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29/7/201017:44

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Il peperoncino, per vivere bene!

9.000 anni portati benissimo! È il peperoncino. Conosciuto in Messico 9.000 anni fa e già nel 5.500 a.C. era presente in quelle zone come pianta coltivata.
Una precisa testimonianza la troviamo nella biografia di Montezuma, ultimo signore degli Aztechi, che mentre era prigioniero di Cortez, passava il tempo scherzando con le sue concubine mangiando pietanze con peperoncino rosso.
In Europa il peperoncino è arrivato con Cristoforo Colombo che l'ha portato dalle Americhe; evidentemente ne intuì fin da subito le sue infinite qualità. Prima di quella data si era comunque già diffuso in Asia e Africa. Finito questo breve ragguaglio storico, possiamo ora parlare delle innumerevoli proprietà terapeutiche di questo “oro rosso”.
In troppi sono convinti che il peperoncino fa male, ma si tratta solo di un pregiudizio. Infondato come tutti i pregiudizi.
Probabilmente è dovuto alla somiglianza dei nomi pepe e peperoncino che ha fatto supporre una stretta parentela e quindi ha trasferito al peperoncino gli aspetti negativi del pepe che notoriamente fa male alla salute.

La verità è che non esiste nessun rapporto fra pepe e peperoncino; nonostante la somiglianza linguistica. Il primo appartiene alla famiglia delle Piperacee che niente hanno a che fare con le Solanacee che comprendono il peperoncino.
Può darsi invece che a determinare i giudizi negativi sia stato il piccante.
In ogni caso le maggiori preoccupazioni sono per lo stomaco. Molti affermano di non poter mangiare peperoncino perché "brucia lo stomaco" o causa "bruciori allo stomaco".

Non c'è niente di più sbagliato. Sicuramente il peperoncino è stomachico cioè favorisce la secrezione dei succhi gastrici e quindi la digestione. Molte regioni meridionali conservano nella tradizione popolare un infuso digestivo fatto di camomilla calda con l'aggiunta di un cucchiaino di polvere di peperoncino e un po' di miele come dolcificante.

In Calabria, nella Riviera dei cedri, si prepara un ottimo digestivo di cedro e peperoncino. Si ottiene mettendo in infusione nell'alcool corteccia di cedro e polvere di peperoncino piccante. Si chiama Zafarà.

In Cina il peperoncino rosso viene normalmente utilizzato contro la depressione, soprattutto quando questa si accoppia all'inappetenza.
Non sono da meno in India dove la medicina ayurvedica sostiene che il peperoncino "stimola lo spirito e il sangue".

Senza ricorrere a queste lontane tradizioni non c'è dubbio che un buon piatto di pasta aglio, olio e peperoncino, mangiato in compagnia, aiuta a superare in allegria tutti i piccoli problemi depressivi.

Cosa contiene il peperoncino?

Non è solo piccante. Vi stupirete leggendo quante vitamine contenga e quindi quanto sia utile e raccomandabile mangiarne in grande quantità!

100 grammi di peperoncino contengono: 15g di sostanze azotate, 1.2g di olio essenziale, 12.5g di olio fisso, 20g di cellulosa, 35g di sostanze non azotate, 0.05g di capsaicina, oleoresina, capsantina, colorante carotenoide rosso, quercitina, esperidina, erodietina, acido malonico, citroflavonoidi, lecitina, vitamina C, vitamina PP, vitamina E, vitamina K, vitamina P, vitamina A, sali minerali (potassio, rame, ferro, etc...).

Da questa breve e semplice analisi del peperoncino si deduce la ricchezza di vitamine e di importanti enzimi che esso contiene. Le vitamine in particolare sono importanti stimolatori della vitalità dei tessuti e di tutto l'organismo, ma per poter essere assimilate dagli alimenti innanzi tutto bisogna che questi siano consumati crudi, infatti una temperatura superiore ai 70° C danneggia irrimediabilmente qualsiasi vitamina.
Inoltre se le vitamine sono contenute nei semi dei frutti bisogna che questi vengano essiccati ad una temperatura che non superi i 30°C, poi devono essere polverizzati per poter permettere agli agenti digestivi di assimilare le sostanze in esso contenute.

Coltivare il peperoncino.

Niente di più facile! Il peperoncino si presta benissimo ad essere coltivato anche in terrazzo, e i suoi frutti rossi sembreranno in realtà meravigliosi fiori ornamentali!

Se volete avere dei bei peperoncini, per di più biologici, provate a coltivarli in giardino, o in terrazzo, anche un vaso andrà benissimo, è una pianta spartana che non richiede particolari attenzioni.
Il periodo più adatto per la semina cambia a seconda del posto: nell'Italia meridionale può essere fatta da Gennaio a Febbraio; deve essere rimandata a Febbraio-Marzo nell'Italia centrosettentrionale.

Procedete alla semina in cassette o vasi da tenere al riparo e bagnatele spesso con molta acqua.
Il seme va interrato a una profondità di uno o due centimetri. A distanza di due mesi, quando le piantine sono cresciute al punto di avere 5/6 foglioline, metterle a dimora nel terreno precedentemente preparato.
Fondamentale l'irrigazione: va fatta ogni 3/4 giorni in semenzaio e ogni 5/6 giorni quando le piantine sono a dimora. Evitare in ogni caso gli eccessi e ricordarsi di annaffiare le piantine immediatamente prima di estirparle dal semenzaio e immediatamente dopo la messa a dimora.

27/01/2005

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