Semplicemente
5/9/20100:23

GIOCHI & CONCORSITEST & SONDAGGI AGORÀ

Tutte le facce del massaggio

Fastidiosa e dolorosa, la lombalgia, meglio conosciuta come mal di schiena, colpisce circa quindici milioni di italiani, in modo più o meno lieve. La sedentarietà, a volte il soprappeso, le posture sbagliate, sono le cause più frequenti dei dolori di varia natura che colpiscono la schiena. Per le forme più leggere e meno dolorose un valido aiuto può giungere da una serie di discipline e body work globali, o non convenzionali. Vediamo quindi in che cosa consistono alcune di queste discipline e tecniche.

CHIROPRATICA
La chiropratica interviene sul corpo con speciali test e tecniche manipolative per sciogliere i punti di tensione e ristabilire l’armonia ed il corretto funzionamento di tutto l’organismo. La chiropratica interviene principalmente dall’esterno sulla colonna vertebrale, prevede manipolazioni mirate e indolori sia sulla zona cervicale, sia sulla lombare che vengono eseguite velocemente utilizzando l’intero palmo della mano o le sole dita, a seconda della zona da trattare. Per ottenere dei benefici in genere sono necessarie dalle 3 alle 4 sedute.

METODO MCKENZIE
È un sistema di diagnosi e trattamento dei dolori del collo e della schiena sviluppato da Robin McKenzie, fisioterapista neozelandese.
Il metodo McKenzie si basa sul mantenimento di posture corrette e sull'esecuzione di esercizi specifici per trattare alcune forme di mal di schiena e di collo, quelle provocate da cause di tipo meccanico (legate al mantenimento di posture scorrette o all'esecuzione di movimenti dannosi). Questi esercizi sono messi a punto per ciascun paziente, poiché i problemi meccanici alla base del mal di schiena variano da individuo ad individuo. Gli esercizi producono una sensibile diminuzione del dolore che, dalle zone più "periferiche" del corpo, si porterà più vicino alla colonna vertebrale, fino a scomparire gradualmente. Il trattamento secondo McKenzie punta sul coinvolgimento e la partecipazione attiva del paziente per la risoluzione dell'episodio in corso, e soprattutto gli fornisce i mezzi per prevenire le ricadute.

METODO MÉZIÈRES
Il Metodo Mézières è una tecnica di riabilitazione individuale elaborata dalla fisioterapista francese Françoise Mézières, che a partire dal 1947 sviluppò questo metodo che individuò la causa di molte asimmetrie posturali (scoliosi, cifosi, iperlordosi) e di molti disturbi artrosici, nell’accorciamento e nella conseguente rigidità dei muscoli posteriori del corpo.

Attraverso un lavoro di ripristino della simmetria corporea, con movimenti precisi ed esercitando i muscoli "dimenticati"', con questo metodo, si lavorerà per restituire lunghezza, elasticità e benessere alla muscolatura interessata, promettendo, in questo modo, il recupero funzionale del corpo nello spazio.
La corretta posizione del corpo nello spazio, deriva infatti dal corretto tono muscolare e dall’elasticità delle fasce connettivali, che delimitano gli spazi muscolari e organici.

Per Mézières il centro funzionale del corpo è rappresentato dalla schiena, per cui diviene basilare il lavoro fisioterapico eseguito su di essa. Allungando, infatti, fasce muscolari e connettivali intorpidite, si otterrà un miglioramento della postura, una maggiore flessibilità articolare e un senso di vitalità a cui corrisponderà una presa di coscienza della diretta relazione tra benessere fisico e benessere psichico.

Per scoprire le contratture muscolari responsabili del problema patologico in atto, il paziente viene valutato nella sua globalità. Durante la terapia emergono i cosiddetti "dolori occulti", sorti in qualche periodo della vita della persona a causa di una contrattura muscolare, uno sforzo eccessivo, un’anomala posizione sul lavoro o un eccessivo nervosismo, che si riflette a livello muscolare. Modificando tali ataviche situazioni, si migliora anche tutta la postura e, di conseguenza, la salute di tutto il corpo.
Fulcro di questo metodo è, quindi, l'identificazione delle cause del fenomeno, mentre la rimozione dei sintomi ne è la diretta conseguenza.

METODO FELDENKRAIS
Questo sistema terapeutico fu messo a punto dal fisico Moshe Feldenkrais, dottore in fisica e cintura nera israeliana di judo, che propone una serie di esercizi utili a riportare il tono fisiologico in uno stato di equilibrio.
Il Metodo Feldenkrais è uno specifico processo di apprendimento, basato sulla profonda integrazione tra movimento, sentimento, sensazioni e pensiero. La sua singolarità è data dall'uso del movimento come mezzo di comprensione e conoscenza di se stessi. Per Feldenkrais lo stato di salute è la capacità dinamica di scoprire un nuovo equilibrio dopo che un trauma o una malattia hanno spezzato il precedente.

Mediante sequenze di movimenti semplici, insoliti e piacevoli, somiglianti a quelli di un bimbo che impara per la prima volta a muoversi nel campo gravitazionale, il Metodo Feldenkrais fa risvegliare la curiosità e l'interesse nei confronti di se stessi, liberando l’individuo da schemi posturali e di movimento involontari e ripetitivi. Inoltre, stimolando il funzionamento di muscoli mai sollecitati, insegna a "riorganizzare" i propri movimenti per muoversi in modo più armonioso ed efficace. Permette poi la ripresa dello sviluppo delle strutture nervose e accresce la nostra capacità di scegliere con libertà come agire e come essere. Conquistare una migliore organizzazione delle funzioni molte volte aiuta ad eliminare i disturbi.
L’insegnante Feldenkrais non ha come obiettivo quello di curare, ma di offrire al praticante, nel corso delle lezioni, condizioni di apprendimento che si trasferiscono naturalmente e progressivamente nella vita quotidiana, accrescendo e migliorando le personali forme espressive.

BACK SCHOOL
Si chiamano Back school e vengono dagli Stati Uniti, si tratta di una serie di accorgimenti che aiutano a gestire in modo più corretto e consapevole il proprio corpo, l’obiettivo è prima di tutto quello di proteggere la schiena, prevenire lombalgie ed altri disturbi eseguendo correttamente i normali gesti di tutti i giorni, come alzare un peso, raccogliere qualcosa da terra, passare l’aspirapolvere, sedersi al computer. In Italia sono ancora poco diffuse ed in genere sono organizzate presso le grandi palestre, in casi più rari si trovano anche in ambulatori medici pubblici e privati.

16/09/2004

Difendersi dal rumore

Un italiano su dieci accusa problemi uditivi dovuti al rumore eccessivo. Clacson, traffico, treni, aerei, sirene possono diventare, oltre che un fastidio, una vera e propria minaccia per le nostre orecchie. La sensibilità ai rumori varia da persona a persona, ma esiste una soglia di tolleranza valida per tutti oltre la quale si possono originare danni psicofisici.
La soglia di rischio è stata individuata intorno agli 80 decibel, ma l'Oms raccomanda di stare al di sotto dei 65 di giorno e dei 55 di notte (in Italia l'inquinamento acustico medio si attesta sui 70 decibel di giorno e 65 di notte): già a 90 si avverte fastidio e a 120 compare dolore, capogiro, nausea e sordità temporanea.

L'orecchio umano è una macchina meravigliosa capace di intercettare il suono più debole e indefinito e di tollerare rumori improvvisi e intensi. Purtroppo sono tante e spesso insospettabili le insidie che ne minacciano il perfetto funzionamento, dal traffico insostenibile delle nostre città alla musica assordante delle discoteche ai walkman a tutto volume.

Un rumore molto elevato oltre i 120 decibel può provocare traumi irreversibili per l'orecchio. Inoltre le conseguenze dannose dei rumori si sommano nel tempo: un suono continuo potrebbe essere dannoso già a partire dagli 80 decibel. L'esposizione al rumore può avere anche effetti extrauditivi che vanno ad interessare tutto il corpo, come l'aumento della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, dell'ansia, dell'insonnia e dell'irritabilità.

I sintomi del deficit acustico cambiano secondo la causa. L'esposizione a rumore impulsivo (tipo quelle delle discoteche - in media 95 db) è infatti causa si un trama acustico acuto caratterizzato da ipoacusia con sensazione di occlusione auricolare e acufeni (i tipici fischi alle orecchie). Generalmente questi sintomi sono transitori anche se possono essere permanenti in casi di rumori improvvisi molto violenti come nel caso di esplosioni.

Gli uomini, come gli animali avvertono il rumore come un segnale di pericolo. Questo attiva tutta una serie di reazioni vegetative, umorali, motorie e psicologiche che hanno lo scopo di preparare l'animale/uomo all'attacco o alla fuga.
L'uomo ha però creato molte fonti innaturali di rumore. Vecchi, ma soprattutto nuovi rumori assumendo intensità e durata inusuali, disturbano la capacità di concentrarsi nei propri pensieri e nel proprio lavoro, ma anche di riposare nelle ore dedicate al sonno.

Un vero è proprio disturbo neurologico legato al rumore è la cosiddetta malattia dei sussulti (startle desease). Le persone affette da questo disturbo, che può essere ereditario o familiare, rispondono ad ogni rumore improvviso anche di elevata intensità con una scossa muscolare così violenta da compromettere l'equilibrio.

Bisogna fare meno rumore. Infatti oltre il 60% del rumore che facciamo è inutile. E' un aspetto trascurato sia sul piano della progettazione dell'ambiente urbano che nelle nostre abitudini. L'udito si assuefa, tanto che si crea una sorta di dipendenza, come quella di accendere la radio o la TV appena arrivati a casa. Non bisogna dimenticare la tendenza di tenere il volume troppo alto, senza pensare che potenziando il suono non migliora la qualità dell'audizione, ma si riduce la capacità selettiva dei suoni.

Importante è anche far risposare l'udito. L'esperto consiglia almeno 30 minuti di riposo uditivo al giorno: 10 minuti al mattino, 10 a metà giornata e 10 alla sera.

Infine la bonifica ambientale. Non è necessario arrivare a imbottire porte e pareti, basta arredare facendo largo uso di tendaggi e tappeti e doppi vetri alle finestre.

Scala del suono
0-35 db - nessu problema
36 - 65 - possibile disturbo del sonno
66-85 - affaticamento, possibili danni psichichi
86 - 115 - danni psichici e neurovegetativi e uditivi
116 - 130 - pericolo per l'apparato uditivo
131-150 - suono rumore molto pericoloso che procura rapida insorgenza del danno.

05/04/2004

La forza dei colori

Stiamo parlando di cromoterapia. Ossia il metodo che cerca di conoscere ed utilizzare le energie dei colori per raggiungere un maggiore stato di benessere psico-fisico. Si tratta di una tecnica che ci può permettere di vivere con pienezza la presenza dei colori intorno a noi. Ci insegna di quali colori circondarci, di quali colori vestirci, quali colori utilizzare nell'arredare la nostra casa, per vivere con maggiore armonia e benessere con noi stessi e gli altri.

Luce e colore hanno appassionato sempre i ricercatori nello svolgersi dei tempi, e già agl'inizi del XV secolo Leonardo da Vinci aveva individuato l'esistenza dei quattro colori fondamentali: rosso, blu, verde e giallo.
Nel 1666, Isaac Newton, lo scopritore della legge di gravità, formulò la prima teoria del colore: facendo passare la luce del sole attraverso un prisma, stabilì l'esistenza di uno spettro composto da sette colori fondamentali.

Oggi che la scienza è arrivata a calcolare le lunghezze d'onda dello spettro elettromagnetico - da meno di un millimetro a centinaia di chilometri - colori, luce e calore non cessano di essere studiati ed applicati nelle più moderne strumentazioni atte a migliorare la salute dell'uomo.

Come funziona la cromoterapia
La gamma dei colori si sviluppa tra i limiti dell'infrarosso (energia all'alto valore termico) e dell'ultravioletto (energia fredda), la distinzione più schematica è quella tra i colori caldi e i colori freddi.
In particolare:
i colori CALDI sono: il giallo, l'arancione, il rosso e il rosa;
i colori FREDDI sono: il blu, l'azzurro e il viola;il verde è il colore del centro, neutro e stabilizzatore.

I colori CALDI ispirano gioia di vivere, sollevano in morale mettendo allegria, ma in alcuni casi possono provocare uno stato d'euforia, un'eccessiva eccitazione e aggressività.
Le tonalità FREDDE suscitano calma e inerzia, aiutano la distensione e la meditazione, ma in alcuni casi possono provocare malinconia, tristezza e amplificare una sensazione di solitudine.

Se la cromoterapia si basa sul principio per cui i diversi tipi di tessuti e gli organi del corpo sono sistemi che vibrano con frequenza corrispondenti alle diverse tonalità di colore, guarire significa appunto perdere le vibrazioni originali e ritrovare il ritmo giusto.

