualsiasi cosa facciano, perché la fanno?
E ancora: come si può sopravvivere senza leggere neanche
un libro nell'arco di un anno? Chi sono quei "pazzi" che
leggono più di dieci libri l'anno?
Considerato
dal punto di vista di chi legge molto e crede che leggere
sia una componente importante della qualità della
vita, scoprire che negli ultimi venticinque anni la percentuale
degli italiani che legge almeno un libro all'anno è
passata dal 32,3% al 38,6% è prima di tutto incredibile
e poi, a mente fredda, sconfortante!
Un aumento del 6,3% in venticinque anni non si può
certo definire un passo avanti. Leggendo il dato un po'
più in profondità si vede che a leggere meno
di tutti sono i "capi famiglia", poi le donne
e infine i giovani al di sotto dei 25 anni, "soltanto"
il 31% di loro non ha letto un libro nell'ultimo anno, il
che infonde una certa speranza circa il futuro.
Eppure
in Italia vengono pubblicati ogni giorno migliaia di libri;
la qual cosa invece di infondermi gioia e di darmi l'idea
di vivere in un paese culturalmente vivo, mi fa crescere
un'ansia spaventosa: tutti quei libri pretendono di essere
letti, o almeno sbirciati, almeno un'occhiata al risvolto,
alla foto di copertina, e invece niente, non avrò
neanche mai il tempo di guardarli tutti!
So
di non essere sola in questa mia letteraria sofferenza,
leggono almeno un libro al mese l'11,6% degli italiani,
dato che ci colloca tra i primi in Europa. Insomma gli italiani
leggono davvero poco, ma quelli che leggono lo fanno assiduamente.
E scopriamo allora chi sono i frequent reader italiani dividendoli
in piccole tribù che hanno un libro, o un autore
culto, o anche che si riconoscono in un genere a tal punto
da accettarlo in maniera incondizionata. Ci sono tribù
di nicchia e tribù numerosissime
tu a che tribù
appartieni?
Viaggiatori
Bambini
Classici
Antagonisti
Nazional/natalizi
Senza limiti
Reazionari
Viaggiatori
Sono quelli che d'estate non leggono mai, viaggiano. Adorano
Chatwin e la Patagonia, annotano gelosamente le loro impressioni
di viaggio su notes "moleskine", quasi fossero
davvero dei novelli Chatwin.
Tutto sommato sono simpatici, a volte un po' fissati soprattutto
nel tediare amici e conoscenti con dettagliati resoconti
vocali e fotografici, bisogna capirli: in loro scorre sangue
nomade!

Bambini
Li dividerei in due categorie: i consapevoli e gli inconsapevoli.
I primi hanno divorato la simpatica saga di Harry Potter
e poi sono corsi al cinema a vedere il film. Gli altri continuano
a leggere i libri che leggevano durante l'infanzia, spacciandoli
per capolavori per adulti. Ultimamente è molto trendy
anche il Signore degli Anelli, anche se la biblica mole
scoraggia i più!

Classici
"I bei libri di una volta non ci sono più"
, ormai a loro avviso si pubblica solo spazzatura. L'unica
soluzione è tuffarsi nelle avvincenti pagine di Dostoevskij,
Manzoni, Calvino, Verga, Flaubert, Ariosto, Maupassant,
James, Wolf, nonché il pozzo infinito dei classici
latini e greci. Non li vedrete mai in giro con una copia
dell'ultimo di Stephen King
si vergognerebbero troppo!
In fondo sono dei romatici/nostalgici e non fanno male a
nessuno!

Antagonisti
Sono loro: gli antiglobal! Quelli del pensiero divergente,
delle società multicolori, della curiosità
verso tutto ciò che è diverso. Sono dei creativi,
dei bravi ragazzi davvero, cuore vivo e pulsante di una
società noiosa ed egoista. Hanno letto prima Chomsky,
poi Rifkin e poi è stata la volta di Naomi Klein.
Colonna sonora? Forse Jovanotti!

Nazional/natalizi
Che dire di loro? Non si può che guardarli dall'alto
in basso, leggono poco, male e di bassa qualità.
Comprano e regalano libri soprattutto a Natale. Amano farsi
vedere con poderosi volumi di analisi politica scritti da
giornalisti di grido, ma poi non li leggono mai! La speranza
è che prima o poi diventino dei veri lettori.

Senza
limiti
Forse sono loro i lettori puri. Quelli che non fanno parte
di nessuna tribù perché appartengono a tutte
le tribù. Quelli che leggono anche 5 libri contemporaneamente,
c'è da invidiarli, e anche da chiedersi dove trovino
il tempo! Sono dei curiosi, degli avidi di parole, sono
quegli strani personaggi che, tanto per capirci, in libreria
annusano i libri. Leggono di tutto, Baricco, Vespa, Hemingway,
Proust, Camilleri, Arbasino, Allende, Grossman, Castaneda
e via dicendo

Reazionari
In genere di alta formazione letteraria, in gioventù
hanno letto i pilastri della letteratura italiana"per
bene" per poi approdare verso indefessi scrittori reazionari,
antisemiti, guerrafondai, razzisti. Forse, lo spero, c'è
anche un po' di autoironia in questo voler essere dalla
"parte sbagliata", sono comunque molto preziosi
perché hanno una cultura davvero vasta, ormai una
rarità.

