|
Tutte
le facce del massaggio
Fastidiosa
e dolorosa, la lombalgia, meglio conosciuta come mal di
schiena, colpisce circa quindici milioni di italiani, in
modo più o meno lieve. La sedentarietà, a
volte il soprappeso, le posture sbagliate, sono le cause
più frequenti dei dolori di varia natura che colpiscono
la schiena. Per le forme più leggere e meno dolorose
un valido aiuto può giungere da una serie di discipline
e body work globali, o non convenzionali. Vediamo quindi
in che cosa consistono alcune di queste discipline e tecniche.
CHIROPRATICA
La chiropratica interviene sul corpo con speciali test e
tecniche manipolative per sciogliere i punti di tensione
e ristabilire l’armonia ed il corretto funzionamento
di tutto l’organismo. La chiropratica interviene principalmente
dall’esterno sulla colonna vertebrale, prevede manipolazioni
mirate e indolori sia sulla zona cervicale, sia sulla lombare
che vengono eseguite velocemente utilizzando l’intero
palmo della mano o le sole dita, a seconda della zona da
trattare. Per ottenere dei benefici in genere sono necessarie
dalle 3 alle 4 sedute.
METODO
MCKENZIE
È un sistema di diagnosi e trattamento dei dolori
del collo e della schiena sviluppato da Robin McKenzie,
fisioterapista neozelandese.
Il metodo McKenzie si basa sul mantenimento di posture corrette
e sull'esecuzione di esercizi specifici per trattare alcune
forme di mal di schiena e di collo, quelle provocate da
cause di tipo meccanico (legate al mantenimento di posture
scorrette o all'esecuzione di movimenti dannosi). Questi
esercizi sono messi a punto per ciascun paziente, poiché
i problemi meccanici alla base del mal di schiena variano
da individuo ad individuo. Gli esercizi producono una sensibile
diminuzione del dolore che, dalle zone più "periferiche"
del corpo, si porterà più vicino alla colonna
vertebrale, fino a scomparire gradualmente. Il trattamento
secondo McKenzie punta sul coinvolgimento e la partecipazione
attiva del paziente per la risoluzione dell'episodio in
corso, e soprattutto gli fornisce i mezzi per prevenire
le ricadute.
METODO
MÉZIÈRES
Il Metodo Mézières è una tecnica di
riabilitazione individuale elaborata dalla fisioterapista
francese Françoise Mézières, che a
partire dal 1947 sviluppò questo metodo che individuò
la causa di molte asimmetrie posturali (scoliosi, cifosi,
iperlordosi) e di molti disturbi artrosici, nell’accorciamento
e nella conseguente rigidità dei muscoli posteriori
del corpo.
Attraverso un lavoro di ripristino della simmetria corporea,
con movimenti precisi ed esercitando i muscoli "dimenticati"',
con questo metodo, si lavorerà per restituire lunghezza,
elasticità e benessere alla muscolatura interessata,
promettendo, in questo modo, il recupero funzionale del
corpo nello spazio.
La corretta posizione del corpo nello spazio, deriva infatti
dal corretto tono muscolare e dall’elasticità
delle fasce connettivali, che delimitano gli spazi muscolari
e organici.
Per Mézières il centro funzionale del corpo
è rappresentato dalla schiena, per cui diviene basilare
il lavoro fisioterapico eseguito su di essa. Allungando,
infatti, fasce muscolari e connettivali intorpidite, si
otterrà un miglioramento della postura, una maggiore
flessibilità articolare e un senso di vitalità
a cui corrisponderà una presa di coscienza della
diretta relazione tra benessere fisico e benessere psichico.
Per
scoprire le contratture muscolari responsabili del problema
patologico in atto, il paziente viene valutato nella sua
globalità. Durante la terapia emergono i cosiddetti
"dolori occulti", sorti in qualche periodo della
vita della persona a causa di una contrattura muscolare,
uno sforzo eccessivo, un’anomala posizione sul lavoro
o un eccessivo nervosismo, che si riflette a livello muscolare.
Modificando tali ataviche situazioni, si migliora anche
tutta la postura e, di conseguenza, la salute di tutto il
corpo.
Fulcro di questo metodo è, quindi, l'identificazione
delle cause del fenomeno, mentre la rimozione dei sintomi
ne è la diretta conseguenza.
METODO FELDENKRAIS
Questo sistema terapeutico fu messo a punto dal fisico Moshe
Feldenkrais, dottore in fisica e cintura nera israeliana
di judo, che propone una serie di esercizi utili a riportare
il tono fisiologico in uno stato di equilibrio.
Il Metodo Feldenkrais è uno specifico processo di
apprendimento, basato sulla profonda integrazione tra movimento,
sentimento, sensazioni e pensiero. La sua singolarità
è data dall'uso del movimento come mezzo di comprensione
e conoscenza di se stessi. Per Feldenkrais lo stato di salute
è la capacità dinamica di scoprire un nuovo
equilibrio dopo che un trauma o una malattia hanno spezzato
il precedente.
Mediante sequenze di movimenti semplici, insoliti e piacevoli,
somiglianti a quelli di un bimbo che impara per la prima
volta a muoversi nel campo gravitazionale, il Metodo Feldenkrais
fa risvegliare la curiosità e l'interesse nei confronti
di se stessi, liberando l’individuo da schemi posturali
e di movimento involontari e ripetitivi. Inoltre, stimolando
il funzionamento di muscoli mai sollecitati, insegna a "riorganizzare"
i propri movimenti per muoversi in modo più armonioso
ed efficace. Permette poi la ripresa dello sviluppo delle
strutture nervose e accresce la nostra capacità di
scegliere con libertà come agire e come essere. Conquistare
una migliore organizzazione delle funzioni
molte volte aiuta ad eliminare i disturbi.
L’insegnante Feldenkrais non ha come obiettivo quello
di curare, ma di offrire al praticante, nel corso delle
lezioni, condizioni di apprendimento che si trasferiscono
naturalmente e progressivamente nella vita quotidiana, accrescendo
e migliorando le personali forme espressive.
BACK
SCHOOL
Si chiamano Back school e vengono dagli Stati Uniti, si
tratta di una serie di accorgimenti che aiutano a gestire
in modo più corretto e consapevole il proprio corpo,
l’obiettivo è prima di tutto quello di proteggere
la schiena, prevenire lombalgie ed altri disturbi eseguendo
correttamente i normali gesti di tutti i giorni, come alzare
un peso, raccogliere qualcosa da terra, passare l’aspirapolvere,
sedersi al computer. In Italia sono ancora poco diffuse
ed in genere sono organizzate presso le grandi palestre,
in casi più rari si trovano anche in ambulatori medici
pubblici e privati.
16/09/2004

Difendersi
dal rumore
Un
italiano su dieci accusa problemi uditivi dovuti al rumore
eccessivo. Clacson, traffico, treni, aerei, sirene possono
diventare, oltre che un fastidio, una vera e propria minaccia
per le nostre orecchie. La sensibilità ai rumori
varia da persona a persona, ma esiste una soglia di tolleranza
valida per tutti oltre la quale si possono originare danni
psicofisici.
La soglia di rischio è stata individuata intorno
agli 80 decibel, ma l'Oms raccomanda di stare al di sotto
dei 65 di giorno e dei 55 di notte (in Italia l'inquinamento
acustico medio si attesta sui 70 decibel di giorno e 65
di notte): già a 90 si avverte fastidio e a 120 compare
dolore, capogiro, nausea e sordità temporanea.
L'orecchio
umano è una macchina meravigliosa capace di intercettare
il suono più debole e indefinito e di tollerare rumori
improvvisi e intensi. Purtroppo sono tante e spesso insospettabili
le insidie che ne minacciano il perfetto funzionamento,
dal traffico insostenibile delle nostre città alla
musica assordante delle discoteche ai walkman a tutto volume.
Un
rumore molto elevato oltre i 120 decibel può provocare
traumi irreversibili per l'orecchio. Inoltre le conseguenze
dannose dei rumori si sommano nel tempo: un suono continuo
potrebbe essere dannoso già a partire dagli 80 decibel.
L'esposizione al rumore può avere anche effetti extrauditivi
che vanno ad interessare tutto il corpo, come l'aumento
della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, dell'ansia,
dell'insonnia e dell'irritabilità.
I
sintomi del deficit acustico cambiano secondo la causa.
L'esposizione a rumore impulsivo (tipo quelle delle discoteche
- in media 95 db) è infatti causa si un trama acustico
acuto caratterizzato da ipoacusia con sensazione di occlusione
auricolare e acufeni (i tipici fischi alle orecchie). Generalmente
questi sintomi sono transitori anche se possono essere permanenti
in casi di rumori improvvisi molto violenti come nel caso
di esplosioni.
Gli
uomini, come gli animali avvertono il rumore come un segnale
di pericolo. Questo attiva tutta una serie di reazioni vegetative,
umorali, motorie e psicologiche che hanno lo scopo di preparare
l'animale/uomo all'attacco o alla fuga.
L'uomo ha però creato molte fonti innaturali di rumore.
Vecchi, ma soprattutto nuovi rumori assumendo intensità
e durata inusuali, disturbano la capacità di concentrarsi
nei propri pensieri e nel proprio lavoro, ma anche di riposare
nelle ore dedicate al sonno.
Un
vero è proprio disturbo neurologico legato al rumore
è la cosiddetta malattia dei sussulti (startle desease).
Le persone affette da questo disturbo, che può essere
ereditario o familiare, rispondono ad ogni rumore improvviso
anche di elevata intensità con una scossa muscolare
così violenta da compromettere l'equilibrio.
Bisogna
fare meno rumore. Infatti oltre il 60% del rumore che facciamo
è inutile. E' un aspetto trascurato sia sul piano
della progettazione dell'ambiente urbano che nelle nostre
abitudini. L'udito si assuefa, tanto che si crea una sorta
di dipendenza, come quella di accendere la radio o la TV
appena arrivati a casa. Non bisogna dimenticare la tendenza
di tenere il volume troppo alto, senza pensare che potenziando
il suono non migliora la qualità dell'audizione,
ma si riduce la capacità selettiva dei suoni.
Importante
è anche far risposare l'udito. L'esperto consiglia
almeno 30 minuti di riposo uditivo al giorno: 10 minuti
al mattino, 10 a metà giornata e 10 alla sera.
Infine
la bonifica ambientale. Non è necessario arrivare
a imbottire porte e pareti, basta arredare facendo largo
uso di tendaggi e tappeti e doppi vetri alle finestre.
| Scala
del suono
0-35 db - nessu problema
36 - 65 - possibile disturbo del sonno
66-85 - affaticamento, possibili danni psichichi
86 - 115 - danni psichici e neurovegetativi e uditivi
116 - 130 - pericolo per l'apparato uditivo
131-150 - suono rumore molto pericoloso che procura
rapida insorgenza del danno.
|
05/04/2004

La
forza dei colori
Stiamo
parlando di cromoterapia. Ossia il metodo che cerca di conoscere
ed utilizzare le energie dei colori per raggiungere un maggiore
stato di benessere psico-fisico. Si tratta di una tecnica
che ci può permettere di vivere con pienezza la presenza
dei colori intorno a noi. Ci insegna di quali colori circondarci,
di quali colori vestirci, quali colori utilizzare nell'arredare
la nostra casa, per vivere con maggiore armonia e benessere
con noi stessi e gli altri.
Luce
e colore hanno appassionato sempre i ricercatori nello svolgersi
dei tempi, e già agl'inizi del XV secolo Leonardo
da Vinci aveva individuato l'esistenza dei quattro colori
fondamentali: rosso, blu, verde e giallo.
Nel 1666, Isaac Newton, lo scopritore della legge di gravità,
formulò la prima teoria del colore: facendo passare
la luce del sole attraverso un prisma, stabilì l'esistenza
di uno spettro composto da sette colori fondamentali.
Oggi
che la scienza è arrivata a calcolare le lunghezze
d'onda dello spettro elettromagnetico - da meno di un millimetro
a centinaia di chilometri - colori, luce e calore non cessano
di essere studiati ed applicati nelle più moderne
strumentazioni atte a migliorare la salute dell'uomo.
Come funziona la cromoterapia
La gamma dei colori si sviluppa tra i limiti dell'infrarosso
(energia all'alto valore termico) e dell'ultravioletto (energia
fredda), la distinzione più schematica è quella
tra i colori caldi e i colori freddi.
In
particolare:
i colori CALDI sono: il giallo, l'arancione, il rosso e
il rosa;
i colori FREDDI sono: il blu, l'azzurro e il viola;il verde
è il colore del centro, neutro e stabilizzatore.
I
colori CALDI ispirano gioia di vivere, sollevano in morale
mettendo allegria, ma in alcuni casi possono provocare uno
stato d'euforia, un'eccessiva eccitazione e aggressività.
Le tonalità FREDDE suscitano calma e inerzia, aiutano
la distensione e la meditazione, ma in alcuni casi possono
provocare malinconia, tristezza e amplificare una sensazione
di solitudine.
Se
la cromoterapia si basa sul principio per cui i diversi
tipi di tessuti e gli organi del corpo sono sistemi che
vibrano con frequenza corrispondenti alle diverse tonalità
di colore, guarire significa appunto perdere le vibrazioni
originali e ritrovare il ritmo giusto.