Una volta che il terapeuta ha individuato il colore della persona, cioè quello corrispondente al suo temperamento, sottopone il paziente ai colori opposti, che suscitano quindi emozioni e sensazioni represse, in modo che la persona raggiunga l'equilibrio. Ad esempio, per un tipo ansioso e nervoso occorrerà provocare, attraverso il verde e il blu, sensazione di pace e serenità.

La cromoterapia prescrive, a seconda dei vari disturbi psichici e fisici, bagni di luce colorata e somministrazione di acqua solarizzata dei diversi colori. Con i bagni di colore, il paziente viene irradiato su tutto il corpo con un colore specifico a seconda del disturbo che si vuole curare. La fonte luminosa è, di solito, una lampadina colorata a medio voltaggio (25 W - 60 W). Il bagno di colore viene effettuato ogni giorno, al mattino per i colori caldi, alla sera per i colori freddi. La durata dell'irradiazione è di circa 30 minuti per i colori caldi, per i colori freddi di circa 40 minuti.

Abitare tra i colori
Il colore ha una forte influenza sulla vita quotidiana, perché esprime la personalità dell'individuo, i cambiamenti di umore e il desiderio di comunicare con gli altri.
Nella casa ideale, il colore è dato preferibilmente dai materiali usati per costruire e per arredare. I materiali naturali come il legno, il gesso, la pietra, i mattoni e l'argilla, e le fibre e i tessuti naturali hanno le loro trame e i loro colori tenui e bellissimi; nella grande maggioranza dei casi non c'è nessun bisogno di aggiungervi altro, è sufficiente che la rifinitura naturale diventi il motivo cromatico di base. Può capitare di dover trattare le superfici per evidenziarne il colore e la grana ma, se si usano materiali di rifinitura naturali, il processo di invecchiamento regalerà ulteriore grazia e bellezza.

Per aggiungere altro cromatismo alla casa, si possono usare alle pareti tinte a base di calce naturale e colori vegetali, facilmente reperibili in commercio, evitando tempere e tinte a base di sostanze chimiche. Negli interni si possono considerare vari aspetti: l'effetto estetico che si vuole raggiungere, la sensazione psicologica che i vari colori possono stimolare in chi ci vive, l'azione che possono avere per correggere relazioni tra superfici non armoniche.

ROSSO è stimolante, vigoroso, simbolo di energia, desiderio, potenza, calore, eros; i suoi raggi, vicini all'infrarosso nel prisma, penetrano profondamente nei tessuti umani, aumentando la tensione muscolare e la pressione sanguigna ed accelerando la respirazione; è un colore che ha un'influenza molto potente sull'umore.

ARANCIO è gioioso, brillante, pieno di calore, stimola le emozioni, dinamico, attivo.

GIALLO è il colore percepito per primo dai bambini, favorisce la concentrazione, rappresenta la radiosità, la gloria, l'allegria, la giovinezza, la fertilità, la ricchezza, l'estroversione.

VERDE è il colore della natura, è fresco, umido, rappresenta l'equilibrio, l'armonia, la stabilità, la perseveranza, l'autorevolezza,la fecondità, il realismo.

BLU è il colore dell'introspezione, della meditazione, dell'infinito, del rilassamento, della profondità dei sentimenti, dona senso di pace, sicurezza, serenità, rallenta la pressione sanguigna e la respirazione.

VIOLA è nobiltà spiritualità, solitudine, carisma, mistero, è il colore della sensibilità, della trasformazione, della magia.

BIANCO rappresenta la ragione, il freddo, il silenzio, l'igiene, l'infanzia, la purezza e nella cultura orientale è il colore della morte e del lutto.

14/11/2003

Al sole senza sorprese!

Arriva l'estate e la voglia di esporre la nostra pelle al sole, di farci scaldare dai raggi, di abbandonarci al piacere della tintarella. Si tratta di un momento aspettato e sognato da tempo, ma attenzione… quel sole tanto amato è il peggiore nemico della nostra pelle! Cominciamo dalle regole più semplici, quelle che dovete assolutamente conoscere per proteggervi ed evitare di danneggiare, in modo anche molto serio, la vostra pelle.

Ecco allora le regole per un'abbronzatura sicura:
1. applicate i solari con cura. Non dimenticate zone sensibili come naso, orecchie, labbra, spalle e piedi, parti che sono spesso esposte al sole.

2. ripetete regolarmente (almeno ogni due ore) l'applicazione del solare, e soprattutto dopo ogni bagno (anche se state all'ombra). Attenzione però, l'applicazione frequente non aumenta la durata della possibile esposizione al sole, ma ripristina solamente la copertura.

3. prendete il sole con prudenza. Esponetevi il primo giorno per non più di mezz'ora al sole, il secondo per non più di tre quarti d'ora ed i seguenti giorni non più di due ore al massimo. evitate poi le ore più a rischio, cioè tra le 12 e le 15.

4. scegliete un fattore di protezione adatto alla vostra pelle (una pelle più chiara ha bisogno di un fattore di protezione più alta). Scegliete per la pelle chiara e sensibile perciò sempre un solare dal spf di almeno 8 (più sicuro è un solare dal spf di almeno 15).

5. Ricordate che l'ombrellone non costituisce un fattore di protezione. I raggi infrarossi passano attraverso il tessuto e raggiungono la pelle con una certa intensità. Perciò, anche sotto l'ombrellone proteggersi con la crema.

6. ricordatevi che un colorito ottenuto con calma e prudenza è più duraturo (e spesso anche molto più bello).


7. Dopo l'esposizione al sole, non si devono fare docce o bagni con detergenti troppo aggressivi, meglio usare oli da bagno che rispettino il film idrolipidico.

8. Non si devono scegliere creme troppo grasse che impediscono la traspirazione e creano surriscaldamento dei tessuti.

9. Un po' di attenzione anche ai capelli: troppo calore e il sudore provocano perdite di sali minerali. Per questo si devono assumere integratori ricchi di ferro, zinco e rame. La salsedine, inoltre, altera la cheratina danneggiando la salute dei capelli. Si devono sciacquare i capelli tutte le sere con quantità minime di shampoo e molto balsamo e creme ristrutturanti.

10. Portare occhiali schermati per proteggere gli occhi dai raggi ultravioletti.

11. Evitate l'uso di profumi al sole perché contengono spesso delle sostanze che possono causare macchie scure sulla pelle. state inoltre attente a macchie scure se usate la pillola oppure delle medicine a base di cortisone o l'antibiotico.

12. Ricordatevi sempre che una pelle già abbronzata, anche se non si ustiona più, invecchia come la pelle non abbronzata e va dunque protetta sempre.

13. se vi riparate dal sole con cappello od abiti, ricordatevi che tessuti a trama larga lasciano filtrare la luce e che indumenti bagnati proteggono di meno.

14. attenzione alla pelle bagnata: si ustiona più velocemente a causa dell'effetto ingrandente delle gocce d'acqua sui raggi del sole.

Altro consiglio da dare prima dell'esposizione al sole e' quello di definire il fototipo di appartenenza, in quanto solo conoscendo le caratteristiche della propria pelle è possibile scegliere il prodotto che meglio si addice alla propria tipologia cutanea. Si distinguono 7 fototipi:

TIPO 0 - Pelle che non si abbronza mai, con pigmentazione chiarissima, quasi lattea! Sono i soggetti albini, senza melanociti. Non si devono esporre al sole.
TIPO I - Pelle poco resistente, con pigmentazione assente o non uniforme. Sono i soggetti chiari, rossi o biondo chiarissimo. Devono ridurre al minimo l'esposizione solare, usare preparati con filtri solari a dosi elevate.
TIPO II - Pelle a lenta pigmentazione, mediamente resistente. Sono i soggetti dorati biondi o castano-chiari, che devono esporsi usando preparati filtranti, iniziando con pochi minuti nelle ore meno calde, soprattutto i primi giorni.
TIPO III - Pelle con pigmentazione rapida e uniforme, ed una normale resistenza al sole. Generalmente hanno questi requisiti i soggetti castani bruni e i castano scuri, che possono esporsi al sole senza una particolare attenzione, in modo progressivo e ottenere una abbronzatura veloce.
Tipo IV - Pelle tendenzialmente scura, che si scotta solo nei primissimi giorni ma che si abbronza bene perché ha molta melanina.
Tipo V - Pelle olivastra con tantissima melanina e quindi già protetta dalle radiazioni solari, si scotta raramente. Si consiglia comunque cautela e l'uso di cosmetici che riparano dagli UVB responsabili degli eritemi e che maggiorano l'effetto degli UVA.
Tipo VI - Pelle nera, ricca di melanociti, raramente si ustiona.

Dopo aver stabilito il vostro fototipo scegliete quindi il filtro solare più adatto… che proteggerà la pelle dai raggi UVA e UVB, riducendo i rischi dell'esposizione solare (arrossamenti, eritemi, invecchiamento cutaneo, melanomi). Il fattore di protezione in genere e' indicato sulla confezione con un numero che rappresenta un moltiplicatore. Ad esempio, se in condizioni normali, senza protezione, la pelle si arrossa dopo solo 10 minuti di esposizione, l'applicazione di una crema solare a fattore di protezione 8 ti permette di "allungare" di ben 8 volte (1 ora e 20 min.) e senza rischi il tempo di esposizione.

Alle prime esposizioni è preferibile utilizzare un alto fattore di protezione e "scendere" gradualmente a prodotti a fattore più basso man mano che la pelle si abbronza e sviluppa le sue difese naturali. Per ottenere a mantenere a lungo un bel colorito intenso e omogeneo e' fondamentale avere sempre la giusta protezione, anche quando la pelle e' già abbronzata, ed utilizzare con regolarità un buon prodotto doposole.

05/06/2003

L'isola dalle mille terme

Si fa presto a dire 'Ischia'. Con un solo nome si indicano in realtà sei diversi comuni, che hanno tutti una identità ben precisa. Ischia Porto, Barano, Lacco Ameno, Forio, Casamicciola, Serrara Fontana. Per farsi un'idea della distinzione tra i paesi è utile salire su uno dei bus che dal porto percorrono il periplo dell'isola. A bordo dei mezzi pubblici, anche in piena estate, si ha uno degli scorci migliori della vita di Ischia.

Nonostante il caos che i visitatori scatenano su questo fazzoletto di terra è incredibile la disponibilità degli abitanti. Non ci si possono fare illusioni sul giro d'affari che il turismo crea sull'isola, e quindi pensare che agli ischitani convenga essere cortesi pare quasi scontato, tuttavia nell'atteggiamento della gente del luogo c'è molto più di una affabilità interessata.


Uno dei meriti maggiori di Ischia è stato quello di perfezionare un'arte che dura da millenni. Le cure termali hanno origine antichissima ed alcuni modi di applicazione sono rimasti inalterati per millenni: i trattamenti che si ricevono oggi nei moderni centri dell'isola sono quelli che facevano la gioia degli imperatori romani, solo che i loro benefici sono stati scientificamente provati.
Il turismo termale ad Ischia è infatti un'abitudine che risale al tempo dei romani. Alla fine del Medioevo, l'isola tornò ad essere frequentata dagli amanti delle calde acque nel XVI secolo, quando un terremoto sconvolse il bacino geologico dell'area flegrea, riducendo o inaridendo le fonti della zona per cui Ischia s'impose come nuova meta termale.