22/02/2002

Il best-seller parla di Internet
di
Maria
Letizia Serra
La
Rete, The Matrix, si è ormai impadronita della nostra
vita, del nostro lavoro e del nostro tempo libero. Il Web
ha cambiato l'arte dello scrivere, di raccontare le storie.
Come? Rappresentando un inesauribile serbatoio di ispirazioni,
idee e spunti per gli scrittori. È difficile imbattersi
in un romanzo ambientato ai giorni nostri che non racconti
di almeno una chat, un hacker, un'e-mail misteriosa o di
un qualche virus indistruttibile.
Se
un tempo i libri di successo diventavano e-book, oggi le
storie scritte per il Web diventano pagine di carta stravendute
in libreria.
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Webmaster
Alessandra Contin Addictions-Magenes Editoriale, 2000
Collana: I neri
10,33 €
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La
contaminazione tra scrittura e Internet ha modificato la
stessa struttura del testo. Se volete un esempio, provate
a leggere il libro di Alessandra Contin Webmaster,
un cybergiallo pubblicato utilizzando font e caratteri diversi,
per dare il senso di un vero ipertesto anche sulla carta
stampata.
Ma
la vera rivoluzione sta nel fatto che la Rete è una
miniera di storie nella quale lo scrittore, come se fosse
un agente segreto, può calarsi sotto mentite spoglie
e attingere a piene mani. È la consacrazione di Internet
come nuova fonte di ispirazione letteraria soprattutto nel
genere thriller.
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Profondo Blu
Jeffrey Deaver
Sonzogno, 2001
17,56 €
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Jeffrey
Deaver, lo scrittore americano famoso per aver scritto Il
collezionista di ossa, adesso ha pubblicato in Italia
il suo ultimo libro, Profondo Blu, ispirato
alla Rete, al mondo degli hacker e della pirateria informatica.
Eccovene un'anticipazione: in un sconfinato territorio virtuale,
denominato dai suoi frequentatori "profondo blu",
agisce un omicida temibilissimo: si fa chiamare Phate ed
è un eccezionale mago del computer. La sua vera identità
è sconosciuta ma in Rete è in grado di assumere
mille volti per ingannare e colpire il suo bersaglio: grazie
a un programma di sua invenzione, può infatti penetrare
in qualsiasi sistema informatico, violare ogni computer,
spiare la posta elettronica, impadronirsi di dati personali.
Insomma gli ingredienti del cyberthriller ci sono tutti
anche se la morale è sempre quella: svelare come
la nostra vita quotidiana sia strettamente controllata dai
computer. Ma ormai questo non è più un segreto
per nessuno!
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Senseless
Stona Fitch
Soho Press, 2001
22 dollari (www.amazon.com)
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Sempre
dello stesso genere è Senseless di
Stona Fitch, non ancora tradotto in Italia, in cui il protagonista
è rinchiuso da un gruppo di terroristi in una stanza
bianca e costantemente monitorato da webcam che trasmettono
online ogni suo movimento.
Sono
sempre stata convinta che questo fosse un tipo di letteratura
da vedere prima al cinema e poi da leggere nei libri: effetti
speciali, animazioni virtuali, tecnologie difficili da immaginare
e una trama intricatissima, creata ad hoc per disorientare
il lettore. Eppure non posso negare che questi libri che
parlano di Internet abbiano successo. Allo stesso modo dei
libri di Asimov, che conquistavano e imprigionavano il lettore
in mondi fantastici e impossibili.
In questo caso la spiegazione secondo me sta nell'analogia
tra Internet e il pianeta proibito e sconosciuto, la Rete
è un "non-luogo" indefinibile e infinito
che stimola la fantasia del narratore e del lettore.
Ma
Internet non è solo fantascienza, è realtà
e quotidianità. Infatti, dopo i thriller tecnologici
che raccontano di spy-game e Reti assassine, adesso i romanzi
che parlano di Internet si basano su storie vere.
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E
Matthew Beaumont Paperback, 2000
10 dollari www.amazon.com
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All'estero
l'esempio più riuscito di questo genere di storie
è E-mail Story, scritto dall'inglese
Metthew Beaumont e pubblicato con il solo titolo E.
Si tratta di una sorta di rivisitazione del romanzo epistolare
in chiave telematica. La storia racconta le vicende degli
impiegati di un'agenzia di pubblicità londinese che
si scambiano messaggi elettronici tutto il giorno. I personaggi
e la loro caratterizzazione psicologica emergono attraverso
la lettura delle loro e-mail. Sicuramente una rivoluzione
nel modo di scrivere un romanzo epistolare.
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Pura Vita
Andrea De Carlo Mondatori, 2001
11,98 €
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Ma
Internet, oltre a rappresentare una miniera di storie da
raccontare, è un importante mezzo di comunicazione.
Lo dimostra Andrea De Carlo, uno degli autori italiani che
più si è calato in questa nuova dimensione,
e che nel suo ultimo libro, Pura Vita, racconta
di personaggi che comunicano spesso con e-mail e Sms. Un
libro sulla differenza di generazioni, sulla modernità
e sul "cellularismo" imperante.
E
l'amore? Anche quello viaggia su fibra ottica.
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Jemina J.. Un amore nella Rete
Jane Green
Sperling Paperback, 2001 7,90 €
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Dopo
C'è posta per te, non ci sono dubbi: l'anima gemella
si conosce in chat, ovviamente nascosta da un nickname.
Il Diario di Bridget Jones insegna: le sue avventure
sentimentali non iniziavano infatti da uno scambio di e-mail
con il suo affascinante capo?
Jane Green copia la storia di successo e ce la ripropina
nel suo Jemina J. Un@more nella Rete, storia
di una passione che unisce una single soprappeso ad un uomo
conosciuto in chat
che le cambierà la vita. Da leggere solo per gli
irriducibili fan di Bridget!
Tutto troppo facile, tutto troppo immediato: il corteggiamento
si riduce a cliccare sull' Invia per spedire il messaggio
e il gioco è fatto. Ma dove sono finiti i Don Giovanni
di un tempo che dovevano sudare sette camicie per conquistare
la loro bella?
06/02/2002
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