Semplicemente
5/9/20100:53

GIOCHI & CONCORSITEST & SONDAGGI AGORÀ

La biblioteca dei libri erranti

Si chiama bookcrossing, passalibro nella versione italiana, la filosofia alla base di questa iniziativa è che i libri, anziché ammuffire negli scaffali delle librerie, vanno "liberati" affinché scoprano il mondo, affrontino le più varie peripezie, finiscano nelle mani più disparate per poi riprendere il viaggio alla conquista di nuovi lettori. L'idea è venuta a Ron Allen Hornbake che ha creato un sito che consente di seguire l'intero viaggio di ogni libro.


Vediamo come funziona.
Ogni libro che si legge per intero, che si lascia ad un certo punto, che si ama o che si rifiuta, è un incontro. Si tratta di socializzare questo incontro, mettere altre persone a contatto dell'oggetto del nostro apprezzamento e del nostro rifiuto. I libri debbono essere contrassegnati da un'etichetta che si carica dal sito www.bookcrossing.com (inaugurato nell'aprile del 2001), dove il lettore donatore potrà anche controllare l'esito del viaggio del regalo da lui fatto a ignoti. Il sito conta 36265 adepti e 83888 volumi sguinzagliati per il mondo. In testa alla classifica: America, Canada, Australia e Italia, al quarto posto con quasi novemila titoli "liberati".
Il successo che questa idea sta avendo nel nostro paese è testimoniato dall'iniziativa di Radio3 che agli inizi di settembre 2001, nel corso del Festival della Letteratura di Mantova, ha lanciato il primo bookcrossing radiofonico. Il meccanismo è lo stesso, con l'unica differenza che il percorso dei libri viene seguito via radio. Potrebbe sembrare strano che tali iniziative abbiano così successo in un paese come il nostro dove si legge notoriamente poco. Forse i pochi appassionati di lettura sentono in maniera particolare il desiderio di diffondere cultura e condividere con altri questo piacere.

Tra i posti di rilascio più gettonati le stazioni ferroviarie, gli aeroporti, le aree di servizio,ed anche le panchine dei parchi, sugli autobus… insomma dappertutto!
E' un modo di rendere giustizia e far vivere un libro che molte volte rischia la morte civile in una qualche caotica biblioteca privata.
In questo modo vi può tranquillamente capitare di passeggiare per il parco, portando a spasso il cane, oppure state recandovi in ufficio in metrò, e su una panchina trovate un libro. Forse non si tratta di un libro dimenticato, può essere un libro "liberato".
Guardatelo meglio: notate un'etichetta gialla con un codice: ecco, quello è un libro "liberato" da qualcuno che collegandosi al sito www.bookcrossing.com (in inglese) ne ha registrato il titolo, scaricato l'etichetta, attaccandola sul volume, lo ha poi abbandonato su una panchina, oppure al bar. Il codice sull'etichetta permetterà di rintracciare il libro e al contempo lo renderà sempre riconoscibile. Il tutto per permettere alle idee di circolare liberamente, veicolate dalla casualità, unendo le genti con l'amore per la lettura e la cultura in genere, che così diventa veramente un patrimonio universale.
Amore per la lettura e il sogno di creare un'immensa biblioteca errante, in cui un "nuovo umanesimo" si appoggia alla - temuta - globalizzazione, sono le basi su cui si fonda questo movimento creato da Ron Hornbaker, conosciuto in rete con il nome di Reno.

Il gioco è divertente e coinvolgente, a patto che si riesca ad accettare l'idea di liberarsi dai propri libri.
Il bookcrossing, allo stesso modo di altre idee rivoluzionarie della rete come Napster, si basa sulla volontà di condividere risorse, ma con alcune differenze. Innanzitutto qui il virtuale diviene reale, i libri liberati vengono toccati, vissuti, "sentiti". In secondo luogo il bookcrossing non va contro alcun copyright e anzi, come spiega il suo fondatore, stimola la vendita dei libri. Da una parte perché la percentuale di chi riesce ad entrare in possesso di un libro "liberato" e quindi ha la possibilità di leggerlo gratuitamente è molto minore di quella di chi ne legge la recensione sul sito e magari è spinto a comprarlo. E poi perché spesso accade che gli amanti di un libro ne acquistino più di una copia, per tenerne una per sé e mettere in circolazione le altre.
Ci sono poi svariati locali che operano da posto di scambio, mettendo a disposizione spazi per lasciare e prelevare libri e sono riconoscibili dalla locandina Official Crossing Zone.
Letteralmente "Zone Ufficiali di Scambio", in pratica sono dei locali che mettono a disposizione uno spazio dove i bookcrosser (e i curiosi di passaggio) possono depositare e prelevare i loro libri.
Solitamente la Crossing Zone è evidenziata da un poster o locandina del BookCrossing,
Essendo una Crossing Zone è frequentata da bookcorsari e quindi è un'ottima zona di rilascio con alte probabilità che il libro venga preso da un altro bookcorsaro e prosegua il suo cammino.
Tra le zone ufficiali di scambio ci sono un pub di Milano, una birreria di Roma, una tisaneria di Torino, un pub di livorno, una libreria a Milano, una panetteria di Caorso, un'edicola di Catania, e molte altre. I dettagli li trovate sul sito di un attivissimo bookcorsaro italiano: http://www.rinaldiweb.it/eurobc/it

11/07/2003

Amélie Nothomb, una scrittrice a parte

Figlia di diplomatici, Amélie Nothomb, scrittrice belga di lingua francese, è nata a Kobe, in Giappone, il 13 agosto 1967. Ha trascorso i primi cinque anni della sua vita in Giappone, successivamente ha vissuto in Cina, negli Stati Uniti, in Birmania, nel Laos e in Bangladesh. In Belgio intraprende gli studi di filologia romanza. Anche se oggi vive tra Parigi e Bruxelles, il Giappone rimane comunque il suo paese di riferimento.


Amélie Nothomb scrive da quando aveva diciassette anni ed è molto prolifica. Lei stessa si definisce una grafomane, una malata di scrittura.
Il debutto letterario risale al 1992 quando la casa editrice Albin Michel pubblica Hygiène de l'assassin, che diventa il caso letterario dell'anno: 350.000 copie vendute, due riduzioni teatrali, un film. Il libro riceve il Prix René-Fallet e il Prix Alain-Fournier. Da quel momento Amélie Nothomb pubblica un romanzo all'anno, fedele alla stessa casa editrice, Albin Michel, come in Italia è fedele alla Voland. Ma è con Stupeur et tremblements (1999) che la scrittrice conquista definitivamente il suo pubblico. In Francia ne sono state vendute più di 400.000 copie ed è stato premiato con il Grand Prix du roman de l'Académie française.

E per sottolineare ulteriormente come Amélie sia ormai un personaggio cult della letteratura francese possiamo ricordare che oltralpe esiste addirittura una "setta" di giovani lettori a lei devoti, i Nothombophiles.
Al coro di critici che la consacra come una delle più promettenti romanziere di lingua francese, il controcanto di altri la definisce "insopportabile, pretenziosa, disgustosa...". "È strano - ribatte lei -. Pensavo che il mio lavoro, come la maggior parte dei libri, provocasse soltanto indifferenza".

Dal suo primo romanzo Amélie Nothomb ha imposto uno stile: sguardo incisivo, spesso impietoso e crudele, umorismo fulmineo. Il conflitto, l'amore, i poli estremi dell'estetica (la bellezza abbacinante e la bruttezza irrimediabile), la morte, la duplice valenza simbolica del cibo sono il perno di storie originali che lasciano il lettore senza respiro, in balia di una scrittura irriverente e ironica allo stesso tempo. Con uno stile sempre limpido e controllato, con umorismo allucinato che a tratti riecheggia il teatro di Samuel Beckett, imprime la sua disamorata visione del mondo in caratteri inquietanti e grotteschi, senza cadere nella caricatura, e trasforma assimilate lezioni filosofiche nella materia di agili dialoghi dall'incisività caustica.

Ogni romanzo è una breve opera teatrale, un'arena in cui si affrontano due, tre, quattro personaggi. Dispute, sarcasmi, ironie, scambi, complotti, minacce, colpi di scena. La cosa più strabiliante dell'universo nothombiano - che riconcilia la critica, il grande pubblico e gli accademici - è la genialità delle ambientazioni, la capacità di Amélie di accaparrarsi il lettore, di indagare l'insondato e trasformare un dato di fatto nel suo contrario.
La Nothomb ha avuto la ventura di vivere una vita romanzesca cui attinge per i suoi romanzi senza però mai indulgere all'autobiografismo puro. I primissimi anni della sua vita sono raccontati nella Metafisica dei tubi, una rivisitazione del tutto personale di un periodo di vita che raramente è stato raccontato in prima persona e in maniera così dissacratoria. La bambina-Amélie si crede Dio e si rifiuta di arrendersi alle banalità della vita del neonato con una precocissima forma di ribellione che troverà forme di espressione non autodistruttive solo quando la nonna belga le farà conoscere il cioccolato.
La scrittrice è talmente lontana dai cliché letterari da risultare sempre originale, nel bene e nel male. La si ama per la sua ironia sublime e l'amore del paradosso o la si odia perché la si giudica insopportabile e un po' nevrotica. Il merito della sua narrativa è quello di offrire sempre uno sguardo sulla realtà unico, una prospettiva inedita che scaturisce da un angolo visuale impervio dove nessun altro si è avventurato. In Stupore e tremori, che è probabilmente il suo capolavoro, la Nothomb nel suo inconfondibile stile al vetriolo racconta il Giappone come nessuno lo ha mai raccontato. Un Giappone che conosce da vicino e di cui mette in luce le contraddizioni con un'analisi spietata, irriverente e quanto mai divertente, resa particolarmente interessante dal fatto che la scrittrice adora questo paese, pur detestandone il rigido formalismo, il culto della gerarchia e la repressione di qualsiasi espressione di originalità personale.