Una
volta che il terapeuta ha individuato il colore della persona,
cioè quello corrispondente al suo temperamento, sottopone
il paziente ai colori opposti, che suscitano quindi emozioni
e sensazioni represse, in modo che la persona raggiunga
l'equilibrio. Ad esempio, per un tipo ansioso e nervoso
occorrerà provocare, attraverso il verde e il blu,
sensazione di pace e serenità.
La
cromoterapia prescrive, a seconda dei vari disturbi psichici
e fisici, bagni di luce colorata e somministrazione di acqua
solarizzata dei diversi colori. Con i bagni di colore, il
paziente viene irradiato su tutto il corpo con un colore
specifico a seconda del disturbo che si vuole curare. La
fonte luminosa è, di solito, una lampadina colorata
a medio voltaggio (25 W - 60 W). Il bagno di colore viene
effettuato ogni giorno, al mattino per i colori caldi, alla
sera per i colori freddi. La durata dell'irradiazione è
di circa 30 minuti per i colori caldi, per i colori freddi
di circa 40 minuti.
|
Abitare
tra i colori
Il colore ha una forte influenza sulla vita quotidiana,
perché esprime la personalità dell'individuo,
i cambiamenti di umore e il desiderio di comunicare
con gli altri.
Nella casa ideale, il colore è dato preferibilmente
dai materiali usati per costruire e per arredare.
I materiali naturali come il legno, il gesso, la pietra,
i mattoni e l'argilla, e le fibre e i tessuti naturali
hanno le loro trame e i loro colori tenui e bellissimi;
nella grande maggioranza dei casi non c'è nessun
bisogno di aggiungervi altro, è sufficiente
che la rifinitura naturale diventi il motivo cromatico
di base. Può capitare di dover trattare le
superfici per evidenziarne il colore e la grana ma,
se si usano materiali di rifinitura naturali, il processo
di invecchiamento regalerà ulteriore grazia
e bellezza.
Per
aggiungere altro cromatismo alla casa, si possono
usare alle pareti tinte a base di calce naturale e
colori vegetali, facilmente reperibili in commercio,
evitando tempere e tinte a base di sostanze chimiche.
Negli interni si possono considerare vari aspetti:
l'effetto estetico che si vuole raggiungere, la sensazione
psicologica che i vari colori possono stimolare in
chi ci vive, l'azione che possono avere per correggere
relazioni tra superfici non armoniche.
ROSSO
è stimolante, vigoroso, simbolo di energia,
desiderio, potenza, calore, eros; i suoi raggi, vicini
all'infrarosso nel prisma, penetrano profondamente
nei tessuti umani, aumentando la tensione muscolare
e la pressione sanguigna ed accelerando la respirazione;
è un colore che ha un'influenza molto potente
sull'umore.
ARANCIO
è gioioso, brillante, pieno di calore, stimola
le emozioni, dinamico, attivo.
GIALLO
è il colore percepito per primo dai bambini,
favorisce la concentrazione, rappresenta la radiosità,
la gloria, l'allegria, la giovinezza, la fertilità,
la ricchezza, l'estroversione.
VERDE
è il colore della natura, è fresco,
umido, rappresenta l'equilibrio, l'armonia, la stabilità,
la perseveranza, l'autorevolezza,la fecondità,
il realismo.
BLU
è il colore dell'introspezione, della meditazione,
dell'infinito, del rilassamento, della profondità
dei sentimenti, dona senso di pace, sicurezza, serenità,
rallenta la pressione sanguigna e la respirazione.
VIOLA
è nobiltà spiritualità, solitudine,
carisma, mistero, è il colore della sensibilità,
della trasformazione, della magia.
BIANCO
rappresenta la ragione, il freddo, il silenzio, l'igiene,
l'infanzia, la purezza e nella cultura orientale è
il colore della morte e del lutto.
|
14/11/2003

Al
sole senza sorprese!
Arriva
l'estate e la voglia di esporre la nostra pelle al sole,
di farci scaldare dai raggi, di abbandonarci al piacere
della tintarella. Si tratta di un momento aspettato e sognato
da tempo, ma attenzione… quel sole tanto amato è il peggiore
nemico della nostra pelle! Cominciamo dalle regole più semplici,
quelle che dovete assolutamente conoscere per proteggervi
ed evitare di danneggiare, in modo anche molto serio, la
vostra pelle.
Ecco
allora le regole per un'abbronzatura sicura:
1. applicate i solari con cura. Non dimenticate zone sensibili
come naso, orecchie, labbra, spalle e piedi, parti che sono
spesso esposte al sole.
2.
ripetete regolarmente (almeno ogni due ore) l'applicazione
del solare, e soprattutto dopo ogni bagno (anche se state
all'ombra). Attenzione però, l'applicazione frequente
non aumenta la durata della possibile esposizione al sole,
ma ripristina solamente la copertura.
3.
prendete il sole con prudenza. Esponetevi il primo giorno
per non più di mezz'ora al sole, il secondo per non
più di tre quarti d'ora ed i seguenti giorni non
più di due ore al massimo. evitate poi le ore più
a rischio, cioè tra le 12 e le 15.
4.
scegliete un fattore di protezione adatto alla vostra pelle
(una pelle più chiara ha bisogno di un fattore di
protezione più alta). Scegliete per la pelle chiara
e sensibile perciò sempre un solare dal spf di almeno
8 (più sicuro è un solare dal spf di almeno
15).
5.
Ricordate che l'ombrellone non costituisce un fattore di
protezione. I raggi infrarossi passano attraverso il tessuto
e raggiungono la pelle con una certa intensità. Perciò,
anche sotto l'ombrellone proteggersi con la crema.
6.
ricordatevi che un colorito ottenuto con calma e prudenza
è più duraturo (e spesso anche molto più
bello).
7. Dopo l'esposizione al sole, non si devono fare docce
o bagni con detergenti troppo aggressivi, meglio usare oli
da bagno che rispettino il film idrolipidico.
8.
Non si devono scegliere creme troppo grasse che impediscono
la traspirazione e creano surriscaldamento dei tessuti.
9.
Un po' di attenzione anche ai capelli: troppo calore e il
sudore provocano perdite di sali minerali. Per questo si
devono assumere integratori ricchi di ferro, zinco e rame.
La salsedine, inoltre, altera la cheratina danneggiando
la salute dei capelli. Si devono sciacquare i capelli tutte
le sere con quantità minime di shampoo e molto balsamo
e creme ristrutturanti.
10.
Portare occhiali schermati per proteggere gli occhi dai
raggi ultravioletti.
11.
Evitate l'uso di profumi al sole perché contengono
spesso delle sostanze che possono causare macchie scure
sulla pelle. state inoltre attente a macchie scure se usate
la pillola oppure delle medicine a base di cortisone o l'antibiotico.
12.
Ricordatevi sempre che una pelle già abbronzata,
anche se non si ustiona più, invecchia come la pelle
non abbronzata e va dunque protetta sempre.
13.
se vi riparate dal sole con cappello od abiti, ricordatevi
che tessuti a trama larga lasciano filtrare la luce e che
indumenti bagnati proteggono di meno.
14.
attenzione alla pelle bagnata: si ustiona più velocemente
a causa dell'effetto ingrandente delle gocce d'acqua sui
raggi del sole.
Altro
consiglio da dare prima dell'esposizione al sole e' quello
di definire il fototipo di appartenenza, in quanto solo
conoscendo le caratteristiche della propria pelle è
possibile scegliere il prodotto che meglio si addice alla
propria tipologia cutanea. Si distinguono 7 fototipi:
TIPO
0 - Pelle che non si abbronza mai, con pigmentazione chiarissima,
quasi lattea! Sono i soggetti albini, senza melanociti.
Non si devono esporre al sole.
TIPO I - Pelle poco resistente, con pigmentazione assente
o non uniforme. Sono i soggetti chiari, rossi o biondo chiarissimo.
Devono ridurre al minimo l'esposizione solare, usare preparati
con filtri solari a dosi elevate.
TIPO II - Pelle a lenta pigmentazione, mediamente resistente.
Sono i soggetti dorati biondi o castano-chiari, che devono
esporsi usando preparati filtranti, iniziando con pochi
minuti nelle ore meno calde, soprattutto i primi giorni.
TIPO III - Pelle con pigmentazione rapida e uniforme, ed
una normale resistenza al sole. Generalmente hanno questi
requisiti i soggetti castani bruni e i castano scuri, che
possono esporsi al sole senza una particolare attenzione,
in modo progressivo e ottenere una abbronzatura veloce.
Tipo IV - Pelle tendenzialmente scura, che si scotta solo
nei primissimi giorni ma che si abbronza bene perché
ha molta melanina.
Tipo V - Pelle olivastra con tantissima melanina e quindi
già protetta dalle radiazioni solari, si scotta raramente.
Si consiglia comunque cautela e l'uso di cosmetici che riparano
dagli UVB responsabili degli eritemi e che maggiorano l'effetto
degli UVA.
Tipo VI - Pelle nera, ricca di melanociti, raramente si
ustiona.
Dopo
aver stabilito il vostro fototipo scegliete quindi il filtro
solare più adatto
che proteggerà la
pelle dai raggi UVA e UVB, riducendo i rischi dell'esposizione
solare (arrossamenti, eritemi, invecchiamento cutaneo, melanomi).
Il fattore di protezione in genere e' indicato sulla confezione
con un numero che rappresenta un moltiplicatore. Ad esempio,
se in condizioni normali, senza protezione, la pelle si
arrossa dopo solo 10 minuti di esposizione, l'applicazione
di una crema solare a fattore di protezione 8 ti permette
di "allungare" di ben 8 volte (1 ora e 20 min.)
e senza rischi il tempo di esposizione.
Alle
prime esposizioni è preferibile utilizzare un alto
fattore di protezione e "scendere" gradualmente
a prodotti a fattore più basso man mano che la pelle
si abbronza e sviluppa le sue difese naturali. Per ottenere
a mantenere a lungo un bel colorito intenso e omogeneo e'
fondamentale avere sempre la giusta protezione, anche quando
la pelle e' già abbronzata, ed utilizzare con regolarità
un buon prodotto doposole.
05/06/2003

L'isola
dalle mille terme
Si
fa presto a dire 'Ischia'. Con un solo nome si indicano
in realtà sei diversi comuni, che hanno tutti una identità
ben precisa. Ischia Porto, Barano, Lacco Ameno, Forio, Casamicciola,
Serrara Fontana. Per farsi un'idea della distinzione tra
i paesi è utile salire su uno dei bus che dal porto percorrono
il periplo dell'isola. A bordo dei mezzi pubblici, anche
in piena estate, si ha uno degli scorci migliori della vita
di Ischia.
Nonostante
il caos che i visitatori scatenano su questo fazzoletto
di terra è incredibile la disponibilità degli
abitanti. Non ci si possono fare illusioni sul giro d'affari
che il turismo crea sull'isola, e quindi pensare che agli
ischitani convenga essere cortesi pare quasi scontato, tuttavia
nell'atteggiamento della gente del luogo c'è molto
più di una affabilità interessata.
Uno dei meriti maggiori di Ischia è stato quello
di perfezionare un'arte che dura da millenni. Le cure termali
hanno origine antichissima ed alcuni modi di applicazione
sono rimasti inalterati per millenni: i trattamenti che
si ricevono oggi nei moderni centri dell'isola sono quelli
che facevano la gioia degli imperatori romani, solo che
i loro benefici sono stati scientificamente provati.
Il turismo termale ad Ischia è infatti un'abitudine
che risale al tempo dei romani. Alla fine del Medioevo,
l'isola tornò ad essere frequentata dagli amanti
delle calde acque nel XVI secolo, quando un terremoto sconvolse
il bacino geologico dell'area flegrea, riducendo o inaridendo
le fonti della zona per cui Ischia s'impose come nuova meta
termale.
Le
stazioni termali ischitane sono numerose su tutta l'isola
e, soprattutto, ben organizzate e contano sulla diversità
tra sorgente e sorgente: la presenza radioattiva è
costante dovunque, la temperatura varia dai 15°C agli
86°C con un'offerta di acque fredde, ipotermali, termali
e ipertermali. La combinazione di composizione chimica,
temperatura delle acque e modo di applicarle rende le acque
e i fanghi ischitani di grande acque utilità ad una
quantità di lesioni ossee, artriti e artrosi, affezioni
muscolari, malattie dell'apparato genitale femminile, malattie
del ricambio, affezioni otorinolaringoiatriche, affezioni
dell'apparato respiratorio.
Le sorgenti di Ischia appartengono ai tre gruppi denominati
Fornello (54°), Fontana (54°) e S. Camillo (62°),
salso-bromo-iodiche alcaline, lievemente radioattive. Le
cure termali sono efficaci nelle forme reumatiche e artritiche,
per nevralgie e nevriti, esiti di traumi, affezioni muscolari,
nelle malattie del ricambio, nelle affezioni ginecologiche,
affezioni delle vie aeree, malattie della pelle. Le acque
utilizzate per bagni, idromassaggi, bagni di vapore nelle
stufe (le stufe sono dei cassoni di marmo sovrapposti alle
sorgenti e saturati di vapore, con un foro nel coperchio
dal quale sporge il capo del paziente), fanghi, inalazioni,
aerosol, irrigazioni vaginali, insufflazioni endotimpaniche,
maschere, massaggi. I Principali stabilimenti di cura sono:
le Antiche Terme Comunali le Nuove Terme Comunali e lo Stabilimento
termale del Grande Albergo Terme Jolly. Reparti termali
sono annessi agli alberghi Terme Felix, Terme Royal, Parcoverde
terme, Continental terme, Hermitage e Park, Punta Molino;
da ricordare inoltre lo Stabilimento balneotermale militare.