Le stazioni termali ischitane sono numerose su tutta l'isola e, soprattutto, ben organizzate e contano sulla diversità tra sorgente e sorgente: la presenza radioattiva è costante dovunque, la temperatura varia dai 15°C agli 86°C con un'offerta di acque fredde, ipotermali, termali e ipertermali. La combinazione di composizione chimica, temperatura delle acque e modo di applicarle rende le acque e i fanghi ischitani di grande acque utilità ad una quantità di lesioni ossee, artriti e artrosi, affezioni muscolari, malattie dell'apparato genitale femminile, malattie del ricambio, affezioni otorinolaringoiatriche, affezioni dell'apparato respiratorio.
Le sorgenti di Ischia appartengono ai tre gruppi denominati Fornello (54°), Fontana (54°) e S. Camillo (62°), salso-bromo-iodiche alcaline, lievemente radioattive. Le cure termali sono efficaci nelle forme reumatiche e artritiche, per nevralgie e nevriti, esiti di traumi, affezioni muscolari, nelle malattie del ricambio, nelle affezioni ginecologiche, affezioni delle vie aeree, malattie della pelle. Le acque utilizzate per bagni, idromassaggi, bagni di vapore nelle stufe (le stufe sono dei cassoni di marmo sovrapposti alle sorgenti e saturati di vapore, con un foro nel coperchio dal quale sporge il capo del paziente), fanghi, inalazioni, aerosol, irrigazioni vaginali, insufflazioni endotimpaniche, maschere, massaggi. I Principali stabilimenti di cura sono: le Antiche Terme Comunali le Nuove Terme Comunali e lo Stabilimento termale del Grande Albergo Terme Jolly. Reparti termali sono annessi agli alberghi Terme Felix, Terme Royal, Parcoverde terme, Continental terme, Hermitage e Park, Punta Molino; da ricordare inoltre lo Stabilimento balneotermale militare. Alle falde del cratere pento di Fiaiano sgorga la Sorgente Tifeo di acqua salso-sosfato-calcio-magnesiaca, radioattiva, che alimenta le Terme dell'Hôtel Continental. La stagione dura da aprile ad ottobre.
A Casamicciola sgorgano numerose sorgenti termali appartenenti a due gruppi principali, la storica sorgente del Gurgitello la più copiosa (68°), e le altre sorgive della Rita (72°) entrambe bicarbonato-alcaline salse, ipertermali e radioattive. Sono efficaci per la cura di reumatismi articolari cronici, artriti, nevralgie e nevriti, miositi, esiti di traumi, gotta, obesità, affezioni ginecologiche e urinarie, malattie del sistema vascolare, malattie del ricambio, disturbi gastrici e biliari, malattie dell'apparato respiratorio, pleuriti. Sono usate per fangature e bagni ed in qualche stabilimento si praticano anche bagni di vapore, stufe, irrigazioni ginecologiche e inalazioni. I principali stabilimenti termali sono: Terme Manzi, Terme Scioli, Terme Belliazzi, Terme Ferrara, Terme Fiola, Lucibello, La Rita, Terme Maltempo, Terme Verde. La stagione dura da marzo ad ottobre.
Le sorgenti Santa Restituta e Regina Isabella di Lacco Ameno sono famose per le loro proprietà cloruro-solfato-sodiche salse, ipertermali (55°72°) e fortemente radioattive Le acque e i fanghi, "maturati" con le acque stesse, sono efficaci per curare le forme artritiche e reumatiche, gotta obesità, linfatismo, affezioni vascolari, malattie della pelle, affezioni ginecologiche e delle vie respiratorie superiori, sordità rinogena; vengono utilizzate bagni minerali radioattivi, bagni a vapore (stufe), idromassaggi, fanghi, sabbiature, aerosol, inalazioni, massaggi, fisiocinesiterapia, irrigazioni ginecologiche. Gli Stabilimenti sono annessi agli alberghi. Di recente sono state rinvenute altre sorgenti d'acque termali nelle località Oneso, Fundera e Fano. La stagione dura da marzo ad ottobre.
A Forio le sorgenti, di acque salse, più importanti sono la Castaldi, la Castiglione e la Poseidon Gli stabilimenti Villa Thomas, Giardini Poseidon, Terre Castaldi e le Stufe S.Lorenzo utilizzano una sorgente cloruro-solfato-sodica termale (46°) radioattiva, nata per bagni, irrigazioni, inalazioni e per la preparazione di fanghi; curano forme reumatiche e artritiche, malattie del ricambio, quelle delle prime vie respiratorie e le affezioni ginecologiche; vengono utilizzate per bagni, fanghi e stufe. Sulla spiaggia di Citara ma anche a Marina di Sorceto ci si può curare con acque clorurato-sodiche e radioattive; Tutta la spiaggia da S. Lucia al Cuotto è fortemente radioattiva. La stagione dura da aprile ad ottobre.
Serrara Fontana, gode dell'infinita ricchezza delle "grotte sauna" e delle sorgive calde di Sant'Angelo, anche Cava Scura, la sorgente con la più elevata temperatura dell'isola: l'acqua fuoriesce a 86°C. La sorgente sgorga a monte dei Maronti e comprende sei vasche, grotte scavate nel tufo e uno stabilimento per fanghi e massaggi.
Barano è nota per le due terme di grande importanza e di antica fama: quella dei Nitrodi o Nitruoli, a Buonopane, che prende il nome dalle ninfe che sovrintendevano il luogo ed erano bellissime grazie alle virtù di quest'acqua ricca di soda, e quella dell'Olmitello, a ridosso del Lido dei Maronti.
L'acqua che sgorga da queste due fonti è radioattiva, bicarbonato-solfata e salso-iodica; queste acque, ottime per artriti, sciatiche, esiti di traumi, forme reumatiche, malattie della pelle, malattie ginecologiche ed affezioni delle vie respiratorie, sono utilizzate per bagni, aerosolterapia, idromassaggi, fanghi.

04/03/2003

Malanni di stagione: la forza della frutta

È in questi giorni che i malanni di stagione danno il meglio di sé, molti italiani sono a casa, vittime di raffreddore, tosse, dolori muscolari ed altri fastidiosi malesseri. Uno stile di vita sano ed una alimentazione attenta può essere di grande aiuto. L'unico rimedio specifico che il nostro medico ci può offrire per influenza e raffreddore è infatti quello mirato a ridurre i sintomi quali mal di gola, naso gocciolante e intasato, tosse, starnuti e insonnia. Ma nulla che ci possa far guarire davvero! Per combattere influenze e quel che ne deriva in modo naturale è bene alimentarsi con una giusta dieta ricca di frutta fresca, verdura, ortaggi e agrumi. La corretta alimentazione può essere un valido contributo per prevenire questi malanni: ecco i consigli di chi di frutta e verdura se ne intende davvero: la coldiretti.

Il cavolo, ad esempio contiene una buona quantità di ferro, vitamina C e preziosi sali minerali. Cotto a vapore è molto efficace contro le affezioni delle vie respiratorie e alcuni disturbi intestinali. Il suo succo ha proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche, può essere utilizzato per fare dei massaggi e le sue foglie riscaldate e applicate sulla parte indolenzita, calmano il dolore.

La cipolla ricca di vitamine e sali minerali, è un antisettico naturale, è espettorante, disinfetta l'intestino e cura i geloni.

L'aglio grazie alla notevole quantità di ferro, sali minerali e svariate vitamine (A, B1, B2, PP e C) è molto efficace per combattere catarri bronchiali, febbri, ed è un ottimo antisettico contro le malattie infettive. Anche l'aglio può contrastare fastidiosi dolori alle ossa ed ai muscoli, se schiacciato con olio di oliva caldo e limone può essere utilizzato per massaggiare la parte dolorante.

Il finocchio, risulta ottimo per combattere la nausea, la digestione difficile e la stitichezza.

Il limone purifica l'organismo dalle tossine, è validissimo per disinfettare la gola con semplici gargarismi e inoltre è un ottimo astringente e cura l'iperacidità gastrica.

Le mele e le pere, invece aiutano a mantenere sani i nostri polmoni e migliorano sensibilmente le condizioni delle nostre vie respiratorie. In particolare, le pere espellono il catarro dissolvendolo e se bollite e accompagnate dal miele riescono a curare perfettamente sia l'afonia che la raucedine.

La carota è indicata nella cura delle malattie dell'apparato respiratorio (dal semplice raffreddore alla più impegnativa bronchite cronica fino all'asma) e nella prevenzione delle malattie infettive.

Il sedano, grazie alla notevole ricchezza di minerali è un drenante particolare delle vie respiratorie.

Le mitiche arance poi sono ricchissime di vitamina C (50 mg per ogni 100 g) e aiutano il nostro organismo ad assorbire il ferro dai vegetali e stimola le difese del sistema immunitario, prevenendo i fastidiosi raffreddori. Oltre a proteggerci dalle forme influenzali, le arance aiutano a prevenire i disturbi cardio-vascolari e a svolge azione antistress. Ricche anche di calcio (49 mg ogni 100 g) sono utili nella prevenzione di fragilità ossea e osteoporosi.

Anche gli esperti concordano nel promuovere promuove, quale vero toccasana, carota, zucca, patate, pomodori, spinaci, carciofi, barbabietole rosse, broccoli e cime di rapa: alimenti ricchi di beta-carotene, precursore della vitamina A. Promossi anche agrumi, kiwi, frutti di bosco, ananas, cavolfiore, prezzemolo e peperone, che abbondano in vitamina C, oltre a germe di grano, mandorle, nocciole, semi di girasole secchi, olio extravergine di oliva e di semi, che sono un' autentica miniera di vitamina E.

I medici suggeriscono poi i cosiddetti "rimedi delle nonne": latte e miele sarebbero davvero un mix vincente, specie se accoppiato a cibi ricchi di vitamine A, C ed E. Ovviamente ''non bisogna esagerare, soprattutto in caso di diabete'', ed e' anche sconsigliabile fare il pieno di vin brulé, certo salutare ma poco digeribile. Per amor di tradizione, infatti, se volessimo seguire alla lettera i suggerimenti degli esperti gastronomi provenienti da varie regioni bisognerebbe puntare su vin brulé, latte e miele, minestrine calde e punch.
Rimedi che potranno essere salutari nell'immediato, ma che non si rivelano sempre risolutivi. In particolare, il vin brulé può essere efficace, ma durante la 'cottura' ideata per esaltare le varie componenti del vino l'alcol evapora e il complesso idroalcolico che rimane diventa una sostanza poco digeribile. Per questo è bene non esagerare perché berne troppo potrebbe provocare fastidiose gastriti anche persistenti.
Molto meglio, tranne che per i diabetici, il latte caldo addolcito col miele, consigliato da una credenza popolare che trova validi riscontri scientifici. Ovviamente occhio agli zuccheri, tutti semplici (lattosio, fruttosio e glucosio) e in grado, se assunti in quantità eccessiva, di 'deprimere' le naturali difese immunitarie.

25/02/2003

Autunnopatia? Ecco cosa fare!

È una teoria antichissima quella dell'influenza stagionale sull'umore. L'influsso negativo dell'autunno sull'umore non è una semplice credenza, è stato confermato e documentato da studi e ricerche sui comportamenti meccanici che sono all'origine del malessere. Qualunque espressione psichica, dalla depressione, all'ansia e alla paura, è in una certa misura influenzata dalle condizioni atmosferiche, ma naturalmente solo alcuni soggetti particolarmente sensibili a un certo tipo di stimolo manifestano delle vere e proprie patologie legate al tempo e in particolare alla stagionalità.

Abitualmente facciamo riferimento al concetto comune di meteoropatia per significare cambiamenti e variazioni dell'umore, magari per giustificare comportamenti e azioni particolari: attribuiamo così a fattori esterni la responsabilità di malesseri, nervosismi, stati depressivi. È colpa del tempo!, una espressione sempre più diffusa ma sostanzialmente vera. In parte infatti questo meccanismo è giustificato perché, è storia vecchia (già i Romani interpretavano il rapporto tra stati psichici e stato del tempo), noi subiamo fortemente le influenze ambientali e quindi situazioni legate, per esempio, alla luce, al calore, alla luminosità, alla spazialità. Questa caratteristica ha spinto alcuni studiosi a ipotizzare un ritmo biologico interno collegato alle stagioni che può causare nette variazioni sul tono dell'umore, fino a quella tipica sindrome conosciuta come SAD, e cioè "disturbo affettivo stagionale".

Secondo le più recenti statistiche, nel nostro Paese un individuo su 4 accusa, in questo particolare periodo dell'anno, tutti i caratteristici sintomi della "sindrome depressiva autunnale": affaticamento, pessimismo, disturbi alimentari, mal di testa, insonnia (o al contrario ipersonnia), diminuzione del desiderio e dell'attività sessuale, apatia, ritiro sociale.
Per 3 persone su 4, chi in forma più leggera, chi in forma acuta, il rientro delle vacanze di trasforma in un incubo, tanto più se si abita in una grande città. Nelle metropoli infatti si ammala in media il 63% dei cittadini, contro il 24% delle città di provincia e il 13% dei paesi.
Il SAD colpisce più di frequente soggetti fra i 20 e i 40 anni di età, e farne le spese è soprattutto il gentil sesso: sono infatti le donne le più colpite, con 8 malati su 10.

Si tratta di una vera e propria depressione che comincia in autunno e scompare in primavera, in evidente correlazione con buio, freddo, basse pressioni, rallentamento delle attività all'aperto. Secondo molti studiosi alla base di reazioni tipiche quali quelle espresse dal SAD, vi sarebbe, oltre naturalmente a una sorta di predisposizione a note depressive, una corrispondente variazione neurochimica che comporterebbe un rallentamento generale dell'attivazione dell'organismo e uno squilibrio nel metabolismo dei neurotrasmettitori. Questi disturbi sono legati alla variazione di luce di questo periodo: la luce stimola i meccanismi neurochimici e il nostro corpo produce più noradrenalina. Si tratta di un problema biologico di adattamento. Non a caso i sintomi peggiorano di sera.''Non dobbiamo dimenticare di essere dei mammiferi e questa fase dell'anno è legata, dal punto di vista evolutivo, al letargo.