13/02/2003

Un libro per natale

Ha ancora un senso fare così tanti e soprattutto inutili regali a Natale? Servono a qualcosa? C'è qualcuno che si ricorda cosa ha ricevuto l'anno scorso? Ho i miei dubbi. Per questo non possiamo che invitarvi a raccogliere tutti i soldi che avreste destinato a regali e regalucci inutili e darli in beneficenza. Poi comprate dei bei bigliettini natalizi e ci scrivete con una bella penna dall'inchiostro dorato che quest'anno avete preferito non buttare via i soldi ma destinarli a cause ben più nobili di una brutta cravatta regalata controvoglia! Nel caso non riusciate a mettere in pratica siffatta buona azione dedicatevi allora ai libri e dimenticate sciarpe, guanti, cravatte, creme, cornici, soprammobili e ninnoli raccoglipolvere!


L' avvocato. 1966-2002 dal potere alla crisi
Giuseppe Turani

Offrire di Gianni Agnelli, in pochissime parole, un ritratto obiettivo e rispondente al vero è facile: si può dire, semplicemente, che è uno degli uomini più famosi, imitati e 'chiacchierati' in Italia e all'estero. Ma conoscerlo a fondo, scoprire il segreto di un successo che dura da mezzo secolo a dispetto delle correnti e delle mode e le ragioni dell'indiscusso ruolo di 'manager per eccellenza' è decisamente più complesso. Bisogna, innanzitutto, 'leggere' l'avventura umana e personale dell'Avvocato tra le righe degli ultimi quarant'anni di storia e, soprattutto, attraverso le vicende della Fiat, l'azienda che ha rappresentato il colosso industriale per antonomasia, il simbolo della 'civiltà dell'auto' che ha decretato la fine dell'Italia contadina e ne ha sancito la consacrazione a paese industrializzato. Nel corso di tutti questi anni così tormentati e significativi, Gianni Agnelli ha consolidato la sua leadership nell'ambito della famiglia e il proprio mito di grande capitalista gestendo l'azienda nei momenti di massimo fulgore, nei difficili tempi dell'autunno caldo fino alla riorganizzazione dell'impresa e agli accordi con General Motors, che potrebbero portare alla cessione dell'intero settore auto. L'Avvocato continua a far parlare di sé, rimanendo più che mai l'emblema del Capitalismo moderno.

Le inchieste di Report. Le mani sulla salute
Alessandra Comazzi

Il programma "Report" di Milena Gabanelli, invece di chiamare ospiti in studio, prende la videocamera e si cimenta nel giornalismo di denuncia. Senza troupe, il giornalista free-lance lavora da solo, direttamente sul campo. Se oggi i dentisti non usano l'amalgama al mercurio, se sui farmaci generici, sui vaccini, sui grassi nell'industria alimentare sono state aperte inchieste ministeriali e giudiziarie, lo dobbiamo anche al gruppo di giornalisti di "Report" e al loro pubblico.
Un saggio documentatissimo che ci svelerà molte cose che non avremmo voluto sapere, ma è anche uno stimolo per riflettere a fondo sui meccanismi e sul ruolo dell'informazione televisiva.

Osterie d'italia
Sussidiario del mangiarbere all'italiana 2003

Un viaggio in Italia all'insegna dello Slow Food, un percorso del gusto attraverso osterie vecchie e nuove, trattorie, ristoranti, enoteche, ristori agrituristici. 1700 buoni indirizzi per apprezzare il grande patrimonio della cucina regionale, per riscoprire il piacere della convivialità e la civiltà dell'accoglienza. Una guida diversa da tutte le altre, un repertorio sorprendente di sapori e di storie.


L' orda. Quando gli albanesi eravamo noi
G. Antonio Stella

Nella ricostruzione di Gian Antonio Stella, ricca di fatti, personaggi, aneddoti, documenti, storie ignote o sconvolgenti, compare l'altra faccia della grande emigrazione italiana. Quella che meglio dovremmo conoscere proprio per capire, rispettare e amare ancora di più i nostri nonni, padri, madri e sorelle che partirono. Quella che abbiamo rimosso per ricordare solo gli "zii d'America" arricchiti e vincenti. Una scelta fatta per raccontare a noi stessi, in questi anni di confronto con le "orde" di immigrati in Italia e di montante xenofobia, che quando eravamo noi gli immigrati degli altri, eravamo "diversi". Eravamo più amati. Eravamo "migliori". Non è esattamente così.

Interismi. Il piacere di essere neroazzurri
Beppe Severgnini

"L'Inter - scrive Severgnini - è una forma di allenamento alla vita. E' un esercizio di gestione dell'ansia, e un corso di dolcissima malinconia. E' un preliminare lungo anni. E' il gioco, da grandi, di quelli che da bambini tenevano ai sudisti o agli indiani."
"Interismi" mescola entusiasmi recenti e inevitabili memorie, opinioni fulminanti e citazioni classiche seguite da discussioni omeriche (se l'Inter è Ettore e la Juve è Achille, il Milan è Patroclo o Ulisse?). Insieme ai giudizi sulle squadre rivali e ai ritratti dei giocatori neroazzurri, ci sono le 'interviste impossibili' a Peppino Prisco (che si è temporaneamente giocato il paradiso coi commenti su Lazio-Inter). "Interismi" dimostra come la passione sportiva non debba nutrirsi d'odio e aggressività. Bastano l'affetto, l'entusiasmo e quell'autoironia sentimentale diventata ormai il marchio dell'Internazionale Football Club.


La globalizzazione e i suoi oppositori
Joseph E. Stiglitz

Il vincitore del Premio Nobel per l'economia nel 2001, consigliere di Bill Clinton durante il primo mandato, e vicepresidente della Banca Mondiale dal 1997 al 2000 affronta il tema della globalizzazione cercando di rispondere ad alcune domande: cosa s'intende per globalizzazione? quali sono i presupposti, quali gli effetti e quali i danni? chi sostiene la globalizzazione, chi la governa e chi la contesta?
Un libro coraggioso che, raccontando le dirette esperienze di un protagonista d'eccezione, apre al lettore nuovi orizzonti della politica economica mondiale. Una denuncia che nasce con lo scopo di suscitare un confronto anche aspro, dimostrando come, per i paesi del Terzo mondo, le carte del gioco economico siano sempre truccate a sfavore.


Ozio creativo. Conversazione con Maria Serena Palieri
Domenico De Masi

Esiste un ozio dissipativo, alienante, che ci fa sentire vuoti e inutili. Al contrario, esiste un ozio attivo, che ci fa sentire liberi e che è necessario alla produzione di idee, così come le idee sono necessarie allo sviluppo della società. Oggi che la maggior parte della fatica manuale è eseguita dalle macchine, ci è maggiormente richiesto di essere fantasiosi e innovativi. Si marcia verso un futuro in cui si lavorerà meno e meglio, in cui, grazie alla tecnologia, potremo gestire nella maniera più efficace lo spazio e il tempo. Questo libro, ripercorrendo le grandi svolte epocali della nostra storia, dimostra che questo futuro è già presente.


Capire il potere
Noam Chomsky

Noam Chomsky è universalmente considerato uno dei più importanti pensatori del nostro tempo. Negli ultimi trent'anni le sue conferenze sul passato, sul presente e sul futuro della politica di potere hanno interessato un pubblico tra i più eterogenei. Per chi desidera ascoltare questa voce, che sia nuovo al pensiero chomskiano o che voglia conoscerlo nella sua interezza, "Capire il potere" raccoglie per la prima volta i suoi interventi fondamentali. Gli argomenti spaziano dalla politica estera statunitense alla crisi del welfare state con l'amministrazione Clinton. Tracciano una mappa illuminante delle connessioni tra la spinta imperialista verso il resto del mondo e le ripercussioni negative sulla società americana. Toccano i temi dell'attivismo politico e del ruolo dei media. Si tramutano in proposte d'intervento concreto per un rinnovamento della società e per la soluzione di questioni internazionali cruciali, come la crisi in Medio Oriente, il controllo delle risorse energetiche in Afghanistan e nelle ex repubbliche sovietiche, l'emergere di nuove potenze come la Cina e l'India. Ciò che contraddistingue il pensiero di Chomsky è la padronanza di un'immensa mole di informazioni e dati e l'abilità nello smascherare in ogni contesto i meccanismi e gli inganni delle istituzioni. Il suo metodo: la rinuncia a qualsiasi tipo di astrazione per insegnare a coltivare un proprio senso critico di fronte agli eventi della Storia e al meccanismi del potere.