Alle falde del cratere pento di Fiaiano sgorga la Sorgente
Tifeo di acqua salso-sosfato-calcio-magnesiaca, radioattiva,
che alimenta le Terme dell'Hôtel Continental. La stagione
dura da aprile ad ottobre.
A
Casamicciola sgorgano numerose sorgenti termali appartenenti
a due gruppi principali, la storica sorgente del Gurgitello
la più copiosa (68°), e le altre sorgive della
Rita (72°) entrambe bicarbonato-alcaline salse, ipertermali
e radioattive. Sono efficaci per la cura di reumatismi articolari
cronici, artriti, nevralgie e nevriti, miositi, esiti di
traumi, gotta, obesità, affezioni ginecologiche e
urinarie, malattie del sistema vascolare, malattie del ricambio,
disturbi gastrici e biliari, malattie dell'apparato respiratorio,
pleuriti. Sono usate per fangature e bagni ed in qualche
stabilimento si praticano anche bagni di vapore, stufe,
irrigazioni ginecologiche e inalazioni. I principali stabilimenti
termali sono: Terme Manzi, Terme Scioli, Terme Belliazzi,
Terme Ferrara, Terme Fiola, Lucibello, La Rita, Terme Maltempo,
Terme Verde. La stagione dura da marzo ad ottobre.
Le sorgenti Santa Restituta e Regina Isabella di Lacco Ameno
sono famose per le loro proprietà cloruro-solfato-sodiche
salse, ipertermali (55°72°) e fortemente radioattive
Le acque e i fanghi, "maturati" con le acque stesse,
sono efficaci per curare le forme artritiche e reumatiche,
gotta obesità, linfatismo, affezioni vascolari, malattie
della pelle, affezioni ginecologiche e delle vie respiratorie
superiori, sordità rinogena; vengono utilizzate bagni
minerali radioattivi, bagni a vapore (stufe), idromassaggi,
fanghi, sabbiature, aerosol, inalazioni, massaggi, fisiocinesiterapia,
irrigazioni ginecologiche. Gli Stabilimenti sono annessi
agli alberghi. Di recente sono state rinvenute altre sorgenti
d'acque termali nelle località Oneso, Fundera e Fano.
La stagione dura da marzo ad ottobre.
A
Forio le sorgenti, di acque salse, più importanti
sono la Castaldi, la Castiglione e la Poseidon Gli stabilimenti
Villa Thomas, Giardini Poseidon, Terre Castaldi e le Stufe
S.Lorenzo utilizzano una sorgente cloruro-solfato-sodica
termale (46°) radioattiva, nata per bagni, irrigazioni,
inalazioni e per la preparazione di fanghi; curano forme
reumatiche e artritiche, malattie del ricambio, quelle delle
prime vie respiratorie e le affezioni ginecologiche; vengono
utilizzate per bagni, fanghi e stufe. Sulla spiaggia di
Citara ma anche a Marina di Sorceto ci si può curare
con acque clorurato-sodiche e radioattive; Tutta la spiaggia
da S. Lucia al Cuotto è fortemente radioattiva. La
stagione dura da aprile ad ottobre.
Serrara Fontana, gode dell'infinita ricchezza delle "grotte
sauna" e delle sorgive calde di Sant'Angelo, anche
Cava Scura, la sorgente con la più elevata temperatura
dell'isola: l'acqua fuoriesce a 86°C. La sorgente sgorga
a monte dei Maronti e comprende sei vasche, grotte scavate
nel tufo e uno stabilimento per fanghi e massaggi.
Barano è nota per le due terme di grande importanza
e di antica fama: quella dei Nitrodi o Nitruoli, a Buonopane,
che prende il nome dalle ninfe che sovrintendevano il luogo
ed erano bellissime grazie alle virtù di quest'acqua
ricca di soda, e quella dell'Olmitello, a ridosso del Lido
dei Maronti.
L'acqua che sgorga da queste due fonti è radioattiva,
bicarbonato-solfata e salso-iodica; queste acque, ottime
per artriti, sciatiche, esiti di traumi, forme reumatiche,
malattie della pelle, malattie ginecologiche ed affezioni
delle vie respiratorie, sono utilizzate per bagni, aerosolterapia,
idromassaggi, fanghi.
04/03/2003

Malanni
di stagione: la forza della frutta
È
in questi giorni che i malanni di stagione danno il meglio
di sé, molti italiani sono a casa, vittime di raffreddore,
tosse, dolori muscolari ed altri fastidiosi malesseri. Uno
stile di vita sano ed una alimentazione attenta può essere
di grande aiuto. L'unico rimedio specifico che il nostro
medico ci può offrire per influenza e raffreddore è infatti
quello mirato a ridurre i sintomi quali mal di gola, naso
gocciolante e intasato, tosse, starnuti e insonnia. Ma nulla
che ci possa far guarire davvero! Per combattere influenze
e quel che ne deriva in modo naturale è bene alimentarsi
con una giusta dieta ricca di frutta fresca, verdura, ortaggi
e agrumi. La corretta alimentazione può essere un valido
contributo per prevenire questi malanni: ecco i consigli
di chi di frutta e verdura se ne intende davvero: la coldiretti.
Il
cavolo, ad esempio contiene una buona quantità
di ferro, vitamina C e preziosi sali minerali. Cotto a vapore
è molto efficace contro le affezioni delle vie respiratorie
e alcuni disturbi intestinali. Il suo succo ha proprietà
antinfiammatorie e antidolorifiche, può essere utilizzato
per fare dei massaggi e le sue foglie riscaldate e applicate
sulla parte indolenzita, calmano il dolore.
La cipolla ricca di vitamine e sali minerali, è
un antisettico naturale, è espettorante, disinfetta
l'intestino e cura i geloni.
L'aglio grazie alla notevole quantità di ferro,
sali minerali e svariate vitamine (A, B1, B2, PP e C) è
molto efficace per combattere catarri bronchiali, febbri,
ed è un ottimo antisettico contro le malattie infettive.
Anche l'aglio può contrastare fastidiosi dolori alle
ossa ed ai muscoli, se schiacciato con olio di oliva caldo
e limone può essere utilizzato per massaggiare la
parte dolorante.
Il finocchio, risulta ottimo per combattere la nausea,
la digestione difficile e la stitichezza.
Il limone purifica l'organismo dalle tossine, è
validissimo per disinfettare la gola con semplici gargarismi
e inoltre è un ottimo astringente e cura l'iperacidità
gastrica.
Le mele e le pere, invece aiutano a mantenere sani
i nostri polmoni e migliorano sensibilmente le condizioni
delle nostre vie respiratorie. In particolare, le pere espellono
il catarro dissolvendolo e se bollite e accompagnate dal
miele riescono a curare perfettamente sia l'afonia che la
raucedine.
La
carota è indicata nella cura delle malattie
dell'apparato respiratorio (dal semplice raffreddore alla
più impegnativa bronchite cronica fino all'asma)
e nella prevenzione delle malattie infettive.
Il sedano, grazie alla notevole ricchezza di minerali
è un drenante particolare delle vie respiratorie.
Le mitiche arance poi sono ricchissime di vitamina
C (50 mg per ogni 100 g) e aiutano il nostro organismo ad
assorbire il ferro dai vegetali e stimola le difese del
sistema immunitario, prevenendo i fastidiosi raffreddori.
Oltre a proteggerci dalle forme influenzali, le arance aiutano
a prevenire i disturbi cardio-vascolari e a svolge azione
antistress. Ricche anche di calcio (49 mg ogni 100 g) sono
utili nella prevenzione di fragilità ossea e osteoporosi.
Anche
gli esperti concordano nel promuovere promuove, quale vero
toccasana, carota, zucca, patate, pomodori, spinaci, carciofi,
barbabietole rosse, broccoli e cime di rapa: alimenti ricchi
di beta-carotene, precursore della vitamina A. Promossi
anche agrumi, kiwi, frutti di bosco, ananas, cavolfiore,
prezzemolo e peperone, che abbondano in vitamina C, oltre
a germe di grano, mandorle, nocciole, semi di girasole secchi,
olio extravergine di oliva e di semi, che sono un' autentica
miniera di vitamina E.
I
medici suggeriscono poi i cosiddetti "rimedi delle
nonne": latte e miele sarebbero davvero un mix vincente,
specie se accoppiato a cibi ricchi di vitamine A, C ed E.
Ovviamente ''non bisogna esagerare, soprattutto in caso
di diabete'', ed e' anche sconsigliabile fare il pieno di
vin brulé, certo salutare ma poco digeribile. Per
amor di tradizione, infatti, se volessimo seguire alla lettera
i suggerimenti degli esperti gastronomi provenienti da varie
regioni bisognerebbe puntare su vin brulé, latte
e miele, minestrine calde e punch.
Rimedi che potranno essere salutari nell'immediato, ma che
non si rivelano sempre risolutivi. In particolare, il vin
brulé può essere efficace, ma durante la 'cottura'
ideata per esaltare le varie componenti del vino l'alcol
evapora e il complesso idroalcolico che rimane diventa una
sostanza poco digeribile. Per questo è bene non esagerare
perché berne troppo potrebbe provocare fastidiose
gastriti anche persistenti.
Molto meglio, tranne che per i diabetici, il latte caldo
addolcito col miele, consigliato da una credenza popolare
che trova validi riscontri scientifici. Ovviamente occhio
agli zuccheri, tutti semplici (lattosio, fruttosio e glucosio)
e in grado, se assunti in quantità eccessiva, di
'deprimere' le naturali difese immunitarie.
25/02/2003

Autunnopatia?
Ecco cosa fare!
È
una teoria antichissima quella dell'influenza stagionale
sull'umore. L'influsso negativo dell'autunno sull'umore
non è una semplice credenza, è stato confermato e documentato
da studi e ricerche sui comportamenti meccanici che sono
all'origine del malessere. Qualunque espressione psichica,
dalla depressione, all'ansia e alla paura, è in una certa
misura influenzata dalle condizioni atmosferiche, ma naturalmente
solo alcuni soggetti particolarmente sensibili a un certo
tipo di stimolo manifestano delle vere e proprie patologie
legate al tempo e in particolare alla stagionalità.
Abitualmente
facciamo riferimento al concetto comune di meteoropatia
per significare cambiamenti e variazioni dell'umore, magari
per giustificare comportamenti e azioni particolari: attribuiamo
così a fattori esterni la responsabilità di
malesseri, nervosismi, stati depressivi. È colpa
del tempo!, una espressione sempre più diffusa ma
sostanzialmente vera. In parte infatti questo meccanismo
è giustificato perché, è storia vecchia
(già i Romani interpretavano il rapporto tra stati
psichici e stato del tempo), noi subiamo fortemente le influenze
ambientali e quindi situazioni legate, per esempio, alla
luce, al calore, alla luminosità, alla spazialità.
Questa caratteristica ha spinto alcuni studiosi a ipotizzare
un ritmo biologico interno collegato alle stagioni che può
causare nette variazioni sul tono dell'umore, fino a quella
tipica sindrome conosciuta come SAD, e cioè "disturbo
affettivo stagionale".
Secondo
le più recenti statistiche, nel nostro Paese un individuo
su 4 accusa, in questo particolare periodo dell'anno, tutti
i caratteristici sintomi della "sindrome depressiva
autunnale": affaticamento, pessimismo, disturbi alimentari,
mal di testa, insonnia (o al contrario ipersonnia), diminuzione
del desiderio e dell'attività sessuale, apatia, ritiro
sociale.
Per 3 persone su 4, chi in forma più leggera, chi
in forma acuta, il rientro delle vacanze di trasforma in
un incubo, tanto più se si abita in una grande città.
Nelle metropoli infatti si ammala in media il 63% dei cittadini,
contro il 24% delle città di provincia e il 13% dei
paesi.
Il SAD colpisce più di frequente soggetti fra i 20
e i 40 anni di età, e farne le spese è soprattutto
il gentil sesso: sono infatti le donne le più colpite,
con 8 malati su 10.
Si
tratta di una vera e propria depressione che comincia in
autunno e scompare in primavera, in evidente correlazione
con buio, freddo, basse
pressioni, rallentamento delle attività all'aperto.
Secondo molti studiosi alla base di reazioni tipiche quali
quelle espresse dal SAD, vi sarebbe, oltre naturalmente
a una sorta di predisposizione a note depressive, una corrispondente
variazione neurochimica che comporterebbe un rallentamento
generale dell'attivazione dell'organismo e uno squilibrio
nel metabolismo dei neurotrasmettitori. Questi disturbi
sono legati alla variazione di luce di questo periodo: la
luce stimola i meccanismi neurochimici e il nostro corpo
produce più noradrenalina. Si tratta di un problema
biologico di adattamento. Non a caso i sintomi peggiorano
di sera.''Non dobbiamo dimenticare di essere dei mammiferi
e questa fase dell'anno è legata, dal punto di vista
evolutivo, al letargo.