La forma più diffusa di terapia contro questa depressione è quella della luce, e cioè l'esposizione prolungata a una fonte luminosa che può essere associata a una più tradizionale psicoterapia, oppure a un intervento farmacologico. Naturalmente la scelta di come intervenire dipende dalla gravità dei sintomi e dal grado di compromissione delle normali attività che quotidianamente siamo chiamati a svolgere. Comunque una eventuale terapia va concordata e programmata con persone qualificate evitando di affidarsi alla genericità di percorsi terapeutici alla moda. Un consiglio finale, giusto per sdrammatizzare: riempite le vostre giornate, iniziate con una buona dose di attività fisica all'aperto nelle prime ore mattutine, controllate la vostra dieta, l'assunzione di alcool e fumo che probabilmente nell'ultimo periodo è salita alle stelle, rendete più graduale il cambiamento, evitate di perdere il vostro equilibrio psicofisico, progettate nuove attività autunnali!

11/11/2002

Il Feng Shui per vivere meglio

Un'arte cinese, antica più di tremila anni, che insegna come armonizzare lo spazio in cui viviamo a dialogare con l'ambiente; a trarre energia e beneficio dallo spazio attorno a noi. Il feng shui può a ragione venire definito, quindi, come "ambiente-terapia": la terapia per curare lo spirito e il corpo, imparando a trarre la naturale benefica energia dai luoghi nei quali viviamo o lavoriamo.

Il significato di Feng Shui è letteralmente "Vento su Acqua" e si pronuncia correttamente "Fong Shuè".
Il feng shui, l'antica arte del Vento e dell'Acqua consente di progettare l'ambiente in cui si vive o si lavora secondo le esigenze delle persone, in sintonia con quell'energia vitale universale (Qi) che è presente ovunque: nell'uomo, nella natura, nel cosmo.
Feng shui significa proprio capire la natura, tutelare gli ecosistemi naturali, collocare correttamente edifici ed impianti, sfruttare il Vento e l'Acqua, modificare il territorio rendendolo accogliente e piacevole per l'uomo di oggi e per le generazioni future.
Il feng shui introduce dunque ad una nuova dimensione: un'attenzione portata al benessere psicofisico, all'equilibrio e all'armonia. L'obiettivo del feng shui é quello di equilibrare e facilitare la circolazione delle energie rigeneratrici e controllare le energie perturbatrici.

Secondo il feng shui, così come il corpo umano è percorso da canali, chiamati meridiani, in cui scorre l'energia, Qi, il globo terrestre è percorso da una rete di linee in cui scorre l'energia. Questo concetto ha riscontro anche in Occidente nella geobiologia, che è una branca della bioarchitettura.
Tutti gli esseri viventi e gli oggetti vibrano d'energia, generando onde che sono simili a quelle elettromagnetiche. Se gli oggetti presenti in una stanza o in una casa sono in armonia tra loro, trasmettono agli abitanti energie positive.

Viceversa se, per la loro forma o per il materiale di cui sono fatti, non sono in armonia tra loro, diffonderanno nella casa squilibrio ed energia negativa.
Così come l'agopuntura agisce sui punti dei meridiani del corpo, in cui scorre il Qi, il feng shui individua nella casa gli spazi e gli oggetti su cui intervenire, per ristabilire l'equilibrio e la circolazione dell'energia, favorendo così determinati aspetti della vita.
Il Feng-Shui regola l'orientamento di vento e acqua sulla base di 8 direzioni indicate dai punti cardinali per il raggiungimento dell'armonia abitativa. I luoghi ventosi, ad esempio, sono considerati sfavorevoli perché disperdono l'energia, ma possono esercitare un effetto positivo se delimitati dall'acqua, purché scorra con flusso lento e sinuoso. Se l'acqua scorre veloce e in linea retta può allontanare la ricchezza.

La casa ideale
La casa ideale è situata a metà di una collina, con alle spalle, sempre rivolte verso nord, un bosco di conifere. Tra gli alberi, sono particolarmente apprezzati i pini, che vanno trattati con cura e rispetto perché costituiscono il rifugio degli spiriti. Nel giardino è di buon auspicio coltivare salici (simbolo di longevità), alberi da frutta (soprattutto prugno e pesco) e peonie, (rappresentano la donna). Davanti alla casa, a sud, l'ideale è una vasca con pesci e, ai piedi della collina, è meglio se c'è un ruscello.
Poiché questa "casa dei sogni" può essere posseduta solo da poche persone, il feng shui prevede alcuni accorgimenti per rendere più confortevole qualunque casa.
Eccone alcuni:
dato che il Qi si muove ruotando in senso orario, si devono creare percorsi che favoriscano il suo libero fluire. Per esempio, la strada d'accesso alla casa dovrebbe arrivare alla porta d'entrata con una leggera curvatura a sinistra e mai in linea retta. Questo perché il Qi potrebbe trasformarsi in Sh'a Ch'i o "soffio sfortunato" che, appunto, procede in linea retta.

Per tenere lontano il "soffio sfortunato" possono essere installati ai lati dell'ingresso di casa draghi o leoni di pietra o terracotta (è un'usanza anche occidentale).
La porta d'ingresso si deve aprire verso l'interno, per favorire l'entrata del Ch'i. L'energia deve, infatti, circolare, perciò di fronte a sé non deve trovare "uscite". Per esempio, se di fronte all'ingresso c'è una scala, il Ch'i sale subito ai piani superiori; se di fronte c'è una finestra, esce immediatamente da casa, fuoriesce dagli scarichi se di fronte c'è la porta del bagno.

Come è naturale non esistono dei fondamenti scientifici certi all'arte del feng shui, ma indubbiamente una corretta organizzazione dell'habitat, con giusti arredamenti, con un equilibrio di colori e forme, può influire sulla qualità della vita e favorire davvero la circolazione di energia positiva!

Il giardino feng shui
Non solo la casa ma anche il giardino dovrebbe seguire i principi del feng shui. Pare infatti che un bel giardino curato oltre a rinfrancare la vista risollevi lo spirito e sia soprattutto in grado di convogliare energia nella nostra casa.
Vediamo dunque a quali principio deve ispirarsi la progettazione del nostro giardino feng shui
Ogni vialetto che conduce alla casa deve essere sgombero da ogni tipo di ostacolo, inclusi alberi o altre forme; nel caso sia presente un albero davanti alla casa, bisognerà porre una panchina davanti ad esso facendolo diventare il "guardiano amico della casa"; un giardino Feng Shui è ricco e vario e alterna zone ricche di piante locali a zone con presenza di alberi sempreverdi (che simboleggiano la longevità) a alberi decidui (che rappresentano il cambiamento); sarebbe meglio scegliere zone dove non è necessario tagliare l'erba di frequente per evitare di turbare lo stato di equilibrio che si instaura nel giardino.

Le spalliere e le pergole ospitanti dei fiori sono un passaggio che rivitalizza il Qi data la loro sgargiante vivacità; le siepi vanno costantemente potate per evitare che il loro slancio in lunghezza formi un muro opprimente per il flusso del Qi, va però ricordato che delle siepi potate formano una sorta di barriera protettiva. Lo stesso dicasi per i ceppi di alberi abbattuti o per gli alberi mossi (simboleggiano il decadimento e la morte) che vanno rimossi e sostituiti, se possibile, con nuovi alberi; la presenza di rampicanti da parete possono influenzare positivamente l'energia dell'abitazione ma vanno tenute sotto controllo in modo che non ostruiscano il passaggio della luce attraverso porte a specchio o finestre; tale presenza è rienergizzante a patto che gli abitanti delle abitazioni non nutrano avversione contro questi tipi di piante, altrimenti si genererebbe il contrario di quanto detto, ottenendo un impoverimento dell'energia. Nel caso che la nostra abitazione presenti zone rimosse o errori di progettazione che ostacolano l'andamento positivo del Qi, è possibile piantare un albero a rimedio di tali mancanze.

19/09/2002

Le diete per l'estate

L'estate è il periodo delle diete per eccellenza, ne esistono tantissime, alcune severissime, altre più permissive che non vi obbligheranno sempre a "mangiare di meno". Abbiamo cercato le diete più famose, le più efficaci, non sempre sono le stesse! Infine, per evitare brutte sorprese abbiamo anche cercato le diete/bufala più illustri!

DIETA WEEK-END
Cominciamo in modo soft, con uan dieta molto depurativa che fa grande uso di infusi e tisane.
È una dieta molto pratica, permette di perdere in poco tempo un paio di chili. Va seguita due giorni a settimana, un week-end ad esempio andrà benissimo. La dieta fornisce circa 1300 calorie ed è ottima per depurarsi, anche saltuariamente.Non prevede l'utilizzo di zucchero, ma dolcificante e bisogna bere un litro di Acqua al giorno. Prima di iniziare passate in erboristeria!

A metà mattina e nel pomeriggio bisogna bere un bicchiere d'acqua con 50 gocce di Sève de Boleau 1 DH (linfa di betulla dall'azione drenante, diuretica e anticellulitica) più una spremuta non zuccherata o un frutto di stagione.

Al risveglio: Il succo di mezzo limone in un bicchiere di acqua calda; oppure una tisana con olmaria sommità fiorite + frassino foglie + ribes nero foglie (in parti uguali): 1 cucchiaino della miscela per tazza d'acqua bollente, lasciare brevemente in infusione. Filtrare e bere.

Prima colazione: Una tazza di caffè d'orzo e/o latte magro o té; 30 g di pane toscano (senza sale) + un cucchiaino raso di miele integrale o marmellata naturale.

Pranzo: Una abbondante insalata mista a base di: carote, pomodoro, indivia, finocchio, ecc.
oppure: verdure cotte al vapore o al forno.
Condire con succo di limone, erbe (timo, origano, salvia, dragoncello) e 10 g di olio
60 g di pasta integrale con pomodoro 30 g di pane integrale
Facoltativa: 200 g di macedonia di frutta (mela, ananas, ecc.) senza zucchero.

Cena: Minestra di verdura (sedano, carota, cipolla, bietola, farro, orzo, ecc.)
oppure: verdura cotta al forno o al vapore.
30 g di pane
ricotta o formaggio assolutamente magro 70 g
oppure pesce 150 g (cottura al vapore o cartoccio con aromi)
una mela cotta.

Dopo ciascun pasto per la digestione bere questa tisana:
Melissa foglie 30%
Coriandolo semi 30%
Achillea fiori 30%
Anice semi 5%
Verbena odorosa foglie 5%
1 cucchiaino della miscela in una tazza di acqua bollente per 10 minuti. Filtrare e bere.

DIETA ATKINS
Dieta tanto famosa quanto critica dal mondo medico perché non rispetta i tradizionali principi nutritivi.
La dieta Atkins è una dieta veloce che permette di mangiare proteine e grassi in quantità illimitate. I carboidrati (pane, pasta, riso ecc.) invece vanno eliminati il più possibile.

Nella fase iniziale (circa due settimane) potete mangiare solamente 20 grammi di carboidrati al giorno. Sono permesse solo le verdure che contengono pochi carboidrati come l'insalata, il radicchio, il cetriolo, il finocchio. Niente frutta, pane, fibre, ma soltanto proteine pure (come il burro, il formaggio, uova o la panna, ma niente yogurt e latte!) e grassi, in quantità illimitate. Nella fase iniziale sono permessi tutti i tipi di pesce e carne (a meno che non contengano zuccheri o nitrati come il salame). Potete bere acqua, caffè (senza caffeina), bibite light e brodo.
In questo periodo l'organismo si abitua ed incomincia a bruciare grassi. Una volta iniziato questo processo seguono due fasi che finiscono quando il peso desiderato è stato raggiunto.

Nella seconda fase potete mangiare nello stesso modo con la differenza che la porzione consentita di carboidrati varierà dai 15 a 40 grammi, a secondo della persona.

Nella terza fase potete mangiare una porzione extra di carboidrati sotto forma di frutta, yogurt o pane.

Nella quarta ed ultima fase infine (la fase del mantenimento), potete mangiare fino a 60 grammi di carboidrati.

Questa dieta ha dalla sua che non bisogna stare in continuazione a contare calorie e non si soffre la fame!
D'altra parte. La percentuale alta (anzi, altissima) di lipidi nella dieta può far salire pericolosamente il colesterolo. La quantità esagerata di proteine e lipidi inoltre libera una quantità elevata di tossine e altri residui che vanno eliminati dal corpo tramite l'urina, sovraccaricando i reni.

LA DIETA DELLO YOGURT
Pare si possano perdere fino a tre chili in cinque giorni. Si può ripetere anche una volta al mese ma mai due volte di seguito. È utile per disintossicarsi e mantenere la linea.

Si comincia bevendo ogni mattina un bicchiere d'acqua
Ecco lo schema del primo giorno:
Colazione: 1 tazza di tè leggero, senza zucchero; 300 g di yogurt magro.
Pranzo: un piatto di brodo vegetale; 300 g di yogurt magro.
Ore 17: una tazza di tè senza zucchero; 300 g di yogurt magro; frutta a volontà (mele, pere, ananas, kiwi, agrumi).
Cena: minestrone di verdura; 300 g di yogurt magro.
Prima di dormire: 1 tazza di camomilla;
3 prugne secche.