Storia del conflitto arabo israeliano palestinese. Tra dialoghi di pace e monologhi di guerra
Giovanni Codovini

Una chiara e obiettiva ricostruzione delle vicende storico-politiche, sociali, economiche, religiose e culturali che hanno scosso la Palestina dalla fine del XIX secolo ai nostri giorni. Da una parte la tormentata nascita dello Stato di Israele, preceduta dal diffondersi dell'ideale sionista e dai pionieristici insediamenti dei coloni nella terra dei propri antenati; dall'altra, l'affermarsi di un nazionalismo arabo e di una coscienza politica palestinese, fino alla fondazione del primo Stato palestinese e ai conflitti che ne sono seguiti. Un ricco apparato documentario (per esempio: tutti i testi dei trattati di pace, dei quali si è persa memoria), schede e tabelle informative fanno di questo libro uno strumento indispensabile per comprendere una delle aree più 'calde' del mondo e per avere sotto mano tutti gli elementi per ricostruire le posizioni delle varie parti in causa. Questa nuova edizione, dopo l'interesse suscitato dalla precedente, è ampliata di due capitoli e aggiornata fino agli avvenimenti più recenti.

Altri Hotel. Il mondo visto da dentro 1997-2002
Adriano Sofri

"Mi restò un'impressione confortante di libertà e di ricominciamento. Ci sono cartelli che avvertono - troppo tardi, in genere: 'Strada senza uscita'. Al contrario, 'Tutte le direzioni'. E' come essere portati dai sequestratori nel luogo della liberazione, là fatti girare più volte su se stessi con gli occhi bendati, e poi lasciati soli. Si conta fino a novanta, si scioglie la benda, e ci si guarda attorno. 'Toutes les directions'. Ci sono persone che si sentirebbero disperse, in un così bel punto. E mi ricordo anche la prima volta in cui lessi il cartello: 'Altri Hotel'. Era in un posto di vacanza. C'era una ressa di cartelli con le frecce e le stelle: 'Hotel Bristol', 'Hotel Majestic', 'Hotel Miramonti', 'Hotel delle Palme', 'Grand Hotel', eccetera. E poi, in fondo: 'Altri Hotel'. Era lì che andavo io".
Adriano Sofri raccoglie in questo volume scritti "di varia umanità" pubblicati su giornali e quotidiani, come "Panorama", "Il Foglio", "la Repubblica", "Diario", "Noi-Donne". Testi di varia natura, accomunati dal momento in cui sono stati composti: dal 1997, l'anno in cui Sofri entrò in prigione, al maggio 2002.


Il banchiere dei poveri
Muhammad Yunus

Nel 1977 Muhammad Yunus ha fondato la Grameen Bank, un istituto di credito indipendente che pratica il microcredito senza garanzie. Da più di venti anni lavora ad ampliare la Grameen che, oltre ad essere presente in 36000 villagi del Bangladesh, è oggi diffusa in 57 paesi di ogni parte del mondo. La banca presta denaro ai più poveri tra i poveri, a coloro che non hanno nulla da offrire in garanzia e quindi sono respinti dagli altri istituti di credito. Grazie alla sua politica del microcredito a tassi bonificati, centinaia di migliaia di persone si sono affrancate dall'usura e hanno gradualmente allargato la loro base economica. Il tasso di restituzione alla Grameen è di oltre il 90 per cento.

Eco-economy. Una nuova economia per la terra
Lester R. Brown

La domanda piu pressante, oggi, è se l'ambiente sia parte dell'economia o se sia l'economia a essere parte dell'ambiente. Lester R. Brown sostiene la seconda ipotesi e alla dimostrazione della sua validità è dedicata gran parte del libro. Il modello economico che si basa sui combustibili fossili, sull'uso dell'automobile e sui prodotti usa e getta non può funzionare per tutto il mondo e nemmeno, a lungo andare, per i paesi industrializzati. Ma Brown è ottimista e ci spiega come sia possibile ristrutturare l'economia globale per renderla compatibile con gli ecosistemi della terra, in modo che il progresso economico possa continuare.

10/12/2002

Non ti muovere
di Giulia Serra

Diretto, immediato, in prima persona, reso con una scrittura essenziale ma al contempo attenta al particolare, quasi al fotogramma, e al contesto metropolitano in cui si cala il dramma della quindicenne Angela che attraversa un incrocio senza dare la precedenza. Ed è l'incidente, il grave trauma cranico, la corsa all'ospedale dove la incontra il genitore chirurgo.


Il libro è un lungo monologo. Chi parla e costruisce, con i suoi pensieri, il romanzo, è il padre, un "povero padre sfondato dal dolore". "Non ti muovere" sono le parole che questo padre dice alla figlia, sdraiata sul lettino d'ospedale, la sta operando un suo amico. Sei ore di intervento in cui lui si confessa, raccontandole il suo passato.

Emerge tutto quello che era stato rimosso, soprattutto una storia d'amore tra il brillante professionista e una donna delle pulizie, volgare nel trucco e nella miseria dei vestiti, che aveva segnato profondamente il medico.

"La amo, figlia mia, come non ho mai amato nessuno. La amo come un mendicante, come un lupo, come un ramo di ortica. La amo come un taglio nel vetro. La amo perché non amo che lei".

Il rapporto fra il medico e questa donna, Italia, si intreccia fatalmente o conduce a quelli, parimenti irrisolti, fra l'io narrante e le altre due donne della sua vita: la bella moglie,"così desiderabile", e la figlia. In particolare a quello con Angela, che il padre latitante ("parsimonioso nel dare, frettoloso nel ricevere") è costretto a descrivere come segnato da una distanza affettiva difficile per lui da attraversare e colmare.

La difficoltà a gestire gli affetti sembra dunque costituire il tema portante di Non ti muovere. Sarà forse perché oggi molti sedicenti adulti, come afferma con amarezza il dottore, "non hanno certezza di nulla, e non sanno chi sono e che vogliono, e non sanno dove andranno". Per bocca dei suoi personaggi la Mazzantini non pretende dunque di insegnarci nulla intorno al perché e al come di un amore: sulle sue ambivalenze, sulla sua grande fragilità e bellezza. Si limita a raccontarci un rutilante caleidoscopio di emozioni.

A chi racconta questo padre? Più a se stesso che a lei, il ricordo custodito gelosamente di una passione, ma ogni confessione è dettata da un senso di colpa. E' questa colpa che Timoteo vuole ammettere, offrire il ricordo della morte di una persona amata per scongiurare la morte di un'altra. Forse, se si separa da quel ricordo, Angela si salverà. Una storia d'amore durata un anno, finita quindici anni prima. Quindici come gli anni di Angela.

L'impotenza davanti al destino, i sensi di colpa, anche un certo disgusto di sé che l'uomo prova in quelle lunghe drammatiche ore, gli consentono solo una preghiera: "non ti muovere", scongiura guardando la porta della sala operatoria da cui la sua bambina forse sta fuggendo per sempre.

Leggera e puntuale, è così la scrittura della Mazzantini. Il racconto corre veloce, condividiamo l'ansia del padre fuori di quella sala operatoria, il suo tentativo di scavare dentro di sé senza pietà con un bisturi che non ha la forza di usare per operare sua figlia.
Margaret Mazzantini è riuscita a penetrare nei meandri di una coscienza maschile, è stata in grado di capire i meccanismi di violenza e di autocommiserazione che un uomo può mettere in campo per difendersi da una verità scomoda, ha saputo anche interpretare, con grande sensibilità, la sconvolgente caduta di difese, l'uscita dall'ipocrisia, la nuova consapevolezza che, da un trauma, un individuo può conquistare. E, senza operare giudizi, se non quelli che lo stesso protagonista dà di sé, emerge una pietà infinita per tutti coloro che vivono e amano, che si dibattono tra menzogna e verità, che non possono sfuggire ai momenti cruciali, discriminanti, della vita. Davanti a ogni perdita, davanti a ogni amore che finisce, c'è la possibilità di rassegnarsi e di continuare: questo non vale però, così almeno ci fa capire la scrittrice, se in gioco è la vita di un figlio.

08/10/2002

La bellezza al Festival Filosofia
di Giulia Serra

Lezioni di grandi maestri del pensiero contemporaneo - da Massimo Cacciari a Umberto Galimberti, da James Hillman a Fernando Savater, da Gianni Vattimo a Gillo Dorfles - ma anche "cene filosofiche" ideate dall'Accademico dei Lincei Tullio Gregory. Mostre di Nobuyoshi Araki, Giulio Paolini, Uliano Lucas e Milo Manara, ma anche concerti, letture di haiku, esibizioni di calligrafia giapponese, performance poetiche, spettacoli per ragazzi, bancarelle di libri e una caccia al tesoro on line. Sono solo alcuni dei cento appuntamenti - quasi tutti gratuiti - del secondo Festival Filosofia di Modena, Carpi e Sassuolo.


Come nella prima edizione - che lo scorso anno, sul tema della felicità, ha registrato 25 mila presenze - il cuore del Festival sarà costituito da lezioni magistrali di grandi pensatori italiani e stranieri, conversazioni tra filosofi e artisti, testimonianze, letture, dibattiti tra filosofi, politici, imprenditori e pubblicitari.

Un vasto programma di "contorno" coinvolgerà la letteratura e il cinema, il teatro e la musica. La scelta di fondo - spiegano gli organizzatori - è di non considerare il tema come esclusivo appannaggio delle "belle arti", ma di riflettere sul ruolo della bellezza nell'esperienza contemporanea, nella definizione dell'identità, nella costruzione dei rapporti sociali e nell'immaginario comune.

In particolare, a Modena si parlerà del rapporto tra la bellezza e la soggettività, l'identità, la giustizia con Remo Bodei, Massimo Cacciari, Gillo Dorfles, James Hillman e Fernando Savater.