La
forma più diffusa di terapia contro questa depressione
è quella della luce, e cioè l'esposizione
prolungata a una fonte luminosa che può essere
associata a una più tradizionale psicoterapia, oppure
a un intervento farmacologico. Naturalmente la scelta di
come intervenire dipende dalla gravità dei sintomi
e dal grado di compromissione delle normali attività
che quotidianamente siamo chiamati a svolgere. Comunque
una eventuale terapia va concordata e programmata con persone
qualificate evitando di affidarsi alla genericità
di percorsi terapeutici alla moda. Un consiglio finale,
giusto per sdrammatizzare: riempite le vostre giornate,
iniziate con una buona dose di attività fisica all'aperto
nelle prime ore mattutine, controllate la vostra dieta,
l'assunzione di alcool e fumo che probabilmente nell'ultimo
periodo è salita alle stelle, rendete più
graduale il cambiamento, evitate di perdere il vostro equilibrio
psicofisico, progettate nuove attività autunnali!
11/11/2002

Il
Feng Shui per vivere meglio
Un'arte
cinese, antica più di tremila anni, che insegna come armonizzare
lo spazio in cui viviamo a dialogare con l'ambiente; a trarre
energia e beneficio dallo spazio attorno a noi. Il feng
shui può a ragione venire definito, quindi, come "ambiente-terapia":
la terapia per curare lo spirito e il corpo, imparando a
trarre la naturale benefica energia dai luoghi nei quali
viviamo o lavoriamo.
Il
significato di Feng Shui è letteralmente "Vento
su Acqua" e si pronuncia correttamente "Fong Shuè".
Il feng shui, l'antica arte del Vento e dell'Acqua consente
di progettare l'ambiente in cui si vive o si lavora secondo
le esigenze delle persone, in sintonia con quell'energia
vitale universale (Qi) che è presente ovunque: nell'uomo,
nella natura, nel cosmo.
Feng shui significa proprio capire la natura, tutelare gli
ecosistemi naturali, collocare correttamente edifici ed
impianti, sfruttare il Vento e l'Acqua, modificare il territorio
rendendolo accogliente e piacevole per l'uomo di oggi e
per le generazioni future.
Il feng shui introduce dunque ad una nuova dimensione: un'attenzione
portata al benessere psicofisico, all'equilibrio e all'armonia.
L'obiettivo del feng shui é quello di equilibrare
e facilitare la circolazione delle energie rigeneratrici
e controllare le energie perturbatrici.
Secondo
il feng shui, così come il corpo umano è percorso
da canali, chiamati meridiani, in cui scorre l'energia,
Qi, il globo terrestre è percorso da una rete di
linee in cui scorre l'energia. Questo concetto ha riscontro
anche in Occidente nella geobiologia, che è una branca
della bioarchitettura.
Tutti gli esseri viventi e gli oggetti vibrano d'energia,
generando onde che sono simili a quelle elettromagnetiche.
Se gli oggetti presenti in una stanza o in una casa sono
in armonia tra loro, trasmettono agli abitanti energie positive.
Viceversa
se, per la loro forma o per il materiale di cui sono fatti,
non sono in armonia tra loro, diffonderanno nella casa squilibrio
ed energia negativa.
Così come l'agopuntura agisce sui punti dei meridiani
del corpo, in cui scorre il Qi, il feng shui individua nella
casa gli spazi e gli oggetti su cui intervenire, per ristabilire
l'equilibrio e la circolazione dell'energia, favorendo così
determinati aspetti della vita.
Il Feng-Shui regola l'orientamento di vento e acqua sulla
base di 8 direzioni indicate dai punti cardinali per il
raggiungimento dell'armonia abitativa. I luoghi ventosi,
ad esempio, sono considerati sfavorevoli perché disperdono
l'energia, ma possono esercitare un effetto positivo se
delimitati dall'acqua, purché scorra con flusso lento
e sinuoso. Se l'acqua scorre veloce e in linea retta può
allontanare la ricchezza.
La
casa ideale
La casa ideale è situata a metà di una collina,
con alle spalle, sempre rivolte verso nord, un bosco di
conifere. Tra gli alberi, sono particolarmente apprezzati
i pini, che vanno trattati con cura e rispetto perché
costituiscono il rifugio degli spiriti. Nel giardino è
di buon auspicio coltivare salici (simbolo di longevità),
alberi da frutta (soprattutto prugno e pesco) e peonie,
(rappresentano la donna). Davanti alla casa, a sud, l'ideale
è una vasca con pesci e, ai piedi della collina,
è meglio se c'è un ruscello.
Poiché questa "casa dei sogni" può
essere posseduta solo da poche persone, il feng shui prevede
alcuni accorgimenti per rendere più confortevole
qualunque casa.
Eccone alcuni:
dato che il Qi si muove ruotando in senso orario, si devono
creare percorsi che favoriscano il suo libero fluire. Per
esempio, la strada d'accesso alla casa dovrebbe arrivare
alla porta d'entrata con una leggera curvatura a sinistra
e mai in linea retta. Questo perché il Qi potrebbe
trasformarsi in Sh'a Ch'i o "soffio sfortunato"
che, appunto, procede in linea retta.
Per
tenere lontano il "soffio sfortunato" possono
essere installati ai lati dell'ingresso di casa draghi o
leoni di pietra o terracotta (è un'usanza anche occidentale).
La porta d'ingresso si deve aprire verso l'interno, per
favorire l'entrata del Ch'i. L'energia deve, infatti, circolare,
perciò di fronte a sé non deve trovare "uscite".
Per esempio, se di fronte all'ingresso c'è una scala,
il Ch'i sale subito ai piani superiori; se di fronte c'è
una finestra, esce immediatamente da casa, fuoriesce dagli
scarichi se di fronte c'è la porta del bagno.
Come
è naturale non esistono dei fondamenti scientifici
certi all'arte del feng shui, ma indubbiamente una corretta
organizzazione dell'habitat, con giusti arredamenti, con
un equilibrio di colori e forme, può influire sulla
qualità della vita e favorire davvero la circolazione
di energia positiva!
|
Il
giardino feng shui
Non
solo la casa ma anche il giardino dovrebbe seguire
i principi del feng shui. Pare infatti che un bel
giardino curato oltre a rinfrancare la vista risollevi
lo spirito e sia soprattutto in grado di convogliare
energia nella nostra casa.
Vediamo dunque a quali principio deve ispirarsi la
progettazione del nostro giardino feng shui
Ogni vialetto che conduce alla casa deve essere sgombero
da ogni tipo di ostacolo, inclusi alberi o altre forme;
nel caso sia presente un albero davanti alla casa,
bisognerà porre una panchina davanti ad esso
facendolo diventare il "guardiano amico della
casa"; un giardino Feng Shui è ricco e
vario e alterna zone ricche di piante locali a zone
con presenza di alberi sempreverdi (che simboleggiano
la longevità) a alberi decidui (che rappresentano
il cambiamento); sarebbe meglio scegliere zone dove
non è necessario tagliare l'erba di frequente
per evitare di turbare lo stato di equilibrio che
si instaura nel giardino.
Le
spalliere e le pergole ospitanti dei fiori sono un
passaggio che rivitalizza il Qi data la loro sgargiante
vivacità; le siepi vanno costantemente potate
per evitare che il loro slancio in lunghezza formi
un muro opprimente per il flusso del Qi, va però
ricordato che delle siepi potate formano una sorta
di barriera protettiva. Lo stesso dicasi per i ceppi
di alberi abbattuti o per gli alberi mossi (simboleggiano
il decadimento e la morte) che vanno rimossi e sostituiti,
se possibile, con nuovi alberi; la presenza di rampicanti
da parete possono influenzare positivamente l'energia
dell'abitazione ma vanno tenute sotto controllo in
modo che non ostruiscano il passaggio della luce attraverso
porte a specchio o finestre; tale presenza è
rienergizzante a patto che gli abitanti delle abitazioni
non nutrano avversione contro questi tipi di piante,
altrimenti si genererebbe il contrario di quanto detto,
ottenendo un impoverimento dell'energia. Nel caso
che la nostra abitazione presenti zone rimosse o errori
di progettazione che ostacolano l'andamento positivo
del Qi, è possibile piantare un albero a rimedio
di tali mancanze.
|
19/09/2002

Le
diete per l'estate
L'estate
è il periodo delle diete per eccellenza, ne esistono tantissime,
alcune severissime, altre più permissive che non vi obbligheranno
sempre a "mangiare di meno". Abbiamo cercato le diete più
famose, le più efficaci, non sempre sono le stesse! Infine,
per evitare brutte sorprese abbiamo anche cercato le diete/bufala
più illustri!
DIETA
WEEK-END
Cominciamo in modo soft, con uan dieta molto depurativa
che fa grande uso di infusi e tisane.
È una dieta molto pratica, permette di perdere in
poco tempo un paio di chili. Va seguita due giorni a settimana,
un week-end ad esempio andrà benissimo. La dieta
fornisce circa 1300 calorie ed è ottima per depurarsi,
anche saltuariamente.Non prevede l'utilizzo di zucchero,
ma dolcificante e bisogna bere un litro di Acqua al giorno.
Prima di iniziare passate in erboristeria!
A
metà mattina e nel pomeriggio bisogna bere un bicchiere
d'acqua con
50 gocce di Sève de Boleau 1 DH (linfa di betulla
dall'azione drenante, diuretica e anticellulitica) più
una spremuta non zuccherata o un frutto di stagione.
Al
risveglio: Il succo di mezzo limone in un bicchiere di acqua
calda; oppure una tisana con olmaria sommità fiorite
+ frassino foglie + ribes nero foglie (in parti uguali):
1 cucchiaino della miscela per tazza d'acqua bollente, lasciare
brevemente in infusione. Filtrare e bere.
Prima
colazione: Una tazza di caffè d'orzo e/o latte magro
o té; 30 g di pane toscano (senza sale) + un cucchiaino
raso di miele integrale o marmellata naturale.
Pranzo:
Una abbondante insalata mista a base di: carote, pomodoro,
indivia, finocchio, ecc.
oppure: verdure cotte al vapore o al forno.
Condire con succo di limone, erbe (timo, origano, salvia,
dragoncello) e 10 g di olio
60 g di pasta integrale con pomodoro 30 g di pane integrale
Facoltativa: 200 g di macedonia di frutta (mela, ananas,
ecc.) senza zucchero.
Cena:
Minestra di verdura (sedano, carota, cipolla, bietola, farro,
orzo, ecc.)
oppure: verdura cotta al forno o al vapore.
30 g di pane
ricotta o formaggio assolutamente magro 70 g
oppure pesce 150 g (cottura al vapore o cartoccio con aromi)
una mela cotta.
Dopo
ciascun pasto per la digestione bere questa tisana:
Melissa foglie 30%
Coriandolo semi 30%
Achillea fiori 30%
Anice semi 5%
Verbena odorosa foglie 5%
1 cucchiaino della miscela in una tazza di acqua bollente
per 10 minuti. Filtrare e bere.
DIETA
ATKINS
Dieta tanto famosa quanto critica dal mondo medico perché
non rispetta i tradizionali principi nutritivi.
La dieta Atkins è una dieta veloce che permette di
mangiare proteine e grassi in quantità illimitate.
I carboidrati (pane, pasta, riso ecc.) invece vanno eliminati
il più possibile.
Nella
fase iniziale (circa due settimane) potete mangiare solamente
20 grammi di carboidrati al giorno. Sono permesse solo le
verdure che contengono pochi carboidrati come l'insalata,
il radicchio, il cetriolo, il finocchio. Niente frutta,
pane, fibre, ma soltanto proteine pure (come il burro, il
formaggio, uova o la panna, ma niente yogurt e latte!) e
grassi, in quantità illimitate. Nella fase iniziale
sono permessi tutti i tipi di pesce e carne (a meno che
non contengano zuccheri o nitrati come il salame). Potete
bere acqua, caffè (senza caffeina), bibite light
e brodo.
In questo periodo l'organismo si abitua ed incomincia a
bruciare grassi. Una volta iniziato questo processo seguono
due fasi che finiscono quando il peso desiderato è
stato raggiunto.
Nella seconda fase potete mangiare nello stesso modo con
la differenza che la porzione consentita di carboidrati
varierà dai 15 a 40 grammi, a secondo della persona.
Nella terza fase potete mangiare una porzione extra di carboidrati
sotto forma di frutta, yogurt o pane.
Nella
quarta ed ultima fase infine (la fase del mantenimento),
potete mangiare fino a 60 grammi di carboidrati.
Questa dieta ha dalla sua che non bisogna stare in continuazione
a contare calorie e non si soffre la fame!
D'altra parte. La percentuale alta (anzi, altissima) di
lipidi nella dieta può far salire pericolosamente
il colesterolo. La quantità esagerata di proteine
e lipidi inoltre libera una quantità elevata di tossine
e altri residui che vanno eliminati dal corpo tramite l'urina,
sovraccaricando i reni.
LA
DIETA DELLO YOGURT
Pare si possano perdere fino a tre chili in cinque giorni.
Si può ripetere anche una volta al mese ma mai due
volte di seguito. È utile per disintossicarsi e mantenere
la linea.
Si
comincia bevendo ogni mattina un bicchiere d'acqua
Ecco lo schema del primo giorno:
Colazione: 1 tazza di tè leggero, senza zucchero;
300 g di yogurt magro.