Si prosegue così fino al quinto giorno:
Appena svegli: 1 bicchiere d'acqua.
Colazione: 1 tazza di tè leggero senza zucchero; 300 g di yogurt magro; 3 biscotti secchi integrali oppure un cucchiaio di fibre alimentari.
Pranzo: un piatto di brodo vegetale; 300 g di yogurt magro; frutta mista a volontà (mele, pere, ananas, melone, kiwi, agrumi).
Ore 17: una tazza di tè leggero senza zucchero; 300 g di yogurt magro; frutta mista a volontà (mele, pere, ananas, melone, kiwi, agrumi).
Cena: pesce alla griglia, al sale, bollito o al vapore; insalata mista di verdura condita con limone e un cucchiaino d'olio extravergine d'oliva; un panino integrale; una spremuta d'arancia senza zucchero.
Prima di dormire: 1 tazza di camomilla con un cucchiaino di zucchero; 3 prugne secche.

DIETA MAYO
Si tratta di una dieta con un programma ipocalorico (tra 800 e 1.000 cal. al giorno) e restrittivo da portare avanti per 14 giorni.
I divieti sono numerosi: grassi, zuccheri, farinacei, verdure secche e latticini.
La frutta è concessa solo in quantità ridotta.
Prevede invece l'assunzione di 6 uova alla settimana.
Il risultato promesso è da 5 a 7 chili in meno per due settimane di programma se strettamente osservato.
La promessa appare ambiziosa, ma il prezzo è alto: ci sono carenze giornaliere negli apporti di proteine, calcio, potassio e vitamine.
In più la stanchezza si fa sentire presto e l'apporto calorico è pericolosamente insufficiente per l'organismo.
La dieta è ricca di lipidi e colesterolo e rende più fragile il sistema cardio-vascolare se la si segue per un lungo periodo.
Come per tutti le diete nelle quali la perdita di peso è notevole e rapida, la ripresa dei chili è ugualmente considerevole e veloce e, spesso e volentieri, è accompagnata da un surplus!

DIETE DISSOCIATE
Sono diete (la prima fu ideata dal gastroenterologo americano Howard Ray negli anni '30) che si basano sul concetto di non abbinare alimenti fra di loro in conflitto. Di solito l'unità della dissociazione è il pasto o il giorno: all'interno dell'unità si devono seguire norme molto rigide che proibiscono l'associazione di certi cibi.
Vediamo le più famose:
Dieta dissociata classica
Ogni giorno si mangia un unico tipo di alimento, a volontà, scelto fra latticini, verdure, frutta, uova, carne e pesce. Non sono ammessi alcol e dolci.

Dieta di Shelton - È una variante della precedente con l'obbligo di non mescolare carboidrati, proteine, grassi. Gli alimenti sono suddivisi in tante classi da associare e dissociare fino all'esasperazione.

Dieta di Beverly Hills - È una dieta a metà strada fra le monopiatto e quelle dissociate e in pratica presenta i difetti di entrambe. Fu creata da Judy Mazel, sul principio, valido solo per individui particolarmente sensibili, che lo squilibrio degli enzimi, quando si mangiano contemporaneamente proteine e carboidrati, provoca disturbi digestivi (l'aumento di peso non è mai stato provato). La dieta permette solo le combinazioni di proteine con proteine, carboidrati con carboidrati e frutta con frutta, seguendo nei primi dieci giorni una monodieta a base di frutta.

Si tratta di diete per lo più sono monotone e completamente illogiche: infatti la stragrande maggioranza degli alimenti semplici contiene già una mescolanza di macronutrienti (si pensi per esempio alle noci che contengono proteine, grassi e carboidrati).
Quanto al fatto che promuoverebbero la miglior digestione, occorre rimarcare un concetto chiaro: un fisico sano può tranquillamente mangiare una bistecca e poi una mela.

Insomma, la dieta ideale è ancora lontana da venire, e probabilmente non esiste. Esiste però il mangiare sano. L'alimentazione quotidiana deve essere varia e bilanciata, non ha senso demonizzare un cibo, il regime alimentare deve rispettare la corretta ripartizione dei macronutrienti.

Ricordate sempre che si le diete che vi proponiamo sono soltanto consigli generali, se intendete mettervi a dieta fatelo sempre sotto controllo medico, il fai da te in questo campo può essere dannoso.
Se siete sovrappeso o obesi, sappiate che l'unico modo per risolvere VERAMENTE il problema è analizzare i motivi profondi che vi spingono ad avere un rapporto così sbagliato con il cibo e cercare di risolverli, di trovare la motivazione e i piccoli trucchi per stare lontano dal frigorifero. Non cercate soluzioni semplici poiché ancora purtroppo non esistono, sono pure chimere.

GLI ERRORI DA EVITARE
Esagerare con i cibi light

Non pensate che poveri di grassi voglia dire senza calorie, non si possono mangiare grandi quantità di cibi light perché non hanno grassi, al contrario vi riempite di calorie.

Cercare la perfezione
Cercate di non vivere la dieta come una prova di volontà, non sentitevi frustrati al primo sgarro, è impensabile e soprattutto stressante cercare di seguire una dieta alla lettera. Si tratta di incidenti di percorso, non di fallimenti.

Bere poca acqua
Chi è a dieta dovrebbe bere anche più del solito, arrivando almeno a un litro e mezzo di acqua al giorno: questo favorisce la diuresi, aiuta a mantenere regolato l'intestino e a eliminare scorie e tossine. L'acqua non fa ingrassare, al massimo, se bevuta durante i pasti, dilata lo stomaco.

Mangiare davanti alla tv
È la classica situazione in cui si mangia senza rendersene conto. La cultura alimentare viene dalla consapevolezza e dal controllo di come e quanto si mangia. Mangiare distrattamente non fa certo bene alla dieta!

Eliminare del tutto pasta e riso
È molto diffusa l'idea che i carboidrati facciano ingrassare, non è vero. L'organismo ha bisogno dell'energia dei carboidrati per funzionare, in mancanza di questi utilizza le proteine e i grassi, con il rischio di perdere peso, ma anche muscoli e di produrre una serie di sostanze di scarto che generano uno stato generale di intossicazione e debolezza.

Fare solo un pasto al giorno
Bisognerebbe invece mangiare cinque volte al giorno, tre pasti principali più tre spuntini a metà mattina e a metà pomeriggio. In questo modo l'organismo ha sempre a disposizione la giusta quantità di zuccheri.

Pesarsi tutti i giorni
Salire e scendere in continuazione dalla bilancia non vi farà certo dimagrire, aumenterà al contrario l'ansia. Il peso, infatti, è influenzato da fattori che non dipendono solo da quello che si mangia (basta pensare alle variazioni dovute al ciclo mestruale) e notare che l'ago della bilancia non scende o, peggio, sale di qualche etto può portare a sentirsi scoraggiati e ad abbandonare la dieta. Pesatevi quando iniziate la dieta e rifatelo solo una volta la settimana a digiuno. Valutate i risultati solo dopo un mese.

Abbondare con la frutta
Mai esagerare con un solo cibo, anche tra la frutta occorre fare le debite distinzioni: ci sono frutti molto zuccherini, come l'uva, la banana, l'avocado, la pera, il mango, che forniscono un buon numero di calorie e che vanno consumati con attenzione, e altri a elevato contenuto di acqua, come l'anguria, il melone, le fragole, le albicocche, che sono scelte più leggere.

30/07/2002

Abbronzati e protetti!

Diciamo la verità, l'abbronzatura, quella estrema, non va proprio più di moda. Finalmente ci siamo accorti, anche noi italiani, che il sole può far male e che va preso con molta cautela. È certamente meglio poter sfoggiare una pelle ambrata ma sana, piuttosto che ritrovarsi a settembre con un viso color gianduia ed una pelle ispessita e rugosa. Qual è allora la strada per godere dei benefici del sole senza correre rischi? Ecco un ripasso veloce delle regole principali.

Cominciamo dall'inizio: l'abbronzatura non è altro che la conseguenza di un meccanismo naturale di difesa della pelle chiamato "melanogenesi", consistente nella produzione di melanina da parte di particolari cellule delle cute, i melanociti. La melanogensi ha lo scopo di creare un naturale filtro protettivo contro l'aggressività delle raggi solari, che possono provocare danni.

Gli effetti cutanei dell'esposizione alle radiazioni solari si distinguono in acuti e cronici. Tra i primi rientra l'eritema solare (o ustione solare di primo grado) che rappresenta la conseguenza immediata sulla cute delle radiazioni luminose (oltre alla fotolisi della provitamina D), mentre tra gli effetti cutanei dell'esposizione cronica alla luce solare sono compresi la fotodermatite (la cosiddetta "cute da contadino o marinaio") ed alcune lesioni (benigne o maligne) di natura neoplastica, oltre all'invecchiamento cutaneo precoce, dovuto al blocco dell'azione vitaminica A, che si accompagna alla comparsa delle temutissime rughe o grinze.

Veniamo allora alle regole basilari che probabilmente saprete già a memoria, visto il bombardamento mediatico, ma nel caso ve ne fosse sfuggita qualcuna…

- L'esposizione deve essere graduale e progressiva, evitando, specie nei primi giorni, di rimanere immobili per ore al sole.

- Non bisogna prendere il sole a strappi solo nei weekend.

- Bisogna evitare di esporsi nelle ore in cui i raggi ultravioletti, che sono di tre tipi Uva, Uvb e Uvc (i più intensi e pericolosi che non raggiungono la terra perché bloccati dall'ozono), sono più intensi, cioè dalle 11 alle 15.

- Bisogna usare sempre creme con fattori di protezione elevata o totale, oltre 15 rinnovando frequentemente l'applicazione, ogni 2-3 ore.

- Le creme devono proteggere sia dai raggi Uvb che dagli uvA, che non sono stati ancora assolti. Vanno applicate anche quando si è abbronzati e quando il cielo è nuvoloso perché le radiazioni non sono fermate dalle nubi.

- Dopo esposizioni intense e prolungate è bene idratare la pelle.

- Bisogna poi ricordare che alcune sostanze come determinati antibiotici, ormoni, antinfiammatori, profumi e i deodoranti possono aumentare la sensibilità della pelle ai raggi del sole, causando arrossamenti, irritazioni, prurito.

- Una particolare attenzione va fatta anche per gli occhi, organi molto delicati che rischiano cataratte, lesioni alla cornea e alla retina. Per evitare guai servono occhiali che assorbano completamente i raggi ultravioletti e mantengono una corretta percezione cromatica.

Oltre a queste regole, ormai note a tutti, anche se osservate da pochi, per evitare danni, sia acuti che cronici, è bene individuare il proprio fototipo.
Il fototipo indica il modo in cui la pelle reagisce ai raggi solari, è importante per potersi esporre al sole in modo più sicuro e scegliere i prodotti solari più adatti.
In altre parole la facilità di procurarsi una bella abbronzatura o, al contrario, la predisposizione di certi soggetti agli eritemi ed alle scottature dipendono esclusivamente dalla tipologia cutanea, determinata da fattori razziali e genetici, e di conseguenza dalla quantità e dalla qualità di melanina che la cute è in grado di produrre e di usare quale scudo contro le radiazioni solari.

Qui a lato trovate un piccolo test per scoprire qual è il vostro fototipo.
Vediamo ora in dettaglio le caratteristiche dei sei fototipi più comuni:

QUAL È IL TUO FOTOTIPO?

1.Di che colore sono i tuoi capelli?
- rossi …………………………………………0
- biondi ………………………………………1
- castani …………………………………….2
- neri ………………………………………….3
2. Qual è il colore dei tuoi occhi?
- azzurro-verde ……………………….. 0
- marrone chiaro ……………………….2
- marrone scuro …………………………3
3. Di che colore è la tua pelle?
- bianca-lattiginosa ……………………0
- chiara ………………………………………1
- moderatamente scura …………….2
- scura-olivastra……………………….. 3
- nera………………………………………….4
4. Hai le lentiggini?
- sì ……………………………………………..0
- poche……………………………………….1
- no …………………………………………….2
5. Al sole ti capita di scottarti?
- sempre……………………………………..0
- a volte, se non mi proteggo abbastanza…………………………………1
- raramente………………………………..2
- mai…………………………………………..3
6. Ti abbronzi facilmente?
- non mi abbronzo mai ……………..0
- dopo molto tempo e con fatica..1
- sì, nel giro di qualche giorno …..2
- acquisto subito colore ……………..3

Hai totalizzato solo 1 punto?
FOTOTIPO 1

La tua pelle ha pochissime difese naturali contro il sole, quindi devi porre estrema attenzione alla protezione: maglietta, cappello, occhiali, ombrellone e naturalmente prodotti solari ad altissima protezione.

da 2 a 7 punti:
FOTOTIPO 2

Devi esporti al sole con cautela ed in modo graduale; evita sempre le ore centrali del giorno e usa sempre prodotti ad altissima protezione, ricordandoti di ripetere l'applicazione durante la giornata.

da 8 a 12 punti:
FOTOTIPO 3

Nei primi giorni di esposizione, usa un prodotto solare ad alta protezione. In seguito, puoi ridurre il fattore di protezione, ma ricordati che in particolari situazioni (tropici, alta montagna, presenza di superfici riflettenti) è necessaria una protezione estrema.

oltre 13 punti:
FOTOTIPO 4-5

Anche se non ti scotti, fai attenzione ai raggi ultravioletti UVA e UVB: in grande quantità possono causare danni alla pelle, anche se già abbronzata.