A Carpi il Festival approfondirà la relazione tra bellezza e grazia, etica ed estetica, meraviglia e immaginazione, natura e artificio con Marc Augé, Enzo Bianchi, Bruno Forte, Sergio Givone, Francisco Jarauta e Mario Perniola (non perdete i suoi Il sex appeal dell'inorganico, del 1994 e Disgusti. Le nuove tendenze estetiche, uscito invece nel 1998).

A Sassuolo, infine, si rifletterà sul rapporto tra bellezza e differenza e si parlerà di l'estetica dei corpi e di estetica della globalizzazione con Zygmunt Bauman, Umberto Galimberti, Giangiorgio Pasqualotto e Gianni Vattimo.

Il programma completo e dettagliato, ancora in via di definizione, lo trovate sul sito: www.festivalfilosofia.it

E veniamo ora agli "eventi collaterali".

Tutte le donne del mondo
Fotografie di Nobuyoshi Araki
Racconta il Giappone e le sue contraddizioni con un linguaggio diretto e privo di retorica. E con le sue immagini provocanti e cariche di erotismo interpreta in modo originale e inconfondibile il tema della bellezza.
E' Nobuyoshi Araki, 62 anni, una laurea in Ingegneria e un master in Fotografia, 200 esposizioni personali in musei e gallerie di tutto il mondo. Al suo lavoro è dedicata la mostra "Tutte le donne del mondo. The world of Nobuyoshi Araki". Le immagini sono circa 2300, di cui duemila polaroid che compongono un puzzle di figure e ambienti - quasi una cronaca quotidiana della vita nella metropoli di Tokyo - serie inedite come gli aggiornamenti relativi a "Tokyo Diary", la serie completa delle "Yugawara stories" e 35 ritratti scelti tra quelli realizzati dal maestro giapponese negli ultimi anni.
La curiosità verso il mondo si manifesta in Araki specialmente nell'incessante e insaziabile desiderio di scoprire le donne, delle quali egli pensa tuttavia di non conoscere molto: "dirò una cosa che potrà sembrare estrema, assurda: io non so nulla circa la natura delle donne. Tutte sono diverse, ognuna ha il suo fascino e per questo io le fotografo". Così nascono gli eleganti ritratti di nobildonne della borghesia di Tokyo, ma anche le fotografie interpretate da ragazze e donne - che spontaneamente si propongono per venir fotografate - cui Araki non chiede semplicemente di posare, quanto di partecipare alla creazione di quell'atmosfera particolare capace di restituire attraverso le immagini dei loro corpi nudi l'idea del desiderio, della sensualità pura, dell'erotismo estremo che nulla ha di volgare né tanto meno può essere inteso come frutto di un semplice divertissement voyeuristico.

La cucina filosofica di Tullio Gregory
Otto diversi menù sul tema della bellezza, ideati dal filosofo Tullio Gregory, saranno proposti dai ristoranti di Modena, Carpi e Sassuolo in occasione della seconda edizione di Festival Filosofia.
Professore di Storia della Filosofia alla "Sapienza" di Roma, Accademico dei Lincei, fondatore e direttore del Centro di Studi del Cnr sul Lessico intellettuale europeo, direttore del Lessico dell'Istituto dell'Enciclopedia italiana e noto gourmet, Gregory ha ideato menù per cene filosofiche all'insegna della tradizione a partire dai prodotti tipici modenesi e della cucina emiliano-romagnola. Si spazia dall'"Interiorità della bellezza", che propone quadretti con fegatini, tagliatelle con rigaglie di pollo, fegato con la rete o al limone, rognoncini trifolati e trippa al pomodoro, all'"Omaggio a Venere callipigia" con tanto di ombelico di Venere in brodo e cosciotto di lattonzolo al forno Il viaggio gastronomico-filosofico prosegue con "La bellezza dell'orto" (dall'erbazzone agli gnocchi di patate al pomodoro, dai maltagliati con fagioli al tortino di melanzane o di zucchine), con i trionfi di frittura di "Bellezza dorata", con "Bello e buono per gli dei", inaugurato da lardo, ciccioli frolli e tocchetti di mortadella, e con "Volatili bellezze", che prevede maccheroni al pettine in sugo di anatra, riso con piccione e faraona arrosto. Per concludere con "La bellezza del pieno" (tacchino e cappone ripieni, cannelloni, tortelli verdi e di zucca, polpettone in crosta) e con "Povero ma bello" (pesciolini marinati, crostini di acciughe e ricotta, anguilla marinata, spaghetti al tonno e allo sgombro, stoccafisso in umido, frittelle di baccalà). Studioso del pensiero filosofico, scientifico e teologico europeo dal medioevo al XVII secolo, Tullio Gregory ha contribuito a fare luce sul contesto e il valore culturale della tradizione gastronomica italiana.

Caccia al tesoro online
E' gratuita, dedicata al tema della bellezza e rivolta agli under 35 la caccia al tesoro in rete che si svolgerà venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 settembre dalle 21 alle 23.
L'iniziativa si intitola "bellionline2002" e mette in palio per i primi tre classificati un viaggio premio per due persone in una grande capitale.
Si può partecipare al gioco online da qualunque posto con un personal computer collegato alla rete oppure prenotando, almeno una settimana prima della gara, una postazione al Palazzo dei Musei di Modena, al Circolo culturale Fahreneit 451 di Sassuolo, allo Spazio giovani Mac'è! Di Carpi, allo Spazio giovani di Soliera e a Villa Barbolini di Campogalliano, che in occasione del Festival filosofia saranno aperti da venerdì a domenica dalle 21 alle 23. I giocatori dovranno rispondere ad una serie di domande cercando le risposte in internet e ogni risposta esatta consentirà di accedere alla domanda successiva. Vince chi risponde al maggior numero di domande nel minor tempo possibile. È inoltre previsto un meccanismo di aiuti e suggerimenti che permette anche ai meno esperti di avanzare nel gioco.

12/09/2002

Libri per viaggiare
di Giulia Serra

Ogni guida turistica è fatta su misura per un tipo di viaggiatore. Prima di scegliere la guida che fa per voi è indispensabile capire a quale categoria di viaggiatori appartenete. Fai da te? Viaggi organizzati? Viaggi on the road? Viaggi culturali? Viaggi orientati ai divertimenti? Viaggi avventurosi? Insomma prima di scegliere la guida bisogna scegliere il viaggio, non solo la destinazione!


Ecco le caratteristiche delle guide più famose e diffuse, leggete e poi scegliete la vostra!

Guide De Agostini Baedeker
Tradotte dal tedesco e pubblicate in Italia dalla De Agostini sono guide con una lunga storia alle spalle. Corredate da una carta stradale e arricchite di mappe e foto a colori, sono di facile consultazione perché le località sono raccolte in ordine alfabetico e i luoghi più interessanti evidenziati con asterischi. Divise in sezioni dai diversi colori, descrivono gli aspetti principali di interesse storico, architettonico e culturale del paese, fornendo anche una selezione di indirizzi e dedicando un capitolo alle informazioni pratiche.

Guide Edt Lonely Planet
Tradotte ed adattate dalla EDT dall'australiana Lonely Planet, la bibbia del viaggiatore indipendente. Dettagliatissime, esaustive, ricche di cartine e mappe, aggiornate dagli autori grazie anche al contributo dei viaggiatori stessi. Comprendono un'ampia sezione informativa sul paese, una sezione linguistica e una sulla salute e la sicurezza in viaggio. Sono indicati itinerari e cose da non perdere. Rispetto alla versione in inglese aggiungono informazioni utili al viaggiatore italiano e spesso suddividono i paesi che nell'originale sono in un unico volume, probabilmente considerando che il nostro stile di viaggio privilegia itinerari più circoscritti rispetto ai globetrotters australiani.

Guide Routard
Lo spirito indipendente, dinamico e anticonvenzionale che le ha ispirate è divenuto uno stile di viaggio: le Routard sono concepite per il turista che ama costruirsi il percorso in autonomia e che mostra sensibilità verso valori quali l'ecologia e l'autenticità culturali dei Paesi visitati.
Scritte in uno stile sobrio e colloquiale, queste guide consentono di affrontare qualsiasi itinerario di viaggio: da Parigi a Cuba, dalla Turchia ai territori "da esplorare" nell'Africa occidentale.
Mercati e musei, feste tradizionali e ristoranti: tutte le possibilità di divertimento, incontro e cultura sono esaminate dagli autori: una miniera di informazioni per il turista fai da te, con consigli tutti testati personalmente dagli inviati e uno stile di racconto tipo diario di viaggio.

Guide Adventure Traveller (Touring Club)
Tradotte dall'originale dell'Automobile Association, pubblicate da Il Viaggiatore e distribuite dal Touring Club Italiano, sono guide avventurose dedicate a coloro che vogliono fare della vacanza un'esperienza a contatto della natura, praticando sport, usando mezzi di trasporto inconsueti e provando anche emozioni no-limits. In ogni volume ci sono 25 itinerari di viaggio assai diversi tra loro. Le guide si avvalgono di carte dettagliate, di un ampio reportage fotografico e, nelle "pagine blu" finali, di mille informazioni pratiche.

Fuorithema Rough Guides
Distribuite dal Touring Club, sono le traduzioni di molti titoli delle Rough Guides, con l'aggiunta di altri non presenti nella collana originale, scritti da autori italiani seguendo il medesimo schema, ma con maggior attenzione al pubblico italiano, anche se con una cartografia non sempre all'altezza della collana. Sono guide rivolte ai viaggiatori indipendenti, non solo giovani, non solo con pochi soldi. Con un valido approfondimento culturale, sono da leggere e da consultare e danno una buona idea dei luoghi più interessanti da visitare, organizzati per aree e itinerari.