Pranzo: un piatto di brodo vegetale; 300 g di yogurt magro.
Ore 17: una tazza di tè senza zucchero; 300 g di
yogurt magro; frutta a volontà (mele, pere, ananas,
kiwi, agrumi).
Cena: minestrone di verdura; 300 g di yogurt magro.
Prima di dormire: 1 tazza di camomilla;
3 prugne secche.
Si
prosegue così fino al quinto giorno:
Appena svegli: 1 bicchiere d'acqua.
Colazione: 1 tazza di tè leggero senza zucchero;
300 g di yogurt magro; 3 biscotti secchi integrali oppure
un cucchiaio di fibre alimentari.
Pranzo: un piatto di brodo vegetale; 300 g di yogurt magro;
frutta mista a volontà (mele, pere, ananas, melone,
kiwi, agrumi).
Ore 17: una tazza di tè leggero senza zucchero; 300
g di yogurt magro; frutta mista a volontà (mele,
pere, ananas, melone, kiwi, agrumi).
Cena: pesce alla griglia, al sale, bollito o al vapore;
insalata mista di verdura condita con limone e un cucchiaino
d'olio extravergine d'oliva; un panino integrale; una spremuta
d'arancia senza zucchero.
Prima di dormire: 1 tazza di camomilla con un cucchiaino
di zucchero; 3 prugne secche.
DIETA MAYO
Si tratta di una dieta con un programma ipocalorico (tra
800 e 1.000 cal. al giorno) e restrittivo da portare avanti
per 14 giorni.
I divieti sono numerosi: grassi, zuccheri, farinacei, verdure
secche e latticini.
La frutta è concessa solo in quantità ridotta.
Prevede invece l'assunzione di 6 uova alla settimana.
Il risultato promesso è da 5 a 7 chili in meno per
due settimane di programma se strettamente osservato.
La promessa appare ambiziosa, ma il prezzo è alto:
ci sono carenze giornaliere negli apporti di proteine, calcio,
potassio e vitamine.
In più la stanchezza si fa sentire presto e l'apporto
calorico è pericolosamente insufficiente per l'organismo.
La dieta è ricca di lipidi e colesterolo e rende
più fragile il sistema cardio-vascolare se la si
segue per un lungo periodo.
Come per tutti le diete nelle quali la perdita di peso è
notevole e rapida, la ripresa dei chili è ugualmente
considerevole e veloce e, spesso e volentieri, è
accompagnata da un surplus!
DIETE DISSOCIATE
Sono diete (la prima fu ideata dal gastroenterologo americano
Howard Ray negli anni '30) che si basano sul concetto di
non abbinare alimenti fra di loro in conflitto. Di solito
l'unità della dissociazione è il pasto o il
giorno: all'interno dell'unità si devono seguire
norme molto rigide che proibiscono l'associazione di certi
cibi.
Vediamo le più famose:
Dieta
dissociata classica
Ogni giorno si mangia un unico tipo di alimento, a volontà,
scelto fra latticini, verdure, frutta, uova, carne e pesce.
Non sono ammessi alcol e dolci.
Dieta
di Shelton - È una variante della precedente
con l'obbligo di non mescolare carboidrati, proteine, grassi.
Gli alimenti sono suddivisi in tante classi da associare
e dissociare fino all'esasperazione.
Dieta
di Beverly Hills - È una dieta a metà
strada fra le monopiatto e quelle dissociate e in pratica
presenta i difetti di entrambe. Fu creata da Judy Mazel,
sul principio, valido solo per individui particolarmente
sensibili, che lo squilibrio degli enzimi, quando si mangiano
contemporaneamente proteine e carboidrati, provoca disturbi
digestivi (l'aumento di peso non è mai stato provato).
La dieta permette solo le combinazioni di proteine con proteine,
carboidrati con carboidrati e frutta con frutta, seguendo
nei primi dieci giorni una monodieta a base di frutta.
Si
tratta di diete per lo più sono monotone e completamente
illogiche: infatti la stragrande maggioranza degli alimenti
semplici contiene già una mescolanza di macronutrienti
(si pensi per esempio alle noci che contengono proteine,
grassi e carboidrati).
Quanto al fatto che promuoverebbero la miglior digestione,
occorre rimarcare un concetto chiaro: un fisico sano può
tranquillamente mangiare una bistecca e poi una mela.
Insomma,
la dieta ideale è ancora lontana da venire, e probabilmente
non esiste. Esiste però il mangiare sano. L'alimentazione
quotidiana deve essere varia e bilanciata, non ha senso
demonizzare un cibo, il regime alimentare deve rispettare
la corretta ripartizione dei macronutrienti.
Ricordate
sempre che si le diete che vi proponiamo sono soltanto consigli
generali, se intendete mettervi a dieta fatelo sempre sotto
controllo medico, il fai da te in questo campo può
essere dannoso.
Se siete sovrappeso o obesi, sappiate che l'unico modo per
risolvere VERAMENTE il problema è analizzare i motivi
profondi che vi spingono ad avere un rapporto così
sbagliato con il cibo e cercare di risolverli, di trovare
la motivazione e i piccoli trucchi per stare lontano dal
frigorifero. Non cercate soluzioni semplici poiché
ancora purtroppo non esistono, sono pure chimere.
|
GLI
ERRORI DA EVITARE
Esagerare
con i cibi light
Non pensate che poveri di grassi voglia dire senza
calorie, non si possono mangiare grandi quantità
di cibi light perché non hanno grassi, al contrario
vi riempite di calorie.
Cercare
la perfezione
Cercate di non vivere la dieta come una prova di volontà,
non sentitevi frustrati al primo sgarro, è
impensabile e soprattutto stressante cercare di seguire
una dieta alla lettera. Si tratta di incidenti di
percorso, non di fallimenti.
Bere
poca acqua
Chi è a dieta dovrebbe bere anche più
del solito, arrivando almeno a un litro e mezzo di
acqua al giorno: questo favorisce la diuresi, aiuta
a mantenere regolato l'intestino e a eliminare scorie
e tossine. L'acqua non fa ingrassare, al massimo,
se bevuta durante i pasti, dilata lo stomaco.
Mangiare
davanti alla tv
È la classica situazione in cui si mangia senza
rendersene conto. La cultura alimentare viene dalla
consapevolezza e dal controllo di come e quanto si
mangia. Mangiare distrattamente non fa certo bene
alla dieta!
Eliminare
del tutto pasta e riso
È molto diffusa l'idea che i carboidrati facciano
ingrassare, non è vero. L'organismo ha bisogno
dell'energia dei carboidrati per funzionare, in mancanza
di questi utilizza le proteine e i grassi, con il
rischio di perdere peso, ma anche muscoli e di produrre
una serie di sostanze di scarto che generano uno stato
generale di intossicazione e debolezza.
Fare
solo un pasto al giorno
Bisognerebbe invece mangiare cinque volte al giorno,
tre pasti principali più tre spuntini a metà
mattina e a metà pomeriggio. In questo modo
l'organismo ha sempre a disposizione la giusta quantità
di zuccheri.
Pesarsi
tutti i giorni
Salire e scendere in continuazione dalla bilancia
non vi farà certo dimagrire, aumenterà
al contrario l'ansia. Il peso, infatti, è influenzato
da fattori che non dipendono solo da quello che si
mangia (basta pensare alle variazioni dovute al ciclo
mestruale) e notare che l'ago della bilancia non scende
o, peggio, sale di qualche etto può portare
a sentirsi scoraggiati e ad abbandonare la dieta.
Pesatevi quando iniziate la dieta e rifatelo solo
una volta la settimana a digiuno. Valutate i risultati
solo dopo un mese.
Abbondare
con la frutta
Mai esagerare con un solo cibo, anche tra la frutta
occorre fare le debite distinzioni: ci sono frutti
molto zuccherini, come l'uva, la banana, l'avocado,
la pera, il mango, che forniscono un buon numero di
calorie e che vanno consumati con attenzione, e altri
a elevato contenuto di acqua, come l'anguria, il melone,
le fragole, le albicocche, che sono scelte più
leggere.
|
30/07/2002

Abbronzati
e protetti!
Diciamo
la verità, l'abbronzatura, quella estrema, non va proprio
più di moda. Finalmente ci siamo accorti, anche noi italiani,
che il sole può far male e che va preso con molta cautela.
È certamente meglio poter sfoggiare una pelle ambrata ma
sana, piuttosto che ritrovarsi a settembre con un viso color
gianduia ed una pelle ispessita e rugosa. Qual è allora
la strada per godere dei benefici del sole senza correre
rischi? Ecco un ripasso veloce delle regole principali.
Cominciamo
dall'inizio: l'abbronzatura non è altro che la conseguenza
di un meccanismo naturale di difesa della pelle chiamato
"melanogenesi", consistente nella produzione di
melanina da parte di particolari cellule delle cute, i melanociti.
La melanogensi ha lo scopo di creare un naturale filtro
protettivo contro l'aggressività delle raggi solari,
che possono provocare danni.
Gli effetti cutanei dell'esposizione alle radiazioni solari
si distinguono in acuti e cronici. Tra i primi rientra l'eritema
solare (o ustione solare di primo grado) che rappresenta
la conseguenza immediata sulla cute delle radiazioni luminose
(oltre alla fotolisi della provitamina D), mentre tra gli
effetti cutanei dell'esposizione cronica alla luce solare
sono compresi la fotodermatite (la cosiddetta "cute
da contadino o marinaio") ed alcune lesioni (benigne
o maligne) di natura neoplastica, oltre all'invecchiamento
cutaneo precoce, dovuto al blocco dell'azione vitaminica
A, che si accompagna alla comparsa delle temutissime rughe
o grinze.
Veniamo
allora alle regole basilari che probabilmente saprete già
a memoria, visto il bombardamento mediatico, ma nel caso
ve ne fosse sfuggita qualcuna
- L'esposizione deve essere graduale e progressiva, evitando,
specie nei primi giorni, di rimanere immobili per ore al
sole.
- Non bisogna prendere il sole a strappi solo nei weekend.
- Bisogna evitare di esporsi nelle ore in cui i raggi ultravioletti,
che sono di tre tipi Uva, Uvb e Uvc (i più intensi
e pericolosi che non raggiungono la terra perché
bloccati dall'ozono), sono più intensi, cioè
dalle 11 alle 15.
- Bisogna usare sempre creme con fattori di protezione elevata
o totale, oltre 15 rinnovando frequentemente l'applicazione,
ogni 2-3 ore.
- Le creme devono proteggere sia dai raggi Uvb che dagli
uvA, che non sono stati ancora assolti. Vanno applicate
anche quando si è abbronzati e quando il cielo è
nuvoloso perché le radiazioni non sono fermate dalle
nubi.
- Dopo esposizioni intense e prolungate è bene idratare
la pelle.
- Bisogna poi ricordare che alcune sostanze come determinati
antibiotici, ormoni, antinfiammatori, profumi e i deodoranti
possono aumentare la sensibilità della pelle ai raggi
del sole, causando arrossamenti, irritazioni, prurito.
- Una particolare attenzione va fatta anche per gli occhi,
organi molto delicati che rischiano cataratte, lesioni alla
cornea e alla retina. Per evitare guai servono occhiali
che assorbano completamente i raggi ultravioletti e mantengono
una corretta percezione cromatica.
Oltre
a queste regole, ormai note a tutti, anche se osservate
da pochi, per evitare danni, sia acuti che cronici, è
bene individuare il proprio fototipo.
Il fototipo indica il modo in cui la pelle reagisce ai raggi
solari, è importante per potersi esporre al sole
in modo più sicuro e scegliere i prodotti solari
più adatti.
In altre parole la facilità di procurarsi una bella
abbronzatura o, al contrario, la predisposizione di certi
soggetti agli eritemi ed alle scottature dipendono esclusivamente
dalla tipologia cutanea, determinata da fattori razziali
e genetici, e di conseguenza dalla quantità e dalla
qualità di melanina che la cute è in grado
di produrre e di usare quale scudo contro le radiazioni
solari.
Qui
a lato trovate un piccolo test per scoprire qual
è il vostro fototipo.
Vediamo ora in dettaglio le caratteristiche dei sei fototipi
più comuni:
| QUAL
È IL TUO FOTOTIPO?
1.Di
che colore sono i tuoi capelli?
- rossi
0
- biondi
1
- castani
.2
- neri
.3
2. Qual è il colore dei tuoi occhi?
- azzurro-verde
..
0
- marrone chiaro
.2
- marrone scuro
3
3. Di che colore è la tua pelle?
- bianca-lattiginosa
0
- chiara
1
- moderatamente scura
.2
- scura-olivastra
..
3
- nera
.4
4. Hai le lentiggini?
- sì
..0
- poche
.1
- no
.2
5. Al sole ti capita di scottarti?
- sempre
..0
- a volte, se non mi proteggo abbastanza
1
- raramente
..2
- mai
..3
6. Ti abbronzi facilmente?
- non mi abbronzo mai
..0
- dopo molto tempo e con fatica..1
- sì, nel giro di qualche giorno
..2
- acquisto subito colore
..3
Hai
totalizzato solo 1 punto?