Fototipo 1 (pelle molto chiara)
Sono i soggetti con pelle molto chiara e carnagione biancastra, spesso con efelidi, occhi chiari, capelli biondi o rossi. Alla prima esposizione solare sviluppano un eritema più o meno intenso, che permane a lungo.
È bene evitare di esporsi al sole, proteggersi con maglietta, cappello, occhiali e restare quanto più possibile e soprattutto nelle ore più calde, all'ombra. In caso di esposizione solare, vanno applicati prodotti schermanti dotati di fattore di protezione molto elevato, almeno 40, per tutto il periodo della vacanza.

Fototipo 2 (pelle chiara)
Vi rientrano i soggetti con pelle ed occhi chiari, capelli biondo scuro o castano chiaro. Al sole si scottano con facilità, si abbronzano con difficoltà e in tempi lunghi. Ci si deve esporre al sole con estrema gradualità: mai avere fretta e soprattutto è bene attendere una settimana prima di passare più tempo distesi al sole.
Durante tutta la vacanza si devono applicare solari ad alto fattore di protezione, ripetendo l'applicazione più volte nella giornata, su tutta la superficie corporea. L'indice di protezione più indicato è, inizialmente, di 40, ma quando la pelle è più scura si può calare fino a 20/25.

Fototipo 3 (pelle quasi scura)
È il tipo più diffuso in Italia: carnagione chiara o moderatamente scura, occhi e capelli castani.
Sono i soggetti che si scottano solo occasionalmente, soprattutto nei primi giorni di esposizione o dopo esposizioni prolungate. Chi fa parte di questo gruppo deve utilizzare un prodotto solare ad alto fattore di protezione (valore 20) per i primi giorni di esposizione, in seguito si può ridurre ma mai eliminare del tutto la protezione.

Fototipo 4 (pelle scura)
Soggetti fortunati: carnagione piuttosto scura, occhi e capelli scuri (anche questo gruppo è comune nella popolazione italiana). Si scottano molto raramente e sviluppano un'abbronzatura rapida ed evidente. Se si rientra in questa classificazione dunque si possiede una bella pelle, che si difende da sé. È però sempre necessario fare attenzione ai raggi ultravioletti del sole e non passare troppo tempo al sole. Per i primi giorni della vacanza è consigliabile applicare un solare a fattore di protezione 15, soprattutto sul viso e sulle spalle, poi si può usare il 10.

Fototipo 5 (pelle olivastra)
Sono i soggetti con forte pigmentazione cutanea e carnagione scura. Si scottano molto raramente e possiedono un corredo melanico molto resistente che protegge la pelle.
Anche per la pelle scura è consigliabile però usare un solare con un indice 8 per i primi giorni di vacanza, senza dimenticare che l'eccessiva esposizione al sole induce le rughe precoci.

Fototipo 6 (pelle nera)
Che dire? La pelle nera sotto il sole non si scotta mai: possiede una elevata capacità protettiva contro i raggi ultravioletti, grazie alla forte pigmentazione scura che protegge le cellule del derma.
Non c'è quindi bisogno di solari ad alto fattore di protezione nei confronti dei raggi ultravioletti di tipo B, ma è consigliata la prevenzione da quelli di tipo A, principali responsabili dell'invecchiamento precoce.

Raggi solari, questi sconosciuti!
L'energia solare a cui la pelle è esposta è costituita da raggi infrarossi (Ir), che danno una sensazione di calore e benessere ma disidratano la pelle; luce visibile, che ha un effetto antidepressivo ma interviene nel processo di invecchiamento cutaneo; ultravioletti A (uv-A), sono i più deboli, provocano eritemi in misura minore e stimolano la melanogenesi, ma penetrando in profondità nella cute, possono alterare e distruggere le fibre elastiche e collagene. Sono quindi i responsabili di un invecchiamento prematuro ed irriversibile della pelle.
Gli ultravioletti B (UV-B) sono i principali responsabili di eritemi ed ustioni. Penetrano nell'epidermide dove determinano eritema, pigmentazione ed ispessimento dello strato corneo. Questi raggi possono essere molto pericolosi perché riescono a penetrare all'interno delle cellule danneggiandone il nucleo; le alterazioni del DNA che ne conseguono potrebbero essere le cause di alcuni tumori cutanei. Infine gli ultravioletti C (uv-C), sono molto pericolosi perché distruggono il nucleo cellulare ed uccidono le cellule. Fortunatamente questi raggi vengono trattenuti dalla fascia di ozono dell'atmosfera, pertanto il fatto che la barriera di ozono si stia riducendo è motivo di allarme per la nostra salute.


Brevi note sui prodotti solari
Sfatiamo il mito che i prodotti solari inibiscano l'abbronzatura. I solari schermano e proteggono, abituano la pelle al sole e permettono un'abbronzatura graduale che non provoca danni e dura più a lungo.
Le creme protettive vanno applicate in genere prima dell'esposizione al sole e non quando si cominciano ad avvertire fastidi o pruriti.
L'applicazione va ripetuta più volte durante il giorno e sempre dopo il bagno.

Negli Stati Uniti, ormai patria della protezione solare, i prodotti schermanti sono classificati come O.t.c, ovvero specialità farmaceutiche di libera vendita, mentre in Europa sono classificati come prodotti cosmetici. Sia in ambito europeo che statunitense la legge in materia di solari viene modificata di frequente: alcuni ingredienti limitati nell'uso o vietati completamente in Europa, sono invece concessi negli Stati Uniti e viceversa.

19/06/2002

Talassoterapia: la cura del mare
di
Giulia Serra

Non è un'idea nuova, diciamo che si tratta di un ripescaggio di antichi saperi! Già gli egiziani, i greci ed romani sfruttavano le proprietà dell'acqua di mare per cure sia preventive che curative, ma solo alla fine del diciottesimo secolo venne riscoperto il valore scientifico di questi trattamenti ed è negli ultimi trent'anni che si sono sviluppati centri attrezzati per le terapie.

E del 1986 la definizione di talassoterapia ufficiale, coniata dalla Federazione Mare e Salute in Francia: "in una località di mare privilegiata, la talassoterapia consiste nell'uso simultaneo - sotto controllo medico e con scopo preventivo o curativo - dell'azione salutare dell'ambiente marino che comprende: il clima marino, l'acqua di mare, i fanghi, le sabbie, le alghe ed altre sostanze estratte dal mare".

Con la talassoterapia si curano le affezioni della pelle e della circolazione, nelle forme di artrite, rigidità articolare, lesioni e numerose altre patologie come l'obesità, le malattie delle vene e dell'apparato genitale femminile, i disturbi della pelle, le infiammazioni delle prime vie respiratorie.

Se dal mare nasce la vita si spiega bene l'ancestrale e profondo legame tra questo elemento e tutti gli esseri viventi. L'acqua di mare è la più importante acqua minerale, la più completa, perché possiede quasi tutti gli elementi presenti in natura.

In un solo litro d'acqua ci sono 30-35 grammi di sali minerali, 19 grammi di cloro, 10,5 grammi di sodio e 1,35 grammi di magnesio, sono presenti poi in minore quantità zolfo, calcio, potassio, bromo, carbonio, stronzio, silicio, fluoro ed azoto.

Si aggiunge a tutto questo il clima marino, anch'esso ricco e generoso di altre sostanze minerali, soprattutto iodio ed ozono. Il mare e l'aria di mare sono davvero un grande aiuto per l'organismo umano che si rafforza e riesce così a difendersi meglio dalle aggressioni esterne.

Hydro-jet

Si tratta di una portentosa invenzione nel campo delle cure talassoterapiche! Allora, vi distenderete su un materasso ad acqua e sarete massaggiati da due potenti getti di acqua calda che massaggeranno muscoli ed articolazioni. Chi ha avuto la fortuna di provarlo racconta che la sensazione è paradisiaca, anche perché al contrario dei normali idromassaggi o dei massaggi manuali si è all'asciutto, completamente rilassati, ma con la sensazione di galleggiare mentre si sentono i muscoli e le contratture che si rilassano progressivamente.

L'immagine e l'idea che abbiamo del mare è così legata all'estate che siamo abituati ad immergerci tra le onde solo per trovare refrigerio o per il piacere di una bella nuotata, e dunque non consideriamo la 'vitalità' dell'acqua di mare: in essa si trovano elementi vivi come fitoplancton e zooplancton che svolgono la particolare funzione di sintetizzare le molecole ad attività antibiotiche e antivirali. L'interazione tra l'acqua di mare e il plasma si verifica solo grazie all'importantissima caratteristica della pelle umana; essa, infatti, soprattutto in condizioni particolari di temperatura e umidità, diviene un ottimo veicolo di scambio.

L'acqua di mare viene utilizzata per bagni, docce, fangature, sabbiature, alghe, inalazioni, irrigazioni, aerosol e nebulizzazioni.
Nel nostro paese è particolarmente rilevante la cura con la sabbia, grazie alla finezza e al buon coefficiente di assorbimento di calore delle sabbie dei nostri arenili. Nelle sabbiature la persona è sdraiata e ricoperta con un sottile strato di sabbia, lasciata per un tempo variabile dal 10 ai 20 minuti.

Un'altra applicazione della talassoterapia è la balneoterapia con acqua di mare riscaldata a 38 gradi. I bagni esercitano un'azione termica (che facilita la circolazione e l'ossigenazione dei tessuti), chimica (il corpo assorbe gli elementi presenti nell'acqua), idrodinamica (i movimenti si eseguono con minore fatica muscolare).
Altra importante applicazione della talassoterapia è quello con limi di origine sedimentaria marina o di lago salato, la cui componente solida è costituita da sabbia e argilla imbibita di acqua marina, sali e altro materiale organico. Le applicazioni vengono effettuate su tutto il corpo o solo su alcune parti, a una temperatura di circa 40° e vengono completate, dopo un tempo di posa di 10/20 minuti, con bagni in acqua di mare.
I trattamenti con le alghe marine, infine, potenziano gli effetti della balneoterapia nel senso di un maggior apporto di minerali e oligoelementi. Le alghe possono essere impiegate fresche o essiccate, con applicazioni locali, fatte con il prodotto riscaldato oppure disciolte in acqua marina per bagni.

Se vi siete convinti di avere davvero bisogno di una settimana di talassoterapia ecco qualche ottima struttura in Italia, anche se, a fare scuola sono senza dubbio i francesi, veri precursori di questi trattamenti marini. Per informazioni sui centri talassoterapico in Francia: www.thalassa.com oppure www.accortravel.com

Thermae del Parco al Forte Village Resort
Cominciamo dall'eccellenza! Siamo in Sardegna, a Santa margherita di Pula, in provincia di Cagliari. immerso in 26 ettari di vegetazione mediterranea e tropicale, il Forte Village Resort ha creato un centro talassoterapico, le Thermae del Parco. Il Centro, progettato in collaborazione con cattedra di Bioclimatologia Medica e Medicine Naturali dell'Università degli Studi di Milano, si avvale dell'uso esclusivo di un prodotto brevettato: l'Olio di mare.
Il metodo talassoterapeutico del Centro consiste in un circuito di immersioni articolato su cinque vasche, ognuna con caratteristiche specifiche: la prima vasca contiene l'olio di mare ed ha una temperatura fra i 30 ed i 38 gradi. L' effetto è quello di un eccezionale galleggiamento, uno scambio osmotico tra l'organismo ed il mare e la conseguente eliminazione dei liquidi in eccesso. La seconda vasca è caratterizzata da un'alta concentrazione di sale che prosegue l'effetto della vasca dell'olio portando a termine gli scambi tra l'organismo e il mare e garantisce inoltre un ambiente ideale per trattamenti terapeutici e di recupero osteo-articolare. La terza vasca è un paradiso: un idromassaggio a 30/38 gradi! E così fino alla quinta vasca, che con soli 20 gradi, è la vasca di reazione finale del percorso. Le correnti presenti nella grande piscina spingono ad avvicinarsi ai vari punti di idromassaggio ricavati in suggestivi grottini.
www.fortevillageresort.it


RiminiTerme
Un altro prestigioso centro di talassoterapia sorge a Rimini. Qui il motto è: "lava il mar tutti i mali umani", direttamente da Euripide! Qui il benessere la fa da padrona, in tutte le sue forme, prima fra tutte proprio la talassoterapia, particolarmente ricca perché prevede l'utilizzo combinato dell'acqua marina e dell'acqua termale. Il centro talassoterapico è in riva al mare, abbracciato da un'ampia spiaggia che segna il confine tra Rimini e Riccione. Questa felice collocazione consente di beneficiare degli effetti positivi del clima marino uniti a quelli fondamentali del sole, del mare e della sabbia. Una condizione ottimale per ritemprarsi e mettersi pienamente in forma.
www.riminiterme.com

Capri Beauty Farm
Altra perla nel settore Beauty Farm è a Capri, luogo incantevole già di per sé che, con questo centro talassoterapico offre un ulteriore motivo per visitarla.
Anche qui i trattamenti sono all'insegna dei fanghi termali e della talassoterapia, potrete scegliere tra: piscina talassoterapica con acqua di mare a 34°, ginnastica acquatica riabilitativa, idromassaggio talassoterapico con olii essenziali, algoterapia dimagrante, algoterapia disintossicante, algoterapia in bagno turco.
Il tutto in una splendida cornice naturalistica!
http://www.capri-palace.com/farm/it/index.html

23/04/2002

I metodi contraccettivi
di
Federico Pinci

Con il termine contraccezione si indicano quei comportamenti che consentono di godere della sessualità senza incorrere in successive gravidanze. Alcuni metodi contraccettivi possono essere efficaci anche nella prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili ed è dunque sempre il caso di proteggersi quando non si conosca a fondo lo stato di salute del proprio partner. La diffusione dei contraccettivi in Italia risale ad un periodo molto recente.