Michelin La Guida Verde
Famosa collana di guide tradotte dal francese, ma ancora con pochi i titoli di destinazioni extraeuropee. Riporta i luoghi d'interesse in ordine alfabetico, evidenziandone l'importanza (anche visivamente su di una mappa) e indicando le possibili escursioni da effettuare a partire dalle località più note. Un capitolo introduttivo è dedicato ai consigli pratici. Le nuove edizioni hanno un'introduzione più ricca su cultura, storia e civiltà ed una selezione di alberghi, ristoranti e attrezzature per il tempo libero.

Sole 24 Ore Insight Guides
Le Insight Guides, pubblicate dal Sole 24 ore, rappresentano un viaggio nel cuore di un popolo: utili informazioni di ordine pratico, un panorama straordinariamente ampio sulla storia, la cultura e la società dei Paesi trattati e un meraviglioso corredo fotografico. Le vacanze, da semplici visite turistiche, si trasformano così in vere e proprie "esperienze". Gli scrittori e i fotografi cui è affidata la realizzazione delle guide sono rigorosamente locali, garantendo così qualità e originalità di informazioni e immagini. L'edizione italiana, nel conservare le caratteristiche originali, è stata attentamente arricchita con informazioni utili al viaggiatore di casa nostra. Ogni guida diventa così un ideale compagno prima di affrontare il viaggio, per scegliere e sognare le mete da raggiungere, durante il soggiorno, come guida pratica e culturale, e dopo la vacanza, per conservare uno straordinario album fotografico e un'approfondita descrizione del Paese che si è visitato.

Polaris
Ha due collane di guide, con pochi, selezionati titoli, una veste grafica curatissima e scrittori professionisti: davvero da collezionare.
Appunti di viaggio: guide 'vissute', con descrizioni relative alla storia, cultura e tradizioni del Paese e proposte di percorsi sia classici che fuori dalle rotte del turismo convenzionale.
Percorsi: approfondimenti storici o etnologici, corredati da possibili itinerari di viaggio.

Touring Club Italiano Guide Verdi
Sono le classiche guide Touring, che immediatamente identificano il turista italiano all'estero. Articolate per itinerari, affrontano gli aspetti più significativi del paese, focalizzando gli aspetti artistico-culturali, coniugando chiarezza ed essenzialità. Sono corredate da mappe e cartine e in appendice da una selezione dei migliori alberghi e ristoranti.

04/07/2002

È tempo di libri!
di Giulia Serra

Sarà anche quest'anno una festa di libri e lettori, un grande spazio reale e virtuale in cui il libro, in ogni sua forma, sarà il protagonista. Un'ennesima rivincita dei vecchi libri di carta che periodicamente vengono dati per spacciati, sorpassati dalla tecnologia, e che invece trovano qui il loro spazio per dimostrare che nessun allarmismo è dotato di fondamento. Il libro si è ripreso dunque il suo ruolo di strumento indispensabile di informazione, approfondimento, riflessione, facendo segnare in questi mesi un notevole incremento di copie vendute (sino al 10-15%), che non si vedeva da anni.


Come sempre il cartellone degli eventi che accompagnano la fiera è fitto di incontri e dibattiti con grandi personalità internazionali ed italiane, a partire dagli scrittori dei Paesi ospiti d'onore, la Catalogna e la Svizzera, e da due star come il politologo americano Samuel Huntington e il fisico-divulgatore inglese John D. Barrow.

Non mancheranno neanche i momenti di spettacolo: il recital del grande Moni Ovaia, la serata dedicata ad Herman Hesse, lo show di Arturo Brachetti all'insegna del libro e del Piemonte, la partita di calcio tra l'Osvaldo Soriano football club (alias la nazionale scrittori) capeggiata dal mastino Baricco (!) e la Nazionale Editori e Librai, coordinati da Giuseppe Laterza e Rocco Pinto. Ma soprattutto ci sarà il grande concerto di chiusura offerto dalla Generalitat de catalunya, la sera del 20 maggio nella chiesa di San Filippo, con il prestigioso ensemble di Jordi Savall che eseguirà musiche barocche e rinascimentali. Per il programma completo clicca qui

Ogni anno la Fiera si da un tema, quasi fosse un filo conduttore, un argomento importante da approfondire, attorno al quale porsi domande e cercare risposte. Quest'anno sarà il tempo il protagonista, il tempo delle scienze, della storia, delle religioni, degli uomini. In realtà "degli uomini" nella versione definitiva è scomparso per presunti motivi discriminatori sui quali, da donna, preferisco sorvolare.

OSVALDO SORIANO FOOTBALL CLUB
Dream team di scrittori

Non solo libri alla Fiera del libro. Per sabato mattina è previsto un evento davvero particolare e assolutamente da non perdere! L'Osvaldo Soriano Footballclub, dream team di scrittori, in cui spicca il mastino Baricco, sfiderà la nazionale editori e librai, coordinati da Giuseppe Laterza e Rocco Pinto.
Paolo Verri, ex direttore della Fiera del Libro, Paola Cimatti e Silvia Brecciaroli sono i fondatori di quest'idea che ha come obiettivo quello di avvicinare sempre più persone alla lettura, ai libri e alla letteratura attraverso il linguaggio più comune: lo sport, ed in particolare il calcio.

La formazione della squadra è composta da: Fernando Acitelli, Alessandro Baricco, Marco Bosonetto, Enzo Fileno Carabba, Andrea Cotti, Carlo D'Amicis, Alessandro Fabbri, Gian Luca Favetto, Carlo Feltrinelli, Jadelin Gangbo, Davide Longo, Carlo Lucarelli, Michele Mari, Alessandro Perissinotto, Davide Pinardi, Enrico Remmert, Beppe Severgnini, Giampaolo Simi, Paolo Verri e Dario Voltolini.
Non è davvero un Dream team?
Vi consiglio anche di fare un giro nel loro sito perché è semplice, divertente e ricco di spunti!
http://www.osvaldosoriano-footballclub.com

"La vera salvezza è nell'audacia intellettuale, nella pazzia creatrice. Nell'utopia, che mantiene viva la speranza di essere migliori, un giorno." Osvaldo Soriano


Nazionale scrittori vs. nazionale editori e librai
Parco Ruffini, sabato 18 maggio, ore 10.30

Mai come in questi ultimi anni l'umanità è stata costretta a interrogarsi sui mutamenti che ha subito il concetto di Tempo, sulle fortissime accelerazioni che le nuove tecnologie hanno impresso alla vita contemporanea, in cui l'imperativo della rapidità, e la spietata equazione Tempo-Denaro hanno prodotto realtà globali sempre più complesse, e sempre più difficilmente governabili.

"Nella vita pratica il tempo è una ricchezza di cui siamo avari; in letteratura, il tempo è una ricchezza di cui disporre con agio e distacco: non si tratta di arrivare prima a un traguardo stabilito; al contrario, l'economia di tempo è una buona cosa perché più tempo risparmiamo, più tempo potremo perdere."
Italo Calvino, Lezioni Americane

A questo tema, imprescindibile problema della riflessione filosofica e scientifica, la fiera ha dedicato anche una speciale biblioteca: la Biblioteca del Tempo. Prima biblioteca italiana dedicata al tema del tempo. In essa sono stati raccolti e catalogati i libri in commercio in Italia ordinati in quattro sezioni: narrativa, illustrati, saggistica ed una sezione speciale dedicata ai ragazzi. Inoltre tutti gli espositori presenti alla fiera avranno a disposizione un pannello sotto il quale raccogliere una scelta di libri inerenti al tema.

Una delle più importanti iniziative legate al tema del tempo è la Banca del tempo ritrovato.
L'iniziativa è rivolta a scrittori, poeti, giornalisti, letterati, attori, sportivi e semplici cittadini che, uniti dalla passione per la lettura, vogliano donare un po' del loro tempo ritrovato per leggere ad alta voce negli ospedali, nelle carceri, nelle fabbriche, nelle scuole e in ogni altro posto in cui ogni attimo è un bene prezioso. Soprattutto se viene regalato.
I donatori-lettori offriranno il loro tempo alle istituzioni, associazioni o aziende che desiderano realizzare al loro interno incontri di lettura. Le adesioni saranno raccolte sia in Fiera, dove sarà allestito un apposito sportello della Banca del tempo per leggere. L'atto di versamento del tempo per leggere verrà ripreso da un celebre fotografo e i ritratti dei donatori di tempo saranno esposti in una galleria in progress negli spazi della Fiera.
Ecco un primo elenco dei testimonial che hanno già aderito: Alessandro Cecchi Paone, Serse Cosmi, gli olimpionici Massimiliano Rosolino e Roberta Brunet. Gli attori Neri Marcorè, Claudia Koll, Paolo Calissano, Gabriele Cirilli, Alessandro Preziosi e Sara Ricci. Paola Barale, Enrica Bonaccorti, Rosita Celentano e Peppi Franzelin.Icantanti Gigi Comedda dei Tazenda e Mino Reitano ed il mago Tony Binarelli. Volti noti dello spettacolo che hanno scelto di mettere a disposizione un po' del loro tempo per regalarlo a chi è meno fortunato, donando un'ora o più per leggere ad alta voce e portare un sorriso.