FOTOTIPO 1
La tua pelle ha pochissime difese naturali contro
il sole, quindi devi porre estrema attenzione alla
protezione: maglietta, cappello, occhiali, ombrellone
e naturalmente prodotti solari ad altissima protezione.
da 2 a 7 punti:
FOTOTIPO 2
Devi esporti al sole con cautela ed in modo graduale;
evita sempre le ore centrali del giorno e usa sempre
prodotti ad altissima protezione, ricordandoti di
ripetere l'applicazione durante la giornata.
da 8 a 12 punti:
FOTOTIPO 3
Nei primi giorni di esposizione, usa un prodotto solare
ad alta protezione. In seguito, puoi ridurre il fattore
di protezione, ma ricordati che in particolari situazioni
(tropici, alta montagna, presenza di superfici riflettenti)
è necessaria una protezione estrema.
oltre 13 punti:
FOTOTIPO 4-5
Anche se non ti scotti, fai attenzione ai raggi ultravioletti
UVA e UVB: in grande quantità possono causare
danni alla pelle, anche se già abbronzata.
|
Fototipo
1 (pelle molto chiara)
Sono i soggetti con pelle molto chiara e carnagione biancastra,
spesso con efelidi, occhi chiari, capelli biondi o rossi.
Alla prima esposizione solare sviluppano un eritema più
o meno intenso, che permane a lungo.
È bene evitare di esporsi al sole, proteggersi con
maglietta, cappello, occhiali e restare quanto più
possibile e soprattutto nelle ore più calde, all'ombra.
In caso di esposizione solare, vanno applicati prodotti
schermanti dotati di fattore di protezione molto elevato,
almeno 40, per tutto il periodo della vacanza.
Fototipo 2 (pelle chiara)
Vi rientrano i soggetti con pelle ed occhi chiari, capelli
biondo scuro o castano chiaro. Al sole si scottano con facilità,
si abbronzano con difficoltà e in tempi lunghi. Ci
si deve esporre al sole con estrema gradualità: mai
avere fretta e soprattutto è bene attendere una settimana
prima di passare più tempo distesi al sole.
Durante tutta la vacanza si devono applicare solari ad alto
fattore di protezione, ripetendo l'applicazione più
volte nella giornata, su tutta la superficie corporea. L'indice
di protezione più indicato è, inizialmente,
di 40, ma quando la pelle è più scura si può
calare fino a 20/25.
Fototipo 3 (pelle quasi scura)
È il tipo più diffuso in Italia: carnagione
chiara o moderatamente scura, occhi e capelli castani.
Sono i soggetti che si scottano solo occasionalmente, soprattutto
nei primi giorni di esposizione o dopo esposizioni prolungate.
Chi fa parte di questo gruppo deve utilizzare un prodotto
solare ad alto fattore di protezione (valore 20) per i primi
giorni di esposizione, in seguito si può ridurre
ma mai eliminare del tutto la protezione.
Fototipo 4 (pelle scura)
Soggetti fortunati: carnagione piuttosto scura, occhi e
capelli scuri (anche questo gruppo è comune nella
popolazione italiana). Si scottano molto raramente e sviluppano
un'abbronzatura rapida ed evidente. Se si rientra in questa
classificazione dunque si possiede una bella pelle, che
si difende da sé. È però sempre necessario
fare attenzione ai raggi ultravioletti del sole e non passare
troppo tempo al sole. Per i primi giorni della vacanza è
consigliabile applicare un solare a fattore di protezione
15, soprattutto sul viso e sulle spalle, poi si può
usare il 10.
Fototipo
5 (pelle olivastra)
Sono i soggetti con forte pigmentazione cutanea e carnagione
scura. Si scottano molto raramente e possiedono un corredo
melanico molto resistente che protegge la pelle.
Anche per la pelle scura è consigliabile però
usare un solare con un indice 8 per i primi giorni di vacanza,
senza dimenticare che l'eccessiva esposizione al sole induce
le rughe precoci.
Fototipo
6 (pelle nera)
Che dire? La pelle nera sotto il sole non si scotta mai:
possiede una elevata capacità protettiva contro i
raggi ultravioletti, grazie alla forte pigmentazione scura
che protegge le cellule del derma.
Non c'è quindi bisogno di solari ad alto fattore
di protezione nei confronti dei raggi ultravioletti di tipo
B, ma è consigliata la prevenzione da quelli di tipo
A, principali responsabili dell'invecchiamento precoce.
|
Raggi
solari, questi sconosciuti!
L'energia
solare a cui la pelle è esposta è costituita
da raggi infrarossi (Ir), che danno una sensazione
di calore e benessere ma disidratano la pelle; luce
visibile, che ha un effetto antidepressivo ma interviene
nel processo di invecchiamento cutaneo; ultravioletti
A (uv-A), sono i più deboli, provocano eritemi
in misura minore e stimolano la melanogenesi, ma penetrando
in profondità nella cute, possono alterare
e distruggere le fibre elastiche e collagene. Sono
quindi i responsabili di un invecchiamento prematuro
ed irriversibile della pelle.
Gli ultravioletti B (UV-B) sono i principali responsabili
di eritemi ed ustioni. Penetrano nell'epidermide dove
determinano eritema, pigmentazione ed ispessimento
dello strato corneo. Questi raggi possono essere molto
pericolosi perché riescono a penetrare all'interno
delle cellule danneggiandone il nucleo; le alterazioni
del DNA che ne conseguono potrebbero essere le cause
di alcuni tumori cutanei. Infine gli ultravioletti
C (uv-C), sono molto pericolosi perché distruggono
il nucleo cellulare ed uccidono le cellule. Fortunatamente
questi raggi vengono trattenuti dalla fascia di ozono
dell'atmosfera, pertanto il fatto che la barriera
di ozono si stia riducendo è motivo di allarme
per la nostra salute.
|
|
Brevi
note sui prodotti solari
Sfatiamo il mito che i prodotti solari inibiscano
l'abbronzatura. I solari schermano e proteggono, abituano
la pelle al sole e permettono un'abbronzatura graduale
che non provoca danni e dura più a lungo.
Le creme protettive vanno applicate in genere prima
dell'esposizione al sole e non quando si cominciano
ad avvertire fastidi o pruriti.
L'applicazione va ripetuta più volte durante
il giorno e sempre dopo il bagno.
Negli
Stati Uniti, ormai patria della protezione solare,
i prodotti schermanti sono classificati come O.t.c,
ovvero specialità farmaceutiche di libera vendita,
mentre in Europa sono classificati come prodotti cosmetici.
Sia in ambito europeo che statunitense la legge in
materia di solari viene modificata di frequente: alcuni
ingredienti limitati nell'uso o vietati completamente
in Europa, sono invece concessi negli Stati Uniti
e viceversa.
|
19/06/2002

Talassoterapia: la cura del mare
di Giulia
Serra
Non
è un'idea nuova, diciamo che si tratta di un ripescaggio
di antichi saperi! Già gli egiziani, i greci ed romani sfruttavano
le proprietà dell'acqua di mare per cure sia preventive
che curative, ma solo alla fine del diciottesimo secolo
venne riscoperto il valore scientifico di questi trattamenti
ed è negli ultimi trent'anni che si sono sviluppati centri
attrezzati per le terapie.
E
del 1986 la definizione di talassoterapia ufficiale, coniata
dalla Federazione Mare e Salute in Francia: "in una
località di mare privilegiata, la talassoterapia
consiste nell'uso simultaneo - sotto controllo medico e
con scopo preventivo o curativo - dell'azione salutare dell'ambiente
marino che comprende: il clima marino, l'acqua di mare,
i fanghi, le sabbie, le alghe ed altre sostanze estratte
dal mare".
Con
la talassoterapia si curano le affezioni della pelle e della
circolazione, nelle forme di artrite, rigidità articolare,
lesioni e numerose altre patologie come l'obesità,
le malattie delle vene e dell'apparato genitale femminile,
i disturbi della pelle, le infiammazioni delle prime vie
respiratorie.
Se
dal mare nasce la vita si spiega bene l'ancestrale e profondo
legame tra questo elemento e tutti gli esseri viventi. L'acqua
di mare è la più importante acqua minerale,
la più completa, perché possiede quasi tutti
gli elementi presenti in natura.
In un solo litro d'acqua ci sono 30-35 grammi di sali minerali,
19 grammi di cloro, 10,5 grammi di sodio e 1,35 grammi di
magnesio, sono presenti poi in minore quantità zolfo,
calcio, potassio, bromo, carbonio, stronzio, silicio, fluoro
ed azoto.
Si
aggiunge a tutto questo il clima marino, anch'esso ricco
e generoso di altre sostanze minerali, soprattutto iodio
ed ozono. Il mare e l'aria di mare sono davvero un grande
aiuto per l'organismo umano che si rafforza e riesce così
a difendersi meglio dalle aggressioni esterne.
|
Hydro-jet
Si
tratta di una portentosa invenzione nel campo delle
cure talassoterapiche! Allora, vi distenderete su
un materasso ad acqua e sarete massaggiati da due
potenti getti di acqua calda che massaggeranno muscoli
ed articolazioni. Chi ha avuto la fortuna di provarlo
racconta che la sensazione è paradisiaca, anche perché
al contrario dei normali idromassaggi o dei massaggi
manuali si è all'asciutto, completamente rilassati,
ma con la sensazione di galleggiare mentre si sentono
i muscoli e le contratture che si rilassano progressivamente.
|
L'immagine
e l'idea che abbiamo del mare è così legata
all'estate che siamo abituati ad immergerci tra le onde
solo per trovare refrigerio o per il piacere di una bella
nuotata, e dunque non consideriamo la 'vitalità'
dell'acqua di mare: in essa si trovano elementi vivi come
fitoplancton e zooplancton che svolgono la particolare funzione
di sintetizzare le molecole ad attività antibiotiche
e antivirali. L'interazione tra l'acqua di mare e il plasma
si verifica solo grazie all'importantissima caratteristica
della pelle umana; essa, infatti, soprattutto in condizioni
particolari di temperatura e umidità, diviene un
ottimo veicolo di scambio.
L'acqua di mare viene utilizzata per bagni, docce, fangature,
sabbiature, alghe, inalazioni, irrigazioni, aerosol
e nebulizzazioni.
Nel nostro paese è particolarmente rilevante la cura
con la sabbia, grazie alla finezza e al buon coefficiente
di assorbimento di calore delle sabbie dei nostri arenili.
Nelle sabbiature la persona è sdraiata e ricoperta
con un sottile strato di sabbia, lasciata per un tempo variabile
dal 10 ai 20 minuti.
Un'altra
applicazione della talassoterapia è la balneoterapia
con acqua di mare riscaldata a 38 gradi. I bagni esercitano
un'azione termica (che facilita la circolazione e l'ossigenazione
dei tessuti), chimica (il corpo assorbe gli elementi presenti
nell'acqua), idrodinamica (i movimenti si eseguono con minore
fatica muscolare).
Altra importante applicazione della talassoterapia è
quello con limi di origine sedimentaria marina o di lago
salato, la cui componente solida è costituita da
sabbia e argilla imbibita di acqua marina, sali e altro
materiale organico. Le applicazioni vengono effettuate su
tutto il corpo o solo su alcune parti, a una temperatura
di circa 40° e vengono completate, dopo un tempo di
posa di 10/20 minuti, con bagni in acqua di mare.
I
trattamenti con le alghe marine, infine, potenziano gli
effetti della balneoterapia nel senso di un maggior apporto
di minerali e oligoelementi. Le alghe possono essere impiegate
fresche o essiccate, con applicazioni locali, fatte con
il prodotto riscaldato oppure disciolte in acqua marina
per bagni.
|
Se
vi siete convinti di avere davvero bisogno di una
settimana di talassoterapia ecco qualche ottima struttura
in Italia, anche se, a fare scuola sono senza dubbio
i francesi, veri precursori di questi trattamenti
marini. Per informazioni sui centri talassoterapico
in Francia: www.thalassa.com
oppure www.accortravel.com
Thermae del Parco al Forte Village Resort
Cominciamo dall'eccellenza! Siamo in Sardegna, a Santa
margherita di Pula, in provincia di Cagliari. immerso
in 26 ettari di vegetazione mediterranea e tropicale,
il Forte Village Resort ha creato un centro
talassoterapico, le Thermae del Parco. Il Centro,
progettato in collaborazione con cattedra di Bioclimatologia
Medica e Medicine Naturali dell'Università
degli Studi di Milano, si avvale dell'uso esclusivo
di un prodotto brevettato: l'Olio di mare.
Il
metodo talassoterapeutico del Centro consiste in un
circuito di immersioni articolato su cinque vasche,
ognuna con caratteristiche specifiche: la prima vasca
contiene l'olio di mare ed ha una temperatura fra
i 30 ed i 38 gradi. L' effetto è quello di
un eccezionale galleggiamento, uno scambio osmotico
tra l'organismo ed il mare e la conseguente eliminazione
dei liquidi in eccesso. La seconda vasca è
caratterizzata da un'alta concentrazione di sale che
prosegue l'effetto della vasca dell'olio portando
a termine gli scambi tra l'organismo e il mare e garantisce
inoltre un ambiente ideale per trattamenti terapeutici
e di recupero osteo-articolare. La terza vasca è
un paradiso: un idromassaggio a 30/38 gradi! E così
fino alla quinta vasca, che con soli 20 gradi, è
la vasca di reazione finale del percorso. Le correnti
presenti nella grande piscina spingono ad avvicinarsi
ai vari punti di idromassaggio ricavati in suggestivi
grottini.
www.fortevillageresort.it
RiminiTerme
Un altro prestigioso centro di talassoterapia sorge
a Rimini. Qui il motto è: "lava il mar
tutti i mali umani", direttamente da Euripide!