Negli ultimi venti anni tuttavia l'offerta farmaceutica si è piuttosto diversificata. Per questo abbiamo deciso di fornirvi una veloce panoramica dei metodi e dei prodotti più diffusi.

1. I tre grandi insiemi
Esistono tre principali classi di anticoncezionali: anticoncezionali di barriera, metodi naturali, interruzione volontaria (aborto).
Quest'ultima classe non costituisce a pieno titolo una strategia anticoncezionale. E' il termine "concepimento" a creare una certa confusione. Secondo alcuni è appunto possibile parlare di concepimento nel momento in cui a partire dall'ovulo fecondato compare la vita (attorno al terzo mese). Altri individuano nel concetto di "concepimento" una fase precedente, quella della fertilizzazione dell'ovulo (qualche ora dopo il rapporto sessuale).

2. Metodi di barriera
Per metodo di barriera si intende un qualunque sistema contraccettivo che tenda ad impedire l'incontro dello spermatozoo con l'ovocita.
In questa categoria annoveriamo profilattici, spermicidi, diaframma, spugne vaginali, coppette cervicali, preservativo femminile, sterilizzazione...

3. Metodi naturali
Il principe dei metodi naturali è il coitus interruptus (interruzione del coito), ovvero l'estrazione del pene dalla vagina prima dell'eiaculazione.
Ne esistono ovviamente molti altri. Un buon esempio è costituito dal metodo Billings che sfrutta i periodi di infertilità femminile.
Si tratta tuttavia di metodi non troppo attendibili.

4. Esempio 1: Il preservativo (barriera)
Chiariamolo subito, il preservativo (condom, profilattico…) nacque da subito come stratagemma per impedire la trasmissione di malattie veneree (gonorrea, sifilide ed oggi anche aids) o virali (epatite…), non come metodo anticoncezionale. Egizi e Romani adoperavano vesciche di animali per costruire la membrana che avrebbe ricoperto il pene. Sebbene l'idea oggi ci ripugni, per comprare i primi preservativi in lattice avremmo dovuto attendere gli anni '30.
Una progressiva riduzione del loro spessore in un periodo recente ha reso possibile coniugare la sicurezza ad una certa sensibilità e comfort. Sempre entro certi limiti, si intende.
Il profilattico costituisce una barriera fisica che raccoglie lo sperma in una guaina di gomma (dotata di apposito serbatoio) che riveste il pene durante l'atto sessuale. Esistono preservativi con sostanze spermicide e lubrificanti.
Attenti però. I profilattici possono danneggiarsi, rompersi, graffiarsi. Leggete bene le istruzioni, non conservateli nel portafogli, usate lubrificanti a base d'acqua, e, naturalmente, compratene uno della vostra misura senza lesinare sul prezzo!
Vantaggi
Si tratta della migliore prevenzione contro le malattie veneree. E' pertanto indicato ogni qual volta si abbiano rapporti con persone di cui non si conosca a menadito la "cartella clinica". Sembra inoltre prevenire il carcinoma del collo uterino per il quale è stata individuata una precisa causa virale trasmissibile sessualmente (Huma Papilloma Virus).E' semplice da usare e non necessita di prescrizione medica. Se usato correttamente ha una probabilità di fallimento non superiore al 2%.
Svantaggi
Si tratta in primo luogo di barriere psicologiche. Il profilattico inibisce la spontaneità del rapporto. Inoltre ostacola la sensibilità durante l'atto sessuale. Può rompersi. In questo caso sarà necessario ricorrere ad un metodo intercettivo post-coitale (incidenza di rottura del 2% con un uso corretto). Infine nel nostro paese il preservativo è ancora relativamente costoso.
Controindicazioni
Allergia ad uno dei componenti del preservativo, in particolare al lubrificante o allo spermicida.


5. Esempio 2: Coitus Interruptus (metodo naturale)
Il coito interrotto, cioè l'estrazione del pene per spostare l'eiaculazione all'esterno della vagina, non è un metodo contraccettivo efficace.
Il liquido prespermatico può contenere spermatozoi.
I rapporti in cui la penetrazione non è completa sono dunque anche loro rischiosi.
Il primo rapporto sessuale è inoltre a rischio come tutti gli altri al contrario di quanto se ne dica!
E' necessario usare i contraccettivi fin dalla prima volta, anche quando la penetrazione non è completa.

6. Esempio 3: Pillola del giorno dopo (interruzione volontaria)
Vale per questo metodo quanto asserito al punto 1 a proposito dell'aborto. Per questo se n'è fatto un gran parlare. Si tratta tuttavia di un rimedio indicato in alcuni casi. Non si può disconoscere infatti che molte giovanissime ricorrano tutt'oggi all'interruzione volontaria della gravidanza. Rispetto all'aborto questo metodo può risultare molto meno traumatizzante.

Pillola

Cos'è?
Si tratta di un farmaco composto da due sostanze simili agli ormoni che regolano l'attività dell'apparato genitale della donna (estrogeno e progesterone).

La pillola simula una situazione analoga a quella della gravidanza, mettendo a riposo le ovaie e bloccando l'ovulazione.

Deve essere prescritta dopo alcuni esami del sangue, delle urine, la palpazione del seno, l'esame del sistema circolatorio e il pap-test. I prodotti oggi in commercio hanno ridotto moltissimo gli effetti negativi che potevano essere riscontrati in passato, dato il basso dosaggio ormonale in esse contenuto. Se viene usata correttamente, ha un'efficacia contraccettiva assoluta.


Come si usa?
La prima pillola va assunta dal 1° giorno delle mestruazioni. Quindi una al giorno senza interruzioni per 21 giorni alla stessa ora (l'effetto contraccettivo delle pillole dell'ultima generazione è garantito sin dal primo giorno).
Al termine delle 21 pillole (finita la confezione) 7 giorni di intervallo e via con una nuova confezione!

Fallimento
Esistono farmaci che possono ridurre o inibire l'efficacia contraccettiva della pillola (antibiotici, tranquillanti, antiepilettici, carbone vegetale, purganti …).


Falsi miti
La pillola non provoca né cancro, né vene varicose, né riduzione della fertilità dopo la sospensione del trattamento, né parti gemellari.

- protezione dall'artrite reumatoide, dalle malattie infettive pelviche e dalla salpingite
- riduzione del 50% dell'incidenza del cancro endometriale
- riduzione del 50% della comparsa di mastodinia, di noduli benigni della mammella e di mastopatia fibrocistica.

Sicurezza
La pillola è praticamente sicura al 100%; i rari casi di fallimento sono dovuti in genere ad errori nell'uso del contraccettivo.

21/03/2002

Cellulite: il nemico numero 1
di
Maria Letizia Serra

Per combattere la cellulite occorre una "strategia" che si sviluppa su diversi fronti. Non possiamo affidarci Prendetevela con il palato molle, l'ugola, la parete posteriore della gola, le tonsille, la lingua, l'epiglottide.

Sono consapevole che la guerra non è facile. Occorrono tempo, pazienza, fatica e soprattutto un po' di soldi per acquistare qualche prodotto buono. Ma alla fine i risultati si vedranno.

Innanzitutto impariamo a conoscere il nostro nemico.

I 4 STADI DELLA CELLULITE

PRIMO STADIO:
A "buccia d'arancia"

Sintomi: frequente sensazione di gambe pesanti, gonfiori degli arti inferiori e formicolii

SECONDO STADIO:
Si alterano i tessuti
In questa seconda fase, il tessuto adiposo è più pastoso e si avvertono crampi e formicolii nella zona.

TERZO STADIO:
Si formano i noduli

Sono consistenti, dolorosi al tatto e disseminati su tutta la zona. I tessuti sono scarsamente irrorati, la pelle è a tratti "flaccida" e a tratti "molto compatta". La zona è più fredda del normale e i capillari sono radi e danneggiati.

Che cos'è la cellulite?
Tutto comincia a causa di problemi a livello venoso.
Le vene infatti, per cause costituzionali o di natura comportamentale, perdono la loro tonicità ed elasticità, provocando un rallentamento del flusso sanguigno, in particolare negli arti inferiori.
Il sangue ristagna nei capillari provocando la perdita di elasticità e permeabilità di questi, che non sono più in grado di nutrire in modo adeguato i tessuti circostanti.
Questo processo, lento ma inesorabile, provoca con il tempo un'infiammazione dei tessuti. Ecco dunque che compare la cellulite, chiamata scientificamente "pannicolopatia fibro-edematosa".

Le cause
All'origine della cellulite c'è un insieme di cause genetiche, costituzionali, ormonali e vascolari, spesso aggravate da vita sedentaria, da stress, da malattie epatiche, cattiva alimentazione, disturbi intestinali o da quelle patologie caratterizzate da una ritenzione idrica marcata.
Gli squilibri ormonali sono alla base della cellulite; il sesso femminile, con l'azione dell'estrogeno e delle sue implicazioni sul microcircolo, risulta essere predisposto nei confronti della sua formazione, specialmente durante la pubertà, la gravidanza o la pre-menopausa, quando cioè l'attività degli ormoni ovarici è al massimo. Agenti diversi, come il vestiario o le calzature inadatte, disturbi posturali ed atteggiamenti corporei scorretti, rallentando il circolo sanguigno e linfatico, rappresentano cause predisponenti lo sviluppo di cellulite.

I rimedi "fatti in casa"
Oltre ai rimedi drastici e costosi del vostro medico estetico, esistono una serie di azioni e attenzioni che possiamo autonomamente mettere in pratica per sconfiggere il nemico.

Guanti
Bagni-doccia
Movimento
Anti-stress
Acqua
Tisane
Vitamine
Calze

Guanti
La cellulite è il nemico e dunque non si può trattarla con dolcezza. Bisogna aggredirla con guanti di crina o di microfibra, da usare sotto la doccia tutti i giorni.
Il massaggio delle gambe si fa partendo dai piedi e risalendo fino alla vita. In questo modo fa bene alla circolazione. La ruvidità del guanto elimina le cellule morte superficiali. Così stimola la cellulite a rigenerarsi e la pelle è più liscia.

Bagni-doccia
Dimenticate l'idea di immergevi in vasche bollenti e profumate, perché l'idea piace molto anche alla vostra cellulite. Con l'alta temperatura infatti, le vene si dilatano e perdono elasticità. E i cuscinetti, sigh, aumentano!
Niente più bagni bollenti, allora, ma solo a temperatura media (non più di 38°).
Un consiglio: invece del bagnoschiuma, sciogliete nell'acqua un prodotto snello a base di alghe. Oppure un pacco di sale da cucina: aiuta la circolazione ed elimina le cellule morte facendo un leggero scrub.

Movimento
Dicono che la sedentarietà è una delle principali cause della cellulite. Ma chi lavora tutto il giorno a una scrivania non ha molta scelta, ribatto io! Ecco allora un esercizio utile da fare in ufficio: sedute con le gambe parallele e i talloni a terra, contraete per dieci volte le natiche. Ripetete questo semplice movimento ogni ora: è utile per rassodare i tessuti. Non bisogna poi accavallare le gambe: il sangue fa più fatica a circolare e si formano ristagni di liquidi.

Anti-stress
Ansia, fretta, stress provocano sbalzi ormonali che si ripercuotono negativamente sulla linea, perché favoriscono la cellulite. Quando sentite che la tensione cresce, imparate a rilassarvi respirando. Mettetevi sedute con la schiena dritta. Appoggiate la punta della lingua appena sopra l'arco superiore dei denti e non toglietela per tutto l'esercizio. Soffiate rumorosamente tutto il fiato dalla bocca aperta, chiudetela e inspirate silenziosamente dal naso contando fino a quattro. Trattenete il respiro e contate fino a sette. Ricominciate da capo, per tre volte.