Torino, Lingotto Fiere
16/20 maggio 2002

www.fieralibro.it

Hemann Hesse e l'energia dei libri
"Ospite d'eccezione" sarà Hermann Hesse, protagonista della "Serata Hesse" programmata al Lingotto per la giornata inaugurale di giovedì 16 maggio. Con Anna Mila ci saranno il germanista Marino Freschi, Regina Bucher direttrice della Fondazione Hesse e Alberto Sinigaglia. La pianista Caroline Doerge eseguirà musiche care ad Hesse: Bach, chopin e Listz.

In un suo saggio del 1911, Hermann Hesse scrive che leggere per "diventare istruiti" per passare il tempo è fare un uso improprio del libro: "i libri hanno valore solo se guidano alla vita, se sanno servirla e giovarle, ed è sprecata ogni ora di lettura dalla quale non scaturisca per il lettore una scintilla d'energia, un senso di ringiovanimento, un alito di nuova freschezza. Ed è proprio questo il dono che Hesse ha fatto ai suoi lettori: ha scritto libri per la vita e non per la letteratura.
Generazione dopo generazione, sono sempre i giovani i suoi più grandi fans, perché ritrovano in lui i loro stessi smarrimenti sublimati in una ricerca che guarda ad Oriente; e forse anche perché nessuno come lui, poeta dell'attesa, ha saputo rendere la misteriosa, profonda unione che c'è tra uomo e natura. Siddharta è un long-seller venduto ormai a milioni di copie che però continua ad incantare sempre nuovi lettori.

15/05/2002

Libri frizzanti e banane mature
di Federico Pinci

Mahoko Yoshimoto, in arte Banana Yoshimoto , è una delle più celebri star letterarie del sol levante. Qualcuno storcerà il naso ma i numeri sono numeri e non si discutono. Si è fatta conoscere da noi con "Kitchen" che ha riscosso subito molti favori, anche in virtù di una riuscita trasposizione cinematografica. Disagio giovanile, sogno, visioni, lesbismo, manga, morte, amicizia, solitudine, passioni e speranza, questi i temi ricorrenti. Banana è particolarmente amata dalle donne non più giovanissime e dai cultori della New Age. Scopriamo perché…




Banana?
Scrittori preferiti
Animali preferiti
Il consenso in Italia
Premi
Cinema
Film e libri
Disagio giovanile
Gioventù nipponica
La "svolta New Age"
Il Tamagotchi
Linguistica
Il padre
Ispirazione
Musica preferita
L'editore italiano

Banana?
Una scelta pare dettata da una insana passione per i rossi fiori di banano di cui possiede un imponente esemplare in casa a Tokyo. Si tratta di un nome che si pronuncia nel medesimo modo in quasi tutte le lingue e si ricorda senza sforzo.

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Scrittori preferiti
Isaac B. Singer, Truman Capote. Tra i giapponesi adora Murakami Ryu conosciuto in Italia per "Blu quasi trasparente". Tra i suoi libri preferiti "Cime tempestose" della Brontë.

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Animali preferiti
Banana possiede due cani ed una tartaruga.

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Il consenso in Italia
"Forse devo tutto ad una buona traduzione" così dichiara umilmente Banana (e così sospettano i suoi numerosi detrattori).

Giorgio Amitrano, suo traduttore inseparabile, l'accompagna nei tour italiani e nel corso delle frequenti visite di piacere.

L'Italia è appunto per Banana un paese speciale: "Un paese in cui riesco ad essere me stessa e a diventare una persona dalle mille facce. Paese che accoglie tutto, che aiuta la bellezza degli esseri umani a fiorire…"

Insomma riguardo a noi italiani Banana è (oltremodo) ottimista. Vediamo di non deluderla!

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Premi
Sino ad oggi la Yoshimoto si è aggiudicata una nutrita serie di riconoscimenti:

Premio Kaien 1987 per scrittori esordienti per Kitchen
Premio Izumi Kyoka 1998
Premio del Ministro della pubblica istruzione per scrittori esordienti per Kitchen e Utakata/Sankuchuari
Premio Yamamoto Shugoro 1989 per Tsugumi
Premio Scanno 1993 per N. P.
Premio Murasaki Shikibu 1995 per Amrita
Premio Fendissime Under 35 per Lucertola, 1996

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Cinema
A proposito di Nanni Moretti Banana ha scritto un saggio. Le piace soprattutto perché in equilibrio tra serio e faceto.

Un giudizio ingenuo direi…

Saggi a parte, non aspettiamoci troppo dal fiuto cinematografico della Yoshimoto. Il suo regista preferito è Dario Argento, e questo la dice lunga sulla sua attendibilità di critica.

Pare sia per via delle ossessioni che la coglievano da piccola. Era convinta di essere anormale. Il che, dal punto di vista di una giapponese, costituisce un difetto insopportabile!

Quando vide le immagini dei film di Argento si sentì sollevata. "Sono numerosi coloro che, come me, dopo aver visto i suoi film hanno addirittura rinunciato all'idea di suicidarsi." Uhm…

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Film e libri
Tre ad oggi le trasposizioni cinematografiche delle opere di Yoshimoto: Kitchen, Tsugumi, Wo ai chu fang.

Quest'ultimo titolo risale al '96 ed è tratto, come il primo, da "Kitchen" ("Wo ai chu fang" significa appunto "Amo la cucina").

"Rispetto ai libri, i film sono una cosa completamente diversa. Possono avere uno o due punti di contatto con i miei romanzi, non di più. Nel migliore dei casi ho la sensazione che io e il regista abbiamo una sensibilità comune riguardo a qualcosa. Nella prima versione di "Kitchen" sentivo molto vicini a me i paesaggi, in "Tsugumi" l'atmosfera, e della seconda versione di "Kitchen" mi era piaciuta molto la sceneggiatura. In ognuno di questi film ho trovato un punto di contatto, ma per il resto erano opere di altri, che con me, con i miei libri non c'entravano assolutamente niente."

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Il disagio giovanile
Tra i temi ricorrenti nei romanzi (Amrita, letteralmente "Acqua di Dio") ma anche nei racconti (H/H, "Hard Boiled" e "Hard Luck"), la morte ed il disagio giovanile hanno sempre abitato l'immaginario della scrittrice nipponica. Questo nonostante il fatto che Banana non sia più una bambina (è nata a Tokyo nel '64). Ma la giovinezza, si sa, è un luogo interiore!

Per disagio giovanile la Yoshimoto intende il sentimento di vertigine che a suo insindacabile giudizio i ragazzi di oggi provano una volta divenuti adulti e disperati, incerti del proprio futuro e profondamente soli. "Chi è giovane vive la solitudine come uno scacco e ne ha terrore."

Per questo scrive libri, per ridar loro fiducia. O per lo meno così asserisce.

Personalmente nutro qualche dubbio sulle virtù taumaturgiche dei libri di Banana e sulla sincerità di simili dichiarazioni di intento.

"L'adolescenza" continua "non è un pericolo crudele di per sé. I giovani però hanno un'energia tanto forte che qualunque cosa facciano diventa estrema e drammatica."

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La gioventù nipponica
Il Giappone è molto cambiato rispetto al passato. I giovani hanno nuovi valori, sono più istintivi. "Le richieste delle giovani generazioni giapponesi sono molto più severe di quelle dei loro coetanei occidentali."

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La "svolta new age"
Sempre a partire da questo sentimento di insicurezza diffusa la Yoshimoto approda all'intuizione di un'aldilà che, nel suo caso, non la conduce a Dio ma al "soprannaturale".

Alla new age Banana ci arriva attraverso un percorso laico ed esistenzialista. "Per gli uomini d'oggi" dichiara "il soprannaturale è indispensabile."

Ciò che davvero le interessa è la capacità della gente di credere in cose invisibili. Proprio il tentativo di illuminare questa porzione nascosta del reale, non una semplice moda, informa la stesura del best seller "Amrita".

Molti lettori hanno interpretato questo interesse per la metafisica come un tributo alle antiche tradizioni giapponesi discostandosi un po' troppo, mi pare, dalle intenzioni della scrittrice.

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Il Tamagotchi
Anche Banana ne ha posseduto uno. Ha sofferto molto quando è morto ed è scoppiata a piangere.

Nonostante il trauma è convinta che un simile gioco non sia dannoso. Lo scandalo nei confronti del Tamagotchi è solo frutto di una efficace operazione commerciale. "In questo gioco c'è forse qualcosa di più di uno svago virtuale, qualcosa che coinvolge i sentimenti."

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Linguistica
Banana adora i termini inglesi ma si sforza di scrivere nel più bel giapponese possibile. Un discorso a parte lo meritano le numerosissime citazioni. Mentre in occidente preferiamo virgolettarle per riferire la distanza critica che ci separa dall'opera citata, nella scrittura di Banana i riferimenti alla musica pop, alla letteratura, ai personaggi pubblici, si perdono nel tessuto narrativo in modo assolutamente organico, ne divengono parte integrante. Non sono "furti" ma veri e propri "omaggi" abilmente recuperati alla creatività.

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Il padre
Ryumei Yoshimoto, è un eminente critico letterario e poeta…

A dire il vero l'esordio di Banana è stato simile a molti altri. Ha inviato un racconto ad un concorso e lo ha fatto di nascosto dal padre.

Certo le è capitato di disporre di maggiori stimoli crescendo in una famiglia di letterati. Il padre le sarà stato senza dubbio di grande aiuto in un secondo momento.

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Ispirazione
Ha sempre considerato i manga una forma di letteratura e ne è appassionatissima. Non è un caso che la sorella sia una affermata disegnatrice di fumetti, si tratterà di una predisposizione di famiglia. Invece tra gli scrittori occidentali preferisce Lawrence.