Qui il benessere la fa da padrona, in tutte le sue
forme, prima fra tutte proprio la talassoterapia,
particolarmente ricca perché prevede l'utilizzo
combinato dell'acqua marina e dell'acqua termale.
Il centro talassoterapico è in riva al mare,
abbracciato da un'ampia spiaggia che segna il confine
tra Rimini e Riccione. Questa felice collocazione
consente di beneficiare degli effetti positivi del
clima marino uniti a quelli fondamentali del sole,
del mare e della sabbia. Una condizione ottimale per
ritemprarsi e mettersi pienamente in forma.
www.riminiterme.com
Capri Beauty Farm
Altra perla nel settore Beauty Farm è a Capri,
luogo incantevole già di per sé che,
con questo centro talassoterapico offre un ulteriore
motivo per visitarla.
Anche qui i trattamenti sono all'insegna dei fanghi
termali e della talassoterapia, potrete scegliere
tra: piscina talassoterapica con acqua di mare a 34°,
ginnastica acquatica riabilitativa, idromassaggio
talassoterapico con olii essenziali, algoterapia dimagrante,
algoterapia disintossicante, algoterapia in bagno
turco.
Il tutto in una splendida cornice naturalistica!
http://www.capri-palace.com/farm/it/index.html
|
23/04/2002

I
metodi contraccettivi
di Federico
Pinci
Con
il termine contraccezione si indicano quei comportamenti
che consentono di godere della sessualità senza incorrere
in successive gravidanze. Alcuni metodi contraccettivi possono
essere efficaci anche nella prevenzione di malattie sessualmente
trasmissibili ed è dunque sempre il caso di proteggersi
quando non si conosca a fondo lo stato di salute del proprio
partner. La diffusione dei contraccettivi in Italia risale
ad un periodo molto recente.
Negli
ultimi venti anni tuttavia l'offerta farmaceutica si è
piuttosto diversificata. Per questo abbiamo deciso di fornirvi
una veloce panoramica dei metodi e dei prodotti più
diffusi.
1.
I tre grandi insiemi
Esistono tre principali classi di anticoncezionali: anticoncezionali
di barriera, metodi naturali, interruzione volontaria (aborto).
Quest'ultima classe non costituisce a pieno titolo una strategia
anticoncezionale. E' il termine "concepimento"
a creare una certa confusione. Secondo alcuni è appunto
possibile parlare di concepimento nel momento in cui a partire
dall'ovulo fecondato compare la vita (attorno al terzo mese).
Altri individuano nel concetto di "concepimento"
una fase precedente, quella della fertilizzazione dell'ovulo
(qualche ora dopo il rapporto sessuale).
2.
Metodi di barriera
Per metodo di barriera si intende un qualunque sistema contraccettivo
che tenda ad impedire l'incontro dello spermatozoo con l'ovocita.
In questa categoria annoveriamo profilattici, spermicidi,
diaframma, spugne vaginali, coppette cervicali, preservativo
femminile, sterilizzazione...
3.
Metodi naturali
Il principe dei metodi naturali è il coitus interruptus
(interruzione del coito), ovvero l'estrazione del pene dalla
vagina prima dell'eiaculazione.
Ne esistono ovviamente molti altri. Un buon esempio è
costituito dal metodo Billings che sfrutta i periodi di
infertilità femminile.
Si tratta tuttavia di metodi non troppo attendibili.
4.
Esempio 1: Il preservativo (barriera)
Chiariamolo subito, il preservativo (condom, profilattico
)
nacque da subito come stratagemma per impedire la trasmissione
di malattie veneree (gonorrea, sifilide ed oggi anche aids)
o virali (epatite
), non come metodo anticoncezionale.
Egizi e Romani adoperavano vesciche di animali per costruire
la membrana che avrebbe ricoperto il pene. Sebbene l'idea
oggi ci ripugni, per comprare i primi preservativi in lattice
avremmo dovuto attendere gli anni '30.
Una progressiva riduzione del loro spessore in un periodo
recente ha reso possibile coniugare la sicurezza ad una
certa sensibilità e comfort. Sempre entro certi limiti,
si intende.
Il profilattico costituisce una barriera fisica che raccoglie
lo sperma in una guaina di gomma (dotata di apposito serbatoio)
che riveste il pene durante l'atto sessuale. Esistono preservativi
con sostanze spermicide e lubrificanti.
Attenti però. I profilattici possono danneggiarsi,
rompersi, graffiarsi. Leggete bene le istruzioni, non conservateli
nel portafogli, usate lubrificanti a base d'acqua, e, naturalmente,
compratene uno della vostra misura senza lesinare sul prezzo!
Vantaggi
Si tratta della migliore prevenzione contro le malattie
veneree. E' pertanto indicato ogni qual volta si abbiano
rapporti con persone di cui non si conosca a menadito la
"cartella clinica". Sembra inoltre prevenire il
carcinoma del collo uterino per il quale è stata
individuata una precisa causa virale trasmissibile sessualmente
(Huma Papilloma Virus).E' semplice da usare e non necessita
di prescrizione medica. Se usato correttamente ha una probabilità
di fallimento non superiore al 2%.
Svantaggi
Si tratta in primo luogo di barriere psicologiche. Il profilattico
inibisce la spontaneità del rapporto. Inoltre ostacola
la sensibilità durante l'atto sessuale. Può
rompersi. In questo caso sarà necessario ricorrere
ad un metodo intercettivo post-coitale (incidenza di rottura
del 2% con un uso corretto). Infine nel nostro paese il
preservativo è ancora relativamente costoso.
Controindicazioni
Allergia ad uno dei componenti del preservativo, in particolare
al lubrificante o allo spermicida.
5. Esempio 2: Coitus Interruptus (metodo naturale)
Il coito interrotto, cioè l'estrazione del pene per
spostare l'eiaculazione all'esterno della vagina, non è
un metodo contraccettivo efficace.
Il liquido prespermatico può contenere spermatozoi.
I rapporti in cui la penetrazione non è completa
sono dunque anche loro rischiosi.
Il primo rapporto sessuale è inoltre a rischio come
tutti gli altri al contrario di quanto se ne dica!
E' necessario usare i contraccettivi fin dalla prima volta,
anche quando la penetrazione non è completa.
6.
Esempio 3: Pillola del giorno dopo (interruzione volontaria)
Vale per questo metodo quanto asserito al punto 1 a proposito
dell'aborto. Per questo se n'è fatto un gran parlare.
Si tratta tuttavia di un rimedio indicato in alcuni casi.
Non si può disconoscere infatti che molte giovanissime
ricorrano tutt'oggi all'interruzione volontaria della gravidanza.
Rispetto all'aborto questo metodo può risultare molto
meno traumatizzante.
Pillola
Cos'è?
Si tratta di un farmaco composto da due sostanze
simili agli ormoni che regolano l'attività
dell'apparato genitale della donna (estrogeno e
progesterone).
La pillola simula una situazione analoga a quella
della gravidanza, mettendo a riposo le ovaie e bloccando
l'ovulazione.
Deve
essere prescritta dopo alcuni esami del sangue,
delle urine, la palpazione del seno, l'esame del
sistema circolatorio e il pap-test. I prodotti oggi
in commercio hanno ridotto moltissimo gli effetti
negativi che potevano essere riscontrati in passato,
dato il basso dosaggio ormonale in esse contenuto.
Se viene usata correttamente, ha un'efficacia
contraccettiva assoluta.
Come si usa?
La prima pillola va assunta dal 1°
giorno delle mestruazioni. Quindi una al giorno
senza interruzioni per 21 giorni alla stessa
ora (l'effetto contraccettivo delle pillole dell'ultima
generazione è garantito sin dal primo giorno).
Al termine delle 21 pillole (finita la confezione)
7 giorni di intervallo e via con una nuova confezione!
Fallimento
Esistono farmaci che possono ridurre o inibire l'efficacia
contraccettiva della pillola (antibiotici, tranquillanti,
antiepilettici, carbone vegetale, purganti
).
Falsi miti
La pillola non provoca né cancro, né
vene varicose, né riduzione della fertilità
dopo la sospensione del trattamento, né parti
gemellari.
-
protezione dall'artrite reumatoide, dalle malattie
infettive pelviche e dalla salpingite
- riduzione del 50% dell'incidenza del cancro endometriale
- riduzione del 50% della comparsa di mastodinia,
di noduli benigni della mammella e di mastopatia
fibrocistica.
Sicurezza
La pillola è praticamente sicura al 100%;
i rari casi di fallimento sono dovuti in genere
ad errori nell'uso del contraccettivo.
|
21/03/2002
Cellulite: il nemico numero 1
di Maria
Letizia Serra
Per
combattere la cellulite occorre una "strategia" che si sviluppa
su diversi fronti. Non possiamo affidarci Prendetevela con
il palato molle, l'ugola, la parete posteriore della gola,
le tonsille, la lingua, l'epiglottide.
Sono
consapevole che la guerra non è facile. Occorrono
tempo, pazienza, fatica e soprattutto un po' di soldi per
acquistare qualche prodotto buono. Ma alla fine i risultati
si vedranno.
Innanzitutto
impariamo a conoscere il nostro nemico.
|
I
4 STADI DELLA CELLULITE
PRIMO
STADIO:
A "buccia d'arancia"
Sintomi: frequente sensazione di gambe pesanti, gonfiori
degli arti inferiori e formicolii
SECONDO
STADIO:
Si alterano i tessuti
In questa seconda fase, il tessuto adiposo è
più pastoso e si avvertono crampi e formicolii
nella zona.
TERZO
STADIO:
Si formano i noduli
Sono consistenti, dolorosi al tatto e disseminati
su tutta la zona. I tessuti sono scarsamente irrorati,
la pelle è a tratti "flaccida" e
a tratti "molto compatta". La zona è
più fredda del normale e i capillari sono radi
e danneggiati.
|
Che
cos'è la cellulite?
Tutto comincia a causa di problemi a livello venoso.
Le vene infatti, per cause costituzionali o di natura comportamentale,
perdono la loro tonicità ed elasticità, provocando
un rallentamento del flusso sanguigno, in particolare negli
arti inferiori.
Il sangue ristagna nei capillari provocando la perdita di
elasticità e permeabilità di questi, che non
sono più in grado di nutrire in modo adeguato i tessuti
circostanti.
Questo processo, lento ma inesorabile, provoca con il tempo
un'infiammazione dei tessuti. Ecco dunque che compare la
cellulite, chiamata scientificamente "pannicolopatia
fibro-edematosa".
Le
cause
All'origine della cellulite c'è un insieme di cause
genetiche, costituzionali, ormonali e vascolari, spesso
aggravate da vita sedentaria, da stress, da malattie epatiche,
cattiva alimentazione, disturbi intestinali o da quelle
patologie caratterizzate da una ritenzione idrica marcata.
Gli squilibri ormonali sono alla base della cellulite; il
sesso femminile, con l'azione dell'estrogeno e delle sue
implicazioni sul microcircolo, risulta essere predisposto
nei confronti della sua formazione, specialmente durante
la pubertà, la gravidanza o la pre-menopausa, quando
cioè l'attività degli ormoni ovarici è
al massimo. Agenti diversi, come il vestiario o le calzature
inadatte, disturbi posturali ed atteggiamenti corporei scorretti,
rallentando il circolo sanguigno e linfatico, rappresentano
cause predisponenti lo sviluppo di cellulite.
I
rimedi "fatti in casa"
Oltre ai rimedi drastici e costosi del vostro medico estetico,
esistono una serie di azioni e attenzioni che possiamo autonomamente
mettere in pratica per sconfiggere il nemico.
Guanti
Bagni-doccia
Movimento
Anti-stress
Acqua
Tisane
Vitamine
Calze
Guanti
La cellulite è il nemico e dunque non si può
trattarla con dolcezza. Bisogna aggredirla con guanti di
crina o di microfibra, da usare sotto la doccia tutti i
giorni.
Il massaggio delle gambe si fa partendo dai piedi e risalendo
fino alla vita. In questo modo fa bene alla circolazione.
La ruvidità del guanto elimina le cellule morte superficiali.
Così stimola la cellulite a rigenerarsi e la pelle
è più liscia.
Bagni-doccia
Dimenticate l'idea di immergevi in vasche bollenti e profumate,
perché l'idea piace molto anche alla vostra cellulite.
Con l'alta temperatura infatti, le vene si dilatano e perdono
elasticità. E i cuscinetti, sigh, aumentano!
Niente più bagni bollenti, allora, ma solo a temperatura
media (non più di 38°).
Un consiglio: invece del bagnoschiuma, sciogliete nell'acqua
un prodotto snello a base di alghe. Oppure un pacco di sale
da cucina: aiuta la circolazione ed elimina le cellule morte
facendo un leggero scrub.
Movimento
Dicono che la sedentarietà è una delle principali
cause della cellulite. Ma chi lavora tutto il giorno a una
scrivania non ha molta scelta, ribatto io! Ecco allora un
esercizio utile da fare in ufficio: sedute con le gambe
parallele e i talloni a terra, contraete per dieci volte
le natiche. Ripetete questo semplice movimento ogni ora:
è utile per rassodare i tessuti. Non bisogna poi
accavallare le gambe: il sangue fa più fatica a circolare
e si formano ristagni di liquidi.