Acqua
Sembra un controsenso, ma se ci sono ristagni di liquidi bisogna bere di più. È l'unico modo per eliminarli in continuazione. La dose giusta? Due litri al giorno di acqua minerale non gassata e mai fredda. L'ideale per beneficiare delle diverse proprietà delle acque, è alternare i tipi. Per esempio un giorno diuretica, poi disintossicante e così via.

Tisane
Prima di dormire, bevete una tisana anticellulite. Le erbe aiutano l'organismo a disintossicarsi. Ecco una ricetta da far preparare al vostro erborista:
10 g.di foglie d'edera
20 g. di gambi di ciliegie
5 g. di frutti di ippocastano
5 g. di foglie di boldo
5 g. di foglie e fiori di passiflora, 10 g. di fucus
Ne basta un cucchiaino in una tazza d'acqua calda.

Vitamine
La vitamina più utile per combattere la cellulite è la E. "Protegge le vene, le arterie e rafforza i capillari. Quindi fa bene alla circolazione. Questa vitamina si trova nei cereali integrali (pane, pasta, riso), nei germogli di soia, nell'olio di germe di grano e nelle noci, nocciole e mandorle. La dose? L'ideale è consumarne 60 milligrammi al giorno, cioè quanta ne contengono sei o sette noci.

Calze
Lavorate tanto in piedi? Allora indossate delle calze elastiche. La compressione favorisce la risalita dei liquidi dalle caviglie verso il corpo e si evitano così i ristagni. Meglio scegliere il tipo "contenitivo" e non quelle pesanti per chi ha le vene varicose.

1/03/2002

Russare: si salvi chi può!
di
Enzo Laudando

"Il mio uomo ideale? Uno che non russi!". Così una celebre nobildonna francese amava rispondere a chi le chiedeva l'identikit dello sposo perfetto. Oggi le diremmo: "Mademoiselle, se si innamora di un russatore non si strappi i capelli, i rimedi ci sono". Eccoli

Prendetevela con il palato molle, l'ugola, la parete posteriore della gola, le tonsille, la lingua, l'epiglottide.

Sono questi organi a produrre uno dei rumori più fastidiosi conosciuti in natura: quello del russare, anzi del russamento, come ci insegnano gli specialisti.

DOVE CURARE I DISTURBI DEL SONNO

Ecco alcuni centri specializzati:

BARI Clinica neurologica 1,

BOLOGNA Policlinico "S. Orsola" Istituto di clinica neurologica dell'università

MILANO Ospedale "S. Raffaele"

PARMA Clinica neurologica dell'università

PAVIA Istituto neurologico dell'università, ospedale "C. Mondino"

ROMA Policlinico Gemelli, complesso integrato Columbus

UDINE Ospedale Santa Maria della Misericordia

Ad essere più precisi la colpa sarebbe dell'aria, che col suo passaggio fa vibrare fastidiosamente i nostri organi. Ma l'aria è un'amica troppo cara e, almeno io, non me la sento di criminalizzarla troppo.

Quindi quali rimedi potremmo consigliare ad un russatore prima di prenderlo a cuscinate? Iniziamo dai più semplici.

Prima di tutto non bisogna dormire sdraiati sulla schiena: la posizione supina fa cadere la lingua più indietro, aumentando il rumore. C'è un vecchio trucco per evitare di stare supini: cucire nel retro della maglia del pigiama un oggetto solido la cui scomodità sia tale da dissuadervi dal mettervi a schiena in giù. Un cucchiaio o una palla da tennis vanno più che bene.

LINKS UTILI

- I rischi di chi russa in gravidanza
- L'apnea notturna
- Russamento e divorzio

Evitate sedativi, sonniferi e antistaminici: deprimono il sistema nervoso centrale e questo può far rilasciare troppo i muscoli della gola, con probabile aumento delle vibrazioni.

Inoltre tenete il naso ben sgombro, altrimenti aumenterà la necessità di respirare con la bocca, e rinunciate all'alcol, che rilassa il tono muscolare e rende meno attivi i centri del respiro

ATTENTI A QUESTI SINTOMI

In passato il russamento provocava quasi unicamente ilarità. In seguito si è compreso che questa particolare forma di emissione sonora può provocare serie conseguenze per la salute di chi ne soffre e costituisce il segnale d'allarme di due malattie importanti: la roncopatia cronica e la sindrome da apnea del sonno (SAS o sleep apnea syndrome), stadi successivi e peggiorativi di questo disturbo del sonno.



Le persone affette da roncopatia cronica russano in modo discontinuo, a volte con forte rumorosità e progressivamente tendono a presentare sintomi che indicano un sonno disturbato e una ridotta ossigenazione dell'organismo: risveglio difficile, affaticamento mattutino, talvolta cefalea. Gradualmente viene ad instaurarsi una vera sindrome da apnea del sonno (SAS), che è responsabile di una netta riduzione dell'ossigenazione dell'organismo durante il riposo. Le continue fasi di riduzione di ossigenazione e di aumento dell'anidride carbonica nel sangue stimolano il cervello e svegliano molte volte il paziente il cui sonno è caratterizzato da agitazione, da continui cambiamenti di posizione, da frequenti risvegli, da forte e violento russamento interrotto da fasi di silenzio (apnee), seguite da rantoli e boccheggiamenti. È importante consultare il proprio medico curante se ci si accorge della presenza di qualcuno di questi disturbi, perché una diagnosi precoce ed appropriata della SAS è il primo passo verso la sua cura.

Ovviamente questi rimedi funzionano solo se il disturbo è leggero. Per chi ne soffre più drasticamente i rimedi devono necessariamente salire di livello.

Ad esempio una rigorosa dieta. Sappiate che chi ingrassa fuori ingrassa anche dentro. La parte interna delle guance si gonfia, il palato diventa morbido, l'ugola si allunga e diventa grande e pesante. In questi casi la lingua tende a cadere indietro e a restringere la via respiratoria impedendo all'ossigeno di entrare.

Molti esperti consigliano di affiancare ad un'alimentazione equilibrata degli strumenti più prettamente medici: dilatatori delle narici, bande di contenzione del mento, cuscini speciali per la nuca, maschere, apparecchi che emettono impulsi particolari, svegliando il russatore e inducendolo a cambiare posizione. In ogni caso alcuni di questi metodi possono risultare fastidiosi per il paziente e talvolta poco efficaci.

Quando poi il russare diventa patologico, all'orizzonte può profilarsi il trattamento chirurgico. Ce ne sono di vari tipi e hanno lo scopo di migliorare la ventilazione nasale e di correggere in modo specifico le condizioni anatomiche causa della roncopatia (russamento cronico).

L'adenoidectomia, associata o meno alla tonsillectomia, in genere è sufficiente per risolvere la roncopatia nei bambini. La tonsillectomia è indicata anche nell'adulto in caso di tonsille voluminose, ostruenti. La settoplastica consiste nel riposizionamento di un setto nasale deviato. Oggi questi interventi possono spesso avvalersi dell'uso del laser CO2 ed essere effettuati in ambulatorio con anestesia locale.

13/02/2002

Ciccia: balla che ti passa
di
Enzo Laudando

"Canta che ti passa" siamo abituati a dire. "Balla che ti passa" dovremmo correggerci, perché ballando modelliamo il corpo e rinfranchiamo lo spirito.

Non esageriamo molto dicendo che un banalissimo mambo può essere la sintesi ideale tra la sfacchinata dello spinning e la meditazione yoga, oltretutto risparmiandovi estenuanti pedalate nei sotterranei delle palestre o performance da fachiro sui lettini chiodati. Con tutto il rispetto, s'intende.

E IN DISCOTECA?

Hip-hop e funky

350-450 le calorie bruciate in un'ora di ballo. Ottimo per le articolazioni delle gambe, ideale per mantenere allenata la muscolatura addominale, divertente soprattutto in gruppo.

House e garage
Aiutano a tonificare un po' tutto il corpo, allentano la tensione e sciolgono la muscolatura: il consumo in un'ora circa è di 440-500 calorie.

Techno
Ballando a questo ritmo si bruciano circa 650 calorie in un'ora per gli uomini, circa 500 per le donne. Il ritmo di circa 140 battiti per minuto contribuisce a tonificare la muscolatura delle gambe, delle cosce, dei polpacci e anche delle braccia. In generale si può dedurre che aiuta a dimagrire.

Trance
Il consumo è di 500-600 calorie in un'ora. Il movimento è costante soprattutto per gambe e braccia, che ruotano e rimangono sospese nell'aria per l'effetto sonoro. Vengono irrobustite le spalle mentre la vita ed i fianchi si muovono tonificando e snellendo il bacino.

Per capirci meglio: qui non vogliamo tirar fuori la vecchia storia che ballando s'acchiappa (peraltro vera), ma evidenziare come il divincolarsi in pista abbia ricadute reali sul benessere fisico e sulla linea del nostro corpo.

Ad essere pignoli si può stilare un dettagliato menù, in cui ad ogni tipo di ballo sono associati i suoi maggiori effetti benefici. È tutto vostro.

Liscio
Liberissimi di impararlo solo per sfoggiare la vostra abilità in pista il sabato sera, ma sappiate che il sempreverde liscio favorisce il buon funzionamento dell'apparato cardiocircolatorio, di quello respiratorio, delle articolazioni e dei muscoli. Magari fateci un pensierino quando vi lanciate in un valzer, una polka o una mazurca.

Latino americano
C'è qualcuno a cui non piacerebbe rassodare l'addome o i glutei? Prima di avventurarvi in chissà quali rimedi o diventare clienti di costosi studi
specialistici, provate con la samba (per l'addome) e con la rumba (per i glutei). Più in generale, i balli latino americani tonificano l'interno coscia.

Flamenco
E qui veniamo alla cellulite, di cui il flamenco è nemico giurato. I movimenti dell'insieme busto-braccia-mani e soprattutto l'incessante lavoro dei piedi avranno l'effetto di una terapia per gli arti inferiori. E inoltre apparirete maledettamente sensuali, a patto ovviamente di ballarlo bene.

BENESSERE & DENARO

Ecco i numeri del ballo in
Italia

6 milioni: le persone che lo praticano.

35.000: i ballerini a livello agonistico.

6.000: i maestri diplomati.

60.000: gli addetti.

9.000: le orchestre in attività.

900: i club e le organizzazioni.

1 milione: gli spettatori annui.

3.000 miliardi: il fatturato netto.

8.000 miliardi: il fatturato con l'indotto
.

Tango
Non ringrazierete mai abbastanza Piazzolla per avervi dato, con le sue composizioni, la possibilità di rassodare i polpacci e i muscoli della schiena. Il tango fa lavorare soprattutto questi ultimi, sollecitandoli con ripetuti cambi di posizione. Siate prudenti se avete problemi alle articolazioni.

Danza del ventre
Oltre ad avere un effetto, come dire, benefico sugli uomini che la osservano, la danza del ventre tonifica le spalle e, attenzione attenzione, scioglie i fianchi e la pancia, bruciando 400 calorie all'ora. Se poi aggiungiamo che migliora respirazione e circolazione, alleviando i dolori alla schiena, ce n'è abbastanza per vincere la paura di cimentarsi in un ballo ritenuto spesso troppo osé.

Mambo
Il mambo porta via ben 300 calorie all'ora. Magari non ha così tanti seguaci come altre danze caraibiche (salsa e merenghe), ma snellisce certamente di più. Le gambe sono le prime a trarne beneficio, impegnate in un continuo gioco di flessioni e spostamenti di peso, ma c'è da lavorare anche per gli addominali superiori e inferiori.

LINKS UTILI

Latino americano
Mappa dei locali in Italia

Tango
Dove impararlo
Forum per tangueros

Danza del ventre
Perché fa bene
Costumi e accessori

Capoeira
Con la capoeira saliamo decisamente di livello. Per chi non l'ha presente è quella danza che riproduce i movimenti di una lotta, ricordando alcune mosse delle arti marziali. È la riproduzione moderna delle risse inscenate dagli schiavi africani deportati in Brasile nel '500. Ballare la capoeira significa, oltre che lasciare gli spettatori a bocca aperta, sviluppare capacità acrobatiche e intuito. Dopo un buon numero di lezioni (ogni 90 minuti si bruciano 600 calorie) il fisico acquisterà un'agilità e un'elasticità invidiabili.



Home Chi siamo Registrati Contattaci Mappa C'è posta

Sito realizzato da After S.r.l.

Da non perdere

CAMILLE PISSARRO. IMPRESSIONI INCISE
"ARTE IN MEMORIA 2" ALLA SINAGOGA
JOSHUA REYNOLDS A PALAZZO DEI DIAMANTI