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Musica preferita
Nirvana, PreFab Sprout, Mike Oldfield.

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L'editore italiano
Tutti i libri di Banana sono editi in Italia da Feltrinelli (per lo più Universale Economica). Fu proprio Feltrinelli a presentare la prima traduzione mondiale di Kitchen nel lontano 1991. Questo si che è fiuto per gli affari!

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14/03/2002

Di che libro sei?
di Giulia Serra

Che rapporto hanno gli italiani con i libri? Leggono poco? Leggono troppo? Leggono male? Acquistano i libri ma poi non li leggono? E soprattutto, qualsiasi cosa facciano, perché la fanno? E ancora: come si può sopravvivere senza leggere neanche un libro nell'arco di un anno? Chi sono quei "pazzi" che leggono più di dieci libri l'anno?

Considerato dal punto di vista di chi legge molto e crede che leggere sia una componente importante della qualità della vita, scoprire che negli ultimi venticinque anni la percentuale degli italiani che legge almeno un libro all'anno è passata dal 32,3% al 38,6% è prima di tutto incredibile e poi, a mente fredda, sconfortante!
Un aumento del 6,3% in venticinque anni non si può certo definire un passo avanti. Leggendo il dato un po' più in profondità si vede che a leggere meno di tutti sono i "capi famiglia", poi le donne e infine i giovani al di sotto dei 25 anni, "soltanto" il 31% di loro non ha letto un libro nell'ultimo anno, il che infonde una certa speranza circa il futuro.

Eppure in Italia vengono pubblicati ogni giorno migliaia di libri; la qual cosa invece di infondermi gioia e di darmi l'idea di vivere in un paese culturalmente vivo, mi fa crescere un'ansia spaventosa: tutti quei libri pretendono di essere letti, o almeno sbirciati, almeno un'occhiata al risvolto, alla foto di copertina, e invece niente, non avrò neanche mai il tempo di guardarli tutti!

So di non essere sola in questa mia letteraria sofferenza, leggono almeno un libro al mese l'11,6% degli italiani, dato che ci colloca tra i primi in Europa. Insomma gli italiani leggono davvero poco, ma quelli che leggono lo fanno assiduamente. E scopriamo allora chi sono i frequent reader italiani dividendoli in piccole tribù che hanno un libro, o un autore culto, o anche che si riconoscono in un genere a tal punto da accettarlo in maniera incondizionata. Ci sono tribù di nicchia e tribù numerosissime… tu a che tribù appartieni?

Viaggiatori
Bambini
Classici
Antagonisti
Nazional/natalizi
Senza limiti
Reazionari


Viaggiatori
Sono quelli che d'estate non leggono mai, viaggiano. Adorano Chatwin e la Patagonia, annotano gelosamente le loro impressioni di viaggio su notes "moleskine", quasi fossero davvero dei novelli Chatwin.
Tutto sommato sono simpatici, a volte un po' fissati soprattutto nel tediare amici e conoscenti con dettagliati resoconti vocali e fotografici, bisogna capirli: in loro scorre sangue nomade!


Bambini
Li dividerei in due categorie: i consapevoli e gli inconsapevoli. I primi hanno divorato la simpatica saga di Harry Potter e poi sono corsi al cinema a vedere il film. Gli altri continuano a leggere i libri che leggevano durante l'infanzia, spacciandoli per capolavori per adulti. Ultimamente è molto trendy anche il Signore degli Anelli, anche se la biblica mole scoraggia i più!

Classici
"I bei libri di una volta non ci sono più" , ormai a loro avviso si pubblica solo spazzatura. L'unica soluzione è tuffarsi nelle avvincenti pagine di Dostoevskij, Manzoni, Calvino, Verga, Flaubert, Ariosto, Maupassant, James, Wolf, nonché il pozzo infinito dei classici latini e greci. Non li vedrete mai in giro con una copia dell'ultimo di Stephen King… si vergognerebbero troppo! In fondo sono dei romatici/nostalgici e non fanno male a nessuno!

Antagonisti
Sono loro: gli antiglobal! Quelli del pensiero divergente, delle società multicolori, della curiosità verso tutto ciò che è diverso. Sono dei creativi, dei bravi ragazzi davvero, cuore vivo e pulsante di una società noiosa ed egoista. Hanno letto prima Chomsky, poi Rifkin e poi è stata la volta di Naomi Klein. Colonna sonora? Forse Jovanotti!

Nazional/natalizi
Che dire di loro? Non si può che guardarli dall'alto in basso, leggono poco, male e di bassa qualità. Comprano e regalano libri soprattutto a Natale. Amano farsi vedere con poderosi volumi di analisi politica scritti da giornalisti di grido, ma poi non li leggono mai! La speranza è che prima o poi diventino dei veri lettori.

Senza limiti
Forse sono loro i lettori puri. Quelli che non fanno parte di nessuna tribù perché appartengono a tutte le tribù. Quelli che leggono anche 5 libri contemporaneamente, c'è da invidiarli, e anche da chiedersi dove trovino il tempo! Sono dei curiosi, degli avidi di parole, sono quegli strani personaggi che, tanto per capirci, in libreria annusano i libri. Leggono di tutto, Baricco, Vespa, Hemingway, Proust, Camilleri, Arbasino, Allende, Grossman, Castaneda e via dicendo…

Reazionari
In genere di alta formazione letteraria, in gioventù hanno letto i pilastri della letteratura italiana"per bene" per poi approdare verso indefessi scrittori reazionari, antisemiti, guerrafondai, razzisti. Forse, lo spero, c'è anche un po' di autoironia in questo voler essere dalla "parte sbagliata", sono comunque molto preziosi perché hanno una cultura davvero vasta, ormai una rarità.


22/02/2002

Il best-seller parla di Internet
di Maria Letizia Serra

La Rete, The Matrix, si è ormai impadronita della nostra vita, del nostro lavoro e del nostro tempo libero. Il Web ha cambiato l'arte dello scrivere, di raccontare le storie. Come? Rappresentando un inesauribile serbatoio di ispirazioni, idee e spunti per gli scrittori. È difficile imbattersi in un romanzo ambientato ai giorni nostri che non racconti di almeno una chat, un hacker, un'e-mail misteriosa o di un qualche virus indistruttibile.

Se un tempo i libri di successo diventavano e-book, oggi le storie scritte per il Web diventano pagine di carta stravendute in libreria.


Webmaster

Alessandra Contin Addictions-Magenes Editoriale, 2000
Collana: I neri
10,33 €

La contaminazione tra scrittura e Internet ha modificato la stessa struttura del testo. Se volete un esempio, provate a leggere il libro di Alessandra Contin Webmaster, un cybergiallo pubblicato utilizzando font e caratteri diversi, per dare il senso di un vero ipertesto anche sulla carta stampata.

Ma la vera rivoluzione sta nel fatto che la Rete è una miniera di storie nella quale lo scrittore, come se fosse un agente segreto, può calarsi sotto mentite spoglie e attingere a piene mani. È la consacrazione di Internet come nuova fonte di ispirazione letteraria soprattutto nel genere thriller.


Profondo Blu
Jeffrey Deaver
Sonzogno, 2001
17,56 €

Jeffrey Deaver, lo scrittore americano famoso per aver scritto Il collezionista di ossa, adesso ha pubblicato in Italia il suo ultimo libro, Profondo Blu, ispirato alla Rete, al mondo degli hacker e della pirateria informatica. Eccovene un'anticipazione: in un sconfinato territorio virtuale, denominato dai suoi frequentatori "profondo blu", agisce un omicida temibilissimo: si fa chiamare Phate ed è un eccezionale mago del computer. La sua vera identità è sconosciuta ma in Rete è in grado di assumere mille volti per ingannare e colpire il suo bersaglio: grazie a un programma di sua invenzione, può infatti penetrare in qualsiasi sistema informatico, violare ogni computer, spiare la posta elettronica, impadronirsi di dati personali. Insomma gli ingredienti del cyberthriller ci sono tutti anche se la morale è sempre quella: svelare come la nostra vita quotidiana sia strettamente controllata dai computer. Ma ormai questo non è più un segreto per nessuno!


Senseless
Stona Fitch
Soho Press, 2001
22 dollari (www.amazon.com)

Sempre dello stesso genere è Senseless di Stona Fitch, non ancora tradotto in Italia, in cui il protagonista è rinchiuso da un gruppo di terroristi in una stanza bianca e costantemente monitorato da webcam che trasmettono online ogni suo movimento.

Sono sempre stata convinta che questo fosse un tipo di letteratura da vedere prima al cinema e poi da leggere nei libri: effetti speciali, animazioni virtuali, tecnologie difficili da immaginare e una trama intricatissima, creata ad hoc per disorientare il lettore. Eppure non posso negare che questi libri che parlano di Internet abbiano successo. Allo stesso modo dei libri di Asimov, che conquistavano e imprigionavano il lettore in mondi fantastici e impossibili.
In questo caso la spiegazione secondo me sta nell'analogia tra Internet e il pianeta proibito e sconosciuto, la Rete è un "non-luogo" indefinibile e infinito che stimola la fantasia del narratore e del lettore.

Ma Internet non è solo fantascienza, è realtà e quotidianità. Infatti, dopo i thriller tecnologici che raccontano di spy-game e Reti assassine, adesso i romanzi che parlano di Internet si basano su storie vere.