Anti-stress
Ansia, fretta, stress provocano sbalzi ormonali che si ripercuotono
negativamente sulla linea, perché favoriscono la
cellulite. Quando sentite che la tensione cresce, imparate
a rilassarvi respirando. Mettetevi sedute con la schiena
dritta. Appoggiate la punta della lingua appena sopra l'arco
superiore dei denti e non toglietela per tutto l'esercizio.
Soffiate rumorosamente tutto il fiato dalla bocca aperta,
chiudetela e inspirate silenziosamente dal naso contando
fino a quattro. Trattenete il respiro e contate fino a sette.
Ricominciate da capo, per tre volte.
Acqua
Sembra un controsenso, ma se ci sono ristagni di liquidi
bisogna bere di più. È l'unico modo per eliminarli
in continuazione. La dose giusta? Due litri al giorno di
acqua minerale non gassata e mai fredda. L'ideale per beneficiare
delle diverse proprietà delle acque, è alternare
i tipi. Per esempio un giorno diuretica, poi disintossicante
e così via.
Tisane
Prima di dormire, bevete una tisana anticellulite. Le erbe
aiutano l'organismo a disintossicarsi. Ecco una ricetta
da far preparare al vostro erborista:
10 g.di foglie d'edera
20 g. di gambi di ciliegie
5 g. di frutti di ippocastano
5 g. di foglie di boldo
5 g. di foglie e fiori di passiflora, 10 g. di fucus
Ne basta un cucchiaino in una tazza d'acqua calda.
Vitamine
La vitamina più utile per combattere la cellulite
è la E. "Protegge le vene, le arterie e rafforza
i capillari. Quindi fa bene alla circolazione. Questa vitamina
si trova nei cereali integrali (pane, pasta, riso), nei
germogli di soia, nell'olio di germe di grano e nelle noci,
nocciole e mandorle. La dose? L'ideale è consumarne
60 milligrammi al giorno, cioè quanta ne contengono
sei o sette noci.
Calze
Lavorate tanto in piedi? Allora indossate delle calze elastiche.
La compressione favorisce la risalita dei liquidi dalle
caviglie verso il corpo e si evitano così i ristagni.
Meglio scegliere il tipo "contenitivo" e non quelle
pesanti per chi ha le vene varicose.
1/03/2002

Russare:
si salvi chi può!
di Enzo
Laudando
"Il
mio uomo ideale? Uno che non russi!". Così una celebre nobildonna
francese amava rispondere a chi le chiedeva l'identikit
dello sposo perfetto. Oggi le diremmo: "Mademoiselle, se
si innamora di un russatore non si strappi i capelli, i
rimedi ci sono". Eccoli
Prendetevela
con il palato molle, l'ugola, la parete posteriore della
gola, le tonsille, la lingua, l'epiglottide.
Sono
questi organi a produrre uno dei rumori più fastidiosi
conosciuti in natura: quello del russare, anzi del russamento,
come ci insegnano gli specialisti.
|
DOVE
CURARE I DISTURBI DEL SONNO
Ecco
alcuni centri specializzati:
BARI Clinica neurologica 1,
BOLOGNA Policlinico "S. Orsola" Istituto
di clinica neurologica dell'università
MILANO Ospedale "S. Raffaele"
PARMA Clinica neurologica dell'università
PAVIA Istituto neurologico dell'università,
ospedale "C. Mondino"
ROMA Policlinico Gemelli, complesso integrato Columbus
UDINE Ospedale Santa Maria della Misericordia
|
Ad
essere più precisi la colpa sarebbe dell'aria, che
col suo passaggio fa vibrare fastidiosamente i nostri organi.
Ma l'aria è un'amica troppo cara e, almeno io, non
me la sento di criminalizzarla troppo.
Quindi
quali rimedi potremmo consigliare ad un russatore prima
di prenderlo a cuscinate? Iniziamo dai più semplici.
Prima
di tutto non bisogna dormire sdraiati sulla schiena: la
posizione supina fa cadere la lingua più indietro,
aumentando il rumore. C'è un vecchio trucco per evitare
di stare supini: cucire nel retro della maglia del pigiama
un oggetto solido la cui scomodità sia tale da dissuadervi
dal mettervi a schiena in giù. Un cucchiaio o una
palla da tennis vanno più che bene.
Evitate
sedativi, sonniferi e antistaminici: deprimono il
sistema nervoso centrale e questo può far rilasciare
troppo i muscoli della gola, con probabile aumento delle
vibrazioni.
Inoltre
tenete il naso ben sgombro, altrimenti aumenterà
la necessità di respirare con la bocca, e rinunciate
all'alcol, che rilassa il tono muscolare e rende
meno attivi i centri del respiro
|
ATTENTI
A QUESTI SINTOMI
In passato il russamento provocava quasi unicamente
ilarità. In seguito si è compreso che
questa particolare forma di emissione sonora può
provocare serie conseguenze per la salute di chi ne
soffre e costituisce il segnale d'allarme di due malattie
importanti: la roncopatia cronica e la sindrome da
apnea del sonno (SAS o sleep apnea syndrome), stadi
successivi e peggiorativi di questo disturbo del sonno.

Le persone affette da roncopatia cronica russano in
modo discontinuo, a volte con forte rumorosità
e progressivamente tendono a presentare sintomi che
indicano un sonno disturbato e una ridotta ossigenazione
dell'organismo: risveglio difficile, affaticamento
mattutino, talvolta cefalea. Gradualmente viene ad
instaurarsi una vera sindrome da apnea del sonno (SAS),
che è responsabile di una netta riduzione dell'ossigenazione
dell'organismo durante il riposo. Le continue fasi
di riduzione di ossigenazione e di aumento dell'anidride
carbonica nel sangue stimolano il cervello e svegliano
molte volte il paziente il cui sonno è caratterizzato
da agitazione, da continui cambiamenti di posizione,
da frequenti risvegli, da forte e violento russamento
interrotto da fasi di silenzio (apnee), seguite da
rantoli e boccheggiamenti. È importante consultare
il proprio medico curante se ci si accorge della presenza
di qualcuno di questi disturbi, perché una
diagnosi precoce ed appropriata della SAS è
il primo passo verso la sua cura.
|
Ovviamente
questi rimedi funzionano solo se il disturbo è leggero.
Per chi ne soffre più drasticamente i rimedi devono
necessariamente salire di livello.
Ad
esempio una rigorosa dieta. Sappiate che chi ingrassa
fuori ingrassa anche dentro. La parte interna delle guance
si gonfia, il palato diventa morbido, l'ugola si allunga
e diventa grande e pesante. In questi casi la lingua tende
a cadere indietro e a restringere la via respiratoria impedendo
all'ossigeno di entrare.
Molti
esperti consigliano di affiancare ad un'alimentazione equilibrata
degli strumenti più prettamente medici: dilatatori
delle narici, bande di contenzione del mento, cuscini speciali
per la nuca, maschere,
apparecchi che emettono impulsi particolari, svegliando
il russatore e inducendolo a cambiare posizione. In ogni
caso alcuni di questi metodi possono risultare fastidiosi
per il paziente e talvolta poco efficaci.
Quando
poi il russare diventa patologico, all'orizzonte può
profilarsi il trattamento chirurgico. Ce ne sono di vari
tipi e hanno lo scopo di migliorare la ventilazione nasale
e di correggere in modo specifico le condizioni anatomiche
causa della roncopatia (russamento cronico).
L'adenoidectomia,
associata o meno alla tonsillectomia, in genere è
sufficiente per risolvere la roncopatia nei bambini. La
tonsillectomia è indicata anche nell'adulto in caso
di tonsille voluminose, ostruenti. La settoplastica consiste
nel riposizionamento di un setto nasale deviato. Oggi questi
interventi possono spesso avvalersi dell'uso del laser CO2
ed essere effettuati in ambulatorio con anestesia locale.
13/02/2002

Ciccia:
balla che ti passa
di Enzo
Laudando
"Canta
che ti passa" siamo abituati a dire. "Balla che
ti passa" dovremmo correggerci, perché ballando
modelliamo il corpo e rinfranchiamo lo spirito.
Non
esageriamo molto dicendo che un banalissimo mambo può
essere la sintesi ideale tra la sfacchinata dello spinning
e la meditazione yoga, oltretutto risparmiandovi estenuanti
pedalate nei sotterranei delle palestre o performance da
fachiro sui lettini chiodati. Con tutto il rispetto, s'intende.
E
IN DISCOTECA?
Hip-hop e funky
350-450 le calorie bruciate in un'ora di ballo. Ottimo
per le articolazioni delle gambe, ideale per mantenere
allenata la muscolatura addominale, divertente soprattutto
in gruppo.
House e garage
Aiutano a tonificare un po' tutto il corpo, allentano
la tensione e sciolgono la muscolatura: il consumo in
un'ora circa è di 440-500 calorie.
Techno
Ballando a questo ritmo si bruciano circa 650 calorie
in un'ora per gli uomini, circa 500 per le donne. Il
ritmo di circa 140 battiti per minuto contribuisce a
tonificare la muscolatura delle gambe, delle cosce,
dei polpacci e anche delle braccia. In generale si può
dedurre che aiuta a dimagrire.
Trance
Il consumo è di 500-600 calorie in un'ora. Il
movimento è costante soprattutto per gambe e
braccia, che ruotano e rimangono sospese nell'aria per
l'effetto sonoro. Vengono irrobustite le spalle mentre
la vita ed i fianchi si muovono tonificando e snellendo
il bacino. |
Per
capirci meglio: qui non vogliamo tirar fuori la vecchia
storia che ballando s'acchiappa (peraltro vera), ma evidenziare
come il divincolarsi in pista abbia ricadute reali sul benessere
fisico e sulla linea del nostro corpo.
Ad
essere pignoli si può stilare un dettagliato menù,
in cui ad ogni tipo di ballo sono associati i suoi maggiori
effetti benefici. È tutto vostro.
Liscio
Liberissimi
di impararlo solo per sfoggiare la vostra abilità
in pista il sabato sera, ma sappiate che il sempreverde
liscio favorisce il buon funzionamento dell'apparato cardiocircolatorio,
di quello respiratorio, delle articolazioni e dei muscoli.
Magari fateci un pensierino quando vi lanciate in un valzer,
una polka o una mazurca.
Latino
americano
C'è qualcuno a cui non piacerebbe rassodare l'addome
o i glutei? Prima di avventurarvi in chissà quali
rimedi o diventare clienti di costosi studi specialistici,
provate con la samba
(per l'addome) e con la rumba (per i glutei). Più
in generale, i balli latino americani tonificano l'interno
coscia.
Flamenco
E qui veniamo alla cellulite, di cui il flamenco
è nemico giurato. I movimenti dell'insieme busto-braccia-mani
e soprattutto l'incessante lavoro dei piedi avranno l'effetto
di una terapia per gli arti inferiori. E inoltre apparirete
maledettamente sensuali, a patto ovviamente di ballarlo
bene.
BENESSERE
& DENARO
Ecco i numeri del ballo in
Italia
6 milioni: le persone che lo praticano.
35.000: i ballerini a livello agonistico.
6.000: i maestri diplomati.
60.000: gli addetti.
9.000: le orchestre in attività.
900: i club e le organizzazioni.
1 milione: gli spettatori annui.
3.000 miliardi: il fatturato netto.
8.000 miliardi: il fatturato con l'indotto. |
Tango
Non ringrazierete mai abbastanza Piazzolla per avervi dato,
con le sue composizioni, la possibilità di rassodare
i polpacci e i muscoli della schiena. Il tango
fa lavorare soprattutto questi ultimi, sollecitandoli con
ripetuti cambi di posizione. Siate prudenti se avete problemi
alle articolazioni.
Danza
del ventre
Oltre ad avere un effetto, come dire, benefico sugli uomini
che la osservano, la danza
del ventre tonifica le spalle e, attenzione attenzione,
scioglie i fianchi e la pancia, bruciando 400 calorie all'ora.
Se poi aggiungiamo che migliora respirazione e circolazione,
alleviando i dolori alla schiena, ce n'è abbastanza
per vincere la paura di cimentarsi in un ballo ritenuto
spesso troppo osé.
Mambo
Il
mambo porta via ben 300 calorie all'ora. Magari
non ha così tanti seguaci come altre danze caraibiche
(salsa e merenghe), ma snellisce certamente di più.
Le gambe sono le prime a trarne beneficio, impegnate in
un continuo gioco di flessioni e spostamenti di peso, ma
c'è da lavorare anche per gli addominali superiori
e inferiori.
Capoeira
Con la capoeira
saliamo decisamente di livello. Per chi non l'ha presente
è quella danza che riproduce i movimenti di una lotta,
ricordando alcune mosse delle arti marziali. È la
riproduzione moderna delle risse inscenate dagli schiavi
africani deportati in Brasile nel '500. Ballare la capoeira
significa, oltre che lasciare gli spettatori a bocca aperta,
sviluppare capacità acrobatiche e intuito. Dopo un
buon numero di lezioni (ogni 90 minuti si bruciano 600 calorie)
il fisico acquisterà un'agilità e un'elasticità
invidiabili.
|
|