E
Matthew Beaumont Paperback, 2000
10 dollari www.amazon.com

All'estero l'esempio più riuscito di questo genere di storie è E-mail Story, scritto dall'inglese Metthew Beaumont e pubblicato con il solo titolo E. Si tratta di una sorta di rivisitazione del romanzo epistolare in chiave telematica. La storia racconta le vicende degli impiegati di un'agenzia di pubblicità londinese che si scambiano messaggi elettronici tutto il giorno. I personaggi e la loro caratterizzazione psicologica emergono attraverso la lettura delle loro e-mail. Sicuramente una rivoluzione nel modo di scrivere un romanzo epistolare.


Pura Vita
Andrea De Carlo Mondatori, 2001
11,98 €

Ma Internet, oltre a rappresentare una miniera di storie da raccontare, è un importante mezzo di comunicazione.
Lo dimostra Andrea De Carlo, uno degli autori italiani che più si è calato in questa nuova dimensione, e che nel suo ultimo libro, Pura Vita, racconta di personaggi che comunicano spesso con e-mail e Sms. Un libro sulla differenza di generazioni, sulla modernità e sul "cellularismo" imperante.

E l'amore? Anche quello viaggia su fibra ottica.


Jemina J.. Un amore nella Rete
Jane Green
Sperling Paperback, 2001 7,90 €

Dopo C'è posta per te, non ci sono dubbi: l'anima gemella si conosce in chat, ovviamente nascosta da un nickname. Il Diario di Bridget Jones insegna: le sue avventure sentimentali non iniziavano infatti da uno scambio di e-mail con il suo affascinante capo?
Jane Green copia la storia di successo e ce la ripropina nel suo Jemina J. Un@more nella Rete, storia di una passione che unisce una single soprappeso ad un uomo conosciuto in
chat che le cambierà la vita. Da leggere solo per gli irriducibili fan di Bridget!
Tutto troppo facile, tutto troppo immediato: il corteggiamento si riduce a cliccare sull' Invia per spedire il messaggio e il gioco è fatto. Ma dove sono finiti i Don Giovanni di un tempo che dovevano sudare sette camicie per conquistare la loro bella?

06/02/2002

Finalmente Camilleri!
di Giulia Serra

Finalmente Camilleri!
Sapevo di non poter resistere ancora a lungo, prima o poi dovevo leggere anche io qualcosa di Camilleri. Così in un qualsiasi pomeriggio entro nella mia libreria preferita e da subito mi imbatto nel "fenomeno Camilleri": "Gli arancini di Montalbano" in edizione economica era esaurito, allora è vero che il Commissario Montalbano va davvero a ruba! Resto incerta se tradire la mia libreria oppure attendere qualche giorno. Decido di aspettare. E finalmente un giorno trovo lo scaffale pieno. L'arancione sgargiante degli "arancini" in edizione economica stride con il blu nobile e discreto delle edizioni Sellerio, vinco la naturale opposizione verso una copertina così fosforescente ed esco dalla libreria con "gli arancini" nella busta.

Gli arancini di Montalbano
Comincio dunque a conoscere questo Commissario Montalbano e purtroppo sento tutto il peso dell'immagine televisiva. Insomma quello che leggo non è il mio Montalbano, ha il volto e la voce di Luca Zingaretti. È un male? Chissà. Comunque sia divoro il libro in pochi giorni. Un libro carino. Venti racconti brevi. Venti storie che si snocciolano in modo veloce, sono snelle e leggibilissime. Mi viene da dire che si tratta di un libro "metropolitano": ogni storia si può leggere durante un viaggio in metropolitana. Non credo che sia un elemento secondario, tutt'altro. Anche chi non ama particolarmente la lettura, come la maggior parte degli italiani, non ha certo difficoltà a leggere dei brevi ed avvincenti racconti gialli. Ecco allora una possibile chiave interpretativa per spiegare il successo di questo libro.

Ma Camilleri non vende certo soltanto perché scrive racconti gialli di facile lettura. Nei suoi libri c'è molto di più. C'è soprattutto la Sicilia, "quella Sicilia che di giorno in giorno scompare, fatta di terra avara di verde e d'òmini avari di parole". E "Gli arancini di Montalbano" raccontano la Sicilia, e raccontano il Commissario Montalbano, la sua ironia ed i suoi silenzi. Sono condensati in venti storie tutti gli elementi tipici della prosa di Camilleri, quasi un Bignami. Tanto che alla fine non ci si può accontentare di leggere solo un "compendio". Resta la curiosità di conoscere meglio i personaggi, di approfondirne la personalità, la lingua ed alla fine il modo in cui Camilleri organizza e sviluppa i suoi gialli. Risultato: compro un altro libro.

L'odore delle notte
Questa volta mi concedo la carta Palatina delle edizioni Sellerio. Scelgo "L'odore della notte" e finalmente trovo il Camilleri originale. Quello che non vuole essere definito giallista ma "contastorie", ed ha ragione. "L'odore della notte" si legge tutto d'un fiato, il suo autore è stato, ed è tutt'ora, un ottimo sceneggiatore, lo ha fatto per anni di professione, e si vede. Lui stesso dice che "il romanzo giallo in fondo è la migliore gabbia dentro alla quale uno scrittore possa mettersi, perché ci sono delle regole, per esempio che non puoi barare sul rapporto logico, temporale, spaziale del racconto". Camilleri è solito riportare le parole di Sciascia: "Il giallo è la forma più onesta di letteratura, perché lettore e scrittore sono su un piano di parità: al lettore si richiede un esercizio intellettuale pari a quello di chi ha scritto la storia", il giallo è un esercizio di logica, "come dissero gli antichi filosofi greci: pensare è indagare. Anche una tragedia come L'Edipo Re, in fondo, altro non è se non una straordinaria indagine poliziesca, alla fine della quale Edipo scopre di essere il colpevole".
Io aggiungo che l'abilità del giallista/contastorie è quella di non rendere mai troppo evidente la gabbia, di non sacrificare mai i personaggi alla trama. E in questo Camilleri ha molto da insegnare.

Ha creato un personaggio, un eroe, anzi un antieroe.
"Il commissario invece era di Catania, di nome faceva Salvo Montalbano, e quando voleva capire una cosa, la capiva."
Solitario, silenzioso, lunatico, intelligente, sensibile, testardo, irriverente, ironico, modesto. Questo Montalbano mi piace davvero. Mi piace il suo italiano arricchito dal siciliano, mi piace la sua ironia, mi piace il suo essere un intenditore della buona cucina, mi piace il suo rapporto con l'eterna fidanzata, Livia, mi piace il suo rapporto con la Sicilia.
Sono questi i punti di forza del personaggio Montalbano.

Una lingua nuova
Cominciamo dal linguaggio. Camilleri ha inventato una lingua, un siculo-italiano che vuole forse essere un arricchimento della lingua italiana. Siamo oltre la dicotomia lingua-dialetto, siamo all'interno di una sperimentazione perfettamente riuscita in cui la lingua italiana ne esce arricchita, e lo stesso Camilleri racconta:
"Quando andai all'Accademia nazionale di arte drammatica, nel 1949, dal momento che lì ti richiamavano al dovere della pronunzia italiana, e quindi del totale ragionare in italiano, io mi resi conto che in realtà traducevo dal siciliano. Una traduzione di necessità limitativa, e dire che l'italiano lo conoscevo bene, ma rispetto a come conosco il siciliano, era come parlare in inglese. Certe sfumature, certe cose mi sfuggivano."
Ecco allora che il siciliano ci può far cogliere quelle sfumature a cui non arriva da sola la lingua italiana. Oltre a questo si possono individuare curiosi ed emblematici punti di vista del siciliano: "un po'" in siciliano si dice "tanticchia", come a dire che in italiano si mette in evidenza la negatività del termine (poco), mentre in siciliano l'accento è sull'aspetto positivo: "megghiu tanticchia… ca nenti"!
Nonostante ciò non è affatto difficile per chiunque conosca la lingua italiana leggere le avventure del Commissario Salvo Montalbano, il significato di quasi tutti i termini siciliano è intuibile dal contesto e dove ciò non accade sono inserite perifrasi in italiano che tolgono ogni dubbio. Attenzione però ai false friend, io sono caduta nel termine macari: per circa dieci pagine ho pensato che avesse il significato di magari, dopodiché mi sono accorta che il suo vero significato è quello della parola italiana anche. È quindi bandita ogni pigrizia mentale!
In appendice a "Un filo di fumo" venne pubblicato, per volere del primo editore (Garzanti) un glossario con la traduzione italiana dei termini siciliani, io credo che sia superfluo e che si corra il rischio di togliere spontaneità ed agilità alla lettura. Comunque può essere divertente dargli un'occhiata.

La passione per la cucina
Un altro elemento forte della personalità del Commissario è il suo amore per la cucina: mangiare, insieme al nuoto, è uno dei suoi passatempi preferiti. Adora mangiare. Assapora con voluttà sapori e profumi della sua terra e in casa si affida "alla fantasia culinaria ma gustosamente popolare" di Adelina, la vecchia cammarera. Spesso lo troviamo invece seduto al tavolo dell'Osteria san Calogero intento a gustare, rigorosamente in silenzio, le pietanze: porta alla bocca il primo boccone ma non lo ingoia subito, lascia che "il gusto si diffonda dolcemente e uniformemente su lingua e palato, che lingua e palato si rendano pienamente conto del dono che viene loro offerto". Naturalmente se volete capire in pieno la cucina siciliana non dovete far altro che provarla, ecco le ricette preferite di Montalbano.



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